Elle era offesa da quel trattamento da trivio e quelle parole la sconvolsero talmente da farla venire copiosamente ancora, e ancora.
Stette al gioco: - Ok - disse con voce roca – facciamo presto, prova a incularmi, ma fa in fretta ! – disse a Paolo e sentì di arraparlo ancora di più. Sperò di essere stata brava, e di aver superato in troiaggine la stessa Gina, ma la donna non diede segni di soffrirne.
Al contrario, si inginocchiò sulle sue natiche e armeggiò col suo culetto, posizionandolo e dilatandolo come se fosse una bambola di gomma.
La testa del cazzo di Paolo non si fece attendere: si fissò prepotentemente davanti allo sfintere stretto di Elle.
Gina con le dita la lavorava, massaggiando l’ ano e infilandoci le dita.
Dilatava ad ogni passaggio facendo spazio al cazzo di Paolo.
Elle sentiva la pressione del pene. Per vari minuti, tutto si svolse in maniera piacevole, si sentiva scavare e spingere, si inumidiva, si bagnava. Era arrapatissima!
Venne lubrificata solo con la saliva, ma capì che ormai anche il suo culetto si era bagnato con un liquido chiaro e scivoloso.
Lei, vergognosa, si toccò con le dita e si odorò, ma era un profumo del tutto neutro …
Improvvisamente Gina le strinse le gambe tra le braccia e Paolo dalle sue spalle spinse, stavolta davvero.
Un botto improvviso le schioccò nella nuca.
Non aveva sentito tanto male, ma aveva sentito distintamente lo spacco dello sfintere che cedeva di scatto, capì che prima era stata solo una passeggiata. Il peggio doveva ancora venire.
Ora, e solo ora, per la prima volta, era inculata.
- Aahhaaa – emise un lungo, languido suono.
Era come un grido di resa, un male gioioso.
Una sofferenza rassegnata al cazzo di lui, inesorabilmente infisso tra le natiche …
Uno spazio vuoto ora era pieno.
Lui stava fermo, avanzando solo di pochi millimetri nel suo culo.
A Elle mancò il fiato, si sentiva indolenzita e sperò che finisse tutto e subito.
Ma contrariamente alle sue aspettative, Paolo uscì dal suo sedere, sgusciando come un piccolo serpente. Gina fu pronta a carezzare e confortare la ragazza, le stringeva le chiappe tra le mani, come volesse riparare al male fatto e farla ritornare vergine il di dietro.
Le baciava il culo e l’ ano, lasciando che si riprendesse e che si rilassasse.
Per alcuni minuti, Paolo si masturbò per non perdere l’ erezione.
Elle fu fatta girare supina e la donna le mise un cuscino sotto la pancia.
Elle capì che lo doveva prendere ancora nel sedere.
Anche se la cosa la eccitava, si sentiva anche a disagio, memore di ciò che aveva provato alla dilatazione totale.
Ma non accadde niente di tutto questo.
Scoprì che il suo culo non le obbediva più. Lo sfintere era aperto e consenziente.
L’ ano lubrificato a colpi di lingua non oppose nessuna resistenza, e il cazzo pian piano scese profondamente in lei.
Paolo si fermò: infisso in lei con il palo.
Elle da sotto la pancia si controllò il buchetto con le dita, circumnavigò quel cazzone tondo con l’ indice e il pollice, saggiando di quanti centimetri avesse aperto il suo piccolo ano.
Con sua sorpresa trovò che ancora poteva farci viaggiare le dita, penetrando con esse tra il suo culo e il pene infilato in lei.
Queste scoperte la fecero arrapare come mai in vita sua. Gridò di piacere e sollevando lievemente il sedere, puntandosi sulle ginocchia, riuscì a prendere ancora più cazzo e in maggiore profondità.
Perdendo ogni ritegno l’ inculata si svolse in maniera sempre più selvaggia, Elle non sentiva alcun dolore, solo voglia di essere impalata violentemente.
Mentre all’ inizio delle botte che prendeva nel di dietro, aveva le cosce aperte, e quelle di Paol erano affiancate per stare in mezzo a quelle di Elle, ora la ragazza teneva le cosce ben strette per aiutare le natiche a fasciare meglio il cazzone di Paolo, che la sfondò ripetutamente.
Mentre all’ inizio Gina le aveva allargato il culo con le mani, ora le stringeva le chiappe per farle meglio serrare l’ uccello, che per quanto grosso, andava e veniva comodissimo nel suo culo, oramai totalmente dilatato.
Il calore nel suo culo era arrivato alle stelle, per oltre dieci minuti fu inculata a ritmo sempre maggiore, fino a che Paolo si irrigidì sulle gambe, e puntando i piedi sul letto, le sborrò nel culo copiosamente.
Elle si sentiva impazzire dal piacere.
Le volte in cui era venuta non si potevano più contare.
Gina carezzando il sedere di lui, che ancora spingeva dentro Elle, si masturbava e godeva copiosamente, con lo sguardo perso nel vuoto.
Era sudatissima.
La stanza stessa odorava di loro tre e dei loro umori.
Paolo le crollò addosso, col cazzo ancora infisso e per vari minuti.
Con estrema dolcezza lei conservò quel prezioso liquido, tenendolo in fondo al culetto, tappato dal suo pene che si afflosciava lentamente.
- Ho tanta fame – disse Elle, sorridendo – credo che a pranzo mangerò una bistecca enorme. –
Poi emise una risata cristallina.
Ascoltandosi ridere, si rese conto che da anni non si era sentita veramente felice.
Il coso di lui scivolò fuori senza forze, con un suono liquido e rassicurante.
Elle si tamponò il culo col lenzuolo e si addormentò … con un sorriso disegnato sulle labbra.
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