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Erotika
Come rovino la rovina della mia vita · Cap. 3
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Capitolo 3 di 3 11 min di lettura

L'Inizio

Torniamo a 2 anni prima la cavalcata delle bestie. Quando due amanti, giovani, vogliosi e in crisi, guardano un film. Lei sogna la sua amica; lui sogna una soluzione. Ispirato a eventi realmente accaduti ma con una buona dose di fantasia; i nomi delle persone saranno cambiati. Per info e contatti: [email protected]

Leolux1991
1 anno fa · 450 letture · 0

“Mmmmmmh… forse sì… potrebbe piacermi…” mugugnò lei mentre tracciavo larghi cerchi attorno al suo clitoride, glielo succhiavo e poi scendevo ad inumidire l’entrata per il suo antro del piacere. Avevo fretta di ficcarglielo dentro, di sfondarla in modo che il cervello non giungesse alla consapevolezza su “chi” avesse intenzione di coinvolgere in questo esperimento.

Mi alzai e le infilai due dita nella figa, già bollente. Le diedi un morso sull’interno coscia, leggero e capace di strapparle un ulteriore lamento di piacere, e ringhiai: “Potremmo anche solo provare con una puttana… la paghiamo, sperimentiamo e poi… vedremo…”

“No… vorrei… quello…” disse lei, indicando lo schermo della TV dove scorrevano immagini di trasgressiva vita familiare.

“Quello, bambina?” le dissi io, infilandole il terzo dito e mordicchiandole il clitoride.

“AAAAAH! Sì… l’ho visto questo film… loro… sono… poliamorosi… voglio… quello… una vita insieme con qualcuno che… mi ama… come il daddy… sarebbe tanto bello, daddy…” mugugnò lei mentre io, sfilate le tre dita da lei, mi ero tolto i vestiti ed incombevo su di lei, la punta del cazzo già dentro la sua figa.

“Mmmh, va bene allora bambina… proverò a cercare in giro, se ti va davvero…” le dissi, sorridendo selvaggiamente mentre esitavo ad entrare. La volevo far soffrire in un po’ e le, infastidita e divertita, cominciò a ondeggiare i fianchi cercando di forzare la penetrazione.

“E se chiedessimo a… Monica… di provare? È senza fidanzato da un po’… il tuo cazzo… la… farebbe… OOOOOOH”

La sua richiesta mi fece imbestialire: le entrai dentro di forza e le presi il collo tra le mani, a stento controllandomi dal far diventare una pratica sadomaso qualcosa di meno piacevole. Ringhiai e presi a montarla: “Neanche morto! È una cattolica tossica, di quelle che mi mettono in imbarazzo e che mi fanno pentire del mio battesimo… e ogni volta che si parla di omosessuali sputa certe cazzate che neanche mio nonno avrebbe mai detto, e mio nonno era nelle milizie fasciste! I Con tutte meno che con Monica, lo sai… - la stavo montando come una bestia e, sentendo l’orgasmo salire, un pizzico di lucidità tornò nella mia mente. Mi addolcii, mi abbracciai a lei e nell’orecchio le sussurrai – Io voglio scopare e farti scopare una troia come te… aperta… vogliosa… disposta a sperimentare tutto!”

“Siiiii! Lo voglio… lo voglio!” urlò lei, graffiandomi la schiena e stringendo le gambe attorno ai miei fianchi.

“E vuoi la prima sborrata della giornata nella tua fighetta?” le ringhiai versando già la prima goccia di seme dentro di lei.

Lei strinse ancora più forte le gambe: “SIIII, RIEMPIMI! METTIMI INCINTA! INGRAVIDAMI! RIEMPI LA TUA PUTTANA, DADDY”

La troia, che ai tempi ancora non sapevo lo fosse nel senso peggiore del termine, aveva a mia insaputa cominciato a prendere pure pillole per la fertilità e aveva mescolato non so che intruglio nell’acqua che mettevo nella mia borraccia, convinta che la mia infertilità fosse curabile… illusa.

Mi alzai da lei, le afferrai le gambe, aprendole il più possibile, e le pompai il cazzo fino a quando sentì che la cappella andò a sbattere contro la sua cervice. Urlò, di piacere e dolore, squirtandomi sull’addome in preda al piacere mentre le buttavo dentro una serie infinita di schizzi di sborra.

Raramente ero venuto così forte, specialmente negli ultimi due anni di relazioni, particolarmente turbolenti dopo la delusione del non essere rimasta incinta, e a causa dei continui litigi e delle infinite pressioni, ormai avevo difficoltà a reggere oltre la seconda sborrata quando, solo due anni prima, tiravo fino a sei sborrate, nelle serate giuste. Il rapporto, anche fisico, si era fiaccato e io risentivo molto della maniacalità di Valeria, sempre più ossessionata da preoccupazioni remote e insensate come il piacere della sua amica o le parole di quella squinternata della madre, che mio malgrado non mi ero reso conto avesse trasmesso il suo orribile carattere e le sue ossessioni idiote alla figlia.

Ma quel giorno, mentre sborravo, mi immaginai una terza donna che alle mie spalle mi bisbigliava porcate mentre con una mano masturbava Valeria. Immaginavo la terza persona di una famiglia assolutamente non convenzionale, trovando forza in un pensiero che non mi era mai neanche passato per la testa: essere il daddy di due donne e… scoprirmi poliamoroso. La cosa mi turbò più di quanto potrei mai spiegarvi ma l’orgasmo devastante che riversai nella mia compagna di allora mitigò il piccolo trauma.

Estrassi il cazzo dalla figa di Valeria, mi alzai e, mettendomi al suo fianco e godendomi quanto fosse sfatta e persa nel piacere, le strusciai il cazzo sulle labbra.

“Mmmmmh, quanto sei duro oggi, daddy… è stato bellissimo…” mormorò lei, afferrandomi il cazzo per la base e ripulendomelo con la lingua come le avevo insegnato.

“Quindi, bambina… che dici se con calma provo a mettermi alla ricerca? Senza fretta… troverò una brava ragazza che ci farà stare tanto bene…” ringhiai, scopandole la bocca piano per poi estrarmi da lei e farla rispondere.

“Sì… con calma… la troveremo… e non vedo l’ora di provare… mi pulsa la figa al solo pensiero, daddy…” disse debolmente, accarezzandomi goffamente le palle. Quasi mi graffiò ma, ai tempi, pensavo fosse brava a toccarmi…

“E allora è bene farla pulsare ancora più forte!” le ringhiai, sollevandola di forza e piazzandola a novanta sul divano. Le entrai dentro con prepotenza, fregandomene del suo dolore, sculacciandola e montandola mentre la tenevo per i corti capelli e le ripetevo: “Immagina di essere scopata così e avere un’altra bambina a leccarti questa figa da puttana!”

Continuò, sragionando, ad urlare una sequela infinita di sì, venendo almeno altre due volte prima che io, raggiungendo il secondo orgasmo, la mettessi in ginocchio davanti a me e le venissi in bocca. Mi spompinò a lungo dopo l’orgasmo, facendomi impazzire ma anche facendomi male, toccando spesso con i denti il mio glande perché incapace di pensare ad altro se non al suo piacere.

“Affare fatto allora… piano piano mi metto alla ricerca…” mormorai io e lei annuì ancora, ostinandosi a tenere il mio cazzo, ormai privo di vigore, in bocca mentre si toccava la figa paonazza. Sorrisi soddisfatto e, quando lei si accoccolò a me dopo essersi ripresa per finire di vedere il film, io già mi immaginavo quanto sarebbe stato bello trovare un’altra bambina da tenere al fianco e che avrebbe, speravo, scacciato per sempre lo spettro di Monica dalle nostre vite.

Come vi ho anticipato, questa fu l’idea che diede inizio alla mia e alla nostra rovina, avuta e siglata con il “cesso” troppo preso a fantasticare sulla sua amica con il mio cazzo nella bocca per capire cosa stesse realmente succedendo…

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Leolux1991

Sono un daddy. Un dom. Amo dominare e scoprire la puttanella e il pervertito che c'è in voi. Non ci sarà pietà, siete miei schiavi oppure non siete niente [email protected]

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