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Mia moglie ha fatto anche la puttana
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Racconto48 min di lettura

Mia moglie ha fatto anche la puttana

Salutiamo l'esordio di una nuova penna erotica per il sito: @zolder Nota: questo è un racconto di fantasia ma, non del tutto .             Solo un po' enfatizzato.                                            In particolare Erica ha realmente 'BATTUTO' sulla nazionale dei Giovi, Introduzione. Vi vogli...

sesso italiano
2 anni fa · 949 letture · 0

Uno, più temerario, prese a infilarle un dito nella figa muovendolo avanti e indietro.

Poi ne introdusse due contemporaneamente, poi tre, poi tutti escluso il pollice, infine, raggruppando anche il pollice intorno a tutte le altre dita cerco di introdurre l'intera mano nella figa di Erica.

In pratica le stava praticando quello che nei siti porno era definito ‘Fisting'.

Erica non si ritrasse, anzi comincio a dimenarsi mostrando un visibile piacere.

Ma Erica, pur gradendo la manovra, non aveva la capienza per accogliere l'intera mano, capacità che mi ripromettevo avrebbe acquisito nel tempo grazie ai molti esercizi pratici, cosi il masturbatore si limito a spingere le dita più in profondità che poteva ruotandole lentamente.

Erica comincio a mugolare sottovoce e prese la mano del tizio e la spinse dentro di sé per quanto poteva entrare.

Lo spettacolo provoco un vero alzabandiera generale in tutti gli spettatori.

Anche sotto i pantaloni si vedevano chiaramente poderose erezioni.

Uno ad uno, dalle patte aperte, spuntarono cazzi in quantità.

Erica si mise a sedere e, come la volta precedente, li scappello uno ad uno, segandoli una decina di volte ognuno per poi passare al cazzo successivo.

Ci furono casi di spintonamento che in un campo di calcio avrebbero causato un sacco di falli.

Tutti si accalcavano attorno a lei per avere la propria razione di sesso.

Quando Erica valutò che la foresta di cazzi avesse raggiunta la massima altezza prese a ficcarseli in bocca facendo brevi pompini passando, come si suol dire di fiore in fiore, o meglio, di cazzo in cazzo.

Contemporaneamente teneva occupate entrambe le mani facendo brevi seghe, come per i pompini, passando di cazzo in cazzo.

Ad un certo punto si alzo in piedi ed invito quattro uomini, con il cazzo dalle maggiori dimensioni, a calarsi i pantaloni ed a sedersi sul divano.

Lei si inginocchio davanti a loro e prese a spompinarli uno ad uno passando da uno all’altro, ognuno per parecchi secondi, senza smettere di segare i due accanto, ma senza farli raggiungere l’orgasmo, per prolungare il loro godimento.

 Le prime cariche di sperma cominciarono a riversarsi nella bocca di Erica che lei ingoiò.

Alcuni invece, quando stavano per raggiugere l’orgasmo, estraevano il cazzo dalla bocca di Erica ed eruttavano il loro carico di sperma sulla sua faccia.

Appena uno aveva raggiunto l’orgasmo si alzava, prontamente sostituito da un altro cazzo.

Ma la posizione di Erica per spompinare quelli seduti sul divano era praticamente la classica posizione alla pecorina.

Inginocchiata davanti alla selva di cazzi seduti sul divano, mostrava il buco del culo e la figa che, oltretutto era praticamente fradicia per l'eccitazione.

Non ci fu bisogno di alcun invito, il più lesto si mise subito in posizione dietro di lei puntando l'uccello alla sua figa ed iniziando a pompare selvaggiamente.

Una volta raggiunto l’orgasmo veniva prontamente sostituito da un altro cazzo.

Qualche volta l'obiettivo non era la figa ma il buco del culo.

Erica non aveva il culo vergine, e non ero stato neanche io a sverginarglielo, l'avevo trovato già disponibile all’uso, ancorchè piuttosto stretto.

Quando Erica sentiva un cazzo all’entrata del buco del culo si irrigidiva per un attimo ma non cercava di deviarlo.

D'altronde, tra il suo naturale umore prodotto dalla figa e la quantità di sperma che si stava accumulando nelle sue parti basse, la lubrificazione era garantita.

Quasi tutti vennero dentro di lei eruttandole un mare di sperma sia nella figa che nel buco del culo.

Sperma che le colava ormai abbondante sulle gambe.

Era uno spettacolo allucinante, chi non partecipava ammirava affascinato, era un peccato non poterlo filmare, nel club era vietato, per evidenti ragioni di privacy, sia filmare che fotografare.

Io, dal canto mio, avevo tirato fuori un blocco notes e segnavo diligentemente l’elenco dei piatti serviti annotando il valore della consumazione.

Dopo che avevo annotato 12 pompini della casa, 8 chiavate alla pecorina, e 5 inculate singole Erica appariva un tantino provata.

Per cui dissi a tutti che lo spettacolo era finito, lasciai che i lavori in corso terminassero, per evitare il rischio linciassero me e stuprassero lei.

Ci furono alcune isolate proteste ma la maggior parte, anche quelli in fila con già i pantaloni calati, compresero che era ora di porre termine allo spettacolo.

La faccia di Erica era una maschera di sperma, gli occhi due fessure appiccicose, dalla sua figa e dal suo culo colava sperma fino alle caviglie.

Che potesse raggiungere da sè le docce, a questo punto indispensabili, era fuori questione a causa dello sperma che le chiudeva gli occhi.

La presi in braccio nuda come era e mi diressi verso le docce accompagnato da uno scrosciare di applausi.

Qualche buon cuore mi segui portandomi i suoi, diciamo cosi, ‘abiti’.

Cap. 5 Erica a battere il marciapiede.

Il giorno dopo, a colazione, facemmo i conti.

“Dunque, ricapitolando: 12 pompini della casa a 10 euro, 120 euro; 8 chiavate alla pecorina a 40 euro, 320 euro; 5 inculate a 50 euro, 250 euro; più supplemento gangbang 100 euro. In totale 820 euro. Non male per una notte di lavoro.” ricapitolai da buon ragioniere. 

“Oggi vado in banca e ti apro il conto.”

“Duro lavoro, ma, quando si ama il proprio lavoro..” rispose Erica. “Certo che fare la puttana e molto redditizio. In una sola serata lo stipendio di metà mese di una impiegata di banca.”

“Ci stai facendo un pensierino? Non è che mi sbanchi?”.

“Non ti preoccupare. Posso sempre mettermi in proprio.” rispose lei ridendo.

Io non raccolsi la provocazione e non ribattei alla battuta, ma tra me e me, pensai che era proprio lì che volevo portarla.

Il percorso che avevo in mente per lei stava procedendo alla grande.

Alla fine di una serata, tornando a casa, deviai dal solito percorso per passare in una zona dove sapevo c'era un nutrito stuolo di prostitute che battevano.

Era una zona appartata, non un viale cittadino, in una zona boscosa dove battevano donne di diverse nazionalità.

Donne dell'est, donne di colore, brasiliane, anche viados, tutte abbigliate in maniera provocante.            

Alcune anche completamente nude tranne calze autoreggenti e scarpe dal tacco vertiginoso.

C'era un gran viavai di auto. 

Molti si limitavano a rallentare per buttare uno sguardo a tutto quel campionario di umanità.                    

Alcuni si fermavano a contrattare.                                       

Qualcuno apriva lo sportello e caricava la puttana per portarla ad un hotel a ore dove lei aveva la sua base.

Anch'io rallentai.

Erica guardava, assorta, senza proferir parola.

Io accostai davanti ad una splendida ragazza, completamente nuda, mora, con due tette della quarta misura, un culo da sballo, tipico delle brasiliane.

Lei vide Erica e chiese: “Volete un lavoretto a tre? Sono 300 euro e vi faccio tutto, bocca, figa, culo. Per la tua donna ho un vasto assortimento di dildo di tutte le dimensioni. Gliele ne ficco uno in culo mentre le lecco la passerina mentre tu mi inculi.”

Erica la guardava con una espressione interessata.

Io le diedi uno sguardo interrogativo al che lei fece un segno di diniego.

Mi congedai e ripartii.

Erica era rimasta assorta.

“Cosa stai pensando?” le chiesi. “Tu lo faresti?”

“Non so cosa dire. E’ il massimo della trasgressione.” mi rispose.

“Completamente nuda, su un marciapiede, a vendermi a chiunque.            Non so se ne avrei il coraggio.                                         Guardandola mi sono immaginata al suo posto e mi sono eccitata.            MI sento fradicia lì sotto.”                                              

Pensaci, a me farebbe immensamente piacere.” Dissi io.

“Naturalmente non vorrei che intraprendessi una carriera di prostituta.         Sarebbe una avventura di una notte.”

“Ma come potremmo fare.                                             Non posso venire qui, mettermi nuda sul marciapiede.                       Sarei subito assalita da tutte le altre, per non parlare del loro pappone, che potrebbe anche obbligarmi ad entrare nella sua scuderia.”

“Hai perfettamente ragione.                                            Non potresti certamente venire a battere qui.                              Ma ho qualche idea.                                                  Tu pensaci.                                                         Se non ti va, non c’è problema.                                         Se invece la cosa potesse interessarti potremmo organizzare un nostro piccolo territorio, lontano da puttane e papponi.”

Per il resto della strada non proferimmo parola.

Lei era pensierosa, ad un certo punto si alzo la gonna e prese a masturbarsi lentamente.

Quando raggiunse l'orgasmo, con una voce alterata dal piacere gridò :

“Si, siiii… Lo faccio… In mezzo alla strada completamente nuda.                Sotto lo sguardo di tutti.                                              Faccio la puttana si…. puttana, puttana, perchè sono una puttana, una troia, una vacca.”.

A questo punto si accascio sul sedile, con gli occhi chiusi ed un sorriso beato sulle labbra.

Dopo qualche minuto si riprese, mi tiro giù la zip, mi estrasse l'uccello dai pantaloni, e prese a spompinarmi con passione.

Io continuavo a guidare con lei tra le gambe che me lo leccava, succhiava, ingoiandolo in profondità fino alle palle.

Non ci volle molto perché avessi un orgasmo, eiaculando una gran quantità di sborra direttamente nella sua gola.

Lei deglutì e la ingoiò completamente.

Per finire, mi lecco accuratamente il cazzo, come fosse un gelato, leccandosi infine le labbra con grande soddisfazione.

La spedizione nei territori della prostituzione, faceva parte della mia strategia per portare Erica al prossimo livello nel suo cammino del sesso, verso una completa accettazione della sua natura di puttana.

In realtà avevo già in mente dove Erica avrebbe potuto prostituirsi senza particolari pericoli.

A quel tempo abitavamo in un paesino a nord di Milano, il cosiddetto Interland.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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