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Erotika
Distrazioni extraconiugali · Cap. 3
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Capitolo 3 di 3 6 min di lettura

Licenza extramatrimoniale

Monica e Manuel Drake
2 ore fa · 4 letture · 0

Dopo l’incontro al motel, Alberto mi riaccompagnò subito a casa. Lungo il tragitto, mi fu evidente il suo stato euforico, dovuto al fatto che gli avevo permesso di sfogare senza riserve tutte le sue voglie e i suoi feticismi. Io, invece, non fui di molte parole, attanagliata da mille pensieri e sensi di colpa nei confronti di mio marito, non tanto per l’ennesima “scappatella”, ma per quanto stavo iniziando a provare per il mio occasionale amante.

Manuel arrivò dal lavoro ed io non gli accennai alcunché.  Mi ripromisi di farlo nel fine settimana, quando sicuramente avremmo fatto sesso. E così fu.

Come di consueto, mio marito ebbe molto piacere nel sentire con quanto impegno Alberto si era profuso nel leccarmi ovunque e quanto apprezzamento aveva dimostrato per la mia biancheria intima, senza contare che non gli risparmiai ogni minimo dettaglio della mia scopata da grandissima troia.

Ascoltando il mio racconto, Manuel ebbe ben due orgasmi, profondi e prolungati, ed io mi sentii molto serena nel constatare che in lui non ci fosse alcun cenno di gelosia per come mi ero divertita e per quanto avevo fatto divertire quello sporcaccione del mio amico.

Purtroppo, la mia totale sincerità nei suoi confronti non mi consentì di tenergli nascosto che, oltre alle porcellate che Alberto ed io avevamo fatto, in me aveva iniziato a fare capolino il “tarlino”, quell’inequivocabile sensazione di infatuazione che avevo tentato in ogni modo di scacciare, forte delle mie capacità razionali e del mio profondo amore per Manuel.

La confessione del mio coinvolgimento emotivo lo lasciò piuttosto turbato. Interruppe un po’ bruscamente le consuete coccole che ci concediamo dopo il sesso, si alzò dal letto e si rivestì senza rivolgermi la parola.

In quel frangente, mi ritrovai combattuta, tra il dispiacere di vederlo così e la mia impotenza nei confronti di ciò che sentivo dentro, sebbene non ci trovassi nulla di razionale o sensato, dato che Alberto non ha niente più di mio marito in fatto di fascino e personalità, senza contare che Manuel ha carisma, intelligenza, cultura e coraggio da vendere, oltre a uno spiccato anticonformismo che mi ha sempre ammaliata.

Trascorremmo la domenica ognuno un po’ per conto suo: io nel mio studio a lavorare su alcune coreografie di ballo, lui nel suo, a fare costruzioni con i Lego, con cui realizza modelli strabilianti.

I primi tre o quattro giorni della settimana, invece, passarono serenamente e in piena armonia, come se niente fosse successo, e quasi mi dimenticai perfino di Alberto e del mio “tarlino”. Fino al venerdì successivo, quando dal mio amico ricevetti un messaggio dove mi domandava se ci saremmo visti la sera stessa.

“Cazzo, che rompicoglioni!” pensai, accusandolo di aver nuovamente incrinato la mia serenità. Decisi di non rispondergli e di silenziare le notifiche provenienti dal suo numero.

La sera stessa, Manuel ed io andammo a ballare, poi passammo un bellissimo weekend: il sabato a cena con amici e la domenica a fare una gita.

Il lunedì mattina, rimasta sola in casa, spinta da un’insensata curiosità, ebbi la stupida idea di aprire la cartella dei messaggi di Alberto. Ne trovai una ventina, in un crescendo di dichiarazioni d’amore e romanticismo, giuramenti di totale dedizione e promesse di sincerità.

Il loro tenore non fece altro che far riemergere il “tarlino”, che prese a rosicchiare nella mia mente come un forsennato. Totalmente assorta nel pensiero di cosa avrei dovuto fare con Alberto e di cosa dire a mio marito, la giornata andò praticamente persa, visto che non riuscii a concludere nulla sul fronte del lavoro.

Prima che Manuel tornasse per la cena, decisi di riprendere il controllo della situazione e abbozzai mentalmente ciò che gli avrei detto. Mi feci una doccia, mi vestii carina indossando il tubino nero, corto e aderentissimo, e completai la mia preparazione come se dovessi uscire.

Appena Manuel mi vide, restò di stucco: “Stai andando da qualche parte?” mi domandò.

“No. Mi sono messa così pensando che ti avrebbe fatto piacere…” risposi con aria innocente, quindi gli andai incontro, gli diedi un bacio appassionato, lo presi per mano e mi feci accompagnare sul divano. Proseguii le mie attenzioni baciandolo ancora. Lui non tardò a portare le mani sulle mie gambe e a farle scorrere per tutta la loro lunghezza. Il collant, sottile e setoso, fu una trappola irresistibile anche per lui.

Comprese subito che avevo voglia di essere scopata. Perciò, le sue carezze divennero velocemente molto intime, e io gli permisi di farmi tutto ciò che gli piaceva. Nelle sue mosse, rividi quelle di Alberto che mi riportarono alla mente il discorso che, di lì a poco, gli avrei fatto.

Ben presto rimasi completamente nuda. Gli slacciai i pantaloni e iniziai a massaggiargli il cazzo dentro i boxer, come a lui piace tanto. Poi, glielo tirai fuori e la mia bocca rimase impegnata per un po’ a somministrargli tutte le mie abilità di esperta pompinara. Mentre gli leccavo l’asta fino ai testicoli e risalivo per titillare il glande, non gli feci mai mancare lo scintillio del mio sguardo che proiettavo direttamente nel suo.

Non prolungai troppo il pompino, non volevo farlo venire così. Gli chiesi di abbassare lo schienale del divano e, quando fu in posizione orizzontale, mi misi a cavalcioni sopra di lui. Lo baciai ancora, poi spostai il bacino verso il basso, fino a quando sentii la cappella puntarsi all’ingresso della vulva. Assunsi un’espressione del viso molto porcella e, continuando a guardarlo intensamente, come se fossi sorpresa dalle dimensioni del suo pistolone, lo accolsi tutto dentro di me.

Iniziai la cavalcata molto lentamente e, dopo qualche minuto di quella trivellazione, gli domandai: “Ti piace, amore?”

“Oh, sì. Sei fantastica, come sempre…” mi rispose.

“Sono brava anche perché ti amo tantissimo. Lo sai questo, no?”

“Certo che lo so, amore mio.”

Accelerai un pochino il ritmo degli affondi, poi ripresi a parlare: “Ti ricordi cos’è successo un paio di anni fa con Aurelio, il maestro di sci?”

Manuel sorrise compiaciuto: “E come potrei dimenticarlo? Sei stata fantastica nel gestire la situazione… Ma, se mi ci fai ripensare, mi viene da sborrare subito.”

“Oh, no, amore. Cerca di trattenerti ancora…” lo supplicai, poi continuai: “Quindi, sei consapevole che, anche se sono innamoratissima di te, potrebbe succedere che, come in quell’occasione, mi possa prendere una sbandata momentanea per qualcuno, seppure il motivo, o i motivi, mi siano totalmente sconosciuti, pertanto impossibili per me da controllare?”

“Sì, amore. E tu ti ricordi che, quella volta, ti ho lasciata libera di viverti pienamente la storia, senza che facessi obbiezioni o imponendoti dei limiti?”

“Certo, amore mio, ed è anche per questa tua apertura mentale che ti amo smisuratamente, e non potrei mai fare a meno di averti come mio uomo. Ma, in questo periodo, purtroppo, con Alberto sto vivendo una situazione simile a quella…”

“Lo so, me ne hai accennato l’altro giorno. Comunque, se ne senti il bisogno, raccontami tutto con la massima serenità: sono qui per ascoltarti. Credo proprio che sia il modo giusto per risolvere il tuo e, ovviamente, nostro problema.”

“Grazie, amore, che mi sai capire…” replicai con le lacrime agli occhi. Manuel mi abbracciò forte, poi mi domandò: “Come pensi di fare?”

“Accetteresti la situazione dove io possa incontrare Alberto di tanto in tanto? Non sarebbe una relazione stabile o frequente. Piuttosto, un diversivo che, occasionalmente, mi permetterebbe di compiacere la mia necessità di sentirmi cercata e desiderata da un uomo molto attraente, che potrebbe ambire a donne molto più giovani di me ma, per qualche motivo, mi preferisce a tutte le altre…”

Manuel mi rispose immediatamente: “Certo che accetto. Anch’io mi sento molto orgoglioso di avere una moglie tanto desiderabile e desiderata.” Nel mentre, non avevo mai interrotto la cavalcata sul suo pisello.

“Ti sono immensamente riconoscente, amore mio. Se vuoi, adesso, puoi lasciarti andare.” gli sussurrai in un orecchio. Manuel non trattenne oltre l’orgasmo e venne copiosamente dentro di me.

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Sposati da circa diciotto anni, siamo una coppia, all'apparenza, irreprensibile, con numerose relazioni sociali. Viviamo il nostro amore e la nostra grande complicità all'insegna di un sesso spinto, coinvolgente, solare, allegro e intrigante, che per noi è gioia, fantasia, curiosità. La nostra attività erotico-letteraria è presentata nel sito web https://monicamanueldrake.com

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