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Mia moglie ha fatto anche la puttana
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Racconto48 min di lettura

Mia moglie ha fatto anche la puttana

Salutiamo l'esordio di una nuova penna erotica per il sito: @zolder Nota: questo è un racconto di fantasia ma, non del tutto .             Solo un po' enfatizzato.                                            In particolare Erica ha realmente 'BATTUTO' sulla nazionale dei Giovi, Introduzione. Vi vogli...

sesso italiano
2 anni fa · 949 letture · 0

Altri esprimendo grandi apprezzamenti per la sua bellezza e complimentandosi per il suo abbigliamento.

Abbigliamento che, appena Erica si fu seduta, mise in mostra abbondantemente le sue grazie.

In particolare, quando si sedette accavallando le gambe, con quel gesto che è quasi automatico per tutte le donne, le profonde spaccature laterali della gonna si aprirono, lasciando fugaci visioni della sua figa.                          I primi approcci non potevano evidentemente essere di natura sessuale, quindi fu subissata da richieste di ballo.

Mi venne da ridere, la situazione mi ricordava certi film in cui le ‘debuttanti in società’, avevano un ‘carnet’ in cui segnavano in sequenza la lista degli aspiranti danzatori.

Erica, dopo avermi domandato se non avessi nulla in contrario, accettò, senza esitazione, l’invito di uno qualsiasi scelto dal mazzo.

Il club aveva un DJ che alternava compilation di balli lenti e balli un po' più movimentati, con una prevalenza di balli lenti.

Ogni tanto qualcuno lo avvicinava e, sottovoce richiedeva un ballo particolare.

Quando Erica sali sulla pista da ballo con il suo temporaneo partner la musica era un lento.

Quale migliore occasione per Fred Astaire di avvinghiarsi a lei come un pitone, con il bacino proteso in avanti, e le mani sul culo che la costringevano a restare appiccicata a lui come un francobollo.

L'ho definito ‘pitone’ perchè notoriamente i pitoni hanno una stretta asfissiante.

Pero tutti sanno che i pitoni, essendo rettili, non sono sprovvisti di braccia.

Evidentemente lui era di una razza speciale provvista di lunghe braccia che terminavano in possenti mani con potenti artigli atti a trattenere le prede.

Inoltre la gonna, con i suoi profondi spacchi, rendeva estremamente facile sollevarla scoprendo tutto il suo magnifico culo.

Cosi Erica si ritrovo le chiappe ‘ravanate‘ per tutta la durata del ballo, con l’aggiunta di tentativi di raggiungere il buco del culo.

Mentre ballavano vidi che il ‘tipo’ le sussurrava qualcosa nell’orecchio.

Immaginai che probabilmente erano frasi che, nella mente dell'uomo, costituissero un potente afrodisiaco tipo:

“Sei una gran gnocca,”

“Hai un culo fantastico, e sono sicuro che la tua figa é un caldo nido per ogni tipo di uccello, che ne diresti di ospitare il mio?”

“Mi fai tirare il cazzo come non mai.”

Ed altre poetiche frasi della stessa natura.

Erica ascoltava senza reagire, ma le vedevo sulle labbra un sorrisetto che, probabilmente, il suo cavaliere interpretava come di soddisfazione ma io ero sicuro che si divertiva un mondo alle sue spalle.

Ad un certo punto vidi Erica scuotere la testa in segno di diniego rispondendo all'ultima frase dell'uomo.

Ero sicuro che le avesse proposto di appartarsi per poter godere delle sue capacita amatorie.

Finalmente il brano fini ed i due ballerini tornarono al divano.

Erica, per sedersi accanto a me, dovette fissare intensamente l’uomo che, quando era salita sulla pista da ballo, aveva preso il suo posto.

L'uomo assunse una espressione innocente come a dire ‘Chi? Io?’ ma alla fine   si rassegno e si alzò. Erica si sprofondo nel posto tornato libero e mi guardò alzando gli occhi al cielo, confermando silenziosamente la ricostruzione che avevo fatto della stimolante conversazione intervenuta sulla pista di ballo.                                                                         Sono sicuro che non tutti i frequentatori del club appartenessero alla specie ‘homo stupidus vulgaris' come quello che Erica si era dovuto sorbire, anche se la natura particolare del club tendeva ad aumentarne il numero.

Sicuramente la maggior parte era sufficientemente intelligente da capire che, anche se le donne che frequentano questi ambienti, e lì fondamentalmente per fare sesso, glielo si poteva suggerire con intelligenza.

Nel frattempo il DJ aveva messo una nuova compilation, questa volta di musica Pop.

Erica, rinfrancata perché con questa musica avrebbe evitato un nuovo assalto di serpenti del genere ‘Conscrictor’, accetto l’invito di un nuovo Fred Astair.

Ad Erica piace il ballo e balla anche molto bene, con assoluta naturalezza, mentre io, con suo sommo rammarico, in pista assumo le fattezze e le movenze dell’orso YOGHI.

Cosi questa volta poté esibirsi in piena liberta.

Ma il ritmo imponeva movimenti spesso ‘sussultori'.

Saltelli, ancheggiamenti, giravolte, estensione delle braccia in tutte le direzioni.

L’abbigliamento di Erica non era progettato per sopportare tutti questi movimenti, anzi.

Ad ogni ancheggiamento lo spacco del lato apposto si apriva abbondantemente, ad ogni giravolta l’intera gonna si alzava come un lenzuolo… lenzuolo? meglio, come un fazzoletto steso ad asciugare in una giornata di vento.

Ogni volta che alzava le braccia le tette traboccavano dal top, spesso fuoriuscendo senza che Erica si preoccupasse di ripristinarle.

Alla fine il nodo semplice che stringeva il top al petto si sciolse e le tette apparvero completamente nel loro splendore, sobbalzando in su ed in giù quando saltellava, e da una parte all’altra quando ruotava il busto.

Non era uno striptease nel vero senso del termine, piuttosto un flash striptease, in cui il sesso appariva e spariva di volta in volta.

Attorno a lei le altre coppie avevano creato uno spazio ‘vitale’ che permetteva di poterla ammirare senza difficolta.

Il suo Fred Astair, ai primi passi, accenno un affiatamento nella danza, ma ben presto si fermo ad una certa distanza da lei unendosi a tutti gli altri spettatori avendo perlomeno il vantaggio della prima fila.

Vi lascio immaginare quanti sguardi concupiscenti si concentrarono su di lei.

Alla fine del pezzo Erica ringrazio educatamente il suo partner e si avviò verso il divano.

Aveva un po' di affanno ma io, previdente, le feci trovare sul tavolinetto di fronte al divano un bicchiere di fresco vino bianco.

Lei lo bevve quasi d’un fiato.

Si rassetto l’abbigliamento in modo (si fa per dire) decoroso e mi rivolse un sorriso carico di soddisfazione.

Nel frattempo sulla pista continuavano i balli ‘movimentati'.

Erica questa volta non aspetto l’invito di nessuno e risali in pista da sola ballando con la stessa foga.

Questo per più balli consecutivi.

Ogni volta che tornava al divano le facevo trovare un bicchiere dello stesso vinello he lei beveva con gratitudine.                                    Ad un certo punto dagli altoparlanti uscì una musica che nessuno si aspettava.

Il classico CanCan del ‘Moulin Rouge’.

Il DJ, molto intelligentemente, alla presenza di una ballerina cosi vivace, dalla presenza scenica di primo piano, aveva voluto fare una provocazione.

Balla questo se sei capace.

Erica, in un primo momento alzo lo sguardo, stupita, poi, senza alcuna esitazione, si lancio al centro della pista, si tolse le scarpe dai tacchi alti visibilmente inadatti alla performance, ed inizio ad improvvisare i passi di quel ballo, in base al ricordo di spezzoni di film ambientati a Parigi durante la Belle Epoque.

Il ballo, all’epoca estremamente scandaloso, vedeva una schiera di ballerine, con le gonne alle caviglie come usava all'epoca, zampettare sul palcoscenico slanciando alternativamente le gambe in aria, prendendosi l’orlo della lunga gonna con le mani ed alzandolo mostrando le gambe fasciate da mutandoni che ora neanche le suore portano più ma, allora, erano il massimo della trasgressione.

Solo che Erica non aveva una lunga gonna ne, tanto meno, mutandoni a coprire le sue pudenda.

Lei sopperiva alzando il corto gonnellino mostrando la figa in piena evidenza anche perché, simultaneamente, slanciando in alto una gamba dopo l’altra aumentava notevolmente la visibilità del suo sesso.

Alzava le gambe quasi a compasso, il piede fin sopra la testa, mostrando una dote da contorsionista che non le conoscevo.

Per il massimo della gioia di tutti gli spettatori, si tolse anche il body buttandolo di lato.

Le sue tette sobbalzavano prepotentemente ad ogni sua mossa con un effetto che si sommava alla visione delle sue parti basse e che ne moltiplicavano la sensualità.

Ballò per tutta la durata del brano, nient’affatto breve, senza mostrare segni di stanchezza.

Terminò in maniera classica con una spaccata che temetti potesse procurarle dolorose distorsioni.

Tutta la salo piombo in un fragoroso applauso.

Mi affrettai verso di lei per aiutarla ad alzarsi dalla scomoda posizione.

Ci avviammo verso il nostro divano e tutti quelli che vi erano seduti, senza bisogno di alcuna richiesta, si alzarono permettendo ad Erica visibilmente spossata, di stendersi.

Tutti attorno a lei si congratulavano per la sua performance, al di là del comunque notevole lato sensuale dell'esibizione.

Lei, prima di sdraiarsi, bevve l’ennesimo bicchiere di vino fresco che le avevo fatto trovare e si sdraiò con il fiatone che le faceva alzare il seno nudo e si rilasso lentamente.

Parve quasi addormentarsi.

Ma, dopo pochi minuti, l’effetto dell’adrenalina che agiva nel suo corpo la risvegliò.

Si guardo intorno e, alla vista di tutti quegli uomini adoranti, me compreso, con la massima naturalezza, si sfilò anche la microgonna restando completamente nuda, sdraiata sul divano. 

Si stirò languidamente, si portò le braccia dietro la testa inarcando il busto a mostrare le sue splendide tette, appoggiate al busto, ma volte una a destra l’altra a sinistra a causa della posizione, sollevò le gambe divaricandole mostrando la figa aperta.

In un primo tempo tutti i presenti furono colti di sorpresa e misero un certo tempo a reagire.

Poi ci fu un generale assalto alla fortezza.

Tutti si precipitarono a cercarsi spazio attorno a lei.

Alcuni davanti al divano, dopo aver spostato il tavolino dei drink per avere liberta si manovra.

Molti altri dietro alla spalliera, non eccessivamente alta, sporgendosi su di lei.

I più vicini iniziarono a palparla su tutto il corpo.

Chi le strizzava le tette, che le accarezzava il ventre, i più arditi cercavano di insinuare le mani sulla, o meglio, dentro la sua figa.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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