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Erotika
Il dolore della sottomissione · Cap. 2
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Capitolo 2 di 2 22 min di lettura

Sono la puttana di mia moglie

“Tu un maschio? Ma ti sei visto? Hai un cazzetto ridicolo non hai pelo e non sei nemmeno capace di ingravidarmi. Sei una checca!!!!”

Giovanna Esse
1 anno fa · 556 letture · 0

“Si pronto?”

“Ciao Gabriele sono Luciano ci sarebbe un problema per il mio turno di domani e avrei estremo bisogno che tu mi aiutassi domani notte”.

“D’accordo lo sai che se posso non dico mai di no!Ma tu dovresti fare il mio turno pomeridiano però!”risposi

“Ok ma dovresti fare in modo che risultino regolari le timbrature, quindi dovremmo scambiarci i tesserini.”

“Ok non è la prima volta se passi per casa mia ce li scambiamo. “ lo invitai

Mi chiamo Gabriele e di lavoro faccio il guardiano ad una villa di una famiglia nobile nella provincia di Venezia. Un lavoro abbastanza tranquillo ben retribuito e tutto sommato non pericoloso. Nella stessa a turni alterni lavorano anche Luciano e Matteo. A differenza loro che sono piuttosto muscolosi e virili io sono piuttosto esile e non molto alto capelli corti pelle chiara e occhi scuri.Sono sposato da alcuni anni felicemente con Marina non ho figli essendo io sterile.

Suona il campanello, apro e mi trovo davanti Luciano che un sorriso sornione mi passa il suo badge richiedendo il mio . Io non sono gay ma devo dire che è proprio un bell’uomo: pelle scura occhi e capelli neri corpo muscoloso e peloso ( spesso e volentieri lascia la camicia aperta sul torace villoso ) il tutto condito da un profumo molto alpha e un paio di pantaloni strettissimi neri da sballo ….quanto lo invidio io che di muscolatura ne ho appena appena un po' sulle gambe….

“Ricorda allora ci vediamo domani al cambio turno non dimenticarti” mi disse destandomi dai miei pensieri.

“Si non preoccuparti a domani !!!”

In quel momento arrivò Marina salutò Luciano che stava per andarsene e rinchiuse la porta dietro di se.

“Che ci faceva qui il tuo collega? “ mi chiese Marina

“Nulla è venuto a chiedermi per un cambio turno. Come è andata oggi amore?” risposi

“ Lascia perdere va le solite arrabbiature in ufficio. Poi te l’ho detto di non chiamarmi amore non mi piacciono tutte ste moine. Portami le ciabatte toglimi le scarpe e massaggiami i piedi piuttosto.”

Il suo fare perentorio metteva in me un misto tra rabbia ed eccitazione. Rabbia perché venivo trattato come una pezza da piedi e allo stesso tempo eccitazione perché inconsciamente risvegliava quel tantino di me a cui piaceva sentirsi sottomesso.

“Ti va bene così Marina? Ti piace come te li massaggio?” chiesi umile.

“Smettila di chiedere e toglimi le calze e leccami i piedi…lo sai che mi piace come lo fai…”

“Si ….” Obbedii togliendole i collant e prendendo tra le labbra le dita dei piedi.

“MMMM si così… ora prendi in bocca il ditone e fammi vedere come fai i pompini”

Arrossi e le dissi incazzato che io sono un maschio e che non faccio i….

“Tu un maschio? Ma ti sei visto? Hai un cazzetto ridicolo non hai pelo e non sei nemmeno capace di ingravidarmi. Sei una checca!!!!” Rise sadicamente lasciandomi basito con il suo piede in bocca e successivamente con il ditone tra le labbra ad eseguire un movimento che mimava una pompa ad un cazzo….sapeva come comandarmi e sapeva come proibire qualsiasi reazione da parte mia.

La osservavo mentre la mia testa si muoveva sulla sua estremità. Mi teneva i capelli tirandoli di tanto in tanto e mi urlò che me la cavavo benissimo come pompinara e che un giorno o l’altro un pompino vero me lo avrebbe fatto fare…mi eccitai e mi bagnai come una femminuccia mentre lei con le dita nelle mutandine sborrò come una cagna in calore .

“ Ti piacerebbe leccare il mio succo?”

“Oh si ti prego”

“Mmmmm te la lascio leccare ma devi fare una cosa per me!” disse togliendosi le mutande e sbattendomi la fica vicino alla bocca.

La osservai eccitato .

“Mi puoi leccare e puoi toccare il tuo cosino a patto che tu ingoia la tua sborra e che domani faccia una cosina.”

“Ma amore come puoi chiedermi una cosa del genere?” Mi arrivò uno schiaffo a manrovescio.

“Chi cazzo ti ha dato il permesso di chiamarmi amore? Ora menatelo mangia la figa e poi la sborra e domani sotto i tuoi abiti da lavoro ti metterai la mia lingerie!”

Innoridii . Come avrei potuto andare al lavoro indossando intimo femminile sotto la divisa? E se succedeva qualcosa e qualcuno fosse venuto a conoscenza di ciò?

“Non sognarti di dire di no o ti lascio! E poi dai chi vuoi che lo scopra? Mi eccita fartelo fare….magari quando rientri ti scoperò chissà”

La guardai inebetito ma eccitato continuai a masturbarmi e a mangiarle la figa….mi sborrai nella mano e lei mi venne in bocca.

“Ora fammi vedere come lecchi lo sperma!”

Con le lacrime che mi scendevano delle gote leccai….”Brava la mia checca!”

Il giorno dopo Luciano suonò alla mia porta e scambiammo i tesserini e stranamente quando se ne andò notai sul suo volto uno strano ghigno.

Nel primo pomeriggio quando arrivò mia moglie mi ricordò la mia promessa e controvoglia indossai un paio delle sue mutandine il reggiseno e un collant velatissimo nero.

“Stai proprio bene Gabri .” mi sorrise lei.

In quel momento suonò il mio cellulare e quando notai che a chiamarmi era Luciano ebbi una strana sensazione.

“Gabriele vieni subito al lavoro Roberto vuole parlarti con urgenza”

“Ma cosa vuole? Ci sono problemi?” risposi impaurito.

“Sbrigati e basta!” mi rispose.

Chiusi la porta dietro di me scordando che sotto i miei abiti indossavo la biancheria di mia moglie.

Appena arrivato al lavoro non trovai Luciano ma solo Roberto ( che forse ho scordato di dirlo ma è il nostro principale).

“Finalmente sei arrivato! Lo sai che sei nei guai carino?”

“Perché cosa ho fatto?” chiesi fingendo ingenuità ma sapendo che pulito non ero.

“Povero santerellino….volevi obbligare Luciano a lavorare per te e li hai consegnato il badge per timbrare al posto tuo! O non è vero?” Rimarcò le ultime parole esibendo il mio documento aziendale. Potrei farti licenziare e denunciarti per frode ma forse qualcosa per evitartelo ce l’avrei….”replicò

“Ma io non ho fatto nulla è stato Luciano a chiedermi di…..”piagnucolai

“Fai schifo! Luciano è una bravissima persona e dovresti vergognarti!!!! Togliti la divisa e rimetti i tuoi abiti!”

Mi sentii mancare…sotto indossavo la biancheria di mia moglie…come potevo spogliarmi davanti a lui e poi come avrei potuto giustificare una cosa del genere?

“Allora che aspetti? Prendi questo sacco e restituisci la divisa”.

“Non potrei riportarla domani?”sussurai

“ORA” urlò

A capo chino tolsi la giacca e di seguito la camicia le scarpe e poi i pantaloni rimanendo vestito in collant e intimo rosa.

“CAZZO! Cosa sei un travestito? Un CULO? “

Tacqui mortificato.

“RISPONDI TROIA! COSA SEI?”

“Non sono nulla è stata mia moglie a volermi vestito così!”

Ancora bugie? Mi hai stufato! Ora ti faccio una proposta: ti reintegro nel tuo impiego ma devi essere sincero! Devi dire queste parole mentre io ti registro: “SONO UNA TROIA E AMO IL CAZZO ed inoltre devi dire chiaramente il tuo nome e cognome indirizzo e numero telefonico .

“Come posso ? La prego no!!!”

“Allora Vattene mi hai stufato!”

Rimasi in silenzio per qualche istante e poi annuii e mentre lui registrava co suo cellulare ripetei parola per parola ciò che mi era stato ordinato.

“Succhiami il cazzo!” mi ordinò mentre in piedi inebetito lo osservavo tirarsi fuori il membro.

“La prego….no….non questo!” lo supplicai

“Inginocchiati troia e obbedisci! Dai che ti piace….”

Guardai quella spada stupenda ed ammisi a me stesso che non mi era indifferente. Una lacrima mi scese sul volto mentre le ginocchia si piegarono sul pavimento ed il mio viso si trovò a pochi centimetri dalla sua verga.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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