“Sì, papà, hai ragione” - dissi - “Voglio che tu mi insegni tutto su come avere una corretta vita sessuale!”
“Io e mamma, non solo io!” - chiarì papà.
Si guardarono e risero allegramente e questo mi ha dato tranquillità, non mi sentivo così bene da molto tempo. Abbracciai forte mio padre, mentre la mamma si alzò per andare ad aprire la porta della stanza da letto. Mio padre tenendomi stretta fra le sue braccia mi condusse sul letto matrimoniale sul quale mi fece distendere e sedendosi al mio fianco, cominciò a baciarmi il collo. Mi diede dei baci dolci che a me sembrarono farfalle svolazzanti attorno al mio viso. Provai un piacere intenso che mi provocò la pelle d’oca
Papà comprese cosa mi stava succedendo, probabilmente a causa del mio respiro accelerato. Si allontanò un po' da me, voleva che io lo spogliassi mentre lui faceva altrettanto con me.
“Questo,” - disse papà - “è uno degli elementi fondamentali del gioco sessuale” - invitandomi a ricordare in futuro questo primo insegnamento. Mi sbottonò la parte posteriore del vestito, cominciò molto lentamente a sfilarlo. Le dita di mio padre sfiorarono le mie cosce tremanti. Papà era sicuramente eccitato, ma non lo dava a vedere. La mamma ci osservava con attenzione, la sua eccitazione era evidente, se non altro dallo scintillio dei suoi bellissimi occhi grigi.
Il mio vestito scivolò via dalle spalle. Non avevo il reggiseno, i miei seni piccoli e sodi spuntarono fuori. Papà deglutì: non si aspettava che il seno fosse privo del reggiseno. Con gli occhi intenti a guardare i miei seni, con un solo gesto, mi sfilò il vestito lasciandomi coperta dalle sole mutandine.
“Sì! Gli slip di Sara sono già bagnate!” - esclamò la mamma che allungò la mano per sfilare questo piccolo indumento di stoffa blu con un’evidente e larga macchia al centro. Papà fermò la mano della mamma dicendo con fermezza a bassa voce:
“Non avere fretta, lo farò io!”
Papà poggiò le labbra sul mio capezzolo sinistro facendolo diventare subito turgido, accarezzò il seno destro massaggiandolo. Poi premette le labbra sul capezzolo destro e cominciò a massaggiare il sinistro con l’altra mano. Mi sono sentita terribilmente felice e le mie mutandine si sono bagnate ancora di più.
“Mauro, toglile le mutandine! Sono completamente madide di umori!” Ordinò la mamma.
Papà si staccò dai miei capezzoli gonfi e si accovacciò davanti a me. Avvicinò il viso alle mie mutandine e vi affondò il naso, inalando avidamente l'odore delle mie secrezioni. Mi sono tirata indietro, ma lui mi ha afferrato le natiche con i palmi delle mani e mi ha tirato verso di sé. Il naso di papà è entrato dritto nella fessura della mia fica, premendo più a fondo il tessuto delle mie mutandine. Poi papà ha cominciato a tirarle giù. Con la bocca ha raggiunto i peli pubici, con le mani ha fatto scivolare via gli slip in modo tale da rendere visibile tutta la mia fica bagnata, la fica si aprì e papà poggiò la bocca su di essa baciandola e leccandone il succo. Si alzò in piedi e io vidi quanto i suoi pantaloni erano gonfi davanti!
Iniziai a sbottonargli la camicia, le mie mani tremavano così tanto che non potei far fronte a un compito così banale, papà stesso sbottonò tutti i bottoni e si bloccò, aspettando le mie ulteriori azioni. Prima gli sfilai la camicia, poi sfilai i suoi jeans dai fianchi molto più velocemente di quanto avessi cercato di fare con la camicia. Il suo cazzo sporgeva dalle sue mutande.
“Cosa stai aspettando Sara?” - ha chiesto la mamma invitandomi a procedere. Con la coda dell’occhio ho visto che dopo aver sistemato i vestiti di papà, la mamma aveva tolto la vestaglia e si era seduta sul letto completamente nuda accanto a me ad aspettare. Ho tirato giù le mutande di mio padre con entrambe le mani, era come se il suo cazzo stesse proprio aspettando questo; saltò immediatamente fuori dai boxer e ondeggiò davanti a me in tutto il suo splendore, ero incapace di staccarmi dal quadro che si apriva davanti ai miei occhi.
Papà, a quanto pare, ha capito cosa mi stava succedendo. Il suo cazzo, proprio accanto al mio viso, ondeggiava da una parte all'altra, quasi a volermi colpire sul naso, poi si immobilizzò, vibrando solo leggermente davanti a me.
Era la prima volta che vedevo un pene così da vicino, mi ha affascinato la sua bellezza! Sporgeva dai peli neri, folti e ricci, ad angolo acuto, quasi in posizione verticale. Non so quanto fosse lungo, ma sicuramente non meno di venti centimetri. Era ricoperto di vene gonfie e sottili di colore blu scuro, motivo per cui ispirava uno strano rispetto. La parte superiore del pene era incoronata da un glande massiccio, la cui sommità era leggermente aperta sotto il prepuzio teso.
"Prendilo tra le mani ed esaminalo attentamente" - ha detto papà.
Ho toccato il pene con il dito e il pene ha risposto con un salto convulso verso l'alto. Poi l'ho afferrato con tutto il palmo della mano, sentendone la straordinaria durezza, come se ci fosse un osso nascosto sotto la pelle. Tuttavia, quando ho portato il palmo della mano alla testa del pene, ho sentito che era morbida e questo mi ha sorpresa ancora di più.
"Stringilo nella tua mano!" - sussurrò papà. Era molto, molto soddisfatto del mio tocco.
Con attenzione ho liberato il glande dalla pelle che lo ricopriva. Si mosse facilmente, rivelando quasi completamente la testa violacea, osservando più attentamente e da vicino, ho visto che la pelle che ricopriva in glande era collegata alla testa da una striscia coriacea molto stretta.
Ho esaminato il foro al centro della sommità della testa. Era circondata da due minuscole labbra rosee. Era bello! Volevo baciare quelle piccole labbra presenti sul cazzo di papà.
Papà era stanco di stare davanti a me in quella posizione e ha detto:
“Meglio stare entrambi sul letto per continuare la nostra conoscenza. Fallo scivolare nella tua bocca, non aver paura”.
La mano di mia madre si posò sul bellissimo cazzo così velocemente che non ho avuto nemmeno il tempo di pensare e ha spinto il cazzo di mio padre direttamente nella mia bocca, non ho fatto in tempo a dire nulla, perché la testa violacea e lucida mi è subito scivolata tra le labbra riempiendomi tutta la bocca. Era delizioso! La mia lingua si è subito messa al lavoro iniziando a esaminare attentamente il nuovo oggetto a sua disposizione. Il glande era morbido, soffice, molto tenero. Me ne sono accertata leccandolo e stringendolo delicatamente fra i denti. Per un secondo ho tenuto la punta della lingua, tremante per l'eccitazione, sul gonfiore vicino al buco proprio al centro del glande. Aveva un sapore salato. Ho pensato che il sapore dipendesse da gocce di urina fuoriuscite casualmente dal cazzo di mio padre. Involontariamente ho deglutito e il pene di papà si è spostato più in profondità nella mia bocca fino a toccare l’ugola.
Con la lingua ho sentito l’anello spesso del prepuzio che abbracciava la punta del pene, subito dopo il pene diventava durissimo come la roccia! Papà sembrava in estasi, io anche, ero davvero estasiata. Sentivo il bisogno di accarezzarmi la fica bagnatissima. Non appena le dita della mano l’hanno accarezzata, ho avvertito la presenza di un liquido denso e caldo che ricopriva le grandi labbra. Ho guardato in direzione di mia madre e ho visto che stava avvicinando la bocca al mio pube. Ha iniziato a baciare e leccare attivamente la fica ancora vergine. Gemevo di piacere e per quanto fosse possibile, tenevo in bocca il cazzo vibrante di mio padre. Vibrava, pulsava e cominciava a contrarsi ritmicamente. In quell’istante Papà ha detto con voce soffocata...
“Giulia! Non ce la faccio più.” – rivolgendosi a mia madre.
La mamma ha improvvisamente staccato la bocca dalla mia fica e ha detto a voce alta:
“Sara preparati.”
Non ha avuto il tempo di dire altro perché la mia bocca si è subito riempita di un liquido denso e speziato. Ho deglutito senza volerlo. Gli schizzi di sperma si sono susseguiti velocemente, non sono stata in grado di ingoiare tutto lo sperma e dagli angoli della mia bocca sono fuoriusciti due rivoli bianchi, colati poi sul mento e sul collo. La mamma velocemente con la lingua ha raggiunto i rivoli di sperma che colavano sul mio viso e sul collo leccandoli avidamente come fossero un preziosissimo nettare. Papà tirò fuori il pene dalla mia bocca e lo diresse nella bocca aperta in modo invitante di mia madre. Altri due potenti getti biancastri colpirono il volto di mia madre riempiendole la bocca. Una goccia di sperma venne fuori dal buco rimanendo sospesa al pene, mia madre la leccò via come una rana cattura con la lingua una mosca. Quando l’eiaculazione ha avuto termine e non c’era più traccia di sperma ho preso di nuovo in bocca il pene di mio padre, spingendo le mie labbra fino ai testicoli. I peli neri e ricci mi solleticarono il naso, ma resistetti e non starnutii. Mi accorsi che il pene cominciava a “sgonfiarsi” con rapidità nella mia bocca. Papà ha tolto dalla mia bocca il pene raggrinzito e con la mano ha scoperto il glande dal prepuzio per poi appoggiarsi allo schienale del divano sbuffando beatamente. Il suo pene, che nel frattempo era diventato piccolo, gli pendeva sopra la coscia destra inanimato.
