Dopo aver passato la serata in compagnia di Davide e dei suoi amici, in particolare Leonardo, un biondino minuto ma furbo e grande palpatore, ed eccitata dalle carezze di quest’ultimo, feci l’amore con Davide, lì in piedi, appoggiata al lavandino della cucina realizzando così anche una delle mie fantasie erotiche. Ero stanchissima e provata, tanto che fu Davide ad accompagnarmi a letto e, per la prima volta, si coricò vicino a me trasgredendo ad una delle nostre promesse.
Era molto tempo ormai che un uomo non dormiva con me, al mio fianco, nel mio letto, forse proprio per questo non ebbi il coraggio di dirgli nulla anzi, forse, inconsciamente lo desideravo. Lui mi prese tra le sue braccia e ci addormentammo abbracciati. Al risveglio sentii le sue mani che ancora appoggiate sui miei seni ma soprattutto il suo cazzo duro tra le mie natiche, in particolare lo sentivo spingere contro il mio buchino. Non era casuale la cosa, anzi era una delle sue ossessioni.
Lo spinsi via delicatamente e girandomi verso di lui gli dissi: “Su Davide, è ora di alzarsi, devi andare a scuola!” “Uffa nonna, non vorrai che mi alzi in queste condizioni!” Alzo il lenzuolo e mi mostrò il cazzo duro, quindi appoggiò le sua mani sulla mia nuca e delicatamente avvicinò il mio viso al suo cazzo. Era chiaro cosa volesse da me, ma la mattina appena sveglia non ho le voglie di un ragazzo ancora nel pieno della tempesta ormonale. Brontolai qualcosa ma lui aggiunse: “Dai nonna, sarà un piacere anche per te, ne sono sicuro.” Ormai rassegnata presi in bocca il suo cazzo e cominciai a succhiarglielo accarezzandogli i coglioni.
Lui si abbandonò a me ed io cercai di fare del mio meglio. Lui come risposta cominciò ad accarezzarmi la schiena, poi scese con le mani fino al solco delle mie natiche e con il dito cerco di penetrare il mio culetto. Lo spinsi via protestando ma lui tornò alla carica, al mio terzo rifiuto desistette e lasciò che lo spompinassi senza più insistere. Allora riportò la mano sulla mia testa accompagnando i miei movimenti con i quali gli leccavo e succhiavo il cazzo. Dal modo con cui si agitava e accompagnava con i fianchi il mio lavoro, capii che non mancava tanto al suo godimento ed infatti da li a pochi secondi una serie di potenti getti del suo seme caldo inondarono la mia gola. Dopo qualche secondo si alzò e andò in bagno a farsi la doccia. Io, ancora ansimante mi sdraiai con tutto il suo sperma in bocca.
Lo deglutii tutta orgogliosa di ciò che avevo fatto. Ora non solo cominciavo ad apprezzare la pratica della fellatio, ma provavo anche un senso di perversione che mi eccitava. Pensando a ciò che mi era accaduto in questo ultimo periodo, mi dicevo che ero diventata completamente pazza, in pochi giorni ero diventata una pervertita ossessionata dal sesso. Se mio defunto marito mi vedesse adesso!! Ripresami dalle mie emozioni dopo la partenza di Davide per la scuola, iniziai a fare le faccende domestiche. Rassettai la casa, uscii per delle commissioni e al rientro lavai a mano il mio intimo ancora sporco dalle disavventure del giorno prima e lo stesi ad asciugare in cucina.
Quando Davide rientrò dalla scuola lo accolsi con un bacio, ahimè dimenticandomi che con lui c’era anche Leonardo che il giorno prima aveva preso accordi per studiare insieme. Quest’ultimo anche lui mi salutò baciandomi cercando però di stamparmi il bacio sulle labbra, lo schivai presentandogli chiaramente la guancia. Davide allora guardandomi con complicità mi disse che dopo aver bevuto un bicchiere d’acqua sarebbe dovuto andare nel ripostiglio a cercare un libro per un suo compagno di scuola e che ne avrebbe avuto per un’ora. Sentivo che stava preparando qualcosa e mi sentivo ingannata. E voilà, eccomi qui sola con il suo amico Leonardo ed anche un po’ imbarazzata, e lui più imbarazzato di me. Per rompere il ghiaccio lo invitai in cucina e gli offrii qualcosa da bere.
Lui guardò con attenzione il mio intimo steso ad asciugare, poi mi fissò intensamente, mi prese la mano ed arrossendo mi disse: “Signora, volevo dirle una cosa.. emm.. cioè.. “ Poi prendendo il coraggio a due mani continuò “... mi sono innamorato di lei.” “Ma cosa stai dicendo, sei un ragazzino, non puoi innamorarti di una vecchia come me! Tu devi frequentare le ragazzine della tua età. Poi perché mi stai dicendo questo?” “Bhe, ieri quando l’ho vista ho sentito una forte attrazione per lei.” “Si, ho visto, e ti dovresti anche vergognarti! Hai anche cercato di palpeggiarmi” Si vedeva che la vergogna gli saliva in volto ma non mi lasciava la mano, ed io non facevo niente per toglierla. Poi, vedendo il suo disagio, lo consolai accarezzandogli un braccio e gli dissi: “ Dai, non preoccuparti, non è poi così grave la cosa.
Ma sai che hai una verve veramente comica? Ieri quando raccontavi le vostre avventure mi hai fatto veramente ridere.” Non so perché gli dissi così, ma ciò lo confortò e di colpo ritrovò la sua sicurezza. “Non avevo mai fatto una cosa così, mi scusi signora.” “Dai, non importa. Ma dimmi, con le ragazzine come va?” “Male, non so come prenderle, ho paura che si prendano gioco di me. Non ho mai fatto niente con loro.” “Ma neanche un bacio?” “No, non so baciare ed ho paura che poi mi scherzino.” “Ma tu non hai nessuno che ti possa insegnare come si fa? Che so, una cugina, una zia o.. la mamma?” Io, memore dell’impressione che mi aveva fatto il giorno prima, deliberatamente toccai la corda più sensibile evocando la mamma.
Lui si strinse nelle spalle rosso di vergogna. E qui calai il carico da undici: “E’ di tua madre che sei innamorato, non è vero?” Scosse la testa verso il basso annuendo. Quel gesto mi fece molta tenerezza, mi avvicinai a lui e lo bacia sulla guancia in modo materno, quindi gli sussurrai: “Su, parlami di lei, com’è?” Mi spiegò che vive solo con lei, che il padre non l’ha mai conosciuto, quindi prese il cellulare e cominciò a mostrarmi delle sue foto. Era una donna piuttosto bella e lui, era molto eccitato mentre mi mostrava le sue immagini. Si vedeva che era innamorato di lei dal modo in cui guardava sullo schermo le immagini che si succedevano. Che dire? Una donna completamente dedicata al figlio tanto da non avere il tempo per cercarsi un uomo per lei.
Mi prese di nuovo la mano e me la strinse tra le sue. Allora gli dissi: “Dai, vieni e abbracciami forte.” Ero pazza nel farlo, se Davide ci avesse visti avrei potuto compromettermi, chissà cosa avrebbe pensato. Leonardo timidamente mi abbracciò allora aggiunsi: “Dai, immagina che io sia tua mamma ed abbracciami più forte che puoi.” Lui mi strinse contro di lui, alzai la testa per guardarlo e le nostre labbra si toccarono. Lo presi per la nuca e gli diedi la prima lezione di “bacio”. Lui era un poco maldestro, ma seguendo le mie indicazioni le nostre lingue cominciarono ad intrecciarsi in modo più armonioso. Sentivo il suo sesso appoggiato contro il mio ventre irrigidirsi sempre di più, le sue mani correvano dalla mia schiena alle mie natiche, ma lo lasciai fare. Fu quando le sue mani cominciarono a correre sui miei seni che, soffocando la voglia e l’emozione, decisi che era ora di fermarmi.
Accidenti come mi aveva eccitata quel piccolo diavoletto. “Allora, porcellino, mi sembra che la cosa comincia a piacerti.” Gli dissi guardando il rigonfiamento dei suo pantaloni. “O signora è stato bellissimo, mi insegni ancora qualche cosa..” “No Leonardo, per oggi è tutto ma baciami ancora.” Ora lo faceva molto bene. Cercai con gentilezza di calmare i suoi ardori giovanili, le sue mani svolazzavano sul mio corpo anche se tutto sommato la cosa era molto piacevole. “Bene Leonardo, forse è meglio che ci calmiamo. Parliamo ora di tua mamma.” Fino al ritorno di Davide noi parlammo della mamma. Lo interrogai sulle abitudini di lei e, in base alle sue risposte, gli suggerii diverse strategie per sedurla, cose per le quali mi ringraziò poi, da parte mia, gli feci giurare di non dire mai a nessuno ciò che avevamo fatto. Quando Davide ritornò ci guardò con aria maliziosa, un piccolo sorriso solcava il viso dell’amico.
Dopo poco Leonardo tagliando corto, si sbrigò a salutarci e se ne andò, facendomi capire che il pretesto del compito insieme non era altro che una scusa da loro orchestrata per lasciarmi solo con lui. “Allora nonna come è andata con Leonardo?” “ Bene, è un ragazzo molto gentile.” “E cosa avete fatto?” Non volevo dirgli niente, ma so che era impaziente di sapere cosa era successo allora gli raccontai tutto l’accaduto e, quando ebbi finito il racconto, mi abbracciò e mi disse: “Sei stata davvero grande nonna! Mi piacerebbe che tu andassi un poco più in là con lui.” “Davide, tu sei pazzo! Non ho nessuno intenzione di andare a letto con i tuoi amici!” “Non tutti i miei amici, solo lui. Leonardo è il mio migliore amico, e poi a te non piacerebbe avere due uomini tutti per te?” Non gli risposi, anche perché era una cosa che mai mi era passata per la testa. Davide infilò una mano sotto la gonna e cominciò ad accarezzarmi tra le gambe.
