G: Esattamente! Stavamo studiando anatomia e il mio amico è partito chiedendo a Laura se poteva darci informazioni aggiuntive – visto che lei l’anatomia la conosce bene!
Immagino laura abbia colto subito il doppio senso.
L: Sì, subito. Sapevo che conosceva benissimo che ero stata a letto con altri loro amici. E la sua battuta aveva senso dunque. Quindi ho riso e ho permesso ad entrambi di continuare.
Giuseppe come hai reagito?
L: Credo che Giuseppe abbia detto che conoscevo benissimo l’anatomia del suo pene. Ed effettivamente lo conoscevo millimetro per millimetro! Anche il sapore. Avevo una conoscenza intima del suo pene.
E ti sei offerta di conoscere anche il suo?
L: Si, particolare il suo sapore. Non so se può interessare, ma tra tutti quelli che ho potuto provare – e come avranno ormai capito tutti ne ho provati parecchi – quello di Giuseppe ha un sapore, o meglio un odore, caratteristico.
Comunque, no, non mi sono offerta.
Cosa è successo dopo?
L: C’è stato uno sguardo di intesa fra Giuseppe e l’amico. E lui mi ha messo una mano sulla coscia, poi …
Giuseppe metti la mano proprio lì!
G: Va bene!
Laura dove hai la mano di Giuseppe?
L: Ce l’ha sul mio inguine, anzi proprio sulla mia patata.
Giuseppa fai a laura quello che successe quel pomeriggio, mentre lei ci descrive quello che fai.
L: Mi slaccia i pantaloni (all’epoca erano di velluto a coste marroni) ed entra nelle mutande. Le mani di Giuseppe sono grosse. Le mani del suo amico erano più delicate ma nervose, mi ricordo che mi fece quasi male perché voleva proprio intrufolarsi fino al buco. Mi tirò quasi le labbra per aprire ed entrare col medio. Io lo aiutai allargando le gambe al massimo e mi girai a baciarlo. Ricordo i baffi che prudevano sulla mia faccia. Il respiro affannato di entrambi e un sapore di tabacco in bocca dell’amico mentre mi batteva la lingua sulla mia in bocca.
Giuseppe cosa fece?
L: Si sbottonò i pantaloni e si avvicinò a me col pene bello dritto in mano.
Lo sta facendo anche ora?
L: Sì!
Io stavo ancora baciando Mister E.
Cosa sta facendo con il suo pene?
L: Lo sta sbattendo sulla mia faccia. Fa come allora un po’ lo sbatte e un po’ lo struscia, facendo scorrere la cappella sulla mia guancia.
Allora lo faceva mentre mister E ti baciava?
L: Sì!
Cosa successe poi?
L: Mister E. disse: “Allontanati con questo coso che puzza di cazzo”. Scusa la volgarità, ma effettivamente era molto vicino al suo naso.
Dopo iniziai a leccare il pisello di Giuseppe, mentre Mister E si spogliava.
Poi Giuseppe mi alzò la polo. Li avevo li entrambi davanti a me. Così diversi! Giuseppe lo aveva più grosso obiettivamente. Nodoso con una cappella larga e viola. Me lo sbatteva in gola tenendomi ferma la testa, poi me lo passava sotto al naso con quell’odore così intenso. Peli castano chiaro, molto folti e due palle grosse, con la sinistra più alta e la destra che pendeva di più.
Mister E invece aveva un pisello più stretto e piccolo. Ma più adatto alla penetrazione. Non una cappella così larga e grossa con la pelle sempre tesa che sembrava strapparsi come Giuseppe. Anzi si scalpellava benissimo e aveva una cappella rossa un po’ trapezoidale. Molti peli neri e ricci. Palle simmetriche e non molto pendenti.
Li hai presi in bocca entrambi e poi? Come ti hanno posseduta?
G: Prima l’ha posseduta Mister E, sdraiandola sul mio letto e penetrandola nella vagina. Le dava bei colpi decisi. Ricordo il rumore delle palle del mio amico che sbattevano sul perineo di Laura. Intanto la toccava, strizzando i capezzoli e baciandola avidamente. Io ero eccitatissimo.
Iniziavano a cresce le corna tanto desiderate!
L: A me scappavano dei gridolini perché andava veramente forte e a fondo. Faceva quasi male. Meno male ero così eccitata da essere un lago e dunque molto lubrificata.
Giuseppe, cosa facevi tu?
G: Mi sdraiai nudo accanto a loro, spostandoli sul lato. Laura alzò la gamba per farsi penetrare di lato con Mister E che la teneva. Io mi infilai un dito in bocca e iniziai a toccarle l’ano, lubrificandolo con la saliva e allargandolo.
Ne prese due contemporaneamente?
G: Si ne ha presi due! Gliel’ho piantato in culo.
Come stai facendo ora?
G: Era la prima volta che lo facevo con un altro e mi fece senso sentire il pene dell’altro dall’altra parte. Sentivo che mi pompava sull’uccello da dentro i tessuti interni di Laura. Bellissimo!
Laura che non può rispondere ora dice che si sentiva tutti i buchi in tensione. Provava male perché ci davo dentro pesantemente.
Si la sto penetrando in culo!
Vi siete scambiati spesso di posizione?
G: Una volta sola. E lei tirò un bel sospiro di sollievo.
L: Avere un pisello più stretto dietro era molto meglio!
La scena che state riproducendo ora è questa: Laura ha un dildo nel culo che simula mister E che la penetra analmente, mentre tu sei davanti alla sua faccia con il membro nella sua bocca. Esatto?
G: Sì!
Quel pomeriggio è andata così esatto? dopo che vi siete scambiati inteso
G: Si le diedi due colpi davanti ma vedevo in faccia che era rossa e affannata. Alzava spesso gli occhi al cielo perché le stavo dando con tutta la forza e anche Mister E nel culo.
Il tuo amico dove venne?
L: Ad un certo punto lui diede un colpo deciso.
G: Credo che le entrò tutto perché lo sentii io contro il mio cazzo da dietro le membrane. Laura chiuse gli occhi e disse “ahi ahi ahi”, al che le diedi sollievo togliendolo. Mister E le venne in culo e lo vedevo sudatissimo che non si tratteneva più.
Cosa che oggi non è possibile dato che in culo ha il dildo. Mentre tu dove?
G: Già! Io venni poco dopo in faccia e sulle tette. Ricordo la faccia che era un misto di sudore, lacrime dal male dell’anale subito e mio sperma.
Mister E le mise un dito in culo e le fece leccare il suo sperma che era uscito.
L’abbiamo usata per bene la nostra Lauretta!
E’ ora di pranzo, direi che un aperitivo con il tuo nettare è d’obbligo!
Se vi va bene, io terminerei qui l’intervista e vi lascerei finire di rivivere l’esperienza venendole in faccia.
G: Ok, anche perché mi sta esplodendo in mano. Non reggo più!
Spero che vi sia piaciuta l’intervista di oggi e di sentirvi presto per un’altra esperienza da raccontare. Buona venuta.
G: Molto, moltissimo!
Ora sborro, a presto!
Racconto selezionato per il nostro archivio dalla redazione, scritto originariamente da: Cantastorie28
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