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"le Confidenze": mezza donna, mezza puttana · Cap. 5
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Capitolo 5 di 7 4 min di lettura

Sorpresa dal cazzo di Pietro

Mission: andare dal cognato ed eccitarlo fino a farlo cadere in tentazione... ma poi...

Giovanna Esse
2 anni fa · 443 letture · 0

Grazie cara Anna per questo "appetitoso" contributo, come potrai capire mi farebbe molto piacere trasformarlo in una storia... sexy e perversa!!!
Sono d'accordo con te, a mio avviso è la via migliore, prendere in mano tu, in prima persona, il rapporto (se nascerà) con il fratello di tuo marito, ma "vestirlo" da corna segrete ed eccitanti. Ti garantisco che, in questi casi, spesso l'età e la "freschezza" non possono competere con l'eccitazione dell'intrigo.
Ti auguro buona fortuna... per tutto.


Anna del Mar
Cara Giovanna, come ti avevo preannunciato qualche giorno fa , stamattina mi sono recata a casa di mio cognato per una "missione esplorativa", oggi non doveva andare al lavoro e alle 8,30 ero già da lui… in tutta sincerità sono tornata a casa con l'angoscia addosso.

Ti racconto brevemente l'accaduto.

Dunque io mi sono messa un pò in tiro, il giusto non sono più una ragazza. in particolare ho indossato un pò di biancheria un poco più chic, non potevo prevedere come sarebbero andate le cose e se davvero sarei riuscita a instaurare un rapporto un po’ intimo con lui, anche se, onestamente, o per galanteria o perché mi apprezza è stato sempre molto gentile con me e ho notato da parte sua solo sguardi di… apprezzamento.

Quando ho fatto cadere delle carte a terra e mi sono chinata per raccoglierle lui si è precipitato ad aiutarmi ed io ho lasciato che le gambe si aprissero per mostrargli bene la mia dotazione che era ben evidente dato che la mutandina che avevo indossato ere tutta raccolta fra le grandi labbra. La manovra è stata efficace perché lui non distoglieva lo sguardo da la'.

Mi sono rialzata e lui, di slancio, mi ha abbracciato le gambe chiedendomi, scusandosi e quasi piangendo, di fargli vedere… qualcosa in più.

“Per favore, è da tanto che non vedo la bellezza intima di una donna…”

Fingendo grande sorpresa don riluttanza gli ho obbedito e mi sono alzata la gonna (mi sembrava che il mio progetto si stesse avviando per il verso giusto).

“Ecco, va bene? Ma non mi dirai che da quando… insomma da quando sei solo non hai mai…”

“Sarò sincero. Dopo vari mesi ho incontrato qualche escort ma l’esperienza era sempre deludente. Così, mi sono dato al lavoro, agli impegni e… il tempo passa veloce. Scusa la sincerità, mi masturbo quasi ogni sera e tante volete penso a te…”

“E sia… ma io che dovrei fare? Vuoi vedere di più… vuoi masturbarti davanti a me… mi trovi del tutto impreparata, non so cosa dire. Dopotutto ti voglio bene e sei sempre stato molto caro.” Ho creduto che ora che il gioco era passato in mano sua era meglio fare l’educanda che la zoccola.

“Se davvero mi vuoi aiutare… ecco, devi conoscere il mio problema, almeno in questo periodo, vieni…” mi ha preso per mano e mi ha portata in camera. “per favore, Anna cara, puoi farti vedere in intimo?”

Mi sono spogliata con un pizzico di voluttà, restando con le piccole mutande, le autoreggenti carnicino e il grande reggiseno, per contenere le mie zinne, che sono belle grosse.

Lui guardava incantato, poi si è tirato giù i pantaloni e i boxer e ho visto il suo cazzo a tubo: lungo e leggermente gonfio ma che pendeva irrimediabilmente verso il basso. Ero molto sorpresa ma non ho detto assolutamente niente… invece, mi sono distesa sul letto e ho tolto le mutande. Lui si è precipitato a leccarmela, lo ha fatto a lungo con passione, con ingordigia e, Giovanna, nonostante fossi li per motivi molto materiali, ho perso il controllo e mi sono lasciata andare, venendogli sulla lingua.

Nella foga dell’arrapamento ho cercato di prendergli il cazzo in mano, s^… ma era sempre e solo barzotto.

Senza parlare, si è rimesso in piedi vicino al letto e con delicatezza si masturbava quella “bestiola” pendula. Mi sono seduta e, mossa a compassione, l’ho preso in mano io, non che si facesse duro ma un po’ doveva risentire… allora me lo sono portato alle labbra e succhiando e masturbando, alla fine ha eiaculato liquido e insapore.

E così ho scoperto i segreti intimi di Pietro, che noi pensavamo quasi come un vecchio marpione. Non ti scoccio con i particolari ma ho scoperto che mio cognato è completamente impotente, si è seduto accanto a me e, con evidente sofferenza, si è confessato e mi ha detto che per il diabete e problemi circolatori e neurologici non gli si rizzava più...

A pensarci, temo che mio marito si stia avviando a fare la stessa fine anche se a lui il Cialis funziona ancora.

A questo punto credo che la convivenza con mio cognato non creerà problemi sul versante sesso, quello che mi meraviglia è che mio cognato non si sia mai confidato col fratello, forse parlare con una donna gli è stato più facile. Non credo nemmeno che mio cognato avrà voglia di mettersi accanto una donna, soffre troppo per il suo stato. Allora non mi resterà che fare in modo che lui, quando sarà a casa nostra, attraverso donazioni possa liberarsi di quanto più possibile a favore dei miei figli.

Io però non sono eterna e nessuno mi garantisce di sopravvivere a lui e/o a mio marito, pertanto dovrò cercare di accorciare i tempi dell’operazione donazione.

Tu che ne pensi della situazione? Ho fatto una buona analisi secondo te?

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Scritto da
Giovanna Esse

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