Vai al contenuto
Erotika
Un tributo di sperma per Giovanna 2
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto12 min di lettura

Un tributo di sperma per Giovanna 2

Pochi minuti dopo la sua sborrata invio al mio Amico quest’ultimo messaggio: – Ho visto! ho visto “mooolto” bene!!! E ho anche notato il tuo… notevole cazzo, complimenti. E’ stato molto piacevole e del tutto nuovo per me…

Giovanna Esse
6 mesi fa · 1.1k letture · 1

La mano dell’uomo scorreva svogliata sul suo grosso membro… ogni gesto era calibrato, sapiente; tutto il suo essere era proiettato all’emissione del seme.

Era ovvio: non provava il piacere discinto di un ragazzo eccitato, manifestava il desiderio di tributare tutta la sua devozione, tutta l’ammirazione per la donna-dea, in chiunque si fosse personificata. La mia bellezza, le mie forme, non gli interessavano più, durante il rito. Cercava solo, in modo ossessivo, di provare il principio vitale, maschile e di inseminarlo nella fertile alcova femminile: una forma-pensiero. Usava la foto come un totem, un simbolo dell’eterno divenire.

Il suo unico scopo, era portare a termine la sua invocazione, la preghiera più antica del mondo.

Ecco, alla fine la sua potente eiaculazione. Arriva!

Risvegliato dal tam-tam del cuore che accelerava i battiti e dal respiro affannoso di lui, si fa strada attraverso gli antichi condotti e, come un liquido fiume lattiginoso, cerca la vittima da inseminare, la fessura da fecondare: il principio da profanare.

Alla fine trova il meato del pene e, inarrestabile: sgorga.

L’eccitazione mi aveva invasa e mi ottenebrava la mente. Sotto di me, un calore umido si era impossessato della vagina.

Il ritorno alla realtà fu brusco e violento: un ceffone deciso mi colpì sulla guancia. Fu tanto improvviso che il dolore venne dopo, vidi prima le stelle, come si suol dire!

Gerry mi aveva colpita con rabbia… era da tanto che non mi picchiava. Non replicai ma, chiusa in me stessa e senza lamentarmi, cominciai a massaggiarmi il volto, guardandolo con odio ma senza reagire.

Era più forte di me; non sapevo rispondere alla violenza, la subivo come una condanna, come fosse una punizione da sopportare.

Gerry non mi picchiava quasi mai… e comunque mai in maniera da fami male.

Più che altro a volte mi aveva punito, per farmi capire dove avevo sbagliato.

– Ma si può essere tanto stronza? – e giù, un altro ceffone, stavolta mi colpì sopra l’orecchio, lasciandomi intontita.

-Ma che cazzo ti salta in mente, troia? – gridò – Lo capisci che domani potrei trovarmi il filmato sul PC del lavoro?

Sei una troia pubblica, ormai… una zoccola… – e iniziò a strattonarmi e a colpirmi le carni nude, non sapevo come proteggermi, non ne ero incapace. E lui era furioso.

– Ecco – mi disse strappandomi le calze e il reggiseno – invece di vergognarti, ti sei messa in ghingheri. Non ti è bastato, idiota? Volevi ancora altro sperma? Non ti è bastata la razione del tuo amichetto? – e indicò con la testa lo schermo del PC.

L’ultimo fotogramma, fisso sul video, rappresentava il mio sorriso e le mie tette, completamente imbrattate del seme di quell’estraneo.

Gerry, intanto, mentre si sfogava, si eccitava… era già capitato.

Allora non si trattenne più, si abbassò i calzoni, tirò fuori il membro, già duro e gridò:

– Vieni, schifosa, fa il tuo dovere, giacché solo questo sai fare! –

Per non farlo arrabbiare ancora di più mi precipitai e mi inginocchiai davanti a lui, cercando di dargli soddisfazione con la bocca. Succhiai ma non gli bastava, mi prese per le orecchie e mi attrasse, tirandomi con forza. Stavo soffocando e gli occhi si riempirono di lacrime ma lui non mollava.

Spingeva in bocca fino alle radice, senza concedermi un attimo di tregua. Saliva e umori scendevano a fiotti dalle mie labbra, mentre i suoi peli irsuti le pizzicavano.

– Non devi permetterti di fare altro, troia, lo sai! – e giù, a scoparmi in bocca come un forsennato.

La rapidità delle penetrazioni era tale da avvilirmi, rendendomi incapace di pensare.

Fece ripartire il filmato cliccando su: Replay.

– Guardati, stronza, ti fai venire addosso e hai anche il coraggio di farti vedere… – poi aggiunse – Adesso alzati, girati di dietro! –

Se non fossi stata bagnata da prima, mi avrebbe fatto sanguinare, per fortuna l’eccitazione precedente, aveva lasciato un segno umido tra le mie cosce… così, quando Gerry me lo inserì, la penetrazione non fu devastante.

Mi riempì di parolacce ma intanto andava avanti e indietro, inesorabile e deciso. Mentre mi svergognava, mi colpiva le natiche con delle pacche forti, facendomele bruciare… ero sicura che si fossero arrossate di brutto, segnate dai colpi.

Ero china sulla scrivania, a fianco al PC, non vedevo niente, sentivo solo male e prendevo colpi di ogni genere.

Lui adesso mi tirava verso i genitali, servendosi delle mie mutandine, come fossero il

morso di una cavalla domata.

Anche se era arrabbiato con me, era oltremodo eccitato.

Intanto che masticava parolacce, scorreva anche le altre foto sul web e, quando ne trovava, lasciava partire i video di altri “tributi”:

– Ecco – diceva – non sei l’unica zoccola… anche altre si fanno sporcare in faccia! –

Ormai, quel movimento ritmico lo aveva conquistato e si era infoiato; sapevo come sarebbe finita ma non potevo ribellarmi, sperai fino all’ultimo che venisse al più presto: ma non fu così.

Sul più bello, infatti, estrasse il pene dalla mia fessura.

– Adesso, apri quelle tue natiche da troia e accoglimi! – Cercai di forzare la mia natura e di vincere le mie paure… volevo ribellarmi, almeno quella volta! Ma non ero capace, non feci altro che dire:

– Va bene… quando vuoi, sono pronta! –

Gerry come al solito si mise comodo dietro di me e si dedicò a una breve masturbazione, in pochi minuti era gonfio al punto giusto…

Si segava talmente vicino al mio deretano, che sentivo l’aria muoversi per le vibrazioni: capitava spesso che mi frustasse le chiappe.

Io, infatti, mi tenevo aperta, tirando con le dita, il più vicino possibile all’orifizio.

Speravo sempre di aprirmi tanto da permettere un’introduzione indolore… ma ancora una volta, non fu così.

La penetrazione mi sorprese, spezzandomi il respiro… emisi l’aria dalla bocca, come una pompa premuta dallo stantuffo.

Entrava come un treno in una galleria troppo stretta… entrava, sfondava, mi faceva terribilmente male.

Lui senza alcuna pietà, dopo il primo affondo, lo estrasse completamente, per poi subito infilarmelo tutto di nuovo.

– Porta il conto, zoccola, ti rompo in dieci colpi, capito? –

Con voce rotta risposi – Sì, va bene! –

– Contale e ringraziami, schiava di merda… troia! –

– Sì padrone mio, grazie… adesso le conto, va bene! – dissi sottomessa e sempre più

eccitata, nonostante il dolore lancinante, provocato da quella sodomia senza lubrificazione.

– Dai presto, puttana… che ho fretta di venire! –

– Sì, eccomi pronta, premi pure… e… e: Una! – dissi quando lui con prontezza si tuffò nel buchetto.

Aspettai, docile e addolorata, il resto delle botte.

– Lascia quelle chiappe e stringi il sedere, troia, sei tutta sfondata, non vedi? Chiudi! – rantolava arrapatissimo – Hai il sedere di una vacca… dai, continua a contare! –

Lo feci, abbandonando la testa sulle braccia. Ero tutta un dolore e tutta eccitata, non potevo sottrarmi, e lui lo sapeva.

– Va bene, padrone, ho stretto il sedere, colpiscimi ancora …. e … e: Due! –

E mentre cercavo di dirlo, ancora una volta persi il fiato, per la stimolo di quella “supposta” bestiale.

E così continuai, sotto i colpi di Gerry, contando inesorabilmente i suoi assalti al mio corpo e alla mia dignità… preciso al decimo colpo, lui sfogò in me tutto il suo seme ed io, nonostante mi bruciasse, raggiunsi il piacere a mia volta, ringraziando il mio aguzzino con la voce che vibrava.

La notte, mentre lui dormiva, mi alzai di soppiatto e con la web mi fotografai le chiappe martoriate dove, ancora vividi, si notavano i segni dei forti schiaffi.

Non una parola di troppo, non una sola lamentela… inviai la foto del mio sedere in primo piano, come allegato di una mail al mio “Amico” tributer.

Un solo commento all’operazione: – Per favore… fammelo ancora!

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
Giovanna Esse

Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]

Altri racconti di Giovanna Esse

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    Racconto Molto eccitante

    Perché mi faccio fare da mio figlio

    Oltre le righe e le regole della società. Non sta a me giudicare... ma solo informarvi dei fatti attraverso questa confidenza di una signora.

    7 mesi fa 6 min 1 mi piace
    Libro Molto eccitante 14 capitoli · in corso

    I sogni inconfessabili di mamma T.

    Una mamma calda e piena di desideri scopre che il suo ragazzo la desidera arrivando a masturbarsi pensando a lei, il rapporto ora è appeso a un filo tra amore filiale e desiderio carnale. Tutti i personaggi citati in questa relazione sono…

    11 giorni fa 65 min 6 mi piace
    Racconto Molto eccitante

    Il culetto chiuso di mia zia

    Questa confidenza, così spontanea ed eccitante mi ha colpita: vi ripropongo i sogni di Massimo diventati realtà... forse?

    1 anno fa 9 min 3 mi piace
    Pagina 2 di 2 · 0%

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista