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Erotika
Una ragazza a L.A. · Cap. 6
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Capitolo 6 di 6 11 min di lettura

Una ragazza a L.A. 6 - Lehman Brothers

Moniq
1 ora fa · 3 letture · 0

L'estate passa fra feste sulla spiaggia, concerti e lavoretti. Faccio la modella nei corsi di fotografia e un po' di fitting per un sarto emergente. Non è proprio un reddito fisso ma tutto quello che viene è utile. 

A giugno con Tyler, Tiffany e il suo boyfriend andiamo a Erotica per gli Awards del porno. Ci divertiamo moltissimo perché veniamo prese per pornostar e ci chiedono l'autografo. Per un po' dico di essere solo un visitatore pagante, poi è più facile firmare con uno scarabocchio. Mi battezzo seduta stante Cindy Suka. E, se ben ricordo, definisco Tif LadyAnal, con gran divertimento del suo ragazzo e le proteste di Tif.


Ci continueremo a chiamare fra noi Suka e Ladya per giorni. Tyler è l'idolo dei gay. Lo conoscono e vengono a chiedergli l'autografo. 

Riceviamo anche proposte serie (?) da qualche produttore o sedicente tale. No way. Mom doesn't want it. Sorry.


A metà agosto Tyler come promesso trova i biglietti per un teatro dove suonano i Queen of the Stones Age e verso la fine del mese vediamo i Judas Priest a San Bernardino.  Viene anche Kareem. Mentre suonano Breaking the Law e saltiamo, lo guardo e rido. E lui mi sillaba con le labbra le parole you don’t know what it’s like,, you don’t have a clue, if you did you’d find yourselves , doing the same thing too (Non sapete com’è, non ne avete la minima idea; se lo sapeste, vi ritrovereste a fare la stessa cosa anche voi).

C'è anche la sua ragazza del momento, Moesha. E' black. Non mi guarda con affetto. Si atteggia a dura. Penso che se Kareem non la tenesse buona mi metterebbe le mani addosso. Non so cosa sappia di me ma intuisce la corrente che scorre fra me e K.

I toni con cui lui si rivolge a me e quelli che usa con lei sono completamente differenti. 

Non importa. sono molto concentrata sul lavoro e determinata a non impelagarmi ulteriormente in situazioni pericolose. Stavolta non ci casco. Se Moesha fosse stata più carina magari...


Purtroppo però va a monte buona parte del lavoro che pensavo di avere a ottobre per la presentazione delle collezioni primavera 09. Un organizzatore storico si ritira. Diversi marchi non parteciperanno in segno di protesta per lo spazio che viene dato a alcune celebrità tv che presentano le loro linee. Fra questi proprio un paio che consideravo lavoro sicuro.


A settembre il crollo di Lehman Brothers innesca una reazione di panico che sfocerà in una recessione profonda che colpisce drasticamente nei mesi a venire anche il settore del lusso, La maggior parte delle Maison stringerà sui costi. Questo ancora non lo sapevo però.


In più, avrei dovuto scegliere un'agenzia della West Coast, invece sono rimasta legata a Jane e i lavori che mi passa non sono abbastanza. 


In breve, quello che a giugno era un luminoso avvenire a ottobre inizia a sembrare un problematico tirare avanti.

A metà novembre viene a trovarmi la mia amica Franci (vedi racconto Sweet Dreams). E' un tuffo nel passato. Non che fosse tutto brillante, ma mi sale la nostalgia. Mi chiedo se sto facendo la scelta giusta nella mia vita. Sono andata a vivere a Milano, poi un periodo a New York, ora qui a Los Angeles. Volevo la libertà assoluta. Ho scoperto che la libertà intossica. Non devo fermarmi a pensare, quando lo faccio mi sento disancorata. Mi sento si, libera, ma come un pallone portato dal vento. Continua a correre Moni. Continua a correre. Ma dove stai andando?


I dont belong here. What the hell am I doing here?

Le parole di Creep mi risuonano nella testa.

Qualcosa di più di un attacco di nostalgia. Ne parlo con Franci. Ci diamo tempo fino a febbraio-marzo, per il periodo delle Big Four Fashion Week. Se non va diamo un taglio. La realtà impietosa è che se mio padre non mi mandasse dei soldi ogni tanto, di nascosto da mia madre, in questi anni non sarei stata in grado di mantenermi. Faccio a pugni con il mio orgoglio, ma questo è. Anche perché per quanto abbia guadagnato anche bene a volte, questo è un ambiente in cui non puoi permetterti di fare casa e lavoro. Devi girare come un oggetto da comprare. Devi essere vista. Devi "esserci". 


In una festa conosco un attore di quelli considerati sex simbol planetari. Mi chiama per uscire. Due volte. La prima sto lavorando e trovo la chiamata. Non lo richiamo. La seconda rispondo.

Tyler mi dice: "cazzo aspetti? solo se ti fotografano con lui vai in orbita, lo sai come funziona no? anzi se mi dici dove andate li chiamo io degli amici..."

"No cazzo Ty, non mi va, lo so come funziona si. Diventi il bagaglio a mano prima di uno poi di un altro finché non ti hanno girata tutti, passano un paio d'anni e diventi la ex di..." 

"Magari te lo sposi che ne sai..."

"Ma dai, ma mi ci vedi? è un fico ma ha ventanni più di me, credo..."

"Perchè, tu vuoi sposarti come Biancaneve, con l'abito bianco la zucca e i topolini?"

"Quella è Cynderella Ty, si sposa alla fine?"

"Certo che si sposa, come Julia Roberts e Richard Gere!"

"Io non è che batto il marciapiede però eh"

"E' lo stesso. Tutti lo facciamo. In un modo o nell'altro..."


Comunque quando mi richiama accetto. In fondo come tipo mi piace. Anzi. Senza in fondo.

Mi chiede: "Ti dispiace se ti vengo a prendere in moto?" 

"Non ho niente per andare in moto..." rispondo, un po' perplessa.

"Porto il casco per te. Non preoccuparti, niente di impegnativo" mi dice. E mi fissa un orario, in  un posto vicino casa mia.


Passa a prendermi con un'Harley. Bellissima. 

"Preferisco girare così, in modo da non essere riconosciuto" si scusa. E' gentile. Credibile. Modesto. Sembra veramente godersi la gita in moto. 

Inizio a trovarmi bene con lui. Il sedile è comodo, l'andatura rilassata.

Ci fermiamo a un bar a Manhattan Beach. Vado io a prendere qualcosa da bere e ci sediamo sulla sabbia vicino al mare. E' fine novembre ma non è una giornata fredda. 

La conversazione prende una piega che non mi aspettavo. Mi chiede dell'Italia, di Roma, mi ritrovo a parlare di casa. E lui mi racconta che ha iniziato da poco una relazione ma lei non vive lì.

Sono contenta di non aver dato il permesso a Ty di mettere in moto la sua trappola.

Mi riaccompagna a casa (abitiamo vicini) e mi ringrazia del bel pomeriggio passato insieme. 

Cazzo mi sento veramente Julia Roberts. 


Ty dopo che gli racconto mi dice: "Allora te lo vuoi sposare?" Ma non riesco a scherzarci su. 

Perché mi trovo bene con uno che ha 23 anni più di me? Non è condiscendente. Mi ascolta. Mi parla. Non ha fatto un gesto o una battuta che mi faccia pensare a un interesse sessuale.

Mi ritrovo a sperare che mi richiami. Ma non credo lo farà. Di lì a pochi giorni esce il suo ultimo film. Non avrà tempo. Magari mi ha trovata insignificante. Non chiamerà.

Mi richiama. 

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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