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Lo stallone misterioso
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Racconto30 min di lettura

Lo stallone misterioso

Lei lo guarda maliziosa come solo lei sa fare, intanto il suo piede, privato della scarpa, si muove da sotto il tavolo sulla patta di lui seduto di fronte a lei, che per la sorpresa di avere il suo piedino che gli massaggia il cazzo si è quasi ingozzato con un boccone, poco dopo lei si alza dal tavo...

J. F.
2 anni fa · 401 letture · 0

Lei lo guarda maliziosa come solo lei sa fare, intanto il suo piede, privato della scarpa, si muove da sotto il tavolo sulla patta di lui seduto di fronte a lei, che per la sorpresa di avere il suo piedino che gli massaggia il cazzo si è quasi ingozzato con un boccone, poco dopo lei si alza dal tavolo per andare in bagno, lanciandogli uno sguardo malizioso.

Nessuno dei commensali si accorge di nulla, solo Paolo, il marito, non si è perso un solo istante del teatrino che Cristina, sua moglie, ha messo in scena. Ormai Paolo sa bene come andrà a finire, un paio di corna in più saranno sulla sua fronte.

Paolo è un affermato professionista, ha uno studio nel settore della consulenza aziendale, dove lavorano circa 25 persone, ha sposato Cristina 4 anni fa, quando lui aveva 47 anni e lei due anni meno di lui, l’aveva assunta come segretaria personale, lei appena uscita da un matrimonio finito e con una figlia di 20 anni al seguito di nome Anna, si erano innamorati e poi sposati con il benestare anche di Anna che sembrava andare perfettamente d’accordo con Paolo.

Lui, Paolo, un bell’uomo alto 1,83 fisico asciutto ma muscoloso, con una dotazione riproduttiva di tutto rispetto ed oggetto delle attenzioni di quasi tutte le sue collaboratrici donne, ma anche di qualche uomo dai gusti particolari.

Lei, Cristina, 1.75 di altezza, seno di una quarta piena che lei lascia quasi sempre per metà scoperto, gambe lunghe con cosce ben tornite che terminano attaccate ad un culo di proporzioni perfette che attira gli sguardi degli uomini di qualsiasi fascia di età.

Cristina, ha una piccola cerchia di amiche diciamo un po’ libertine, durante i loro incontri il tema ricorrente è sempre il sesso, chi ha scopato e con chi, quali fantasie sono state messe in atto o con quanti maschi sono state, anche contemporaneamente, l’obiettivo è sempre lo stesso: di chi ha messo più corna al proprio marito ed il modo più rischioso in cui lo hanno fatto, e qui Cristina sembra uscirne sempre vincitrice, riuscendo a cornificare Paolo in molti casi ed in molti di questi, proprio sotto il suo naso.

Tra le amiche vi è una sfida che per ora nessuna di loro ha avuto il coraggio o la determinazione di portare avanti, e cioè quella di rendere il proprio marito un cuckold, e cioè fare in modo che la copula avvenga di fronte al marito e magari, plus della sfida, che lui venga umiliato sia da lei che dal bull di turno, vincerebbe senza ombra di dubbio la sfida, chi poi, a fine scopata, si facesse ripulire la passera con la lingua dal proprio marito sottomesso ed umiliato.

“Certo che scopare di fronte a Luca è una cosa che mi fa bagnare la passera solo a pensarci” dice Laura alle amiche “vedere la sua faccia mentre mi faccio scopare da uno dei miei maschi o magari da due insieme, deve essere una libidine incredibile”, “certo, ma te lo immagini tuo marito, geloso com’è, come reagirebbe?” gli fanno coro le altre, “vero, mi sa che la sfida resterà aperta per un bel po’, almeno per me”, Cristina ribatte “ragazze, io ho deciso che voglio fare un tentativo con Paolo, vorrei provare a convincerlo”, “si ma come potresti riuscirci?”, “non so bene ancora, ma credo che riuscirei a convincerlo che la situazione sarebbe eccitante per lui non tanto per me, lo vorrei portare al punto di essere lui a chiedermi di farmi fottere da altri uomini”, Laura le dice: “non so, io ci ho provato con delle sottili allusioni a metterle il tarlo in testa, ma dalle reazioni di Luca credo di non avere speranze”, tutte quante le amiche, chi più chi meno, ha lo stesso desiderio ma anche la stessa limitazione.

Poi il discorso si sposta sullo “stallone misterioso”, Cinzia apre il discorso “ragazze, ieri pomeriggio ho avuto finalmente il mio appuntamento che aspettavo da lungo tempo con uno stallone di razza” incuriosite le altre la spronano a raccontare i dettagli ed a chiedere prima di tutto chi fosse costui, e Cinzia risponde: “non lo so!! E credo che nessuno lo sappia” tra lo sbalordimento generale e la curiosità le chiedono spiegazioni: “ora vi racconto, tempo fa ero in un negozio di intimo con una mia amica che conosceva la commessa di questo posto, quindi sapete com’è quando si provano gli intimi, un apprezzamento, una battuta piccante e si va diretti a parlare di cazzi ed affini, la commessa ci fa confidenza di uno stallone che si sbatte le mogli insoddisfatte dei propri mariti e lo fa in gratuitamente e volentieri, unica regola è che lui non deve essere visto in faccia e quindi non si conoscerà mai la sua identità, poi decide lui quando e dove si consuma il rapporto, tu lo chiami al suo numero lui ti da appuntamento in un bar od un altro posto affollato, tu devi indossare un segno di riconoscimento in modo che lui ti potrà osservare ma tu non saprai chi è lui, poi se lui decide che ti scoperà, allora ti chiama e ti comunica luogo e data, il luogo generalmente è un hotel ed un numero di stanza, lui ti accoglie ma indossa una maschera, dove puoi vedere solo occhi e bocca ed un dispositivo che mimetizza la voce e poi….”, “e poi???” la incalzano le amiche, “e poi è il paradiso, ragazze come usa l’uccello quell’uomo non lo riesco neanche a descrivere”, “va be’ dai ora non vorrai lasciarci a bocca asciutta, raccontaci i particolari” dice Cristina visibilmente eccitata, “allora, quando ho raggiunto la stanza, lui mi ha ricevuto vestito con pantaloni e camicia, indossava ovviamente la maschera, mi ha invitato ad entrare e mi ha offerto da bere, poi mi ha portata vicino al letto, ha cominciato a baciarmi mentre mi accarezzava la schiena in un modo talmente sensuale che la mia passera era già completamente fradicia, mi ha lentamente abbassato la zip del vestito e lo ha fatto cadere continuando a baciarmi il collo e dietro la nuca, sono rimasta in tanga, reggiseno, autoreggenti e scarpe, mi ha fatto mettere carponi sul letto e si è posizionato davanti alla mia faccia, ho cominciato a sbottonare cintura e pantaloni facendoglieli cadere alle caviglie, da sotto i boxer già si vedeva il rigonfiamento del suo uccello, l’ho accarezzato attraverso i boxer e poi glieli ho sfilati scoprendo una meravigliosa nerchia di almeno 22 cm con una grossa cappella liscia e violacea, ho cominciato a leccargli le palle e poi sono salita fino alla cappella, con una mano le tenevo una natica decisamente bella soda, con l’altra lo segavo in modo lento e continuo mentre con la bocca lo succhiavo e leccavo, il suo sapore era un delizioso sapore di maschio, dopo circa 5 minuti di quel trattamento mi ha fatto alzare e mi ha sdraiata sul letto, si è denudato completamente e poi mi ha lentamente sfilato reggiseno e tanga, ha cominciato a leccarmi dalla punta dei piedi risalendo in modo lento ed estenuante, lo pregavo di arrivare a leccarmi la figa, ma lui sembrava non sentirmi, ho provato delle sensazioni stupende quando finalmente è arrivato alla passera che era ormai un vulcano di umori, come ha posato la lingua sull’ingresso della mia caverna del piacere ho sussultato come fossi caricata a molla, ma appena ha raggiunto il mio bottoncino ho sborrato come un’adolescente, cazzo come ho goduto, quel maschio non aveva ancora portato l’uccello all’uscio della mia passera ed io avevo già avuto il primo orgasmo”, “cazzo Cinzia, due colpi di lingua ed hai sborrato?”, “da non credere vero? Io che di solito ho bisogno di scaldarmi per bene e prendere il cazzo almeno per un quarto d’ora prima di avere un orgasmo. Ho pensato: cominciamo bene direi. Dopo che lui mi ha leccato tutto il nettare fuoriuscito dalla passera, mi ha portato sul bordo del letto e mi ha sollevato le gambe, ha preso in mano l’uccello e me lo ha strofinato a lungo per tutto lo spacco compreso il buchetto posteriore, quel titillare continuo mi ha fatto salire un altro orgasmo che ho liberato senza ritegno e subito dopo che i tremori sono cessati mi ha infilato quel grosso cazzo fino in fondo alla passera, entrando senza alcuno sforzo, ed ha cominciato un movimento molto lento dentro e fuori, non so cosa facesse con quella verga, ma ogni volta che era dentro mi provocava una scossa di intenso piacere, non vi dico in quella posizione ed a quel ritmo quante volte ho goduto, poi mi ha messo a pecorina e mi ha scopato con un ritmo più sostenuto e con più impeto, aveva una resistenza che sembrava infinita, mi ha fatto godere come una troia infoiata fino a farmi quasi svenire, poi ha tirato fuori la verga dalla passera ed ha cominciato a puntarla sul mio buchetto, io ero talmente infoiata che volevo che mi spaccasse il culo e glielo detto, lui non si è fatto pregare mi ha ribaltato con la schiena appoggiata al bordo del letto e la testa sul pavimento e dall’alto mi ha infilato la sua verga direttamente nel culo e fino in fondo, da quella posizione potevo vedere bene come mi pompava il culo e contemporaneamente mi sfregava la figa con la sua mano, non avevo mai avuto un orgasmo anale fino al punto di farmi squirtare, e così sono riuscita a ingoiare tutta la mia sborra, lui ha continuato a scoparmi il culo fino a quando ho sentito il suo cazzo che si ingrossava ulteriormente dentro il culo, allora gli ho detto che volevo bere ogni goccia del suo piacere, mi ha sfilato il cazzo dal culo, mi sono inginocchiata davanti a lui e l’ho preso in bocca continuando a succhiare come una troia fino a che dopo poco mi ha riversato in gola una serie di schizzi che ho deglutito senza perderne una sola goccia, lucidando e pulendo per bene tutto il suo bel cazzo, poi doccia rivestita ed appagata sono andata via”, Cristina fu la prima a parlare e disse: “cazzo Cinzia sono tutta un lago in mezzo alle cosce, mi devi dare il numero che lo voglio provare anche io”, “certo lo do a tutte voi il numero, non dovete perdere un cazzo come quello, l’unica cosa è che la lista di attesa è abbastanza lunga”.

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