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Erotika
Moglie bollente · Cap. 10
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Capitolo 10 di 10 9 min di lettura

Alla fine Abdul continua a soddisfarmi

Giovanna Esse
2 anni fa · 613 letture · 0

Dopo quei due orgasmi rabbiosi e liberatori lasciai la stanza di Abdul per ritornarmene in quella di mio marito, Pierluigi continuava a dormire come un angioletto e credo che nulla avesse sentito. Come voi ben sapete dagli ultimi miei racconti pubblicati, mio marito si eccitava nel vedermi scopare con un altro uomo, specialmente se africano e mi avrebbe spalleggiata tranquillamente anche con Abdul, ma dopo l’ictus che lo aveva praticamente ridotto a vivere su una sedia a rotelle, non mi sarei proprio sentita a mia agio di proseguire con queste trasgressioni, perciò avevo deciso, forse egoisticamente, di appagare le mie voglie sessuali segretamente nella stanza di Abdul, lontano dagli occhi di mio marito. Dopo quella notte, Abdul proseguiva la sua vita di factotum della casa come se nulla fosse accaduto, continuava diligentemente a fare i suoi lavoretti, aiutava pazientemente Pierluigi a fare gli esercizi di fisioterapia e andava al centro città a sbrigare qualche commissione, anche con me si manteneva sempre molto rispettoso ma scorgevo nei suoi occhi quel velo di soddisfazione di chi ha capito d’aver fatto il colpo grosso, se prima sicuramente mi considerava come una donna inavvicinabile e irraggiungibile alle sue possibilità. Dopo l’altra notte tutto era cambiato, io lo avevo cercato e lui mi aveva ampliamente soddisfatta facendomi godere come una pazza, sapeva che un giorno o l’altro la mia figa calda mi avrebbe costretta a ritornare nel suo letto. Passarono solo un paio di giorni, che ancora una volta enormemente demoralizzata per gli scarsi risultati di mio marito, dovetti ricorrere nuovamente ad Abdul per sfogare le mie voglie, il piacere sessuale era l’unica cosa che mi faceva fuggire dalla triste realtà. Fu così che in pieno pomeriggio, mentre mio marito faceva i suoi esercizi di logopedia, lasciai la stanza e raggiunsi Abdul che stava tranquillamente seduto in poltrona guardando la tv, con il telecomando alzai parecchio il volume, mi inginocchiai a lui, gli tolsi i pantaloncini e glielo presi in bocca per farglielo indurire. Poco dopo mi sfilai le mutandine e rimanendo con un largo vestitino, mi feci sbattere selvaggiamente alla pecorina sulla poltrona fino a raggiungere il mio rabbioso orgasmo, volutamente scelsi di farmi scopare sulla poltrona preferita da mio marito per far capire ad Abdul che ormai non doveva avere più freni inibitori con me e tra le tante cose che doveva fare dentro la casa, c’era anche quella del farmi godere. Il buon ragazzo ghanese aveva capito perfettamente la lezione, così la sera successiva, una volta messo a dormire mio marito, mentre passavo nel corridoio per uscirmene di casa e farmi un giretto in giardino, Abdul uscì dalla sua stanza già completamente nudo, con le rozze maniere di un selvaggio mi prese per un braccio e come se fossi la sua preda mi trascinò nel suo letto per poi scoparmi forsennatamente facendomi godere più volte. Abdul ci aveva preso gusto, ormai mi considerava sua e non mi dava più tregua, il suo cazzo trovava pace solo quando era dentro la mia figa, ricordo di un giorno che mentre Pierluigi si era recato all’ospedale accompagnato da suo figlio per fare una batteria di esami, io rimasi a casa sola con Abdul che come una bestia mi scopò ininterrottamente in quasi tutti gli angoli della casa, dal tavolo della cucina, al pavimento, dal suo letto, al divano per poi finirmi in piedi alla pecorina davanti al grosso specchio del salotto, la mia figa era come una droga per lui, come un maiale si godeva il mio bel corpo fino a scaricarmi dentro tutto il suo nettare. Il tempo passava velocemente e mio marito non dava risposte positive, era sempre più triste e depresso, non camminava e non riusciva ad esprimersi correttamente, dalla sua bocca uscivano parole incomprensibili a tutti, solo io riuscivo a capirlo, forse più dagli sguardi che dalla fonetica. Fu in un pomeriggio di marzo 2018 che mio marito, additandomi Abdul mi supplicò di portarlo nella nostra camera da letto e ricominciare con le trasgressioni, credo che Pierluigi cercasse qualche emozione per scappare dalla sua monotonia. Dopo tanti anni trascorsi insieme me lo sentivo che prima o poi mi avrebbe chiesto questo, ma io non volevo, non ero più pronta, nutrivo troppa compassione per le sue condizioni, mi vergognavo solo all’idea di scopare e sicuramente provare piacere con Abdul davanti agli occhi di mio marito. Così presi tempo, cercai di distrarlo masturbandomi davanti a lui con quel cazzo finto però non ero me stessa, non mi sentivo libera e dovetti simulare un orgasmo per farlo contento ma credo proprio che Pier abbia percepito la sceneggiata dalla mia poca passione trasmessa, infatti una settimana dopo ci risiamo, molto nervoso e quasi incazzato Pier mi riaddita Abdul, a questa sua seconda richiesta ho sentito immediatamente una buia sensazione, come se volesse esprimere un suo ultimo desiderio e stavolta non ci pensai nemmeno a contraddirlo, anzi mi promisi di fare il massimo per farlo divertire il più possibile; approfittando che il buon ghanese era fuori in giardino trapiantando dei fiori, posizionai la sedia a rotelle con mio marito davanti al nostro soffice lettone, con un veloce spogliarello rimasi completamente nuda, poi, molto sensualmente mi misi un reggiseno in pizzo, un perizoma, calze autoreggenti nere 50 denari come piacciono a Pier, il tutto nascosto da una leggera vestaglia color rosa antico; gli diedi un bacio sulla fronte:“Aspettami qui come se fossi al cinema che io vado a chiamare Abdul”Mio marito mi chiese anche di indossare i tacchi alti, io odio scopare nel letto con le scarpe perché mi danno parecchio fastidio, ma anche stavolta lo accontentai.Uscendo dalla nostra stanza matrimoniale, ascoltai nel bagno di fondo il rumore di una doccia funzionante, era Abdul che rientrato dal giardino stava lavandosi, meglio così, è già pronto all’uso, entrai nel bagno:“Ascolta Abdul, mio marito ha bisogno di svagarsi e ha una fantasia particolare, vuole vedermi scopare, spero che per te non sia un problema farlo davanti a lui”Abdul uscì avvolto in un bianco accappatoio che risaltava il contrasto con la sua scurissima pelle, mi guardò immobile con quella sua faccia da innocente, con una mano mi sollevò curioso la vestaglia per analizzare meglio la mia lingerie:

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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