Essendosi voltata, qualcosa di grosso e di duro, si poggia al suo sedere… è il muso di Dick, che la esplora. Questo semplice, inaspettato, tocco, fa esplodere nella femmina tutto il languore represso: senza ritegno, si abbassa le mutandine fino alle ginocchia, inarcando il sedere a favore del cane.
“Sono impazzita” pensò, appena la lingua della bestia, iniziò a lapparle la figa, allargandola: sollecitata e aperta dal cane, la sua fessura lascia scorrere tutti gli umori che racchiudeva in segreto. Compresa la sborra dell’orgasmo precedente, depositato in lei dal marito, qualche ora prima.
Il sangue le arriva alla testa.
Quando il cane si stacca, Carmela, si abbassa di nuovo… adesso sì, adesso è arrapata. Senza pensarci due volte, afferra il membro di Dick ma questa volta con molta più forza e decisione.
E’ così che capisce che l’animale ha una sensibilità fisica del tutto diversa dall’uomo. Stringendo con forza, il cazzo diventa duro in pochi secondi e la bestia affanna, in piena eccitazione.
Ora percorrendo l’asta che, è diventata lunga il doppio di quella del marito, la donna ne studia le forme tra le dita: il glande è appuntito a forma lampone, grosso e spesso. Sulla punta si intuisce uno spazio ruvido e uno spacco, certamente da li emetterà lo sperma. All’improvviso, mentre la mano masturba il bestione affannosamente, a metà del lungo pene, si gonfia una grossa escrescenza, grande come un pugno chiuso. Una sensazione naturale fa capire a Carmela che il cane sta per godere.
Allora lo sbatte a tutta forza con entrambi i pugni, serrati fortemente sul suo membro.
In pochi minuti, scivolando e tremando sulle zampe, Dick viene…
Ma come, viene… Carmela è sconcertata: il cane piscia sperma, letteralmente.
La sborra calda, trasparente, appiccicosa, fuoriesce a fiotti, senza fermarsi, in quantità incredibile rispetto al maschio umano.
Essendo accovacciata, i primi fiotti arrivano fino a lei, imbrattandole la pancia e le cosce.
Il cane guaisce… poi abbaia duo o tre volte, impaurito.
Sono passate le cinque del mattino, il cielo ad est rischiara.
Come un vampiro, rossa, calda, eccitata e confusa, Carmela si rifugia in casa, poi nel bagno, le tempie rimbombano del sangue che pulsa all’impazzata.
Tutta bagnata, senza accendere la luce, la donna si stende sul tappetino e si masturba, giusto quel tanto per arrivare all’orgasmo… in quel momento compie l’ultima follia della notte: con le dita cerca di raccogliere lo sperma umidiccio, incollato su di sé per portarselo alla bocca.
Nonostante si senta sudicia... quel sapore le piace.
Purtroppo!
4
La mattina dopo la donna si sente stanca, confusa, svuotata. A parte la notte passata quasi completamente in bianco, Carmela si trova sola con sé stessa con mille perplessità e mille indecisioni. Una sola certezza: quella strana storia non si doveva ripetere! Lei era pervenuta a quel rapporto indecente, a cui non riusciva nemmeno a pensare a quarant’anni …
Non si trattava delle esperienze curiose di un ragazzina. Nessun episodio passato “freudiano” poteva giustificare il suo comportamento, se non una “porcaggine” che non si conosceva. La sua natura sessuale era estremamente passiva; il sesso attirava poco il suo interesse durante il lento scorrere del suo quotidiano. Essendo una bella donna, normale e formosa, aveva sempre avuto al suo fianco un ragazzo, un uomo, poi il marito. Raramente aveva avuto bisogno di immaginare rapporti visto che gli assalti erotici, del “compagno” del momento, erano più frequenti delle sue eccitazioni. Bastava un cenno, una parola… a volte un semplice paio di calze… e voilà, il suo partner si precipitava per soddisfarla.
Carmela non si è mai preoccupata di cercare il maschio, insomma, figuriamoci poi, se è preparata a prendere iniziative tanto estreme. Ora pensa e ripensa agli arzigogoli della notte precedente. A questo si aggiunge la vergogna di aver copulato col cane dei vicini… attraverso una ringhiera, ma andiamo! Doveva essere impazzita. La donna, nei giorni successivi, evita il più possibile di farsi vedere, soprattutto da Dick.
Ma il cane sente il suo odore quando passa, allora arriva di corsa alla cancellata e richiama la sua attenzione abbaiando e scodinzolando.
- Me lo stai viziando – dice ridendo Marco, un mattino – Dick, ormai, stravede per te!
Carmela nasconde un attimo di imbarazzo: - Io? Ma se non gli do mai niente? Tua moglie mi ha spiegato che gli rovino la dieta...
- Uhm... - Marco la guarda perplesso, poi squadra Dick, che presenta i primi segni di una evidente eccitazione – allora si è innamorato di te... capita, sai? - e ride apertamente.
Lei è imbarazzatissima e arrossisce come una scolaretta:
- Ma che dici, sei ammattito?
Marco si avvicina, con aria complice le sussurra: - Carmela, tu sei una donna stupenda… - sorride con un pizzico di malizia – Dick, non è costretto a rispettare le convenzioni… come il suo “povero padrone”. Ti vede, si eccita… e lo dimostra, guarda tu stessa! – col capo accenna verso il cane, che continua ad ansimare, col pene rosso in evidenza contro il pelo, folto e nero. Non riesce nemmeno a rispondere per l’imbarazzo.
Marco se ne accorge e stempera la tensione, dandosi uno sguardo alle spalle, non vuole incorrere nelle ire della giovane moglie, gelosissima:
- Dai, Carmela, scusami… stavo solo scherzando. – poi si fa pensoso per un attimo – Però, sai, credo proprio che sia ora di farlo accoppiare… Dick comincia a dare segni di squilibrio… adesso gli ci vuole proprio una bella cagna in calore!
Quelle parole schiaffeggiano Carmela, sembrano dirette proprio a lei, per svergognarla… il suo pensiero corre in un istante a quella notte: rivede lo sperma liquido, risente l’odore intenso, animalesco, sparso su di lei. Di certo il seme della bestia è schizzato anche sul cancello, sul pavè… e se Marco o Isa avessero notato qualcosa? Dopotutto loro erano esperti di cani. Si tranquillizza, perché il ragazzo aggiunge:
- Comincia a diventare asfissiante, immagina che, da qualche giorno ci prova anche con Isa, povero Dick… ormai ne ha veramente bisogno! – Marco sorride ancora e salutando torna a casa sua.
Lei scappa dentro e una volta nel bagno, comincia a piangere di rabbia e di vergogna.
***
Le belle giornate si susseguono ma la signora è sempre nervosa. Di notte come un incubo ma a volte come una droga, pensa spesso a quello che ha fatto col cane: di giorno scaccia quei pensieri, irritandosi con sé stessa, eppure, senza riuscire a trovare una giustificazione, diventa anche curiosa riguardo all’argomento. Infine, con una scusa, arriva persino ad avvicinare un cugino veterinario, accampando una serie di scuse per avere una risposta a certe sue perplessità. Fa anche la figura della cretina, pur di porre la domanda che più le sta a cuore …
- Perdonami, non mi considerare troppo scema – chiede con il viso più ingenuo del mondo – ma sai ho una figlia ragazzina per casa… un cane così grosso, maschio… potrebbe avere un orgasmo… insomma, in qualche modo sporcare di sperma un oggetto… o un punto della casa. Ora se la mia ragazza, inavvertitamente, venisse... diciamo in contatto con, quella roba, diciamo... non potrebbe restarne incinta?
L’uomo la guardò perplesso, e stavolta non risponde al suo sorriso. Che avesse mangiato la foglia? Carmela aveva raccontato che dei parenti volevano regalarle un grosso cane e che lei era inesperta rispetto all’argomento.
Il veterinario le risponde in maniera molto seria, nonostante lei faccia di tutto per sembrare faceta:
- Assolutamente impossibile… se questi sono i tuoi timori, levateli dalla testa. – disse il veterinario. era veramente perplesso, di certo non si aspettava quella domanda da lei. – Il seme del cane è incompatibile con l’ovulo femminile umano… semplicemente. Poi la squadrò in maniera antipatica: - Giusto per chiudere il discorso, visto che lo hai aperto tu, devi sapere anche che eventuali pratiche sessuali con un cane, vengono considerate vere e proprie violenze e, nei casi evidenti e gravi, perseguite! Carmela diventa rossa, non tollera l’allusione.
Infuriata, risponde:
- Capisco, troppe complicazioni… i cani non fanno per casa mia, non lo prendo più! – ringrazia frettolosamente senza aggiungere altro. Allontanandosi in macchina è furiosa con sé stessa e con la propria idiozia, avrebbe potuto controllare sul web, farsi una ricerca privata.
Chissà quante volte il veterinario si era sentito fare la stessa domanda da qualche altra stronza come lei!
***
Dopo qualche settimana d’inferno, dopo aver pensato più volte con disgusto al membro di Dick e al suo seme appiccicoso… ricordandone il sapore selvatico, Carmela è di nuovo in crisi. Come un “vampiro” deciso a placare la sua sete, pur avendo ribrezzo per sé stessa e per le sue azioni… la donna sublima ciò che le passa per la mente. Le cose che prima le facevano schifo adesso le mettono la febbre addosso, un desiderio: un vero bisogno. La droga del sesso l’aveva colpita nel modo peggiore. Il budello liscio e caldo del cane, che spuntando indecorosamente dai peli neri, le avrebbe causato repulsione solo a vederlo, adesso lei lo bramava e, pur se con grande timore, lo desiderava ardentemente.
