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Erotika
una moglie innamorata. · Cap. 6
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Capitolo 6 di 819 min di lettura

sta diventando sempre più troia!

Mamma mia, che troia che sei! Provocalo ancora, fagli scoppiare il cervello, a quel porco!

pennabianca
1 anno fa · 630 letture · 1

Intimamente ce la ridevamo, ma, in realtà, ero già bagnata a sentirmi cosi desiderata: era una cosa che mi dava alla testa e mi piaceva da pazzi. Avvertii la necessità di andare in bagno; mi scappava la pipi; chiedo ad Ale se sa dove sia la toilette; mi dice: "Devi scendere le scale; sono giù!" e, così, si offre di accompagnarmi, dal momento che avvertiva il mio stesso bisogno. Mi sentivo piuttosto accaldata; una volta giunti, ognuno entra nel proprio bagno; mi siedo sul water: avevo una pipì abbondante; tocco il perizoma e lo trovo zuppo dei miei umori; è proprio così: sono molto eccitata stasera .... Mi do una ritoccata al trucco ed esco; Ale è lì che mi aspetta ed a me viene da penare: 'questo non mi molla un attimo' .... Torniamo al tavolo e mi dice: "Tra poco apriranno la sala da ballo; si inizia con il latino" ed io: "Molto bene, mi piace molto". Intanto mi perviene un messaggio da mio marito, che mi chiede come sta andando; gli rispondo che va tutto bene e che sono molto eccitata, al che lui: "Mamma mia, che troia che sei! Provocalo ancora, fagli scoppiare il cervello, a quel porco".

Finiamo la cena ed Ale mi invita a spostarci di là, ci sediamo su un divanetto; tra poco inizieranno i balli. Allorché seduta, offro alla vista di tutti, le mie cosce nude; il vestitino, di per sé già corto, da seduta è risalito di molto; arrivano subito due drink. ce li offre il padrone del locale. Ale è seduto al mio fianco; sento che mi si avvicina sempre più; io assumo un'aria da sciocchina, faccio finta di nulla; ce la ridiamo; sento che mi mette una mano sulla gamba e lo lascio fare; da quanto siamo vicini, se mi voltassi, le nostre labbra sarebbero vicinissime. Il porco è infoiato; io mi sento in uno stato d'estasi, d'euforia; ora Ale potrebbe fare qualsiasi cosa: sarei pronta a cedere; ormai mi sento su di giri, molto leggerina, sono più che allegra; quando mi trovo in questo stato, abbandono qualsiasi inibizione e non è da sottovalutare che a me questo uomo piace; mi è piaciuto sin dalla prima volta che l'ho visto .... La sua mano mi accarezza con voluttà; lascio fare, sono eccitata; in pista c'è già un po' di gente; lui mi dice: "Dai, andiamo a ballare". Ci alziamo e, tenendomi per mano, lo seguo; al sentir la sua mano poggiata poco sopra il culo, mi sto eccitando ulteriormente; quando siamo di fronte, non posso non avvertire la vigoria del suo cazzo; avverto il rigonfiamento sulla mia gamba; mentre siamo abbracciati, lui mi dice: "Hai sentito che effetto mi fai?" ed io faccio ancora l'ingenua, dicendogli: "Di cosa parli?" seguito da un occhiolino. "Dalla prima volta che ti ho vista, mi hai fatto impazzire, Daniela". Al che gli rispondo: "Sta buono, sai bene che ho un marito, che amo". Ora hanno cambiato musica e stiamo ballando un lento; sono appoggiata alla sua spalla, sento il suo respiro: è eccitato al massimo, mentre continua a parlarmi. A stretto contatto, come siamo, non è per niente facile resistere e non fare nulla; così, per toglierci da quella situazione, gli dico: "Andiamo a bere qualcosa?". Ci sediamo sul divanetto, ma credo di aver fatto un errore; son già abbastanza brilla ed ora quest'altro drink, mi darà il colpo di grazia: perderò ogni ritegno; intanto lui continua a strofinarmi la gamba con la mano, mi tocca, e quel movimento mi fa vibrare. Intanto il cameriere è arrivato con i drinks; ad un certo punto vengo tirata verso di lui; con la mano mi sposta i capelli e cerca il mio collo, l'orecchio, dio che brividi, tento una blanda resistenza, ma lui mi tira a sé, ormai è partito, mi dice: "Dai che piace anche a te: lasciati andare!" Mi bacia sul collo, cerca le mie labbra, ma io mi ritraggo, dicendogli: "Smettila che ci vedono; sanno che sono sposata e non farei una bella figura". "E' chiaro che ti piace; vorresti un posto più riservato?" Non rispondo: cerco di far la preziosa; intanto la sua mano è quasi arrivata al perizoma; dio, sono un lago; gli sposto la mano e gli dico: "Vado alla toilette". Subito lui mi dice: "Ti accompagno, andiamo" Ci alziamo e lo seguo, mi tiene per mano, perché c'è parecchia gente e poi non mi sento molto sicura a far le scale; mi gira un po' la testa; arrivati giù, mi chiudo dentro; lui mi aspetta fuori; sono sul water a far la pipi e intanto aggiorno mio marito con un messaggio; gli dico di come Ale sia partito. Mio marito era a casa con il telefono in mano ad aspettare mie notizie e mi dice: "Lascialo fare, sono certo che anche tu lo desideri con tutta te stessa; troia, fatti toccare la fica, così sente come sei calda e pronta; poi, venite a casa, così ti scopa come meriti, zoccola". Esco dal bagno, lui è lì che mi aspetta, si avvicina e mi stringe a sé; vuole la mia bocca, io indietreggio, sono spalle al muro, non ho più scampo; le sue mani sono sul mio culo, mi bacia il collo, cerca di proseguire tra la scollatura del seno; sono davvero in delirio, in questa situazione; cerca le mie labbra e stavolta lo voglio anche io: mi ha messo la lingua in bocca, dio come stiamo limonando. Siamo qui in questo corridoio, potrebbe vederci qualcuno, sono costretta a fermarlo: è proprio infoiato. Ale mi dice: "Ora chiedo al mio amico se ha qualche posto più riservato qui per noi" al che gli rispondo: "No, assolutamente no, non chieder nulla; che penserà di me? No, andiamo via; è meglio che mi porti a casa; mio marito non c'è, è fuori". Passiamo a salutare l'amico e quello mi guarda come un allupato; avrà capito che andavamo via per scopare; sono molto amici loro due; sono eccitatissima, ormai sono pronta a godermi questa avventura. Recuperiamo le giacche e via a prender l'auto; siamo abbracciati come due innamorati; una volta in auto, ma ancora nel parcheggio, lui mi tira a sé per baciarmi; giochiamo un po' con le lingue; mi abbandono, lui mi ha sbottonato la giacca, vuole le mie tette; mi sta abbassando il vestito, ho le tette di fuori, dio mio, mi sta ciucciando i capezzoli: è fantastico! Con una mano, cerco di aprirgli la cerniera; voglio afferrare il suo cazzo: ormai ho perso la ragione. Lui sente che sto cercando di aprirgli la cerniera e mi viene in aiuto. Con voce roca mi dice: "Brava, prendilo in mano; senti come è duro? E' così per te: ti desidero alla follia". Tenevo il suo cazzo in mano, mentre mi leccava le tette; era durissimo e più grosso di quello di mio marito.... Ormai sono in uno stato di eccitazione sconvolgente; mi ha messo la mano dentro il perizoma, mi sta toccando la figa; sto per venire; stringo le cosce, ma lui accelera, mi sgrilletta, vuole che gli venga sulle dita. Allora lo sollecito: "Ti prego, andiamo a casa mia, metti in moto, ti prego". Ormai volevo ciucciare quel cazzo, oltre che desiderarlo ardentemente dentro la figa; tutto questo, a maggior ragione, perché sapevo che mio marito ci avrebbe spiati; riesco a farlo smettere, mette in moto e partiamo. Ho il suo cazzo in mano mentre sta guidando e con la mente penso a mio marito quando ci vedrà: hhumm, che goduria! Dopo circa quindici minuti, arriviamo a casa, una villetta a schiera, sono le due e sembra non esserci nessuno che possa vederci entrare; ho l'adrenalina a 1000; è la prima volta che mi trovo in questa situazione, mi batte forte il cuore; scendiamo e, con fare veloce, apro il cancelletto ed entriamo; lui mi segue come un cagnolino........ Una volta dentro, non mi dà il tempo di togliermi la giacca e mi ritrovo contro la parete; mi mette la lingua in bocca e con la mano mi tocca la figa: io inizio a gemere, ormai son pronta ad esser sua; è proprio indiavolato, mi abbassa il perizoma e lì, in piedi, mi lecca la figa; la sua lingua mi fa impazzire, mi tremano le gambe, mi trascina vicino al tavolo della cucina e in un secondo mi toglie la giacca, mi sfila il vestitino; mi fa mettere con la schiena sul tavolo, a gambe aperte per leccarmela; lecca e mi sditalina, oddio quanto sto godendo; una sensazione strana, mai provata prima; sto venendo come una fontana: è la prima volta che un uomo mi fa squirtare; mi dà piccoli schiaffetti sulla fica: è bellissimo; mi fa mettere in ginocchio, si slaccia i pantaloni e me lo mette in bocca; lo sto leccando e succhiando come un'ossessa; lui è al settimo cielo e mi incita dicendo che sono davvero molto brava a succhiare il cazzo. Do il meglio di me, voglio farlo impazzire, ma non solo lui: c'è anche mio marito che di sicuro mi starà spiando, non so di preciso dove sia, ma di sicuro mi starà guardando. Ale si stacca, va verso la giacca e prende un preservativo; mi fa mettere a pecora sul divano, lo struscia un pochino sul clitoride: dio, sto impazzendo, lo esorto a mettermelo in figa, lo voglio, lo voglio dentro, non resisto più. Voglio farmi chiavare alla grande. La mia figa è ridotta ad un lago per quanto è bagnata; appena me lo appoggia, mi scivola subito tutto dentro; se ne esce e fa lo stesso per un paio di volte; poi me lo rimette ed inizia a scoparmi piano; mi spinge con il viso sul cuscino del divano e mi tiene le braccia sulla schiena con un braccio, mentre con l'altra mano mi dà qualche sculacciata: capisco che ha un'indole dominante. Accelera il ritmo man mano, fino a stantuffarmi quasi con violenza; io sono in preda ad un nuovo orgasmo e lo esorto: "Dai, chiavami ancora, così: CHIAVAMI!" e lui mi risponde: "Ti piace, mia bella porcellona? E' dalla prima volta che ti ho vista, che sogno di fotterti così; le donne sposate mi fanno andare il sangue al cervello, girati che, mentre ti scopo, voglio guardarti negli occhi". Mi prende a cosce aperte; mentre mi scopa ho le gambe appoggiate al suo petto: "Dimmelo quanto ti piace il mio cazzo, dai: è così che ti scopa tuo marito? Pensa se ti vedesse ora, con il mio cazzo dentro, qui in casa sua, mentre ti fai scopare da me". Le sue parole sono come benzina sul fuoco: ero devastata, mi ha fatto perdere la ragione ed intanto non smette con quel suo fraseggio: "Cosa direbbe della sua mogliettina? Penserà che ha una troietta per moglie, perché alla sua prima uscita da sola, apre le cosce e non finisce più a farsi chiavare?" Ero veramente allo stremo, lo sento grugnire ed accelerare il ritmo; quando se ne è uscito, il preservativo era pieno di sborra. Io sono scappata in bagno e, con la coda dell'occhio, intravedo mio marito dietro il tendone del salone; da lì deve aver proprio visto tutto; in bagno mi do una sistemata e torno di là. Ale è bello spaparanzato sul divano che mi aspetta; io voglio fare ancora un po' la preziosa e dico: "Dio santo, che cazzo ho fatto? Ora mi sento una merda, come farò, da domani in poi, a guardare mio marito negli occhi?" Faccio finta di piagnucolare: "Che cosa mi è preso? Io amo tantissimo mio marito.... Non dovevo". Lui mi fa sedere accanto a sé: "E' stato un momento di debolezza, credimi, può capitare, dopo tanti anni di vita insieme. Adesso ti sembra una cosa sporca, brutta, ma credo che devi ripensarci con calma; devi riflettere un po' a come siamo stati bene insieme". Io volevo che se ne andasse, volevo correre tra le braccia di mio marito e far l'amore con lui; così gli dico: "Scusami, ma vorrei restar sola" al che lui mi dice: "Capisco" e, mal volentieri, inizia a rivestirsi .....

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