Gli do un bacio sulla guancia e gli dico: "Scusami" e lo accompagno alla porta.... Nel sentire che Ale è andato via, mio marito viene fuori da quello che aveva utilizzato come suo nascondiglio, il tendone del salone; mi viene incontro e mi bacia in bocca con una passione mai provata prima. Poi mi dice: "Ti amo, amor mio, hai recitato in maniera da far impallidire d'invidia le migliori attrici porno. Sei stata davvero fantastica" e mi mette la mano tra le cosce, vuole toccarmi la figa, ed aggiunge: "Con questo, è già il secondo cazzo che ti scopa in pochi giorni, dopo oltre venti anni che viviamo insieme. Voglio che ci divertiamo sempre così; questo tipo di trasgressione mi manda in orbita" dice mio marito, trasmettendomi un'eccitazione pazzesca; non mi rimane che mettermi in ginocchio e succhiare il suo cazzo: ora ho voglia di far la troia per mio marito. Gli succhio il cazzo, facendomelo arrivare in gola; poi, sputo sulla cappella, rinnovando, nella mia psiche, i momenti della scopata appena fatta con Ale. Mio marito insiste a rivolgersi a me con un linguaggio osceno, me ne dice di tutti i colori; è un toro inferocito; mi fa alzare e mi mette a pecora; sono certa che intende chiavarmi la figa, ma mi sbaglio. Mi sento sputare sul buco del culo, punta il cazzo sebbene non fossi ancora pronta; a lui non importa: me lo spinge dentro fin in fondo, gli dico che mi fa male, ma lui dice mi rimbrotta: "Sta zitta, puttana, cerca di abituarti a ricevere cazzi sempre più grossi in questo tuo culo; vedrai...! Mario, quanto prima, ci inviterà ad una sua festa e lì, mi ha già detto, che ci saranno molti ragazzi giovani, cui vuole donarti". Vengo urlando, ho schizzato tutto il divano; intanto anche lui sborra, gridando che sono una troia. Non ho più forze, sono stremata; mi tolgo i tacchi e mi lascio cadere sul divano con il culo pieno di sborra. Mio marito è andato in bagno e la mattina successiva mi dirà che, nel tornare dal bagno, russavo.... Il giorno seguente è venerdì e, dopo tutti gli eccessi del giorno prima, ritorniamo ai nostri impegni quotidiani sebbene a fatica: mio marito al lavoro ed io in studio; avevo molto lavoro arretrato; ora sono in pausa pranzo, quando mi perviene un messaggio da un numero a me sconosciuto; visualizzo e resto basita: non ci potevo credere, era Mario, rimango un attimo così !!!! e mi dico 'noooo'; quello stupido di mio marito gli aveva dato il mio numero di recapito? Lui si accorge che ho visualizzato e mi scrive: "Che fai?" Gli rispondo: "Sono a pranzo". "Posso chiamarti per un saluto?" ed io: "Meglio più tardi, ora sono con delle persone a tavola" Ho addotto una scusa, preferivo mi chiamasse quando sarei stata da sola in ufficio. Un pochino infastidita, chiamo mio marito; lui, nel rispondere, aveva già capito il motivo della mia chiamata. Mi informa che Mario, già da diversi giorni, gli stava chiedendo un mio contatto, che lui non lo faceva, prendendo tempo, ma, stamattina, non se l'è più sentita di negarglielo; anche perché mio marito si sente un po' in soggezione nei confronti di Mario, perché oltre ad esser più grande di età, il suo modo di proporsi proprio non riesce a dirgli di no. E' un uomo molto sicuro di sé, dominante e, quindi, mio marito, alla presenza di Mario, non riesce più ad avere il pieno controllo su di me: Mario vince sempre. "Vabbè, dai ti perdono per stavolta, amore" e chiudiamo la comunicazione. Arrivo in studio combattuta tra sentimenti discordanti: eccitazione e arrabbiatura, però, con il risultato, non sottovalutabile di trovarmi bagnata; avverto l'istinto di chiamare Mario per salutarlo..... Mi batte forte il cuore, sono in chiamata, mi risponde, soliti convenevoli; sono molto tesa, mi riesce strano parlare con lui così come sto facendo; mi dice: "Ho dovuto insistere un po' con il cornuto di tuo marito, per avere il tuo numero, ma, alla fine, si è deciso; volevo invitarvi per sabato ad una festicciola, dove ci sarà tanta bella gente; si terrà in una villa molto bella di uno dei miei amici". Io rimango un po' tentennante, così gli chiedo: "Ma che gente c'è?" e lui: "Coppie, ragazzi singoli, vedrai, sarà una bella esperienza; si ballerà, c'è un apericena, insomma ci si divertirà; fidati di me". Al che gli chiedo: "L'hai detto a mio marito?" e lui: "No, volevo prima parlarne con te; sarai tu a dirglielo stasera, quando sarete a casa, così domani mi chiami e mi riferisci cosa avete deciso. Sappi che mi hai stregato, Daniela; sei una donna fantastica! Ora però ti lascio, ti chiamo domani, mia gran bella Gnocca". Sono seduta alla mia scrivania in attesa della chiamata di Mario; non nascondo di esser parecchio eccitata alla proposta di questa nuova avventura; eccolo, mi sta chiamando, ho il telefono in mano, ma lascio squillare un pò; rispondo, ci salutiamo e mi dice che era in un cantiere a far dei rilievi con il suo amico e collaboratore, colui che non è altri che il padrone della villa dove si terrà la festa. Io gli dico: "Quindi è proprio una persona molto vicina a te, dal momento che ci lavori assieme?" e lui: "Sì, ci conosciamo da trent'anni, ormai, e puoi immaginare quante belle avventure abbiamo vissuto assieme; ma ti racconterò con calma queste cose; piuttosto, dimmi, hai parlato con il cornuto?" Nel sentire come ha definito mio marito, ho avuto un brivido che mi ha scosso tutta e così gli rispondo: "Sì, ieri sera, gli ho riferito del tuo invito e posso anche dirti che ci saremo". "Brava, mia bella gnoccolona"! Io, ridendo, gli chiedo: "E' questo il nomignolo che mi hai appioppato ora?" e lui: "Pensa, è così che ti ho memorizzata sul telefono "Bella gnoccolona mia". "Sei tremendo!" Non mi sfugge che sta assumendo un'aria da serio e mi chiede: "Dove sei?" ed io: "In studio, al lavoro" "Ah, sì, e sei sola?" "Sì, son sola" "Bene bene, allora adesso vai in bagno oppure resta pure lì e ti fai dei selfy in intimo: voglio vedere come ti sei preparata, oggi, troia".... Ed io: "No, dai, ho molto da fare" "Non mi interessa, trova il tempo e fatti vedere; questo sarà un segreto tra noi, non diremo nulla a quel cornuto di tuo marito; per la festa mancano tanti giorni ancora, ed io, nel frattempo, voglio almeno vederti". Mi saluta, dicendo: "Attendo buone nuove, bella gnoccolona". Cavoli questo è proprio matto; dovrei mandargli delle foto in intimo? Ma, in fin dei conti, questa cosa mi eccita non poco: mostrarmi a lui? Non l'ho mai fatto per nessuno prima d ora; vado a dare due giri di chiave alla porta dello studio per star tranquilla e rilassata; decido che non volevo deluderlo; quindi inizio a togliermi la camicia, via la gonna, resto in autoreggenti, perizoma e reggiseno; tacchi decolleté neri, tacco 10, niente di eccessivo e mi siedo sul divano. Mi sento in un misto di eccitazione ed ansia; sono qui a mostrami a Mario, che, in fin dei conti, ancora non sapevamo quanto riuscisse a gestire una certa discrezione; scatto varie foto, nascondendo parte del viso: almeno quello andava tutelato...... Ne invio un paio da sdraiata sul divano; lui è già online, visualizza e mi dice: "Ottimo, brava, troia; fa vedere di più: via reggiseno e perizoma, fatti vedere in tutta la tua femminilità".... Ero molto eccitata, avevo la mano dentro le mutandine e mi toccavo; decido di lasciarmi andare, così mi tolgo il reggiseno e poi via anche le mutandine; ora sono nuda, mi tocco ancora ed inizio a fare alcune foto; le invio, stavo perdendo ogni inibizione: mi sentivo una perfetta troia agli ordini di Mario. Mi chiama e mi dice: "Brava, troia, scommetto che sei bagnata: peccato che siamo un po' lontani, altrimenti sarei venuto a leccartela tutta quella figa, per poi scoparti li in studio; così, stasera, a casa, avresti potuto raccontare a tuo marito della mia incursione". Mi esorta a toccarmi ancora, dicendomi tante porcate, tipo ciò che vorrebbe fare con me, che ci penserà lui a svezzarmi come si deve, perché intuisce in me una donna molto libidinosa e calda, che deve farle scoprire ancora un mondo nascosto. Mi sto facendo un ditalino, mi sento in balia di questo uomo; ho perso la ragione, ci vediamo in video, lui mi sta guardando ed io eseguo tutte le sue richieste; vengo, ho un orgasmo potentissimo, che schizzo sul divano; lui mi dice: "Brava, questo giochino lo faremo tutti i giorni, troia, perché una troia come te va stimolata di continuo. Ora ti lascio, a domani, gnoccolona". Rimango lì sul divano nuda, riguardo il video che avevo fatto prima della videochiamata e le foto; riconosco d'esser molto sexy e troia; mi piaccio proprio tanto; mando qualche foto anche a mio marito; mi sentivo ancora parecchio su di giri. Avevo pensato: appena le vede, mi raggiungerà qui in studio: avevo proprio voglia di scopare. Invece, nulla; rimango sul divano ad aspettare, ma lui non visualizza; lo chiamo e ancora nulla; mi dico: sarà impegnato; possibile che quando serve, non c'è mai? Un pochino adirata, mi rivesto e ritorno a lavorare, almeno frappongo qualcosa a questa dannata voglia di cazzo che ho. Finita la giornata, rientro a casa; ho voglia di una doccia, cosi mi spoglio e mi infilo in doccia; avevo bisogno di rilassarmi, mi sentivo troppo eccitata dal gioco fatto con Mario; in relazione a questo nostro segreto, avvertivo un po' di colpa nei confronti di mio marito, però questa cosa mi intrigava davvero molto, così decido di non dirgli nulla e, anzi, non gli manderò più nessuna foto. Questo gioco lo praticherò solo con Mario. Mio marito rientra mentre sto preparando la cena; mi viene vicino e mi bacia in bocca con traporto; poi mi dice: "Scusa, ma oggi è stata una giornataccia; ho visto la tua foto e la chiamata di poco fa". Io gli rispondo con aria un po' infastidita: "Ok, ora va a farti la doccia, che dopo dovrai farti perdonare". Se ne va in bagno, dandomi una pacca sul culo; mi sentivo un po' stronza; mi ero offesa per non aver visto subito la mia foto, mentre Mario è stato capace, a distanza, a fami eccitare e farmi fare cose che non avevo mai fatto. Mi convinco sempre di più che Mario è proprio la persona di cui ho bisogno; dopo anni di letargo, ora sto scoprendo la lussuria che alberga in me: voglio divertirmi. Finiamo di cenare, mi alzo e dico a mio marito: "Pensa tu a sparecchiare: io vado un attimo in bagno".... Vado a prepararmi provocante: avrei voluto che mi prendesse lì sul tavolo, come un animale; ritorno con indosso le autoreggenti ed un micro perizoma, tacchi, quelli che mi aveva comprato lui da lap-dance. Sono eccitatissima, ho le tette di fuori ed i capezzoli sembrano due chiodi; appena mi vede, mi tira a sé e mi bacia in bocca; ha le mani sul mio culo ed io sono talmente eccitata che gli dico: "Non riesco a non pensare alla festa"; "Brava, amor mio, fai bene a pensarci; di sicuro Mario, il tuo amante, ti offrirà ai suoi amici e ono certo che è per quello che sei cosi vogliosa. Anche, oggi, mentre eri allo studio, pensavi a come ti avrebbero trattata, dimmi la verità, troia; hai di nuovo parlato con Mario: quell'uomo ti fa sballare dall'eccitazione, vero, puttana?" Gli rispondo: "Si, mi fa bagnare molto, quando gli parlo al telefono". "Troia, lo immaginavo; quell'uomo ormai ti è entrato nel cervello, oltre che nella fica". Ed io: "Sììì, mi fa diventar pazza, quell'uomo". Intanto mio marito mi mette a pecora, mi vuole, prende a leccarmi la fica ed arriva fino al buco del culo. "Dai, continua così: mi fai impazzire, continua ti prego". Quella lingua, che parte dalla fica fino a raggiungere il buco del culo, si sofferma e lecca divinamente i miei buchetti. Allora gli dico: "Ti piace il mio culo, cornuto?" Era la prima volta che lo definivo così..... Lui, a sentirsi dare del "cornuto", va fuori di testa; mi ha detto: "Ebbene, ora vedrai come il cornuto te lo sfonda questo culo, zoccola che non sei altro. Eccolo, lo senti? " Ed io: "Sìììì, ma fa piano" Per vero non mi fregava nulla del dolore che poteva procurarmi; mi ha affondato tutto il cazzo nel culo, con un colpo secco. Io urlavo, ma lui: "Troia, magari avresti voluto quello di Mario; il mio è piccolo per il tuo culo da vacca". Mi pompava come un forsennato, sembrava un toro infuriato ed io urlavo che stavo godendo tantissimo; avrei voluto non si fermasse più, ma ormai il cornuto era arrivato al culmine e dice: "Eccomi, troia; ti sborro nel culo e te lo riempio, zoccola". Quando ritorno dal bagno, mio marito mi sta aspettando seduto sul divano; mi sistemo con la schiena contro il suo petto: è la nostra posizione per abbandonarci alle coccole e parlare..... Lui mi dice: "Amore, sei diventata un vulcano; hai sempre la figa bagnata, sei calda e vogliosa, e per queto ti amo sempre di più". Al che gli rispondo: "Mi hai voluto iniziare a questo gioco e puoi constatare quanto ci manda in orbita; ma, ricordati, io sarò sempre tua" e lui: "sì, lo so, amore". Poi aggiungo: "Sai, sono molto eccitata alla prospettiva di questa festa che si avvicina sempre più... non dovrai mai allontanarti troppo da me"..... I giorni trascorrono con dialoghi sempre più spinti tra me e Mario; io mi esibisco in cam per lui, perché mi eccita tantissimo questo nostro gioco segreto; ma ora si fa sul serio: è arrivato il sabato tanto atteso..... E' sabato mattina ed io mi devo preparare: devo andare dall'estetista e dalla parrucchiera; voglio apparire "super gnocca" stasera, alla festa! Esco per andare a farmi bella; mi fermo in un bar a far colazione; sono molto agitata, penso a stasera, alla serata che mi aspetta, a come sarà; Mario si è già fatto sentire con il suo buongiorno; questa settimana abbiamo chattato e videochiamato a lungo; ormai ci sentiamo quasi tutti i giorni ed ogni giorno riesce a farmi godere.
Capitolo 6 di 819 min di lettura
sta diventando sempre più troia!
Mamma mia, che troia che sei! Provocalo ancora, fagli scoppiare il cervello, a quel porco!
pennabianca
1 anno fa · 630 letture · 1
Indice dei capitoli
una moglie innamorata.
Capitolo 6 di 8 · 62% del libro
- una presa di coscienza reciproca Letto
- le prima incerte esperienze. Letto
- Una lenta e inesorabile trasformazione. Letto
- le prime vere scopate trasgressive. Letto
- un gioco erotico sempre più coinvolgente! Letto
- 6 sta diventando sempre più troia! Stai leggendo
- 7 una notte indimenticabile! 19 min
- 8 Una moglie innamorata. Ottavo capitolo. 14 min
