Quando vidi la donna prendere una boccetta d’olio compresi che il desiderio stava per diventare realtà; infatti, dopo avermi ben unto il solco delle chiappe, prese un grosso fallo di gomma, e mi sodomizzò con una forza che spesso non hanno gli uomini. Non feci però in tempo a dire qualcosa, che lei tirò fuori il fallo per rimetterlo dentro come aveva fatto poco prima, quasi non fosse rimasta soddisfatta della prima penetrazione.
“È inutile che protesti, tanto ce l’hai scritto in faccia che non volevi altro, senza dimenticare che sei venuta qui con un plug nel culo solo per far colpo sul mio uomo.” mi disse neanche m’avesse letto nel pensiero.
Carla non solo mi sodomizzò peggio di come farebbe un uomo con una puttana, ma era fin troppo chiaro che si divertiva a farlo, dilatando tanto il mio buchetto che, quando fu Romolo a mettersi dietro di me per sostituire il fallo con una nerchia vera, per un attimo mi sentì quasi sollevata.
L’unica mia fortuna fu che l’uomo non aveva una bestia fra le gambe, ma solo una gran bella mazza, in ogni caso di dimensioni inferiori a quelle del fallo usato dalla sua donna.
“Che dici amore te l’ho preparata per bene ?” gli chiese Carla che in quel momento consideravo una perfetta stronza.
“Sì è bella dilatata come piace a me, tu però adesso spogliati che dopo tocca a te.”
Lei si tolse l’unico indumento che aveva, per poi mettersi dietro di noi ed infilarmi due dita nella passera, che a quel punto furono le benvenute.
“Non è solo sfondata, ma anche più bagnata di una cagna in calore !” gli rispose Carla che doveva godere a modo suo nell’insultarmi in continuazione.
Ben presto però fu lei a reclamare il suo uomo, che però anche per prender fiato, si alzò in piedi reclamando le nostre bocche. Così mentre quella di Carla si prese la sua mazza, la mia scivolò sui testicoli per poi arrivare al suo buchetto facendolo fremere di piacere. Romolo non disse nulla, ma dovette gradire non poco il mio servizio, se quasi bloccò la testa della sua donna che gli stava succhiando la mazza di gran carriera.
“Dai fammi godere.” disse Romolo dopo essersi sdraiato a Carla che gli montò sopra con fin troppa foga.
A quel punto il mio unico pensiero era il culo della donna, ma non volevo aprirglielo troppo perché altrimenti dopo avrebbe sentito poco la nerchia di Romolo. Così mi bagnai il solo indice, che poi poggiai sul suo buchetto, facendolo entrare dentro quando lei s’abbassò.
Quella gran puttana però fu come se non avesse sentito nulla, così aspettai che si sollevasse per unire all’indice anche il medio, e questa volta quando le entrarono dentro le due dita gemette in modo diverso, facendo anche una mezza smorfia di dolore.
“Adesso ti faccio vedere come lo prende nel culo una vera donna, e non una mezza troia come te.” mi disse cogliendomi per l’ennesima volta alla sprovvista.
Carla si girò per dare le spalle a Romolo, per poi infilarsi la sua nerchia nel buchetto, facendola entrare del tutto con una sola spinta.
“Beatrice leccami la fica almeno servi a qualcosa.” mi disse con un tono talmente acido da farmi ribollire il sangue.
“Per una come te la lingua non serve, meglio quattro dita o tutta la mano.” le risposi inginocchiandomi davanti a lei.
Per non sentirla più con una mano le presi la testa per poi schiacciarle la bocca contro la mia, mentre con l’altra le mettevo quattro dita dentro la passera.
“A proposito di cagne bagnate qui ce n’è una non da poco, peccato solo non avere un altro cazzo per scoparti, ma forse ho una soluzione alternativa.” le dissi lasciando la sua bocca anche per riprendere fiato.
Usando l’olio della sua boccetta, mi unsi abbondantemente la mano, che poi misi a cuneo per puntarla dritta verso la sua passera. Carla non disse nulla, e del resto dopo avermi trattato peggio d’una troia non poteva certamente protestare perché le rendevo il favore.
Le prima quattro dita entrarono senza alcun problema, poi aspettai che si ritrovasse tutta la mazza di Romolo dentro, per unire anche il pollice facendola urlare di un misto di dolore e piacere che, pur non essendo una sadica mi fece godere tantissimo.
“Dimmi che la finisci di fare la stronza o t’infilo dentro anche l’altra mano.” le sussurrai in un orecchio facendo sì che Romolo non mi sentisse.
“Va bene, però lascia la mano li perché inizia a piacermi.”
“Certo che la lascio lì anche perché prima godi tu prima scopo io.”
Da quel momento in poi cambiò tutto nel rapporto fra Carla e me, che, se prima non c’eravamo sparate contro era solo per la mancanza di una pistola, dopo diventammo complici in tutto e per tutto.
Mentre lei s’avvicinava sempre di più all’orgasmo, io non smisi mai di baciarla soprattutto sui capezzoli, per poi bere direttamente alla fonte tutto il suo piacere. Le lasciai anche il tempo di riprendersi un po’ prima di alzarsi e lasciarmi la mazza di Romolo ancora dura e pronta a farmi godere., ma non feci in tempo a muovermi che lei mi fece una proposta irrinunciabile.
“Mettiti sopra di me così ti posso leccare la fica mentre lui ti scopa.” mi disse facendo alzare il suo uomo per prendere il suo posto.
Così mi misi carponi sopra di lei che prese subito a leccarmi la passera, e subito dopo Romolo mi sodomizzò nuovamente, anche se questa volta con meno forza di prima. Con quella lingua fra le gambe e quella nerchia nel retto iniziai a godere come una pazza, e del resto dovevo in qualche modo dar sfogo al periodo di castità forzata.
Venni un attimo prima di Romolo che rovesciò il suo orgasmo nella bocca di Carla, che andai a prendermi con lunghi baci appassionati, mentre c’accarezzavamo a vicenda.
Passai il resto della vacanza con quella strana coppia a fare sesso in continuazione tanto da sfinire Romolo, e con Carla sarebbe iniziata una gran bella amicizia che dura tutt’ora.
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