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Erotika
Lo sporcaccione · Cap. 2
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Capitolo 2 di 4 14 min di lettura

Massaggiatore nero

“Cosa fai Roberto…”. “Sto saggiando la mercanzia. Da quello che sento è di grosso calibro”.

Linos
1 anno fa · 690 letture · 0

“Vieni Jonathan sono in bagno, arrivo fra due minuti. Accomodati”. Mi tolsi l’accappatoio ed indossai una vestaglia leggera e trasparente. Jonathan mi piaceva anche se non c’era mai stato niente fra noi. Era etero e quindi potevo anche permettermi di indossare abiti che non lasciavano niente all’immaginazione. “Eccomi, sono pronto, dove vuoi che ci accomodiamo? Domandai. “Dove ti senti a tuo agio ma che ci sia posto per un lettino e perché ti possa distendere”. “Allora nella stanza che adopero per fare esercizi fisici, li c’è anche un piccolo lettino”. “Perfetto”. La stanza era accanto alla camera e ci tenevo due attrezzi per fare esercizi con un lettino. “Bene, togliti tutto e distenditi pancia sotto, io preparo l’occorrente”. 

Mi tolsi la vestaglietta e mi distesi. Jonathan indossava maglietta e pantaloncini con scarpe da ginnastica e faceva quel lavoro ormai da cinque anni, fin da quando era arrivato dal Senegal per studiare fisioterapia. Prossimo a laurearsi aveva un sogno, di tornare nel suo paese ed aprire una sua attività per curare problemi ossei dovuti alla mal nutrizione nei bambini, un progetto lodevole ed ambizioso. Io ero convinto che potesse farcela, era un bravissimo ragazzo e meritava di ottenere dei risultati. “Allora Roberto, cosa mi racconti, il libro come va”. “Tutto bene ma non è un libro scrivo solo racconti, racconti di un genere che non fanno al caso tuo, sono per adulti” e ci mettemmo a ridere insieme. Le sue mani erano abili e il suo tocco sapeva come toccare ogni parte del mio corpo ristabilendo quella tonicità di cui avevo bisogno. Mise particolare attenzione ai miei glutei e ai miei fianchi 
“Sento questa parte tesa e piuttosto sotto pressione. Dovresti fare esercizi mirati per queste zone” mi disse. “Tipo?” gli chiesi. “Tipo piegarti sui ginocchi, mentre stai in piedi, cercando di arrivare sui talloni con i glutei”. “Lo faccio caro Jonathan lo faccio, credimi”. “Mah, allora potresti passare da me quando hai tempo e facciamo una tabella di esercizi fatta su misura per te, se ti va”. “Certo ma non questa settimana” e riprese con i massaggi. Sentivo le sue dita avvicinarsi al mio buchetto mentre mi massaggiava i glutei e mi procurava un sottile piacere. Lui se ne accorse ed evitò di passarci ancora, anche se per i massaggi è importante la zona fra ano e genitali. “Ora mettiti supino” e mi voltai. Jonathan notò subito che avevo una leggera erezione per via dei massaggi precedenti. 
“Ti faccio questo effetto?” mi chiese. “Lo so che sei etero ma le tue mani, i tuoi massaggi non mi lasciano indifferente. Se vuoi smettere ti pago ugualmente”. “Ma che dici, nel mio lavoro accadde spesso che mi trovi in situazioni simili. Con le donne è diverso ma in fondo è solo lavoro. Tranquillo, da questo lato mi limito solo alle cosce, polpacci e piedi e poi al torace, pancia e braccia”. Chiusi gli occhi e lasciai che finisse il suo lavoro. Quando ebbe finito mi sentivo benissimo. 
“Sai che se rimanessi qui da noi potresti fare molti soldi? Non hai idea di quanto la gente sia disposta a pagare per avere le tue mani, e non solo per massaggi” conclusi strizzando un occhio. Ma lui aveva quel sogno da realizzare ed io ammiravo la sua tenacia e forza di volontà, qualità rare. “Ok Roberto, io ho finito. Sono cinquantamila”. Ecco a te, e questo per il tuo progetto” e gli misi in tasca un biglietto da centomila. 
“Roberto, sei una brava persona e ti ringrazio. Vuol dire che ti farò due sedute gratis quando verrai per quel programma di esercizi va bene?”. “Affare fatto”. Mentre lui riponeva le sue cose nella borsa, io mi rimisi la vestaglietta e scesi dal lettino. “Se vuoi darti una lavata alle mani il bagno è da quella parte”. “Grazie”. Mi sarebbe piaciuto vedere cosa aveva nei pantaloni. Il culetto non era male visto da dietro mentre andava al bagno. Non volevo lasciarlo andare senza aver sentito cosa portava sempre con se nei pantaloni e mi diressi nel bagno. Lui stava lavandosi le mani e quindi lo avrei colto di sorpresa. Appena gli fui alle spalle portai entrambe le mani davanti e gli afferrai quel pacco che aveva. 

“Cosa fai Roberto…”. “Sto saggiando la mercanzia. Da quello che sento è di grosso calibro”. “Non è professionale, fra massaggiatore e cliente” ma non tentò neanche di fermarmi. Ne approfittai per prendere coscienza dei suoi genitali. Era messo davvero bene, di più direi. Il mio tocco non lo lasciò indifferente e sentivo muoversi qualcosa. “Perché non ti volti e mi lasci fare?” gli sussurrai. Jonathan non si oppose e si voltò. Quella seduta di massaggi mi aveva davvero rigenerato. Le mie mani cercarono di contenere tutto il pacco che avevo agguantato ma a stento coprivano appena la parte delle palle mentre il suo cazzo si stava indurendo.

Non potevo aspettare e gli tirai già pantaloncini e mutande mettendo a nudo sia cazzo che palle. “Jonathan, non sapevo avessi degli attributi così”. “E ancora non è diventato duro del tutto” disse lui. Bastarono solo pochi minuti ed era completamente duro. Un bastone nero di quasi trenta centimetri e un diametro di cinque. Le palle poi parevano quelle di un cavallo, grosse che penzolavano. “hai niente in contrario se te lo prendo in bocca?”. “ A questo punto direi proprio che non ho scelta che accettare”. Mi abbassai mettendomi in ginocchio. La sua cappella era davanti al mio volto e sentivo il suo odore, buono, di pulito. Cominciai con alcuni bacetti per poi passare la lingua sulla punta e poi su tutta l’asta. Jonathan era etero ma questo trattamento non gli dispiaceva di certo. Poco dopo ero li che lo stavo succhiando voracemente e Jonathan me lo stava mettendo tutto in gola. Mi teneva la testa con le mani mente lo faceva scivolare dentro ed io lo succhiavo attendendo solo il momento del mio regalo che arrivò a breve. Fiotti di sborra copiosa e calda mi inondarono la bocca e lasciai che scendessero già nella gola. Alla fine, quando lo tirò fuori, stava perdendo la sua durezza e potei pulire bene la cappella finendo di ingoiare lo sperma rimasto. “Buona, avevo bisogno di conoscere meglio il mio massaggiatore e questo mi sembrava il modo migliore. Non è piaciuto anche a te?”. “Direi che è una situazione insolita per me ma… si mi è piaciuto, sei stato bravissimo”. Ci ricomponemmo e lo accompagnai alla porta. “Grazie Jonathan, di tutto”. Grazie a te Roberto, sei sempre il miglior amico che ho e lo sai. Alla prossima” e se ne andò mentre io lo seguivo con lo sguardo. Ecco, erano arrivate le diciassette e… “porca miseria, i miei cani sono ancora chiusi fuori in giardino”, ed mi affrettai per farli rientrare.

Non erano arrabbiati come succede a noi umani ed è una fortuna perché se avessero questo sentimento mi avrebbero sbranato. Misi loro delle ciotole per l’acqua e qualche croccantino mentre per me preparai due sandwich col prosciutto, insalata e succo di frutta. Azionai lo stereo con il telecomando e mi distesi sul divano ad ascoltare blues di B.B. King, la musica nera, nera come Jonathan. La sera passò fra telefonate ad amici, film e lettura del mio ultimo libro, acquistato oltre tre mesi prima. Divorare i libri non era il mio forte, il sesso invece era la cosa che adoravo di più e non ne potevo fare a meno. Dopo aver fatto una cena leggera con vino rosso, mi preparai per la notte e andai a mettermi sotto le lenzuola completamente nudo, come piaceva a me e ai miei amanti. Pensavo che avevo una bella vita, piena, appagante, soddisfacente, con tante persone che mi volevano bene e anche se ormai non ero più giovane, avevo un corpo che piaceva molto e di questo avevo avuto la certezza ogni volta che avevo una storia o un semplice incontro di una notte. Mi addormentai con questi pensieri e con Rock e King attorno a me sul lettone.

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Scritto da
Linos

La Passione per l'erotismo mi ha portato qui e devo dire che ci sto molto bene.

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