Vai al contenuto
Erotika
Fai centro per scopare
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto12 min di lettura

Fai centro per scopare

Un intrigante racconto di #WizOfLove: Stavo facendo sesso con una ragazza, e che ragazza, una “tsundere" di quelle ragazze dal carattere forte ma chiavabile.

sesso italiano
1 anno fa · 500 letture · 1

“facciamo un gioco?” mi domandò all’improvviso guardandomi, sul volto aveva ora dipinto lo stesso sguardo scaltro e furbo di sempre, “io ti masturbo. Se resisti più di 2 minuti, ti darò la mia verginità, ma se vieni prima non te la darò. Ma non preoccuparti, ti darò un’altra chance, se nei prossimi 30 giorni mi batterai…5 volte, allora avrai una nuova opportunità, dopo ovviamente aver resistito a una nuova masturbazione” dichiarò prendendo in mano il telefono facendo partire il cronometro.

“Ehi, non è giusto, sono nudo come un verme di fronte a una ragazza bella come te! Come se non fosse una situazione già abbastanza eccitante, mi stai anche toccando! Non resisterò mai!” protestai mentre lei ridacchiava dispettosa aumentando lo sfregamento. Non ce l’avrei mai fatta, dovevo impedire a me stesso di venire, nonostante ogni singola cellula volesse lasciarsi andare all’orgasmo, “ancora 20 secondi”, un’azione che doveva provocarmi piacere era diventata una tortura, ma volevo troppo infilarmi tra le gambe di Federica,

“15 secondi…boss finale” annunciò lei facendomi l’occhiolino, andando ad ingoiare il mio pene, già al limite, esplose al contatto della lingua sulla cappella. Sborrai tutto in carico nella bocca di Federica, che presa dalla situazione, non aveva fatto conto su cosa avrebbe provocato la sua azione.

Si ritrasse dal mio arnese quasi spaventata, non credo si aspettasse una simile quantità di sperma, ingoiandolo praticamente di riflesso per non farsi soffocare. Tossì e sputacchiò sul parquet, riprendendo fiato, mentre io restavo confuso e timoroso della sua reazione.

“1:48. Hai perso” commentò sensuale mostrandomi la linguaccia, con ancora il mio sperma presente. “Comunque…il gusto è un po’ così, credevo meglio” aggiunse sedendosi nuovamente sul letto con le gambe aperte. “Sei stata scorretta, prima vuoi farlo e poi ti tiri indietro? Avrei resistito e vinto io” intervenni indispettito, provocando la risata di Federica

“ma secondo te, succhio l’uccello per sport? Sono settimane che ho deciso che ti voglio, credi che non te la darò comunque ora?” annunciò da vera dispettosa sfilandosi le mutandine e il reggiseno, mal celando un certo rossore e imbarazzo.

“Fede…allora ci scambiamo la verginità?” domandai col pene ancora eretto, “alle mie condizioni…fai piano finché non te lo dirò io, dovrai diventare il mio ragazzo e non dovremmo mai tradirci! Se ti sta bene, puoi farmi tua” annunciò Federica aprendo le gambe in mia direzione, mi gelai, non per quello che aveva detto ma per il fatto che non avevo un preservativo, non ne avevo mai avuto uno in verità.

Federica mi guardava quasi sul punto di scoppiare a piangere, credeva che la mia esitazione fosse per il fatto che non volessi impegnarmi con lei, “Fede…non ho un preservativo” annunciai facendomi insultare, “deficiente e io che pensavo…ah! Puoi anche farne a meno, tanto una volta dentro sarai il mio ragazzo, accesso completo” commentò strappandomi una risata, mi avvicinai e con molta delicatezza e emozione posi la mia cappella sulle labbra della vagina di Fede, e dopo uno scambio complice di sguardi, affondai il mio arnese nella sua figa, trovando non poca resistenza dal suo sesso.

Non fu semplice aprire “la corolla” di Fede, ma fu ancora peggio per lei, si lasciava andare in qualche gridolino di dolore, incoraggiandomi ad avanzare, ma quando finalmente la via era tracciata, incominciammo entrambi a godere.

Stavo facendo sesso con una ragazza, e che ragazza, una di quello sulle quali mi segavo e fantasticavo spesso sfogliando i miei hentai, una “tsundere”…una di quelle ragazze dal carattere forte; scontrose e acide, ma sotto sotto amorevoli e dal cuore d’oro. Cercai il volto di Federica, contratto tra il dolore e il piacere, andando a baciarla amorevolmente, “dacci dentro…non trattenerti” mi sussurrò infilandomi la lingua in bocca. Esaltato aumentai il ritmo lasciando andare Federica ad alcuni gemiti di piacere che la portarono ad afferrarmi I capelli, tirandoli con violenza, “ho detto…dacci dentro” ripeté infilandomi nuovamente la lingua in bocca, prima che la staccassi di forza piantandola con violenza sul letto, dominandola a cavalcioni sopra di lei. Le infilai nuovamente il pene con forza per tutta la sua lunghezza, afferrandola poi per il sotto coscia, “me l’hai chiesto tu! E io voglio soddisfare la mia ragazza!” annunciai muovendomi dentro di lei con decisione usando il sotto coscia per farmi leva.

Federica si lasciò andare in continui gemiti ed espressioni di lussuria e godimento dipinti in volto, sapevo però che non sarei durato ancora a lungo, la posizione e la ancora figa stretta mi avrebbero fatto venire da un momento all’altro e Federica sembrava avermi letto nel pensiero. Con una mossa piuttosto decisa, quasi violenta, mi afferrò per il collo, chiuse le gambe a forbice sul mio corpo e mi ribaltò dall’altra parte del letto, ribaltando la situazione, ora era lei a dominarmi e scegliere i movimenti mentre il mio pene rimaneva affondato nella sua vagina. Mi cavalcava con impeto in posizione di cowgirl, fissandomi negli occhi, non resistevo più, le afferrai le cosce strizzandole sperando di ottenere qualche secondo in più, “sei stato bravissimo, sono felice di averti donato la mia verginità” mi annunciò gemendo prima di prendermi il labbro superiore e darmi un nuovo bacio, lasciandosi andare nel suo orgasmo. Segnale che ero riuscito nel mio dovere, segnale che mi fece lasciare andare appagato sborrando nell’utero di Federica…la mia ragazza.

Rimasi a dormire da lei, un bel riposo rigenerante uno accanto all’altra con scambi occasionali di affetto ed effusioni durante la notte. L’indomani mi svegliai per ultimo e al mio risveglio una Federica già in piedi e vestita mi raggiunse a letto per darmi il buon giorno, aveva in mano la posta e con svogliatezza si mise scorrerla accanto a me. “Pfff l’invito del matrimonio di mio fratello. Alla fine, ha scelto i biglietti che gli avevo proposto io. L’avevo detto che erano I più belli. La mamma, la nonna e le zie saranno contente che finalmente avrò un ragazzo da esibire” commentò colpendomi con la busta in testa, “un altro matrimonio a cui partecipare? Oddio! Ho già quello di Andrea, vuole pure che gli faccia da testimone” esclamai rassegnato, “Non ho capito, perché dovrebbe sposarsi due volte?” mi domandò confusa Federica, non capì, “come sposarsi due volte?” chiesi confuso a mia volta, “Andrea…quello che era insieme a te la sera che ci siamo conosciuti al bar?” continuo lei, “si lui, lo conosci no? L’hai chiamato pure per nome. Si deve sposare” risposi, lei aggrottò il sopracciglio e scoppiò a ridere

“Se lo conosco? Luca, lo conosco da 27 anni…ma scusa, credevo sapessi che è mio fratello!” mi annunciò lei divertita, caddi dalle nuvole, “o cavolo. E adesso come glielo dico che sono andato a letto con sua sorella?” esclamai venendo afferrato per il cavallo dei pantaloni, “che sei andato…e continuerai ad andare a letto con sua sorella volevi dire” esclamò stizzandomi leggermente le palle accompagnando il tutto a un bacio, le sorrisi, trovavo eccitante quella vena da mistress che aveva appena usato, e ricambiai il bacio.

“Posso infilarmi dentro di te qualche minuto? Vorrei far prendere per bene la forma del mio cazzo alla tua vagina” le sussurrai all’orecchio “e proprietà tua, puoi entrare quando vuoi” mi rispose sdraiandosi sul letto svestendosi della parte inferiore dei vestiti, invitandomi a farmi sotto.

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
sesso italiano

Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.

Altri racconti di sesso italiano

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Il padre racconta: Mia figlia cerca il cazzo

    Quando un padre è troppo sconvolto per le azioni erotiche che avvengono in casa sua non può certo parlarne con gli amici.

    1 anno fa 6 min 1 mi piace
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Vienimi dentro, figlio mio

    Oltre 200.000 visualizzazioni e letture, per questo racconto ricevuto da #GattaSusanna. COMPLIMENTI !!!

    3 anni fa 8 min 3 mi piace
    Libro7 capitoli · in corso

    Mamma di periferia

    La vita problematica dei giovani d'oggi, soprattutto se disagiati e sperduti nella squalificata e ignorata periferia può essere molto amara... tanto che una mamma pur di scongiurare pericoli maggiori prova a donare un po' di conforto al…

    2 anni fa 38 min 2 mi piace
    Pagina 2 di 2 · 0%
    1

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista