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Mia moglie? Puttana di Martedì Grasso.
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Racconto17 min di lettura

Mia moglie? Puttana di Martedì Grasso.

Quanto riferito, mi aveva fatto capire che mia moglie aveva in programma di far cose che, abitualmente, faceva durante il resto dell'anno: scopare con degli sconosciuti.

pennabianca
5 mesi fa · 907 letture · 0

Mi chiamo Lucio, ho 48 anni, sono di media statura, capelli brizzolati, occhi scuri, fisico normale. Da una decina di anni, sono sposato con Sally, una bella donna di 47 anni, alta, fisico stupendo. Per il passato è stata una cheerleader formosa, con capelli biondi corti ed occhi azzurri scintillanti. A 47 anni, il suo corpo è più prosperoso di quanto non fosse ai tempi in cui era una cheerleader. Ma, come un buon vino, il suo corpo è diventato più appetitoso con l'età. Ha seni grandi e rotondi, ancora sodi, con capezzoli che raggiungono un centimetro e mezzo di lunghezza, quando eretti; il suo ventre è ben rotondo e il suo fisico, a clessidra, si restringe in vita per poi allargarsi sui fianchi. È di origini americane e ci siamo conosciuti ad una festa. Io lavoravo nel suo paese e ci siamo trovati subito bene; siamo usciti assieme per un anno e poi ci siamo sposati. Quando l'ho conosciuta, era nel pieno della sua forma. Era già stata sposata per quasi dieci anni ed era stata una moglie fedele per tutta la durata del suo primo matrimonio. Ma, dopo il divorzio, aveva abbracciato la vita libertina. Se le stava a genio l'uomo con cui usciva, ci andava a letto; era stata sia con uomini sposati, che con uomini single. Quando facevamo sesso, a volte, le chiedevo di raccontarmi qualcosa dei diversi uomini con cui era stata, prima di incontrarmi. Col tempo, son diventato il suo cuckold e ne sono molto orgoglioso. Non è stata una cosa improvvisa, ma ci siamo arrivati gradualmente. All'inizio, le chiedevo solo di raccontarmi qualche sua serata particolare con qualche uomo con cui era andata a letto e si era divertita; devo ammettere che questa cosa mi eccitava tantissimo, così, l'ho esortata sempre più a aprirsi di più e devo dire di esser diventato il suo confessore. Una delle prime fantasie che Sally mi ha confidato, riguardava un eventuale ménage a trois con me ed un altro. Fu un desiderio che, alla fine, abbiamo realizzato quando, un giorno che eravamo a passeggio su una spiaggia nudista, incontrammo un tale che vendeva piccoli manufatti e collanine di conchiglie. Sally iniziò a flirtare con lui e, ben presto, lui prese a baciarla e carezzarle i seni prosperosi. Mentre guardavo, lei si è inginocchiata sulla rena e lui l'ha penetrata da dietro. Dopo che è venuto dentro di lei, lei mi ha invitato a unirmi a loro.

«Vieni, amore, adesso scopami anche tu!»

Avevo il cazzo duro come il marmo e gliel'ho infilato dentro: fu la prima volta che sentivo il mio membro sguazzare nella sua bella fighetta, ricolma del seme dell''altro e ciò mi ha fatto impazzire di piacere, inducendomi a scoparla con forza, fino a che son venuto anch'io dentro di lei. È rimasta molto soddisfatta di questa cosa. Dopo il suo primo ménage a trois, Sally era diventata quasi insaziabile. Per quasi un anno, ha fatto sesso con molti sconosciuti, facendosi guardare da me o farmi partecipare. Poi ebbe a provare la sua prima gang. Eravamo ospiti a casa di un mio amico, che ha una casa al mare e, insieme a lui, c'erano anche altri tre uomini; durante l'intero weekend, Sally ci ha spremuto tutti, fino all'ultima goccia. Per me era sconvolgente vederla carponi, con il suo bel culo rotondo per aria ed a cosce divaricate, in attesa che un cazzo duro infilasse la sua figa. Ero rimasto sconvolto nel constatare quanto questa cosa mi eccitasse. Mi piaceva vedere con quanto impegno si dedicava a godere ed a far godere. Poi, quest'anno, a gennaio, mi ha proposto un'esperienza unica.

«Andiamo a New Orleans per il Martedì Grasso? Sarà bello!»
Ne avevo sentito parlare e così le ho chiesto chiarimenti. Lei, naturalmente, era molto desiderosa di partecipare a questo evento ed era molto informata su come ci si divertiva.

«Il Mardi Gras a New Orleans, dura parecchi giorni, con sfilate, feste e allegria che coinvolge l'intera popolazione ed iniziano circa due settimane prima. La gente si lascia andare a far cose che non farebbe mai durante il resto dell'anno.»

Quanto riferito, mi aveva fatto capire che mia moglie aveva in programma di far cose che, abitualmente, faceva durante il resto dell'anno: scopare con degli sconosciuti. Questa cosa me l'ha fatto diventare subito così duro, che l'ho scopata in piedi, appoggiata al tavolo della cucina. Siamo arrivati
a New Orleans il fine settimana prima del Martedì Grasso ed abbiamo preso alloggio al Royal Hotel; da lì ci siamo spostati verso St. Charles. Ben presto ci trovati anche noi a gridare "lanciami qualcosa, signore!" insieme alla baraonda di tanti altri. Una delle sfilate più grandi era quella dedicata a Bacco. Si svolgeva di sera e ci eravamo vestiti un po' più pesante, perché faceva freddo. Sally indossava un dolcevita nero a maniche lunghe, senza reggiseno, e jeans attillati. I capezzoli dei suoi seni abbondanti creavano piccole protuberanze sul tessuto del dolcevita, e si poteva facilmente notare la V del suo pube attraverso i pantaloni, da quanto erano attillati. C'era un'atmosfera surreale, assolutamente carnevalesca, quella sera. Sally notò un uomo che sfoggiava diverse collane, molto lunghe, al collo e gliene ha chiesta una.

«Me ne daresti una?»

Lui ha sorriso.

 «Certo, purché mi dai un bacio.»

Sally gli si è avvicinata, gli premuto i seni contro il petto e gli ha dato un lungo bacio. Lui le ha afferrato una natica ed ha premuto il bacino contro il suo, mentre la sua lingua entrava nella bocca di mia moglie. Prima di separarsi, le diede la sua collana più bella ed un biglietto da visita.

«Sto organizzando una festa a casa mia per la notte di Carnevale. Mi piacerebbe che partecipassi. Vestiti come vuoi, ma preparati a tutto. Vedo che hai una fede nuziale, puoi anche portare tuo marito, se vuoi, a meno che sei qui con un amante?»

Poi si voltò e scomparve tra la folla.
Abbiamo guardato il biglietto da visita. C'era scritto semplicemente "Le Bacchanal" ed un indirizzo nel Garden District.

«Pensi che dovremmo andarci?»

 Ho chiesto a mia moglie e lei ha sorriso.

 «Sì, credo proprio che dovremmo andarci!»

Nel momento in cui son riuscito ad infilare il biglietto da visita in tasca, Sally era già scappata via, cercando di farsi dare una lunga collana da un altro festaiolo. Alla fine della serata, aveva raccolto sei collane, ma nessun altro biglietto da visita. Martedì Grasso era una giornata calda. Sally indossava una gonna ampia ed una maglietta bianca di cotone. Ovviamente aveva optato per non mettere il reggiseno. La maglietta era così sottile che si intravedevano benissimo i capezzoli, che premevano contro il tessuto. Dopo le sfilate mattutine, tornammo in hotel a Bourbon Street che era affollatissima. Mentre ci facevamo largo tra la folla, vidi mia moglie arrossire. La raggiunsi quando entrammo in un bar.

«Non ci posso credere! Mentre passavo accanto ad alcuni maschi, mi hanno toccata; mi hanno palpato il culo, il seno. Uno mi ha persino afferrato una natica per una frazione di secondo».

Mi son messo a ridere.

«Hai visto le spille che indossavano alcuni uomini? C'era scritto 'Mostraci le tette'; ovvio, quindi, che ci provassero con una bella figa con delle tette enormi come le tue!»

Lei mi ha sorriso maliziosa.

«Come avrei potuto non notarli? Solo a vederli mi si son induriti i capezzoli.»

Dopo aver gironzolato ancora un po', verso le 19:00, siamo tornati in albergo e ci siamo preparati per la festa. Io indossavo uno smoking nero ed un mantello con una maschera nera. La maschera era in stile settecentesco, con un lungo naso storto. Sally indossò un body di pizzo nero a maniche lunghe e collo alto, con una bella apertura sotto che lasciava i suoi buchi liberi, scoperti, copriva quel tanto che bastava per esser provocante e, guardando attentamente, si potevano chiaramente vedere i suoi capezzoli attraverso il pizzo. Poi indossò una minigonna nera, calze autoreggenti e lunghi guanti neri. Completò la mise calzando scarpe dai tacchi alti. Sembrava una escort di lusso. Poi ha indossato una bella mascherina fatta di piume nere, che contrastava perfettamente con i suoi capelli biondi. Bourbon Street era ancora molto affollata, quindi dovemmo far a piedi diversi isolati per prendere un taxi. Mentre Sally sfilava, con passo elegante, lungo Bourbon Street, ho sentito diversi commenti particolarmente audaci. Quando arrivammo al Garden District, tutto era molto più tranquillo. Le ombre scure proiettate dalle vecchie querce erano interrotte solo dalla luce soffusa dei lampioni. L'indirizzo che avevamo era quello di una grande casa del 1880. Fummo accolti alla porta da un maggiordomo, cui presentammo il biglietto da visita. Lo seguimmo lungo il corridoio fino al salotto. Appena entrati, vedemmo una ventina di persone in costume; più in là, c'era un'altra stanza, un salotto sul retro, con altri invitati in costume, che ballavano. Proprio in quel momento, un uomo si avvicinò a noi: era l'amico che aveva dato la collana a mia moglie. Indossava una calzamaglia colorata, un cappello da giullare ed aveva il viso dipinto. Diede un grande bacio a Sally, poi si rivolse a me.

Prima di andare avanti…

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