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Erotika
Lucrezia · Cap. 1
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Capitolo 1 di 1 86 min di lettura

amore cuckold

esperienze cuckold in viaggio di nozze

Anna Bolerani
11 mesi fa · 1.1k letture · 3

si apriva un varco in quell'inaspettato caldo .I tre si muovevano come in una danza primitiva, il suono del respiro affannato e il rumore sordo del cazzo che entrava e usciva riecheggiava nel bagno come un mantra del piacere .La voglia di possedere e di essere posseduti si mescolava in un vortice di sensazioni, e nessuno di loro poteva dire chi era il cacciatore e chi la preda. Il tempo sembrò fermarsi, e il bagno divenne il palcoscenico di una performance erotica in cui i confini tra amore e desiderio, tra marito e amante, tra gelosia e piacere, si dissolvevano come in un sogno bagnato di sperma. Fu allora che sentirono qualcuno aprire la porta del bagno, ma la voglia era troppa, la passione li accecava. Non si fermarono, anzi, si spingevano l'uno sull'altro come se la propria anima stesse per uscire dal proprio corpo. Quando la porta si richiuse, e il rumore di passi si allontanò, si resero conto di avere appena sfidato la convenzione, di avere appena varcato la soglia di un gioco pericoloso ma irresistibile. Ripresi i sensi, si vestirono in fretta, il viso rosato e il respiro pesante. Uscirono dal bagno come se nulla fosse accaduto, ma la consapevolezza di ciò che avevano appena condiviso li legava come un vincolo invisibile. Mentre uscivano dal locale, la notte di Torremolinos si allungava dinanzi a loro, piena di promesse e di segreti. Non sapevano se il destino li avrebbe condannati per la propria audacia, ma in fondo, non gli importava. L'importante era che, per quella notte, si sentissero liberi, uniti da un desiderio che non poteva essere spento da nessuna regola o convenzione. Vennero insieme, Carlos nel culo li Lucrezia e Mario in quello di Carlos e mentre Lucrezia prese in bocca il cazzo di Carlos per pulirlo altrettanto fece Carlos col cazzo di Mario. I tre tornarono in sala e mentre Mario e Lucrezia tornarono al tavolino per finire di bere, Carlos si dileguò portandosi le mutandine di Lucrezia come ricordo, come aveva gia fatto Manuel ed il ragazzo sull'aereo. Domani devo comprare delle nuove mutandine disse Lucrezia sorridendo...."Sarà difficile superare la scena di oggi," disse Mario con un tono che mescolava la tensione e l'eccitazione. I due sposi si guardarono intensamente, le mani intrecciate e le labbra umide di piacere appena saziato. La notte era calda e la luna splendeva sul mare come un invito a continuare la propria avventura. "Andiamo in spiaggia," propose Lucrezia. Mentre camminavano sul bagnasciuga, i piedi affondando leggermente nella sabbia tiepida, le onde che si infrangevano ai lati come se applaudissero la loro audacia, Mario si sentiva come se stesse camminando su un filo teso tra il paradiso e l'inferno. "Voglio che mi riempia la bocca," disse Lucrezia improvvisamente, guardando il marito con occhi pieni di desiderio .Mario non resistette, si fermò, si tolse i pantaloni e la fece inginocchiare. Le labbra di Lucrezia si aprirono come un fiore notturno e accolsero il cazzo del marito, la lingua che si muoveva attorno a esso con maestria. Intanto, sullo sfondo, sentirono voci e risate di coppie in lontananza. La sensazione di pericolo e di proibito rendeva il piacere ancor più intenso. Mentre Lucrezia succhiava avidamente, Mario si chiedeva se qualcuno li stesse osservando, se qualcuno stesse godendo come stava facendo lui di quell'atto. E proprio in quel pensiero, Lucrezia sentì la pressione crescere, il sapore del seme di Mario riempirle la bocca. Rialzandosi, il viso illuminato dalla luna, disse: "Voglio provare qualcosa di diverso."Mentre si spostava di lato, Mario capì. Lei voleva che la penetrasse dietro, all'aria aperta, come se la notte intera stesse aspettando per assorbire il suono del proprio piacere.Con un sospiro, Lucrezia si chinò, il culo che si alzava come una scultura erotica. Mario si avvicinò, il cazzo duro come la roccia."Fallo," sussurò, "Fammi sentire la sabbia tra le chiappe."E Mario obbedì, infilandola lentamente, il suono del mare che accompagnava il rumore del sesso.La sabbia calda scivolava tra le natiche di Lucrezia, il sale che mischiava al proprio sapore, creando un mix di desiderio e selvaggia sensualità."Più veloce," implorava, il viso sepolto tra le mani, il corpo che si contraeva in spasmi di piacere.Mario accelerò, il ritmo che si univa a quello del mare, il vento che portava con sé la fragranza di salsedine e di passione.Furono scossi da un rumore. Un ombra si avvicinava a grandi passi."Oh Dio," mormorò Lucrezia, "Ci stanno per scoprire."Ma l'ombra si rivelò essere un cane, che passò indifferente, il guinzaglio che si muoveva come un serpente.I due proseguirono la propria notte di passione, esplorando i limiti del proprio desiderio in modi che non avrebbero mai immaginato.E la luna, la complice silenziosa, continuava a illuminare le scene di un film erotico che si girava in ralenti, la luce che si rifletteva sui corpi sudati e sui volti contorti in grida di godimento.E il mare, il grande confessore, accoglieva i suoni e i segreti di una notte che non voleva finire. Il vento caldo di Torremolinos accarezzava la pelle di Lucrezia, bagnata di sudore e di sperma, il rumore del mare faceva da colonna sonora al suono del piacere che si diffondeva per la spiaggia deserta.Mentre Mario la penetrava da dietro, sentiva la sabbia che si infilava tra i glutei di Lucrezia, il rumore che faceva la carne che si urtava la eccitava ancor di più. La vagina di Lucrezia era calda come la lava di un vulcano, il culo che si apriva per accoglierlo era come un regalo che la notte gli stava facendo.La sensazione era indescrivibile, il piacere era come un'eco che si ripeteva all'infinito, il desiderio che non smetteva di crescere.Mentre Lucrezia si abbandonava al piacere, sentiva il bisogno di gridare, di urlare a tutti i venti che la stavano accarezzando che era la puttana del marito, la puttana di Torremolinos.Ma non fece in tempo, un'onda salata arrivò a bagnarli, come se il mare volesse unirsi al gioco."Oh Dio," urlò, "Voglio che lo facciamo qui, in acqua."E allora, come se la notte avesse capito le sue parole, si alzò in piedi, si tolse il vestito e si buttò in acqua, trascinando Mario con sé.L'acqua salata avvolse i corpi, il movimento delle onde che si univano al movimento del sesso. La luna, la grande complice, si rifletteva sul mare, creando un alone di luce che avvolgeva la coppia in un'atmosfera surreale.Mentre si baciavano, si sentirono come se stessero facendo l'amore in un'altra dimensione, come se il tempo si fosse fermato e la sola realtà che esistesse in quel momento fossero i loro corpi che si fondevano.Fuono avvolti da un'onda, si persero di vista per un attimo, e quando riapparvero, Mario si era staccato da Lucrezia, e sulla spiaggia c'era Carlos, che era uscito dal locale e si era avvicinato a loro. per ammirarli.I tre si guardarono, le labbra che sorridevano per il piacere e per la complicità."Ti unisci a noi?" chiese Lucrezia uscendo nuda dall'acqua, I due uomini la penetrarono, uno di fronte e l'altro di dietro, come se la notte volesse regalargli un ultimo dono prima di concedere il riposo.Lei si sentiva come se stesse fluttuando, tra i due cazzi che la riempivano, il mare che la baciava, la luna che la guardava.Furono attirati da un rumore, una luce che si avvicinava. Erano due ragazzi spagnoli, che si stavano avvicinando, attratti da quei suoni inconfondibili.Non si fermarono, anzi, continuarono a godere, la voglia di mostrare il proprio piacere a tutti era come un fuoco che bruciava la pelle.I due spettatori si unirono, e la notte si fece ancor di più calda e umida.La luna, la complice silenziosa, continuava a illuminare le scene di un film erotico che si girava in tempo reale, la luce che si rifletteva sui corpi che si muovevano come in una danza ancestrale, il rumore del mare che copriva i gemiti di piacere di quattro uomini che davano piacere ad una sola donna.E la passione, la grande regina, regnava incontrastata in quella notte di Torremolinos, la notte in cui Lucrezia e Mario avevano deciso di esplorare i propri limiti, di andare dove non avevano mai osato andare, di vivere.

Ma la mattina, come un bacio del sole, arrivò a svegliare i sensi e a riportare la coppia alle proprie vite, alle proprie realtà.Con la luce del giorno, il desiderio si fece meno pressante, ma non per questo meno reale. Decisero di passare la giornata in spiaggia, godendosi il caldo sole spagnolo.Dopo aver pranzato in un ristorantino tipico, si addormentarono sui lettini, la pelle calda e il cuore leggero.Quando si svegliarono, era ormai il tardo pomeriggio. Decisero partire subito per Màlaga, la bellissima città costiera a soli pochi chilometri di distanza che era la seconda tappa del loro giro di nozze.Mentre percorrevano la strada, Lucrezia, seduta sul sedile posteriore del taxi, si sentiva come se il proprio corpo bramasse per un'altra avventura, un'altra scoperta.Mario, di fronte a lei, le teneva la gamba, la pelle abbronzata e liscia, il tocco che le faceva venire la pelle d'oca.Appena arrivati, lasciati i bagagli in albego, si buttarono tra le vie strette e i mercati colorati di Màlaga. La voglia di scoprire, di assaggiare, di vivere era inebriante.Mentre camminavano tra le bancarelle, le mani si fecero più audaci, i baci si fecero appassionati.E in un angolo buio, tra le ombre di un vicolo, Mario spinse Lucrezia, la fece appoggiare al muro, le alzò la gonna e le infilò il cazzo, come se la voglia di possedere la propria moglie in pieno giorno, in piena vista, li avesse resi incapaci di resistere.La penetrazione fu veloce e profonda, il rumore del traffico e il vociare della gente che camminava per le strade si mescolava al suono del proprio respiro affannato.Lucrezia sentiva il cazzo del marito che entrava e usciva, il muro caldo a contatto con la schiena, il sapore del seme di Carlos che le era rimasto in bocca, e si sentiva la regina del proprio desiderio.Mentre Mario la riempiva di sperma, la guardò, gli occhi pieni di amore e di brama."E' solo l'inizio," sussurrò, "L'inizio di una vacanza che non dimenticherai mai."E Lucrezia, con il viso rosato e il culo che bruciava, lo guardò, la mente che vagava tra i ricordi di quella notte e le fantasie del futuro.Sapeva che la notte di Torremolinos non era stata una parentesi, ma l'inizio di un viaggio in un'isola di desideri inesplorati, un viaggio che avrebbero intrapreso assieme, un passo alla volta.E Màlaga, la bellissima Màlaga, era solo la seconda tappa di un'avventura che si preannunciava calda, appassionata e piena di segreti. Non aveva rimesso le mutandine e sentire la sborra del marito che le colava lungo le cosce l'eccitava tantissimo .Tornati in albergo, Mario non resistette e la trascinò in camera. Non c'era bisogno di parole, i corpi parlavano da soli. Lei si spogliava come se stesse facendo una danza del ventre, i vestiti che cadevano a terra come foglie in autunno.Lui la guardava come se la stesse scoprendo per la prima volta, la vagina umida e gonfia, il culo rosa e desideroso, le tette che si muovevano come se ballassero a tempo con la musica del piacere.Si gettarono sul letto come animali in calore, il desiderio che non lasciava spazio a nessun pensiero.Mentre faceva l'amore con la propria moglie, Mario non poteva non pensare a come il seme di Carlos si mescolava con il proprio, a come il culo di Lucrezia si adattava al proprio cazzo come se avessero fatto l'amore mille e una notte.E Lucrezia, che sentiva la lingua del marito che le leccava il clitoride, pensava a come il cazzo del ragazzo spagnolo le avesse aperto il cuore come nessuno prima d'ora.Lei voleva provare di nuovo, voleva sentire la spada di un estraneo che la infilzava, voleva assaporare la paura e l'eccitazione di farsi scoprire.Mentre si godeva l'orgasmo, la mente di Lucrezia cominciò a vagare. Aveva bisogno di divertirsi, di sentirsi desiderata, di sentirsi viva. E allora, tra le lenzuola che profumavano di sesso e di mare, decise che non si sarebbe fermata lì.Mentre si abbracciava a Mario, pensava a come avrebbe continuato a vivere la propria avventura erotica, a come avrebbe continuato a farsi inculare da sconosciuti, a come avrebbe continuato a farlo di fronte al marito, a come avrebbe continuato a godere come non aveva mai goduto in tutta la propria vita.La notte a Màlaga era calda e piena di suoni, di profumi, di desideri inespressi. I due si addormentarono stretti l'uno all'altro, la pelle che si attaccava a causa del caldo, i sogni che si mescolavano come le onde del mare.Al risveglio, si resero conto di aver dimenticato di chiudere le tende. La luce del sole entrava a fiotti, illuminando i corpi nudi e appagati.Con un sorriso, Mario si alzò, andò alla finestra e le chiuse, regalando alla stanza un'atmosfera di intimità e di mistero."Dove andiamo stasera?" chiese Lucrezia, con la voce roca per la notte insonne.Mario le si avvicinò, le sfiorò il viso con la punta del naso. "Restiamo a Malaga, ti porto In un posticino che ho scoperto ieri su internet," disse, "Un locale per adulti, dove potremo continuare la nostra avventura."Si prepararono per una giornata di esplorazioni e nuove avventure, sapendo che la notte avrebbero potuto vivere un sogno proibito che si stava materializzando.Mentre si vestivano, si scambiarono sguardi pieni di desiderio, di promesse non dette."Cosa si fa in quel locale dove vuoi portarmi?""Tutto quello che vuoi, sarai tu a decidere quello che vuoi fare. È un posto senza limiti.""Bello! E... posso fare tutto quello che voglio?""Certo amore, tutto quello che vuoi"Lo baciò languidamente "Grazie amore, non te ne farò pentire""Non mene pentirò, ma mi devi poi raccontare tutto quello che farai.""Certo amore non ti ho mai nascosto niente,l o sai. A proposito dobbiamo andare a comprare le mutandine."Va bene, ma tanto la non ti serviranno. Si entra senza mutandine e chi le indossa le deve togliere all'igresso.""Mmm che porcelli."Mentre camminavano per la strada, Lucrezia si sentiva eccitata all'idea di poter fare qualsiasi cosa la notte. La voglia di sentire nuovamente il piacere che solo un cazzo in culo sa dare era inarrestabile.La giornata passò in fretta e la sera chiamarono un taxi per andare al locale che era un po' fuori MalagaGiunti si accorsero che era un locale elegante, con un'aria di mistero. C'era un buttafuori all'ingresso, un uomo grande e muscoloso, che le diede un'occhiata lasciva."Posso entrare?" chiese Lucrezia con un tono di voce provocatorio."Certo signora," rispose l'uomo, "Ma devo pregarla di togliere le mutandine."Lucrezia sorrise "Non le indosso mai la sera" disse ammiccando.All' interno del locale c'erano coppie e single, uomini e donne, che si guardavano con occhi pieni di voglia. La musica era bassa e sensuale, le luci soffuse. C'era un'aria di erotismo che si respirava in ogni angolo.Mentre si facevano strada tra la folla, Lucrezia si sentiva come se stesse camminando nuda in un sogno, il culo scoperto e desiderato.Lucrezia era eccitata e lo si vedeva chiaramente. Si avvicinò a un tavolo dove c'era un uomo solo. Un uomo maturo, con la pelle abbronzata e gli occhi che brillavano come diamanti."Posso sedermi qui?" chiese.L'uomo la guardò, le fece cenno di sì.Lei si sedette e cominciò a parlare con l'uomo mentre Mario si sedette in un tavolino ed ordinò da bere seguendo da lontano alla scena. La conversazione scivolò presto su argomenti intimi e piccanti. Lui le chiese se le piaceva farsi inculare."Certo," rispose Lucrezia, "Ma solo se il cazzo che me lo fa e abbastanza duro e grosso come piace a me."L'uomo sorrise, le fece un cenno con la testa e le disse che poteva andare con lui in una stanza privata.Lucrezia si alzò e lo seguì, il cuore in gola, il culo desideroso. La stanza era piccola, con un letto a una piazza e mezza e un tavolo con oggetti che non avevano bisogno di spiegazioni. C'era una piccola finestra unidirezionale da dove, di solito, i mariti assistevano alle evoluzioni delle loro mogli.Così fece anche Mario. Si avvicinò alla stanza spostò la tenda e si piazzò dietro la finestra chiudendola alle sue spalle in modo che nessun altro potesse vedere.L'uomo si avvicinò a Lucrezia, le sollevò la gonna e le chiese se poteva toccare. Lei annuí, il desiderio che la stava travolgendo era come un'onda del mare.Lui le carezzo il culo, le allargò le natiche e le introdusse un dito nel buco del culo."Sei pronta per me?" chiese."Certo," rispose Lucrezia, "Pronta come non lo sono mai stata."Lui si tolse i pantaloni, il cazzo era grande e duro, il preliminare era breve e intenso. Poi la penetrò, lentamente, ma con decisione. Lei si aggrappò al letto, il piacere che provava era come un fulmine che la trapassava."Ah, sì," gridò, "Ti sento, ti sento in fondo."L'uomo accelerò, il rumore del cazzo che entrava e usciva dal culo di Lucrezia si mescolava al rumore del respiro affannato.Lucrezia si sentiva come se stesse per esplodere, il piacere era intenso, la voglia di gridare al mondo che era la regina del proprio desiderio la travolse.Intanto, fuori, Mario assisteva con una eccitazione mai provata e con il cazzo duro in mano "Ti piace, vero?" le chiese l'uomo."Sì," rispose Lucrezia,"Ti piace godere con un estraneo.""Si, molto"Mentre l'uomo la scopava, Lucrezia pensava a come avrebbe raccontato a Mario l'esperienza appena trascorsa non immaginando che Mario la stava osservando di nascosto. Sapeva che avrebbe goduto nel descrivere i dettagli, l'eccitazione nel sapere che la moglie stava provando piacere con un estraneo, che il proprio desiderio la faceva sentire come la dea del sesso.Lucrezia continuò a godersi l'uomo, il culo che si apriva e chiudeva come le fauci di un animale affamato, il piacere che la travolgeva come un'onda del mare. Poi, l'uomo le sussurrò all'orecchio: “Sai che tuo marito ti sta guardando. È sicuramente dietro quella finestra a godersi lo spettacolo come fanno tutti gli altri mariti. Fagli vedere quanto sei troia."Siii era quello che volevo.""Sei la regina del culo." Lei rise,

Prima di andare avanti…

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