Anna si svegliò di colpo quando Giorgio inizio a leccarle il culo. Un sussulto, gli occhi che si spalancarono nel buio. Non si voltò immediatamente. Rimase immobile, la schiena irrigidita per un istante, mentre la lingua di Giorgio, calda e ruvida, le percorreva l'ano gonfio, raccogliendo avidamente il liquido fresco che colava ancora. Sentì le sue labbra premere contro la carne sensibile, sentì il suo respiro affannoso contro la sua pelle. Un brivido di piacere la percorse, mescolato a un'improvvisa vergogna. "Giorgio..." mormorò, la voce roca dal sonno sei tornato, avevo voglia di te amore. Continua a leccarmi ma poi scopami ho tanta voglia di te.Giorgio non rispose con parole. Solo un gemito basso, affogato nella sua carne, mentre la sua lingua si insinuava più profondamente nel passaggio ancora aperto, leccando via ogni traccia di Paolo con una devozione che fece tremare Anna. Le sue mani le afferrarono i fianchi, non con la brutalità di Paolo, ma con una presa ferma, quasi disperata. Quando finalmente sollevò il viso, bagnato di lei, i suoi occhi nel buio erano due pozze nere di un bisogno primitivo. "Ti voglio," sussurrò, la voce rotta. "Ti voglio tutta. Ora." Anna si girò lentamente sul divano, il corpo ancora dolorante ma elettrico sotto il suo sguardo. Le sue mani si alzarono per accarezzargli il viso, sentendo la tensione nelle sue mascelle, l'umidità della pioggia e di se stessa sulle sue guance. "Allora prendimi," sussurrò, aprendo le gambe in un gesto di offerta totale. "Ma piano, Giorgio. Piano e dolce. Come sai fare solo tu." La sua voce era un filo di seta nel silenzio carico.Giorgio la guardò, inginocchiato sul pavimento davanti al divano. La luce obliqua della lampada illuminava le curve del suo corpo, le tracce bianche ormai confuse sulle cosce, il rossore ancora vivo attorno al suo centro più intimo. Non ci fu fretta. Si tolse la maglietta bagnata con movimenti lenti, rivelando il torso magro, teso. Poi i pantaloni, lasciandoli cadere accanto a sé. Il suo cazzo era duro, pulsante, ma non aveva la dimensione intimidatoria di Paolo. Era Giorgio. Il suo Giorgio. Si sporse in avanti, le sue mani calde scivolarono sotto le sue natiche, sollevandola leggermente verso di lui. Anna chiuse gli occhi, un sospiro le sfuggì quando sentì la punta del suo glande, calda e tremante, sfiorare il suo ingresso ancora sensibile, ancora leggermente dilatato. Non spinse. Accarezzò. Un movimento circolare, delicato, che fece sciogliere Anna in un gemito lungo e basso. "Così..." sussurrò lei, le dita che si intrecciarono nei suoi capelli umidi. "Così mi piace."Entrò con una lentezza che era quasi una tortura, millimetro dopo millimetro, lasciando che ogni centimetro di lei si adattasse a lui, che ogni fibra si aprisse senza strappi. Anna sentì le sue labbra premersi contro il suo collo, baci leggeri come farfalle mentre lui la riempiva con una pazienza infinita. Non c'era violenza, solo una penetrazione profonda, costante, che sembrava cercare non solo il suo corpo ma la sua anima stanca. Quando fu completamente dentro, si fermò, sepolto fino alle radici, il suo respiro caldo contro la sua pelle. Rimase immobile, lasciando che Anna sentisse ogni pulsazione, ogni battito del suo cuore tradotto in una vibrazione intima dentro di lei. "Sei bellissima così," mormorò contro la sua pelle, le sue mani che accarezzavano i suoi fianchi con una tenerezza che fece lacrimare Anna. Era pienezza senza dolore. Possesso senza violazione.Anna lo fece uscire dal culo si giro e indirizzo il suo cazzo nella fica umida. Giorgio cominciò a muoversi con ritmi lunghi e profondi, estrazioni quasi complete seguite da spinte che riconquistavano ogni spazio perduto con una dolcezza che faceva tremare Anna. Ogni movimento era studiato, preciso, come se Giorgio stesse dipingendo qualcosa di sacro dentro di lei. Anna alzò le gambe, avvolgendogli i fianchi, tirandolo più vicino, più profondo ancora. "Sì... così..." sussurrò, le dita che affondavano nella sua schiena sudaticcia. "Così mi piace... senti come ti prendo?" Ogni spinta incontrava una contrazione interna, un abbraccio umido e caldo che faceva gemere Giorgio, la fronte premuta contro la sua spalla. Il suo cazzo sembrava pulsare dentro di lei, più grosso di quanto ricordasse, gonfio di un desiderio che finalmente aveva spazio per esprimersi senza fretta.Anna sollevò il bacino per incontrarlo meglio, trasformando ogni penetrazione in una fusione. "È bellissimo..." ansimò, gli occhi socchiusi nel buio, fissi sul suo viso contratto dal piacere. "Ti sento tutto... così pieno..." Le sue mani scivolarono giù, tra i loro corpi sudati, le dita che trovarono il punto dove si univano, sentendo l'umidità calda, la tensione della pelle tesa, il movimento ritmico della sua asta dentro di lei. Un tocco leggero, appena sopra il clitoride, un cerchio lento che fece urlare Anna di colpo, un suono strozzato che si trasformò in un singhiozzo. "Sto per venire... Giorgio... muoviti piano... fammelo sentire bene..." Le sue parole erano frammenti, soffocate dal piacere che saliva, implacabile.Giorgio obbedì, rallentando ancora, trasformando ogni spinta in un'agonia estatica. Le sue anche si muovevano con una fluidità ipnotica, scandite dal respiro roco di Anna. Sentiva ogni minima contrazione interna, ogni tremito che la percorreva mentre il suo orgasmo si avvicinava, un vortice che risucchiava tutto. "Vieni," sussurrò Giorgio, la voce un brivido contro la sua pelle. "Vieni per me, Anna. Lasciati andare."Anna affondò le unghie nella sua schiena, un grido soffocato le sfuggì quando la pressione sulle sue dita divenne insostenibile. Il suo corpo si irrigidì in un arco perfetto, poi esplose in una serie di spasmi violenti, profondi. Giorgio la sentì stringersi intorno a lui come una morsa di velluto bollente, un'abbraccio interno che lo succhiava, lo spremeva. Continuò a muoversi dentro quella tempesta, lento e costante, prolungando ogni onda del suo piacere finché Anna non cadde sul divano, tremante, coperta di sudore, gli occhi vitrei."È stato... bellissimo, amore," ansimò Anna, la voce rotta, mentre le sue dita tremanti accarezzavano la sua guancia. "Solo tu... solo tu riesci a darmi queste sensazioni." Un sorriso estenuato, pieno di gratitudine e di qualcosa di più oscuro, le sfiorò le labbra gonfie. "Il tuo amore... mi regala emozioni infinite." Si sollevò appena sui gomiti, il suo sguardo scivolò giù, verso il suo cazzo ancora durissimo, lucido del suo stesso liquido. "Adesso... voglio farti venire nella mia bocca." La sua mano lo afferrò alla base, una presa ferma. "E questa volta... voglio assaporare io il tuo sperma. Tutto."Giorgio emise un gemito strozzato quando lei si abbassò, prendendolo tutto in bocca con un movimento fluido, senza esitazione. La sua lingua avvolse la lunghezza pulsante, sapientemente, mentre la sua testa si muoveva su e giù con un ritmo lento, profondo. Ogni risalita lasciava il glande scoperto, bagnato, e lei vi si soffermava, le labbra che ne succhiavano la punta, la lingua che ne esplorava la fessura con una curiosità vorace. Anna chiuse gli occhi, concentrata, assaporando il sapore salato, terroso, unico di Giorgio che si mescolava alla sua stessa umidità. Un sussulto le attraversò il corpo quando sentì le sue palpebre contrarsi, le dita di Giorgio affondarle nei capelli non per spingere, ma per ancorarsi."Anna..." sibilò lui, la voce un fischio teso. "Sto... sto per..." Il suo avvertimento si perse in un gemito profondo quando lei accelerò, prendendolo più velocemente, la bocca, la pressione. Anna sentì il suo corpo sotto il rumore di schiocco umido della sua bocca che lo risucchiava, la gola che si apriva per accogliere il primo getto caldo, denso. Un sapore intenso, muschiato, inondò la sua bocca mentre Giorgio si irrigidiva, le dita che le serravano il cranio mentre scaricava profondamente nella sua gola. Anna deglutì avidamente, senza fermarsi, succhiando ogni ultima goccia, le labbra che pulivano il suo corpo tremava sotto di lei. Un tremito la percorse quando la lingua raccolse un ultimo tremito dalla base.Si ritrasse lentamente, lasciando scivolare il suo membro flaccido dalle labbra lucide. Un filo bianco sottile collegò ancora per un istante il suo angolo della bocca alla punta ancora sensibile di Giorgio. Anna lo catturò con un dito, portandoselo alle labbra con uno sguardo di possessiva soddisfazione. "Tutto mio," sussurrò, la voce roca dallo sforzo, mentre leccava il dito pulito. "Il tuo sapore... è diverso oggi. Più forte." Si sollevò a sedere sul divano, le gambe ancora tremanti. Giorgio cadde in ginocchio davanti a lei, il respiro affannoso, gli occhi fissi sul suo viso illuminato solo dalla luce fioca del lampione che filtrava dalla finestra. La vide sorridere, un'espressione strana, quasi trionfante, mentre la sua mano scendeva a sfiorare il proprio inguine, ancora umido del loro amplesso precedente. "Mi hai riempita così bene prima," mormorò Anna, le dita che si inzuppavano della loro miscela calda. "E adesso... voglio che tu assaggi tutto. Me, e te, insieme." Portò le dita bagnate alle sue labbra.Giorgio obbedì senza esitazione. Afferrò il suo polso e portò le sue dita alla bocca, succhiandole avidamente, profondamente, con un gemito basso che vibrava contro la sua pelle. Anna chiuse gli occhi, lasciando che la sensazione della sua lingua ruvida, calda, la pervadesse. "Sì," sibilò. "Così. Assapora cosa siamo diventati." Sentì le sue labbra lasciare le sue dita e scendere, seguendo il percorso dei suoi liquidi lungo la sua coscia interna, un bacio umido, poi un altro, sempre più vicino al centro ancora palpitante. Anna aprì le gambe in un gesto di offerta silenziosa, la testa appoggiata allo schienale del divano, gli occhi socchiusi nel buio. Giorgio non si fece pregare. La sua lingua, esperta, affamata, trovò il suo ingresso ancora dilatato,
Capitolo 1 di 1 75 min di lettura
AMO UN CUCKOLD
L'AMORE PER UNA COPPIA CUCKOLD
Anna Bolerani
11 mesi fa · 887 letture · 1
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