Arrivò il giorno tanto atteso. Mi ero svegliato abbastanza presto perché avevo da preparare alcune cose nel piccolo troller ma avevo riposato bene, perciò mi sentivo bene anche se leggermente agitato.
Arturo mi chiamò per avvisarmi che sarebbe arrivato e breve. Sistemai le ultime cose e poi chiamai a me sia Rock che King. “Mi raccomando, fate i bravi in questi due giorni con Sandra ok?”. Sandra era una ragazza che si occupava dei miei cani quando andavo via per due o più giorni e lo faceva con piacere perché adorava quei due giocherelloni.
Chiusi tutto e poi uscì lasciando la chiave in portineria, come stabilito. Attesi fuori dal portone l’arrivo dei miei due compagni di viaggio e vacanza. Arrivarono puntuali e quando si fermarono, vidi scendere Gianluca che non rimase sorpreso nel vedermi. “Ciao Roberto”, “Ciao Gianluca” risposi, “sali davanti, io mi sistemo dietro”. L’auto di Arturo era sportiva ed aveva due sole portiere ma con un bagagliaio capiente e riposi il mio troller nel vano posteriore, poi salì. “Allora Roberto, tutto bene? Il gran giorno è arrivato, si parte”. Durante il tragitto iniziammo una conversazione tranquilla fino a che Arturo mi chiese “Sbaglio o mi avevi detto di non conoscerlo. Mi sembra invece che abbiate già avuto modo di conoscervi”. Rispose per me Gianluca “Si è vero, io ho la brutta abitudine di osservarlo con cannocchiale quando è solo in casa e ieri Roberto si è accorto di questo. Si è voltato e mi ha fatto cenno di scendere da lui”. “Ah” esclamò Arturo “quindi la cosa è recente. Una conversazione fra vicini di casa immagino..” “Ecco, appunto” intervenni io “una conversazione fra vicini”. Arturo si voltò verso di me e mi disse “se hai fatto sesso con lui non è un problema, abbiamo un rapporto aperto fra noi. Almeno ti ha soddisfatto? Essendo così giovane avrà avuto bisogno d’aiuto e sostegno..”. “Certo che l’ho soddisfatto, due ore continue e ha goduto alla grande. Strillava dal… “. Ehi, ragazzino, mantieni le distanze” lo redarguì Arturo “porta rispetto alle persone adulte ok?”. “Tranquillo Arturo, non mi stava mancando di rispetto. E poi è vero, abbiamo passato due ore di sesso continuo e sfrenato. E si, mi ha soddisfatto, molto ed ho goduto e strillato per il piacere che mi procurava ogni volta che lo spingeva in fondo e mi riempiva i buchi. Vero Gianluca?”. “Vero, e ho sborrato almeno quattro volte in ogni….”. “Ok, ok, se ho capito bene è piaciuto tanto ad entrambe, non è così?”. “Si” rispondemmo insieme “molto. Ma ora pensiamo a stasera,” prosegui io “dovrà essere una bella festa stasera. Ti hanno accennato di cosa si tratta?” dissi rivolgendomi a Gianluca. “A grandi linee si. Stasera c’è una festa la Sagra del maiale con cena e intrattenimento, ma non non so a che intrattenimento si riferiscano, lo vedrò stasera”. Lo vedrai stasera, pensai fra me, e spero ti piaccia tanto da voler provare in futuro altre cose di quel tipo.
Quando arrivammo alla fattoria, sapevano già del nostro arrivo e ci videro arrivare dalla telecamera posta al cancello. Aprirono il cancello ed entrammo. Nel parcheggio improvvisato al lato dell’edificio principale, erano parcheggiate quattro auto e con la nostra erano cinque. La padrona, la signora Samanta, ci stava venendo incontro. “Salve, per arrivati. Gli altri ospiti sono già nelle loro stanze. Vi faccio portare i bagagli nelle vostre e poi ci vediamo nella sala per il pranzo”. “Grazie Samanta” le dissi “abbiamo tempo per rinfrescarci un po'?”. “Ma certo il pranzo è fra mezz’ora, quindi fate con comodo” e ci avviammo su nelle camere mentre i nostri bagagli avevano già preso quella strada. Avevamo tutti la nostra camera mentre le rimanenti erano occupate dagli altri ospiti. Quel fine settimana erano al completo, tutte persone selezionate e a numero chiuso. Scendemmo giù mentre gli altri erano tutti seduti. “Buongiorno” salutai i presenti mentre mi sedevo al tavolo. In quel mentre arrivarono anche Arturo e Gianluca che, con mio stupore, si misero al mio stesso tavolo. “Le camere sono singole ma il tavolo è in comune” Mi bisbigliò Arturo. Gianluca si mise alla mia sinistra e Arturo alla destra, avevo così i miei due angeli custodi. Dopo aver preso le varie ordinazioni, portarono i piatti e il pranzo si protrasse fino alle quattordici e trenta, così potemmo anche conversare. Gianluca, con la sfacciataggine dei giovani, aveva messo una mano sulla mia coscia ed io non glielo avevo impedito, mi intrigava quella situazione. Mentre conversavo con Arturo, avevo notato che gli altri ospiti erano tutti uomini, otto per l’esattezza, quindi dovevano condividere le loro camere visto che oltre alle nostre ce n’erano altre quattro. Erano sistemati una coppia per ogni tavolo e doveva essere così anche per le stanze. Ad un tavolo appena dietro di me e alla mia sinistra, uno dei due occupanti forse si era accorto di quello che stava facendo Gianluca ed io lo notai perché stava guardando cercando di non farlo notare. Poi Gianluca iniziò a scivolare verso il mio culo e questo stava eccitando lo spettatore che, abbandonando ogni tatticismo, stava fissando la sua mano che aveva preso possesso di una chiappa massaggiandola. Ad un certo punto lo vidi alzarsi e accostarsi al nostro tavolo. “Piacere, mi chiamo Peter da Manchester, lei è?”. “Roberto, anche lei qui per la festa?”. “Si certo, come tutti del resto. So che ci sarà una sorpresa, un intrattenimento, del quale saremo spettatori. E’ così anche per lei?” e continuava a guardare la mano di Gianluca che palpeggiava il mio culo. “A me hanno detto solo della festa e dell’intrattenimento ma non che sarei stato anche spettatore, immagino di si “dissi mentendo.” E voi?” chiesi sia a Gianluca che Arturo. “Noi anche spettatori”. Se volevo avere una conferma, adesso l’avevano e anche gli altri, su chi potesse essere l’intrattenimento e la sorpresa, adesso non c’erano dubbi.
Gli altri, ai quali non era sfuggita la nostra conversazione, si alzarono dai loro tavoli e si strinsero attorno al nostro e uno dopo l’altro si presentarono dicendo le stesse cose. Tutti sarebbero stati spettatori di un intrattenimento con sorpresa, tutti tranne io ma questo non potevano saperlo con certezza. Finito il pranzo, ognuno tornò nelle proprie stanze per sistemare le cose e riposarsi un po'.
Nel pomeriggio avevamo libertà di fare un giro per la tenuta ed io ne approfittai per visitarla da solo e mi diressi verso le stalle dei maiali. Volevo vedere da vicino il luogo della Sagra del Maiale. Quando arrivai nei pressi della stalla, notai che Peter mi aveva seguito rimanendo a debita distanza. Giuntovi, spostai il paletto della porta e, voltandomi, entrai ma senza richiuderla. I maiali erano nelle loro cellette poste su un unico lato e vi passai davanti. Erano, quattro, tutti maschi come notai subito, di grandi dimensioni. Mentre li stavo guardando, senti, la porta aprirsi e vidi Peter che era entrato. Si avvinò a me e mi chiese “mai visti maiali dal vero?”. “No e mai quattro tutti insieme, e lei?”. Mai visti anche se mi piacciono gli animali, gli unici che ho visto e che posseggo, sono cani. Ne ho uno nella mia casa di Manchester, un rottwailer, maschio e due nella casa di campagna”. “Anche io ne ho, due, labrador maschi. Li preferisco alle femmine perché non rimangono incinta e hanno solo quel vizio di montare continuamente”. “Vero, sempre che non vengano soddisfatti” e mi appoggiò la mano sul culo. “Non le dispiace vero? Ho visto come il suo giovane amico lo palpeggiava e a quanto ho notato, a lei piaceva, o sbaglio?”. “Non sbaglia” e lo lascia fare. La conversazione poi continuò sempre sullo stesso argomento e Peter si era fatto più deciso nel suo atteggiamento. Mi aveva preso la mano e l’aveva messa sul gonfiore in mezzo alle sue gambe. Sentivo la sua eccitazione farsi prepotente mentre lui aveva preso a massaggiarmi il culo con entrambe le mani. Poi d’improvviso mi voltò e mi si appoggiò dietro. Mi spinse verso la parete della stalla e iniziò a muoverlo puntandolo diritto verso il solco della natiche. “Ti piace così vero? Una maiala in mezzo ai maiali”. Quello che non immaginava era che quello sarebbe stato il luogo dello spettacolo al quale lui e tutti gli atri, avrebbero assistito, tutti tranne me, unico a parteciparvi.
Stava venendo fuori il maiale che è dentro di me e la sera avrei avuto non uno, ma quattro maiali dentro di me. Quell’incontro, breve ma intenso, si concluse con un pompino con ingoio che gli feci, stando in ginocchio di fronte a lui. Altro cazzo di notevoli dimensioni che mi ero gustato da quando avevo intrapreso quella strada per fare esperienze di ogni tipo e senza freni. Facevo questo perché mi faceva stare bene, desiderato, appagato, riempito e sereno con me stesso. Uscimmo ed ognuno ritornò per conto suo come se niente fosse successo, anche se in quella fattoria avevo la netta sensazione che tutti sapessero di tutti condividendo le voglie di ognuno.
