“Sei troppo sexy! Problemi a farlo davanti a lui? Giulia io ti scopo dove vuoi e perdonami dirtelo ma solo al pensiero mi sta già venendo duro”Misi una mano sotto il suo accappatoio ed effettivamente il cazzo del ghanese era quasi al top della durezza, mentre lo sego alcuni istanti, avvicino sensualmente la mia bocca al suo orecchio e gli sussurro:“Che porco che sei Abdul, guarda come ce l’hai già duro! Oggi mi scopi nell’unico posto dove non lo abbiamo ancora fatto e finalmente posso gridare senza ritegno con il tuo cazzo dentro. Sbrigati, andiamo nella mia stanza, Pierluigi ci sta aspettando.”Arrivati in stanza, Abdul si coricò nel letto con l’accappatoio semi aperto, io mi tolsi la vestaglia ed incominciai a spompinarlo per benino, girando il mio bel culetto perizomato in direzione di mio marito.“Pier, il nostro bravo aiutante africano avrà anche la faccia timida da bravo ragazzo ma è un vero diavoletto, guarda come ce l’ha duro, il suo cazzo sta esplodendo nella mia mano, questo porco sta scalpitando per sbattertelo su alla sua padrona”Mi sfilo il perizoma e salgo sopra il ghanese, la mia fighetta bagnata avvolge quel grosso cazzone d’ebano che mi fa gemere, proporzionato alla grossa stazza di Abdul, il suo cazzo esteticamente non sembra molto grosso, ma vi assicuro che la sua bella larghezza si fa sentire eccome. So che mio marito mi vuole vedere troia ed io lo accontento volentieri, inoltre con il duro cazzo di Abdul non è affatto difficile godere, infatti dopo circa cinque minuti cavalcandolo sto già per venire, ma il ghanese mi blocca l’orgasmo e spostandomi da sopra, mi rovescia nel letto, mi viene sopra, ha deciso di farmi godere così, mi infila dentro il suo cazzo e spinge dannatamente con la forza dei suoi 100 kg, non so come riesca a resistere il letto con tali sollecitazioni, io sono completamente in estasi e grido di piacere come un’insensata:“Mamma mia come mi fai godere!!! Vengo, vengo vengoooooo!”Abdul non dice una parola, è un toro implacabile, in quel letto mi risvolta come un calzino, per un’attimo intravedo negli occhi di mio marito la fiamma d’eccitazione dei tempi migliori, sicuramente sta apprezzando la scena, Abdul mi gira alla pecorina e mi spinge contro la spalliera, le sue mani afferrano i miei seni facendomi sentire sua, mentre mi scopa come una furia, lo sento rantolare da dietro, mi sembra di essere posseduta da una bestia, in questa posizione il suo duro cazzo fa man bassa della mia bella fighetta.“Adoro come mi possiedi! Scopami Abdul, sono tutta tua! Mi stai facendo venire di nuovo, cazzo come godo! Sto godendo, godoooooo!”Questa fantastica goduta mi toglie forze e fiato, ma Abdul mi afferra per i fianchi e non mi fa nemmeno coricare, continua a fottermi spietatamente alla pecorina fino ad ottenere il suo piacere sborrandomi dentro tutto il suo ardore, appena Abdul sfila quel cazzo d’acciaio, io crollo esausta con la faccia su di un cuscino e dalla mia mal ridotta fighetta fuoriesce un’enorme quantità di sperma appiccicoso che si riversa nel letto.
Questa vita a tre, tra me, Pierluigi ed Abdul continua per poco più di un anno, apparentemente dovrebbe essere un nostro segreto però tutti i nostri vicini ed anche il figlio di mio marito, abbozzano sempre sorrisetti maliziosi sospettando una mia relazione con il ragazzo africano, ma ormai io ho le spalle larghe e questa cosa non mi tocca minimamente anche perché sia io che Abdul accudiamo mio marito senza risparmio di forze fino all’ultimo giorno della sua vita, infatti nella primavera seguente, per la precisione, aprile 2019, purtroppo mio marito viene a mancare. Dopo la morte di Pierluigi, con la pratica di successione, lascio la casa dove abbiamo sempre abitato, al figlio di mio marito, (che nel frattempo si era sposato e sua moglie stava già aspettando una) mi trasferisco in un piccolo appartamento dall’altra parte di Genova ed infischiandomene di tutti i pettegolezzi esco alla luce del sole portando a vivere con me anche Abdul. La mia non è stata solo una scelta egoistica dal punto di vista sessuale ma anche una sfida lanciata a tutti quei falsi moralisti che mi hanno sempre circondata, in primo luogo ai tanti “amici” di Pierluigi che dopo poche settimane dalla sua morte, mi facevano già fioccare inviti per cene, aperitivi, giri in barca e vacanze varie; con Abdul al mio fianco questi viscidi personaggi e forse anche impotenti (vista l’età di alcuni) sono spariti tutti. In secondo luogo vengono un paio di acide e bigotte “signore”, sempre pronte a criticarmi per la mia scelta effettuata, sono state le prime a fare le gatte morte con Abdul sapendo benissimo che il cazzo del mio giovane ghanese avrebbe dato un po’ di colore alle loro grigie vite matrimoniali, ma la loro totale assenza di coraggio le rendeva innocue, brutte ed insignificanti al mio confronto. In questi anni ad Abdul non sono riuscita a fargli perdere nemmeno un centimetro della sua pancia rotonda ma sessualmente me lo sono modellato perfettamente alle mie esigenze migliorandolo ulteriormente, le mie quotidiane provocazioni, i miei continui giochi di seduzione ed il mio stuzzicargli le fantasie lo rendono come un animale insaziabile e ossessionato dal possedere il mio corpo. Nonostante questo, io e Abdul viviamo una relazione abbastanza aperta, io da lui voglio solo godere e non voglio stressarmi più di tanto con altre cose, anche perché sulla fedeltà degli uomini africani non ci scommetterei nemmeno 5 centesimi e questo Abdul che fa spesso il finto tonto è il più porco di tutti, ma come si usa dire… patti chiari, amicizia lunga:
“Abdul io non ti chiedo di giurarmi fedeltà, sei giovane e se ti capita di scoparti un’altra non mi interessa e non lo voglio nemmeno sapere, ma non provare minimamente a farmi mancare il sesso perché io ti sostituisco in un attimo”
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