Era troppo! Scavando nel mio passato avrei pensato che un ragazzo in quella posizione potesse addirittura provare disgusto, per quelle intimità… per me, inesperto ragazzone il buco del culo, ad esempio, sopperiva a funzioni ben poco nobili rispetto all’amore. Bastò che lei, con voce vibrante sussurrasse: - Baciami, leccami… leccami tutta… - e ogni ritrosia lasciò il posto al desiderio di offrire il migliore dei miei servizi di “igiene” fai da te. Affogai tra le grandi labbra, soffocai nel suo culo non potendo respirare nemmeno col naso, sbavai come un cammello in quella torba, mischiano i miei con i suoi liquidi… uscendo ogni tanto da quello “snorkeling” anatomico, completamente umettato e gocciolante. Ora le mani non carezzavano più impacciate, al contrario con le dita mi aggrappavo dal davanti alla sua figa e la tiravo, per allargarla a mio vantaggio. - Sei un tesoro… sei bravissimo, mi fai godere… vieni saliamo sul letto, voglio farti un regalino… - disse con un pizzico di malizia. - Stenditi! Lo feci subito e lei mi venne immediatamente sopra ma al contrario, con i piedi verso l’alto rispetto alla mia testa, così compresi cosa fosse realmente il famoso 69. La sua figa svettava di nuovo su di me e i suoi peli grondavano piacere, nel mentre la maga scendeva lentamente sul mio “pesce”; avrei tanto voluto vedere meglio cosa faceva con la bocca smaliziata, dopotutto era il primo bocchino della mia vita… ma andava bene lo stesso, perché lei era troppo brava per non rapirmi i sensi. Non me lo prese subito in bocca, come credevo si facesse, prima iniziò un gioco di lingua e di labbra esperte che stuzzicavano il glande, poi l’asta e infine le palline, dure come biglie. Ci stavamo deliziando l’un l’altro quando sentii il rumore dello sportello sbattere e mi irrigidii all’istante, immediatamente qualcuno mise in moto il camper, il cui motore iniziò a borbottare sommessamente. - Non avere paura, caro… tranquillo. E’ solo mio marito che fa andare l’aria condizionata. Qui dentro non si respira… Da sotto la sua pancia riuscii a sbirciare ed effettivamente era così. L’uomo si era semplicemente seduto al posto di guida ma non fece altro che restare la, tranquillo. Di sicuro ci aveva sentito ansimare e chissà, forse poteva vedere qualcosa dallo specchietto. La maga si accorse della mia riluttanza, non ero certo in grado di concepire un rapporto così estremo tra loro, all’epoca del fatto. Mi aggirò e si mise al mio fianco, mi confortò e mi spiegò che loro facevano l’amore libero; che il marito più vecchio adorava vederla presa da un maschio, giovane e dotato come me. Forse a freddo ci avrei pure potuto discutere ma al momento, con quella sirena che mi scaldava l’anima e il cuore persi subito interesse per la cosa, prevalentemente perché la mia “femmina” discese languidamente col viso sul mio corpo, onorandolo di piccoli e caldi baci… infine raggiunse il cazzo e se lo imboccò totalmente; da quel momento iniziò a scoparsi la bocca con un pompino magistrale, era infaticabile…il ritmo, il calore e la passione mi fecero perdere la testa e il controllo, anche perché adesso “vedevo”, vedevo perfettamente il suo viso, tra il sacro e il profano, che ingurgitava per intero il mio nerbo. - Io vengo… vengo. Sto sburrandoooo! - Sì gioia, sì, vieni… caccia tutto il tuo seme in bocca a me… Uhmmm, che buono… com’è caldo… sì, sì… e tanta, tanta, continua. Ritornandoci col pensiero, credo che parlasse a voce abbastanza alta e sono convinto che lo scopo era quello di far partecipe anche il suo uomo di quell’atto di troiaggine così estrema. Ebbi una lunga serie di brividi prima di tornare a una pseudo normalità. Lei seppe calmarmi e adoperare sul mio corpo tutta la sua dolcezza. Mi baciò in bocca e sentire l’odore della mia marcatura sulle sue labbra mi diede una scossa, mentre il mio cazzo da barzotto tornò a inturgidirsi. Certo a ciò contribuiva la certezza che quella signora, la donna stupenda ma sconosciuta che mi donava il suo corpo senza chiedere, aveva appena bevuto tutta la mia sborra, senza batter ciglio. Lentamente tra abbracci e baci da veri amanti, la maga si distese, come si sentisse, spossata, al centro del ferro di cavallo formato dal divano-letto. Tolse i sandaletti e posò i piedi ai due lati, protendendo in avanti, oscenamente, i suoi genitali abbastanza dilatati. - Baciami, succhiami, - disse nuovamente roca – fammi godere… ti voglio! Feci lentamente a risalire le sue cosce, quelle calze sulla carne molle mi davano un’emozione inaspettata, toccarla, carezzarla era sesso allo stato puro, baciai quella vulva invitante, poi imparai a usare la lingua, mentre con le dita le spalancavo i buchetti e lei, ansimava, inarcandosi a ogni tocco un po’ di più. Intanto in mente mia qualcosa mi diceva che forse sarei riuscito anche a chiavarla, quel pomeriggio di follie… e mentre il mio cazzo si era del tutto ristabilito successe qualcosa che non mi aspettavo: qualcuno, con la mano, si stava insinuando sotto il mio scroto, spingendosi in avanti in maniera serpentina, fino a riuscire a prendermi il cazzo in mano per intero. Quello era tutto diverso, incredibile e nuovo, venni tranquillizzato a parole, ma forse già il piacere che provavo sarebbe bastato a tenermi buono. Era l’effetto sorpresa a farmi titubante, ma poi come in un vortice la passione mi trascinava, facendomi adulto e perché no anche depravato. Di certo, col marito che mi teneva il cazzo anche io divenni più languido e operoso nel farle la minetta, lo sentivo dai suoi lamenti e dai suoi sussulti. Slappavo il culo come un cane fedele quando, a mia volta, qualcosa di umido e veloce si dedicò al fiorellino del mio culetto… un brivido mi percorse tutto, avrei voluto ribellarmi ma la libidine non mi concesse alcuna scappatoia. - Sollevati un po’ col culetto, gioia mia, vedrai che non ti fa niente… Non capii ma obbedii, forse scioccamente, mi misi a 90 gradi con la testa tra i suoi capezzoli e il cazzo spiaggiato sul suo pelo bagnato. Fu allora che lei mi tenne le mani e lui i fianchi, mi abbracciarono con tenerezza ma anche con fermezza… solo allora sentii quella strana protuberanza, qualcosa di liscio e rotondo che si poggiava decisamente sul mio ano. Sapevo che esistevano le inculate ma , nella mia testolina, facevano quasi parte del mondo della fantasia, eppoi: a chi si riferiva l’inculata? alle donne ovviamente oppure… oppure, sì, lo avevo sentito, anche ai froci. E io cosa c’entravo, com’era possibile? Era la testa di un cazzo quella che mi veniva poggiata tra le chiappe?
Capitolo 3 di 3 10 min di lettura
Il mio culo, rotto per sempre
"Sollevati un po’ col culetto, gioia mia, vedrai che non ti fa niente…" Non capii ma obbedii.
Giovanna Esse
1 anno fa · 895 letture · 1
Prima di andare avanti…
Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Grazie! L'autore lo vedrà.
Crea un account per ritrovare le storie che ti sono piaciute.
Indice dei capitoli
Psicopatologia Anale
Capitolo 3 di 3 · 66% del libro
