„Ma che hanno tutti, oggi?“ Si chiese Marco, anche se sapeva che Alex era sempre stato incuriosito dai rapporti uomo-uomo.
«No, grazie.»
«Dai, è ovvio che resterà fra noi.»
L‘esitazione non durò a lungo. Marco non poteva negare di essersi spesso sparato una sega fantasticando su Alex. E poi erano sempre stato molto gentile con lui.
«È veramente grosso.» Osservò Marco, lanciando un’altra sbirciata.
«Toccalo.»
Marco allungò incerto la mano. Le sue dita si strinsero delicatamente attorno a quel palo. Alex trattenne un gemito. Strinse più forte. Era duro. Durissimo.
Cominciò a muovere la mano su e giù. Marco rimase come ipnotizzato dallo sparire e riapparire del glande sotto la pelle.
Alex non gli avrebbe mai chiesto di prenderlo in bocca. Però… però, Marco aveva voglia.
Le sue ginocchia si piegarono e la sua testa si trovò fra le sue gambe. Alex lo fissava incredulo. Le labbra di Marco si serrarono attorno quel gigantesco lampone.
Marco rimase un attimo in attesa. Aspettava una reazione dell’amico. Non successe nulla. Marco iniziò a succhiare.
La saliva cominciò a colargli fuori dalla bocca. Aveva paura a ingoiarlo tutto, ma voleva sentirlo tutto suo. Lentamente iniziò a spingere la testa, finché i peli dell’inguine non arrivarono a stuzzicargli il naso.
Alex ansimava. «Sei bravissimo. Nessuna era mai riuscita a ingoiarlo tutto.»
La porta si aprì di scatto.
„Cazzo.“ Pensò Marco. „Mi son scordato di chiudere a chiave.“ Non osò alzare la testa da dietro la scrivania.
La porta si richiuse subito. Stavolta sentì anche il rumore della chiave che girava nella serratura.
«Allora sei proprio un puttanello.»
Quella non era chiaramente la voce della madre di Alex. Marco alzò la testa e vide di nuovo quel sorriso: beffardo e amichevole. Alex non fiatava. Era evidentemente il più imbarazzato di tutti.
«Tranquillo, Alex.» Lo rassicurò Alessio. «Mi sono fatto pompare il cazzo da `sto troietto proprio stamane.»
Alex esalò un profondo sospiro, come se avesse trattenuto il fiato da quando Alessio era entrato nella stanza.
«Dai, Marco, non lasciare il tuo lavoro a metà.» Incitò Alessio. «Non vorrei che il nostro amico non possa godere come ho goduto io.» Gli occhi di Alessio brillarono.
Per un attimo rimasero tutti e tre immobili in silenzio. Poi il cazzo di Alex riprese a gonfiarsi. Alessio si mise dietro Marco e spinse la testa del ragazzo verso il cazzo di Alex.
Marco cercò di ritrarsi, ma anche il suo membro iniziava a riprendere forma. Mentre Alessio continuava a spingere finalmente Marco aprì la bocca e accolse nuovamente quel gigante al suo interno.
Riprese a succhiare velocemente. Si rese conto che la presenza di Alessio lo eccitava. E anche Alessio pareva apprezzare quella situazione: si sedette sul divano di fianco alla scrivania e mise una mano nei boxer.
Alessio tossicchiò varie volte per attirare l’attenzione. Alla fine Marco capì che lo stava chiamando.
Alessio si stava ancora massaggiando il cavallo e sorrideva. Fece un cenno del capo a Marco, invitandolo ad avvicinarsi.
Marco guardò Alex, sperando di vedere la sua opposizione, ma il ragazzo alzò le spalle, fingendo indifferenza.
Marco sospirò e a testa bassa si avvicinò a Alessio, camminando sulle ginocchia.
Quando fu fra le sue gambe, gli abbassò la cerniera e ammirò nuovamente il cazzo del compagno. Lo prese subito in bocca e succhiò.
Intanto Alex si sedette anche lui sul divano. Si era spogliato del tutto. Era proprio figo. Faceva nuoto quasi a livello professionale. Le sue braccia muscolose e i suoi pettorali scolpiti lo dimostravano.
Marco passò a leccare i suoi capezzoli e quel stupendo petto. Alex ridacchiò leggermente a disagio da quel gesto un po’ troppo intimo.
Quando anche Alessio si fu svestito, Alex tolse il maglione e la maglietta a Marco, mentre l‘altro gli tirò via con forza i pantaloni e le mutande.
Marco ebbe un attimo d‘imbarazzo: di fronte alla statuaria bellezza di Alex e alla corporatura virile di Alessio si sentiva inadeguato.
«Che che bel culo sodo e liscio.» Commentò Alessio accarezzandoli le chiappe come suo solito.
«E non ti depili, vero?» Chiese Alex invidioso. Nuotatore qual era doveva sempre depilarsi tutto.
Marco riprese a succhiare il cazzo di Alex, mentre Alessio giocherellava con le sue chiappe. A un certo punto le sue dita si avvicinarono al suo buchino. Marco si ritrasse. Non voleva arrivare a tanto.
«Continua a succhiare.» Ansimò Alex, afferrandogli la testa e spingendogliela sul suo cazzo umido.
Marco non aveva la forza per contrastare la presa muscolosa di Alex. La cappella premette contro le sue labbra e lui non poté farlo altro che aprirle, ingoiando quel bastone fino alla base.
Alessio gli schiacciò la schiena con facendo pressione con tutto il peso con il braccio. Quando lo ebbe così bloccato, si inumetto un dito e incominciò a stuzzicare il buchetto del ragazzo.
Marco tentò di allontanare il suo culetto, ma i due ragazzi erano troppo forti per lui. Lentamente Alessio infilò il suo indice dentro la carne morbida dell’amico.
«Si vede che sei un passivo. È così soffice e accogliente. Le mie ex erano ancora tutte delle verginelle in culo. Con te sarà più facile.»
Estrasse e spinse nuovamente dentro il dito varie volte. L’anello sensibile dell’ano cedette rapidamente al piacere e Marco fu nuovamente in preda alla foia.
Alessio strinse la base del suo cazzo in mano e lo fece scorrere su e giù nella fessura delle chiappe. Marco spinse indietro il culo. Non ce la faceva più: lo voleva dentro.
«Se lo avessi saputo che eri così voglioso di farti sbattere, ti avrei soddisfatto subito, puttanello.» Alessio rise. «Tienilo fermo.» Disse ad Alex, che spinse giù con forza la testa di Marco sul suo cazzo.
Alessio si posizionò di fronte al buco e iniziò a spingere. L‘ano fece pochissima resistenza.
La cappella fu avvolta dalle calde e soffici pareti dell‘ano. Alessio ansimò. Poi con un colpo secco ficcò il suo bastone fino in fondo. Marco gemette di dolore col cazzo di Alex in gola. Poi, però, mentre Alessio lo sbatteva con violenza, cominciò a mugulare di piacere.
«Ti piace, eh?!» Alessio prese a fotterlo con maggior vigore.
«Facciamo cambio.» Disse dopo un po‘ Alex, bramosa di provare anche lui il culo dell’amico.
Alessio tirò fuori il suo cazzo, mentre Alex si allungava sul divano. «Impalati da solo.»
Marco ormai completamente soggiogato stava per salire sopra, ma Alessio lo fece girare. «Dagli la schiena. Così me lo ciucci.»
Marco tentò di ritrarsi.
«Tranquillo, eri pulito.»
Marco si posizionò su Alex e lentamente si infilò quell’enorme palo nelle viscere. «Ah, è grosso.» Ansò.
«Stai forse dicendo che il mio è piccolo?»
«No, anche il tuo è stupendo. Ti prego, scopami la bocca.»
Alessio scoppiò a ridere. «Sei proprio un succhiacazzi.» E in un attimo glielo ficco in gola.
Marco si sollevò, quasi sfilandosi il cazzo di Alex e poi si lasciò andare. Gemette, quando la cappella gli schiacciò l’intestino. Ripeté il movimento e poi di nuovo. Alex gli afferrò la vita e lo aiutò a prendere il ritmo.
Lo sguardo di Alex era ipnotizzato dal suo cazzo che spariva e riappariva in quel culetto morbido.
«Hai un bastone piantato nel culo e godi come una cagna in calore. Ma non ti vergogni?» Lo schernì Alessio, spingendo il suo cazzo fino a raschiargli la gola.
«Non ce la faccio più.» Disse Alex, mordendosi il labbro inferiore.
«Aspetta.» Gli disse Alessio, fermando Marco. «Girati.»
Il ragazzo si voltò, senza far uscire il cazzo di Alex dal culo. Poi Alessio lo spintonò giù, addosso ad Alex.
«Ora te lo rompiamo davvero questo culetto.»
Marco era troppo eccitato per rifiutare. Stavolta, però, Alessio iniziò penetrarlo con maggiore cautela, facendo attenzione anche al cazzo di Alex. Ora si che l’ano era davvero stretto.
«Ah, ti prego, piano. Fa maleeeeeh.» Gridò Marco, quando Alessio fu completamente dentro.
Alex gli tappò la bocca con la mano. «Fai cito. Vuoi che mia madre ci becchi?»
«Ma soprattutto: vuoi che la Mamma Cougar ti veda con due cazzi nel culo?» Gli sussurrò all’orecchio Alessio. Poi incominciò a muoversi avanti e indietro.
Marco si mordeva la lingua dal dolore, ma lentamente il suo buchino già abituato a un cazzo iniziò a percepire piacere.
Alessio grugnì sommesso. Il suo cazzo fremette nel culo di Marco e con gli ultimi sforzi di bacino gli schizzò dentro.
Alex chiuse gli occhi, mentre il suo volto si contorceva in un orgasmo. Gemette piano quasi istericamente e altri fiotti di sborra calda riempirono Marco. Marco venne sul petto di Alex.
Alessio ritrasse il suo cazzo ormai moscio dal buco pieno di sborra. Mentre Marco con cautela si levò da sopra Alex.
Un filo di liquido caldo gli scivolò sulla coscia. Cercò un fazzoletto e si pulì. Si vestì in fretta, con la sborra ancora dentro di sé.
«Ci vediamo la prossima volta.» Disse Alessio.
Marco prese lo zaino e si volse verso di lui. Gli ti tirò un ceffone che gli fece voltare la testa.
«Non sono un puttanello e tanto meno il tuo troietto. Non ci sarà più una prossima volta» Si girò e se ne andò.
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