Mi chiamo Sandro, ho 25 anni, sono alto, fisico prestante, dai capelli neri, occhi scuri e le ragazze mi trovano fortemente attraente. Mia moglie si chiama Nicole, ha 24 anni, è alta quanto me, ha lunghi capelli neri, occhi azzurri, seno di una terza ben tonda e capezzoli piccoli, un culetto fantastico, alto sodo e tondo; nell’insieme è molto avvenente. L'ho conosciuta all'università. Abbiamo studiato entrambi nella facoltà di architettura e siamo diventati davvero bravi. Anche mia moglie e la sua migliore amica, Vanessa, si sono conosciute all'università, ed erano anche compagne di stanza. Ricordo ancora Vanessa in mutandine e maglietta, quando andavo a prendere Nicole. Mi ha fatto sempre impazzire con la sua aria così disinvolta e sexy, molto provocante! Vanessa è alta come mia moglie, capelli castani ed occhi verdi, culetto a mandolino, cosce lunghe e seno abbondante di una quarta molto piena e capezzoli grossi, piuttosto pronunciati. Sembra la ragazza della porta accanto, con cui tutti vorremmo scopare! Sempre molto allegra, ironica e civettuola quel tanto che basta, per farti sempre domandare se sta scherzando oppure è seria, quando ti provoca con tanta malizia. Siamo diventati davvero buoni amici, perché Vanessa e Nicole stavano sempre insieme. Dopo sposati, ci siamo visti un po’ di meno rispetto a prima, ma, vivendo ancora nella stessa città, capitava di uscire spesso insieme. Quando ci siamo sposati, Vanessa è stata la testimone di Nicole e poi, al matrimonio di Vanessa, Nicole è stata la sua la testimone. Vanessa ha sposato il figlio di un ricco industriale ed è sempre stata un po' più pazzerella rispetto a Nicole. Suo marito era un bravo ragazzo, semplice, timido ed un po’ introverso e, come ho scoperto dopo, anche con una tendenza cuckold: è stata una scoperta casuale fatta una sera che abbiamo festeggiato il compleanno di Vanessa. Una bella serata con tante cibarie, balli e tantissimo bere, da quasi ubriacarci tutti. Verso le 23:00 stavamo ancora bevendo, mentre tutti gli ospiti se n'erano già andati ed ho sentito che Nicole stava parlando molto allegramente con Vanessa.
«Vanessa, ti assicuro che Sandro è veramente messo bene! Un'esperienza di quel tipo, tuo marito non se la dimenticherà più.»
Non si sono accorte che le stavo ascoltando ed ho visto che hanno bevuto; poi Vanessa ha detto che la cosa la intrigava non poco.
«Da quando mi ha messo a parte di questa cosa, più ci penso e più mi bagno! Adesso, quando se ne saranno andati tutti, lo dobbiamo fare: questa sera, voglio proprio divertirmi!»
Non capivo di cosa stessero parlando, ma ho visto che, una volta rimasti da soli noi quattro, Giacomo ha subito insistito perché restassimo a dormire a casa sua.
«Dai, dove volete andare? Avete bevuto troppo anche voi ! Non potete rischiare un incidente o esser fermati e multati per guida in stato di ebbrezza.»
Non mi sembrava che fossimo troppo ubriachi, ma Nicole è stata d'accordo.
Giacomo ne è stato subito molto contento.
«Ottimo, ma siamo quasi privi di vino. Vado in negozio a prenderne dell'altro prima che chiudano.»
Subito Vanessa gli ha chiesto del gelato.
«Oh, buona idea, prendi un liquore dolce e del gelato.»
Giacomo si è rivolto anche a mia moglie.
«Ok, e tu Nicole, cosa vuoi?»
Nicole ha scambiato una occhiata con la sua amica, prima di rispondere.
«Non lo so, verrò con te e vedremo cosa prendere e che gusti di gelato hanno.»
Son rimasto davvero sbalordito per un secondo; come già detto, avevo bevuto, ma non al punto dal non riflettere sul fatto che a mia moglie piace solo un gusto di gelato: quello al pistacchio! Subito dopo li ho visti uscire per raggiungere il negozio aperto per quasi tutta la notte e che è situato a cinque minuti a piedi da casa loro. Nicole indossava una minigonna molto sottile ed una camicetta quasi trasparente e, nell’insieme, era abbastanza provocante e sexy; mi son chiesto cosa andasse a fare con lui, ma, prima che me ne rendessi conto, erano già partiti. Appena usciti, Vanessa mi è venuta vicina e mi ha chiesto una cortesia.
«Sandro, mi aiuteresti a prendere le coppette, che sono sul ripiano alto della cucina?»
Siamo entrati in cucina e lei mi ha indicato un pensile; quando l'ho aperto, ho visto che vi erano diverse coppette, allora ho sollevato solo un braccio e, mentre gliele passavo, mi son reso conto che avrebbe potuto prenderle da sola. Infatti, mentre ero di spalle, d'un tratto lei mi ha abbracciato da dietro. Ho sentito il suo seno voluminoso premere contro la mia schiena e le sue mani sono subito andate in basso ad accarezzare il mio pacco.
«Ehi, Vanessa che fai! Dai, fermati, non è il caso!»
Mi ha baciato sul collo da dietro ed ho sentito la sua lingua che giocava con i lobi delle mie orecchie.
«Dai, Sandro, lasciami fare!»
Dentro di me ero tremendamente combattuto, perché era una settimana che non facevo sesso con mia moglie, a causa delle sue mestruazioni; poi Vanessa, in un certo senso, mi era sempre piaciuta e quindi ho cercato in qualche modo di resistere.
«Dai, ti prego, sta ferma! Sei la migliore amica di mia moglie ed io le voglio troppo per farle un torto di questa portata!»
Le sue mani mi avevano già freneticamente aperto i pantaloni ed una mano era già nelle mie mutande.
«È proprio per questo che ci provo con te! Come hai detto tu, siamo molto amiche e lei mi ha detto che… oh, cazzo quanto ce l'hai grosso! Dai, Sandro, tiralo fuori!»
Mi ha fatto girare, si è abbassata e io ho tentato un'ultima inutile protesta.
«No… dai, Vanessa, non mi sembra il caso! Saranno qui tra pochi minuti e… ti rendi conto cosa succederebbe?»
Non mi ha risposto, perché già aveva iniziato a prendere in bocca il mio cazzo, che stava diventando una mazza da baseball. Ho sentito la sua lingua lavorare subito lungo l'asta, per poi abbassare i pantaloni ed arrivare a leccare anche le mie palle.
«…uhm…Che meraviglia! Il più bel cazzo che abbia mai visto! Dai, Sandro, fammelo provare.»
Per vero son munito di un bel membro, lungo quasi una ventina di centimetri, ma anche molto spesso e, in questo caso, avevo anche le palle piene per una lunga settimana di astinenza, durante la quale mia moglie stranamente non mi aveva nemmeno fatto un semplice pompino! Per cui, sentire quella bocca calda, bagnata ed accogliente che lappava il mio cazzo per quasi tutta la sua lunghezza, era qualcosa cui non era possibile resistere. L'ho sollevata di colpo, l'ho messa seduta sulla penisola della cucina e mi son inginocchiato tra le sue cosce. Ho spostato il filo del sottile perizoma che aveva indosso ed ho avvicinato la mia faccia alla sua splendida fighetta, che profumava già di cagna in calore ed era bagnata fradicia. Ho dato una bella leccata e lei ha appoggiato le sue cosce sopra le mie spalle; i suoi talloni erano proprio sulla mia schiena, mentre con entrambe le mani ha schiacciato la mia bocca sul suo clitoride.
«…uhm…sì! Si… dai, sei meraviglioso: vengo!»
Mi è arrivato direttamente in bocca, una splendida ondata di nettare profumato, che ho raccolto con tutta la brama possibile, poi lei mi ha afferrato per i capelli e mi ha trascinato su di sé: le nostre bocche si sono unite e le lingue hanno iniziato una danza davvero sconvolgente. Nello stesso istante, aveva allungato una mano ed aveva afferrato il mio membro; lo ha indirizzato proprio contro lo spacco della sua fighetta e io, ormai in preda ad una lussuria incontrollabile, con una spinta decisa, gliel'ho infilato tutto dentro, facendo sobbalzare il suo seno e spalancare la sua bocca, mentre con una mano si è sostenuta al tavolo, perché la spinta è stata davvero notevole.
