La sentii urlare di strizzarle i seni, subito dopo capii che Silvia aveva raggiunto l’apice del piacere. Arrivò anticipato da un sospiro, un grido strozzato, poi un sonoro sorriso complice. Nel mio delirio mi parve di vedere le sublimi contrazioni dello sfintere e della vagina di mia moglie, le stesse che ammiravo guardandola mentre si masturbava. Il mio sesso rinvigorito mi suggeriva di rimanere ma il cervello mi consigliava di andare prima di essere scoperto: scappai.
Era passata quasi un'ora, vagavo in macchina senza una meta precisa, con la mente vuota. Non sapevo se essere felice per aver finalmente partecipato a una delle serate ‘libere’ di Silvia, o geloso perché avevo, per la prima volta, la prova tangibile che le usava per tradirmi. Non avevo visto chi era il suo amante. Non poteva essere Luca, il fisioterapista: l’altezza non tornava, come pure quel poco che avevo potuto vedere del corpo nudo. A quanto pare aveva trovato un nuovo amante. Quella era una situazione che avevo immaginato più volte con cornuta eccitazione, eppure in quel momento mi sentii deluso. Mi pentii di averla spinta all’adulterio, con la mia fissazione di decidere il suo look per le uscite solitarie. Ora che avevo vissuto un’esperienza di tradimento reale, mi resi conto che non era il gioco che tanto avevo sognato. Non avevo partecipato alla scelta del predestinato, forse neanche lo conoscevo, Silvia non mi aveva mandato alcun segnale per invitarmi ad assistere. Nel mio immaginario avrei dovuto essere lì, a guardare mentre lei godeva per mano di un altro; quell’episodio mi appariva invece come la classica situazione in cui una donna, frustrata e insoddisfatta, cercava conforto altrove, a insaputa del marito.
Era tempo di tornare a casa, questa volta però avvisai mandando un messaggio prima di muovermi. Lei mi rispose subito.
“Sto guardando la tv, ti aspetto per andare a letto.” A quanto pare l’altro se n’era andato.
Rincasai con l’adrenalina a mille, cercando di simulare indifferenza, in realtà mi sentivo bruciare di rabbia e desiderio
“Tutto bene stasera? Com’è andata la palestra?” Era seduta sul divano, indossava una camicia da notte. Notai che le guance erano ancora arrossate, non si era pettinata.
“Alla fine ho deciso di andare a correre. Sì, tutto bene, anche se le gambe mi fanno male. Non correvo così forte da tanto tempo.” Mi sentii umiliato per quell’affermazione, stava dicendo che l’amante era riuscito ad appagarla molto più del sesso che avevamo fatto noi due, la notte precedente. Era un messaggio che ovviamente non avrei afferrato se non avessi visto con i miei occhi cosa era accaduto poco prima. Nel mio cercare di esplorare le sensazioni che mi scuotevano, la baciai in bocca. Mi sembrò di carpire un sapore diverso, forse era una mia impressione, o forse era Silvia che voleva giocare ben sapendo che i miei sensi si acuivano nel giorno della libera uscita. Chissà se… mi cambiai e la raggiunsi. Indossavo solo boxer e una maglietta. Ero visibilmente eccitato. Lei esordì con la sua solita frase.
“Sei contento di vedermi?” Sorrise. Stavo per dirle che erano i postumi di quello che era successo nel nostro letto un paio di ore prima, in quel modo però avrei ammesso di aver tradito il nostro accordo, e questo avrebbe guastato tutto. Era meglio che non sapesse, forse avrei potuto sfruttare quella situazione a mio vantaggio.
“Come sempre.” M’inginocchiai davanti a lei e con delicatezza risalii lungo le gambe fino alla fica, scostai il perizoma e la leccai. Lei trasalì e mi lasciò fare, sospirando, la mia lingua assaporò i suoi dolci umori, percepii nettamente il sapore del lubrificante dei profilattici. Ancora una volta non sapevo se era suggestione o realtà, di fatto però l’idea che quella dolce fica fosse stata penetrata poco prima da un altro uomo mi mandava fuori giri. Le sollevai le gambe e le entrai dentro guardandola negli occhi.
“Mmh, sei molto contento di vedermi” e si lasciò fare accarezzandomi il petto. Poi si mise a stuzzicarmi.
“Sai, questa sera, mentre correvo nel parco, ho conosciuto un ragazzo.” Mi fermai guardandola negli occhi, ripresi a scoparla lentamente.
“Continua. Poi cosa è successo?”
“L’ho inviato a casa. Abbiamo fatto la doccia insieme.” Rividi la scena della doccia, il vapore, lei presa da dietro. Mi abbassai e le morsi il collo, sentivo il membro duro da far male ma cercai comunque di controllare i movimenti. Lei sospirò per il morso, poi continuò.
“Poi siamo andati a letto, mi sono messa a quattro zampe e lui mi ha presa di dietro.” Sapevo che stava mentendo, sempre che non fosse avvenuto dopo la mia fuga.
“Quindi sei dilatata e pronta per accogliere anche me.”
“No, quello è per gli amanti, non per te.” Sfilai il cazzo e lo appoggiai allo sfintere facendo una leggera pressione. Lei contrasse i muscoli per bloccare il passaggio.
“Ho detto di no!” Avevo troppa voglia di possederla per rovinare l’amplesso a causa di quello, tornai a penetrarla nella vagina
“Ti è venuto dentro?”
“No, in bocca.”
Stavo per scoppiare. Non riuscii più a controllarmi, la mia pompata diventò goffa e violenta, quasi disperata. Pensai alle scene viste poco prima e venni riempiendole la vagina di sperma. Quella era una delle poche cose che il suo amante non aveva fatto, almeno non quella sera.
Poco dopo, a letto, approfittai di quanto era appena successo e le chiesi: “Quello che mi hai raccontato prima, era vero o te lo sei inventato?” Feci un cenno di capo per collegarlo l’altro racconto, quello del tradimento con Marco. Lei rispose rimanendo con il viso girato dall’altra parte.
“Se fosse tutto vero, a questo punto, cosa faresti?” Risposi immediatamente, era il mio desiderio più grande.
“Vorrei partecipare.”
“E se fosse tutto inventato?”
“Mi piacerebbe che diventasse reale.” Si girò e mi guardò negli occhi.
“Ti amo.”
Scostai i capelli di Silvia dal viso e le diedi un bacio. Finalmente il nostro rapporto stava iniziando a evolvere. Lei in qualche modo stava fondendo le sue esperienze che ormai avevo capito essere in parte reali, con le mie fantasie e il risultato faceva deflagrare la mia libido. Forse confessare i suoi tradimenti, seppure in maniera romanzata, le permetteva di sentirsi meno in colpa per quello che mi faceva.
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Dal 2022 si dedica alla scrittura di romanzi erotici spaziando su tutti i generi (dal BDSM, all'etero, cuckold, LGBT+). Collabora con la casa editrice Brè-Eroscultura e pubblica in modo diretto mediante Amazon Kindle Direct Publishing.
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