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Erotika
Aspirante cuckold · Cap. 1
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Capitolo 1 di 1 12 min di lettura

Cornuto

Francesco scopre sua moglie che lo tradisce a casa loro.

Massimo Nilaz
1 anno fa · 817 letture · 0

Nel tardo pomeriggio del sabato successivo uscii con gli amici, intenzionato a rimanere fuori anche per cena. Silvia, invece, decise di andare in palestra e poi rincasare.

Mi ritrovai al solito bar con Alessio e Giovanni, gli altri non erano pervenuti per impegni vari. Davanti a uno Spritz e a una ciotola di patate fritte, ci stavamo raccontando come avevamo trascorso il ponte del 25 Aprile. Alessio aveva fatto un lungo giro in moto, Giovanni aveva visitato Torino con la sua compagna. Io rimasi sul vago.

“Siamo stati al lago di Garda, in un B&B. Tornando ci siamo fermati da Susanna.”

Susanna era una nostra amica comune che si era recentemente sposata. Subito dopo si era trasferita in una città del Veronese. Alessio chiese: “Come sta? Non la sento da un po’.” Alessio aveva avuto una lunga e travagliata storia con Susanna che era finita qualche anno prima. Era stata lei a lasciarlo a favore di quello che poco dopo divenne suo marito. Il mio amico però non l’aveva dimenticata, tanto che era ancora nella fase di rifiuto: non voleva saperne di voltare pagina e conoscere altre donne. In quel momento però non capivo perché stava mentendo. Susy, infatti, durante la nostra visita, mi aveva riferito che Alessio il giorno prima era passato a salutarla. Decisi di far finta di niente e mostrai agli amici una foto dell’incontro. Giovanni commentò: “Il matrimonio le fa bene, sembra più bella.” Lasciò sfumare la frase, rendendosi conto che stava ferendo Alessio. Avevamo vissuto tutta la crisi della coppia, quell’affermazione poteva essere fraintesa. L’amico preso in causa guardò con forzata indifferenza la foto.

“È vero. L’aria veronese le fa bene” poi aggiunse per spostare l’argomento della discussione “come Silvia. Anche lei è sempre una gran figa. Continuo a non capire come faccia a stare con te. Escluderei doti fisiche nascoste, gli anni nello spogliatoio di calcio passati insieme non mentono, quindi sicuramente la droghi.” I miei amici avevano sempre rosicato sul fatto che mia moglie superava in bellezza tutte le ragazze che loro avevano avuto nella loro vita. Persino Giovanni lo ammetteva, senza ovviamente farsi sentire da Anna, la sua attuale compagna. Non avevo mai confidato loro che, oltre a essere bella, Silvia aveva anche uno spiccato appetito sessuale. Anche in quell’occasione preferii non espormi.

“Diciamo che siamo legati da interessi comuni.” Esitai un attimo, poi, però, cedetti alla tentazione troppo forte di condividere l’esperienza che avevo fatto al lago ‘parlando di legami, sapete cos’è il kinbaku?’ Entrambi drizzarono le orecchie e si misero in ascolto.

“A quanto pare, no. Abbiamo conosciuto una coppia che ha abbracciato questa pratica orientale. In sostanza l’uomo lega la donna.” Giovanni replicò con tono deluso: “Potevi dirlo prima senza usare paroloni: bondage!”

“Da quel che mi hanno spiegato, il bondage è più vasto, questa è una pratica giapponese. La loro passione è la legatura con corda.” I due amici rimasero in attesa di altri dettagli, certi che avrei rivelato qualcosa di piccante.

“Una sera ci hanno fatto una dimostrazione: il tizio della coppia ha legato le due donne.” Risero, volutamente stavo raccontato l’episodio alleggerendo il tono con gesti.

“Poi avete fatto un’orgia?” Alessio si era appoggiato allo schienale continuando a esprimere delusione per la rivelazione.

“Ovviamente no, ma la cosa mi ha preso molto. Voi avete mai fatto esperienze simili?” Alessio mimò un ‘no’ con la testa, Giovanni disse: “A volte con Anna giochiamo con il paio di manette che mi avete regalato quando ci siamo messi insieme. È divertente.”

“Silvia che ha detto?”

“Non le è piaciuto. Peccato!” In quel momento Giovanni ricevette una telefonata. Poco dopo dovette lasciarci per un problema a casa. Colsi l’occasione per parlare a quattro occhi con Alessio. Gli rivelai che sapevo che in realtà si era visto con Susy, pochi giorni prima. Lui si giustificò in modo sommario.

“Non volevo che vi faceste strane idee. Susy ed io in realtà ci vediamo spesso. Pare che il suo matrimonio non decolli.” Evitai di commentare. Pensai, infatti, che tornare a frequentare il suo ex, ancora interessato a lei, non l’avrebbe certo aiutata a risolvere i suoi problemi coniugali. Era palese che Alessio nutriva ancora molte speranze di poter tornare insieme con lei.

“Così ti fai male, devi girare pagina.”

“È una cosa complicata.”

Rimanemmo in silenzio per diverso tempo. L’atmosfera gioviale era sfumata, tanto che decidemmo di chiudere la serata in anticipo e tornare a casa.

Quando arrivai sul vialetto, vidi la macchina di Silvia e le luci di casa accese: a quanto pare era già tornata. Per uno strano presentimento che poi si rivelò vincente, lasciai la macchina in strada ed entrai dalla porta di servizio. Appena dentro sentii che, stranamente, mia moglie stava ascoltando della musica ad alto volume: lei era più incline all’intimità delle cuffie che al frastuono diffuso dell’impianto stereo. Entrai e vidi la porta del bagno socchiusa, sul pavimento antistante c’erano un paio di pantaloncini, una maglia sportiva e un paio di scarpe da ‘jogging’; il completo era decisamente maschile. La doccia produceva del vapore che riempiva il bagno e usciva pigramente dalla fessura della porta. Mi affacciai con estrema cautela e scorsi la sagoma di Silvia dietro il vetro opaco della doccia. Avevo l’impressione che stesse parlando, ma il suono della musica non mi permise di capire cosa stesse dicendo. Poi lo vidi: Silvia si mosse, rivelando una seconda sagoma, sembrava che i due si stessero insaponando a vicenda. Il balletto di forme proseguì per qualche minuto e poi distinsi chiaramente alcuni gemiti di piacere di Silvia: lei improvvisamente si appoggiò con il viso e le mani alla parete della doccia, ebbi l’impressione che l’altro stesse prendendola da dietro. Di scatto mi nascosi dietro alla porta socchiusa sperando che non mi avesse visto. Poco dopo il rubinetto della doccia si chiuse: mi nascosi nello sgabuzzino cercando di strozzare il fiatone dovuto alla tensione nervosa e tesi l’orecchio.

Istintivamente infilai la mano dentro i pantaloni saggiando una robusta erezione. Tremavo per le emozioni che mi avvolgevano: umiliazione per il tradimento che mia moglie stava perpetrando ed eccitazione per la situazione follemente erotica.

Attesi qualche minuto e poi uscii. La porta del bagno era spalancata, il locale era vuoto, notai delle gocce d’acqua sulle scale. Le seguii come un novello pollicino: erano saliti al primo piano, nella mia camera! Il letto dove solo la sera prima Silvia ed io avevamo fatto l’amore. Le lenzuola erano ancora intrise degli umori dei nostri sessi, del profumo dei nostri corpi!

Salii e mi avvicinai alla porta della stanza. Sentii una frase.

“Ecco il cornuto, adesso gli facciamo un bel regalino!” Silvia rispose ma non riuscii a capire quello che stava dicendo. Immaginai l’amante di mia moglie, nudo ed eccitato, che stava guardando una mia foto, mentre Silvia era in ginocchio e gli faceva un pompino. I quadri con le nostre foto erano appesi sulla parete a destra della porta, dedussi quindi che stavano voltando le spalle all’ingresso della camera. Mi affacciai e vidi Silvia in piedi con le mani appoggiate al mobile. Riuscivo a vedere solo un braccio dell’uomo: era in piedi, a fianco di mia moglie, in posizione arretrata. Una mano pelosa palpò il culo di Silvia, lo accarezzò, lo strizzò, percorse la fessura fino al sesso. Lei istintivamente allargò le gambe lasciando che lui la penetrasse con le dita. I due continuarono a parlarsi mentre guardavano le foto, poi lei si spostò, uscendo dalla mia vista. Non potevo sporgermi oltre perché il riflesso dello specchio posto di fianco al mobile avrebbe rivelato la mia presenza. La gamba sinistra di Silvia ricomparve, era in punta di piedi. Subito fu coperta da quella dell’uomo. Era pelosa e muscolosa, avvampai intuendo che la stava scopando da dietro, il polpaccio si contraeva rivelando un movimento lento, il piede faceva pressione sul pavimento quasi a puntellare il corpo per dare delle spinte.

Assistetti attonito alla scena, non sapevo decidere se stavo vivendo un sogno o un incubo. Il mio corpo era in preda a una forte libidine ma la mia mente rifiutava l’immagine di mia moglie che godeva infilzata dal cazzo di uno sconosciuto. Immaginavo le sue mani dappertutto, stava oltraggiando il corpo della donna che mi aveva promesso fedeltà per tutta la vita. Notai che la sua fede, insieme con la mia, era ancora dentro il cestino sul comò. All’improvviso i due si spostarono per andare sul letto e fui costretto a nascondermi sulla stanza adiacente. Sentivo i mugolii di piacere tipici di Silvia, aprii la patta e iniziai a masturbarmi immaginando la scena che si sviluppava a pochi metri da me. Mi affacciai timidamente sulla camera e vidi un piede dell’amante, era steso sul letto. Subito mi ritrassi immaginando mia moglie sopra di lui che lo cavalcava con frenetica ingordigia. Portai la lingua sulle labbra aride, poche ore prima c’ero io al posto di quello sconosciuto, in quella stessa posizione. Sentivo lo sbattere del corpo dell’uomo sulle natiche di Silvia, chiusi gli occhi, immaginai le dita dei sui piedi arricciarsi per la tensione, mentre strusciavano sulle gambe dell’uomo. La testiera del letto scricchiolava, probabilmente era lui che si teneva per aumentare l’intensità delle spinte pelviche, in modo da affondare il membro più possibile dentro mia moglie. Lei ansimava sempre più forte, la sentii pregarlo di non fermarsi, mi pareva di vedere il suo concitato movimento del bacino e i seni che oscillavano per inerzia. Qualche minuto dopo la testiera smise di gracchiare, probabilmente avevano cambiato posizione, in quel momento venni con un fortissimo orgasmo. La mia mente era vuota, tanto che rimasi a guardare inerme un fiotto di sperma che cadeva sul pavimento, riuscendo a stento a convogliare il resto sulle mani.

Prima di andare avanti…

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