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Erotika
Mia moglie impara la lezione.
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Racconto16 min di lettura

Mia moglie impara la lezione.

Fammi capir bene… in quest'epoca di femminismo, in cui le donne hanno raggiunto la totale parità con gli uomini, si sculaccia ancora la propria moglie?

pennabianca
5 mesi fa · 1.7k letture · 1

«Ha davvero un bel fondoschiena, amico! È davvero un gran bel culetto!»
Ho annuito in segno di assenso. Lui ha sorriso.
«Sarà davvero un piacere sculacciarlo!»
Anna continuava a dimenarsi senza successo, anzi, il fatto che si agitava ha fatto sì che le mutandine e i pantaloncini arrivassero sin giù alle caviglie. Anche la camicetta si era alzata fin sotto le ascelle ed ho visto che, come avevo immaginato, non indossava il reggiseno. Ora le sue tette erano in bella mostra, sia per me che per il mio amico. In quel momento il mio cazzo è diventato durissimo dentro i pantaloni; ho visto gli splendidi capezzoli di lei appuntiti e duri come spini. In quel preciso istante, mi son reso conto che Anna si stava eccitando nel sentirsi trattare così da Tommaso. Mi è venuto da ridere, perché mi son reso conto che tutta quella situazione mi stava proprio piacendo. Tommaso, intanto, dopo aver accarezzato ancora una volta il culetto di mia moglie, gli ha mollato tre sonore sculacciate a mano aperta ed il culo di Anna ha cominciato a diventare di un rosa più intenso. Poi ha continuato ancora a colpire le sue natiche. Nella stanza ora risuonava solo il rumore delle sue mani, che sculacciavano il sedere di quella donna. Anna ha preso a singhiozzare e le lacrime hanno iniziato a colare lungo la sua guancia. Ha provato a protestare, ma Tommaso ha proseguito a sculacciarla con decisione. In quel momento mi son reso conto che ora i movimenti di Anna non erano più tesi a cercare di allontanare da sé quella specie di punizione, ma si era arresa al dominio di Tommaso. Era consapevole che non era solo una questione solo di forza fisica, ma, in quel preciso momento, si stava sottomettendo ad una volontà più forte della sua ed i suoi movimenti hanno iniziato ad esser più conseguenziali al piacere che le ne derivava. Sembrava quasi che quei suoi movimenti fossero più indirizzati a strofinare il bacino sulle gambe di Tommaso, ansimando e, con il fiato corto, si è rivolta a me.
«Per favore… Per favore…»
L'ho guardata, ormai deciso ad andare fino in fondo.
«Per favore... cosa?»
Ha abbassato lo sguardo, prima di rispondere.
«Per favore, digli di smetterla. Non ce la faccio più a sopportare 'sta cosa.»
Ho incrociato lo sguardo di Tommaso prima di rispondere.
«Sei una mocciosa impertinente e viziata ed è da parecchio che ti comporti in maniera arrogante e sgarbata; ora è giusto ricevi la giusta punizione!»
Nel sentir le mie parole, Tommaso ha ripreso a colpire il suo culetto, che ora stava diventando di un rosso acceso. Ho notato che i seni di mia moglie, ma soprattutto i suoi capezzoli sfregavano contro la coscia del mio amico e lei, adesso, aveva smesso di piangere.
«Ti prego, digli di smettere! Farò qualsiasi cosa tu mi chieda.»

Ho visto il mio amico sorridere e così ho chiesto conferma.
«Sei sicura? Pensaci bene… hai detto qualsiasi cosa ti chieda?»
Mi ha risposto balbettando.
«S-sì...qualunque cosa.»
Ho sorriso e mi son rivolto all'amico.
«Secondo me è davvero una gran bella topa… Cosa ne pensi?»
Il mio amico ha sfiorato leggermente il suo sedere con la punta delle dita. Ho visto il corpo di mia moglie fremere, temendo che stesse per subire un'altra sculacciata da quella sua mano pesante.
«Il suo sedere è davvero bollente.»
Ho guardato serio Il mio amico.
«E la sua fica? Sarà eccitata? Prova a vedere se è bagnata!»
Lui mi ha guardato serio per un istante.
«Sei sicuro?»
Ho annuito. Subito lui ha fatto scorrere la mano verso il basso, oltre i glutei di Anna, tra le sue cosce. Quando lei ha sentito le dita di lui accarezzare la sua intimità, se ne è uscita con un'infelice espressione.
«Bastardi…!»
Quelle sue parole sono state subito punite dalla mano di Tommaso, che si è nuovamente alzata ed è subito ridiscesa per colpire tre volte con forza il sedere di mia moglie.
«Non credo che tu abbia ancora capito: hai diritto a parlare quando ti sarà permesso!"
Le ha dato uno schiaffo davvero possente sul sedere, tanto che persino io ho sussultato.
 «È chiaro? Rispondi!»
Si è subito affrettata a rispondere.
«S-sì, s-signore.»
Le parole le gorgogliavano in gola. Ma dovevo ammettere che la parola “signore” sembrava esserle uscita spontaneamente dalle labbra.
«Va bene; allora fa la brava!»
Ha infilato di nuovo le dita tra le sue cosce. Però mi è sembrato quasi che mia moglie avesse sollevato il bacino ed allargato un po' le cosce, per dargli maggiore accesso. Da dove ero seduto, con le mani in grembo e le gambe incrociate, allo scopo di nascondere l'enorme rigonfiamento del mio pene, ho potuto vedere che i suoi umori avevano macchiato i jeans di Tommaso. Ho osservato attentamente, dalla mia posizione in diagonale rispetto alla loro e leggermente più indietro, il sedere sollevato di mia moglie, che lui ora palpeggiava alla grande. Ho visto che le carezzava il clitoride ed Anna, per un attimo, ha vibrato sotto l'effetto del piacere provato. I suoi movimenti, ora, erano più per premere il clitoride contro il suo grosso dito medio, piuttosto che sfuggire alle sue manate. Ho visto il dito medio di Tommaso scomparire nella vagina di Anna. L'ho vista gemere senza ritegno per il piacere che stava provando, probabilmente incapace, ormai, di controllarsi. Ho notato che ha preso a mordersi il labbro inferiore per evitare di emetter gemiti.

Per un minuto o due Tommaso le ha accarezzato la figa, penetrandola a fondo con le dita. Quando ha tirato fuori la mano da sue cosce, ho visto che brillava, perché totalmente bagnata. Sorridendo soddisfatto, ha spalmato quel nettare sui suoi glutei rossi e brillanti quasi fosse una crema lenitiva. Mi ha guardato soddisfatto.
«Sì, anche la sua fica è completamente bagnata!»
Ero molto soddisfatto e, soprattutto, molto eccitato; così ho deciso di non fermarlo lì e procedere oltre.
«Amico mio, come ricompensa per avermi insegnato a tenere a bada mia moglie, credo di doverti qualcosa: prendila, chiavala pure!»
Lui ha sorriso e si è rivolto a mia moglie.
«Anna hai sentito tuo marito?»
Lei ha risposto immediatamente.
«Certo che l’ho sentito!»
Tommaso l'ha guardata in faccia.
«Cosa ne pensi?»
La sua risposta è stata ancora molto insolente.
«Penso che sia uno stronzo per aver dato il permesso ad un altro uomo di godersi sua moglie!»
La reazione di Tommaso è stata istantanea! Ha ripreso a sculacciarla forte, senza pietà. L'ha colpita ripetutamente a mano aperta sulle sue chiappe, ma, questa volta, Anna è rimasta passiva, priva di forza, limitandosi solo a gemere. Ora finalmente aveva capito. Non ha esternato suppliche, ha solo continuato a mordersi il labbro ed io ho preso ad osservare il suo clitoride; l'ho visto pulsare e vibrare ad ogni sculacciata. Ho notato anche che i suoi capezzoli restavano duri, mentre sfregavano contro le cosce di Tommaso. Poi lui ha riproposto ancora la domanda a mia moglie.
«Non credo di aver capito bene; ci riprovo! Anna, hai sentito tuo marito?»
 Questa volta ha risposto con dolcezza, chiaramente sottomessa.
«Sì, signore.»
«E tu, cosa ne pensi?»
«Penso che mio marito sia un brav'uomo per aver offerto la vagina di sua moglie ad un altro uomo.»
Lui ha insistito.
«Quindi non avresti niente da dire se ti scopassi?»
Non riusciva a trovar le parole per dirlo. Alla fine, lo ha detto.
«Io… non saprei… forse mi dispiacerebbe?»
Lui ha insistito.
«Oh, andiamo, Anna! La tua figa dice che ti piacerebbe tanto chiavare!»
 Ha risposto sconsolata.
«Forse la mia figa mi sta tradendo.»
Ho visto l'amico diventar impaziente, così ha sollevato di nuovo la mano.
«Anna, la mia pazienza sta per finire! Vuoi che ti scopi?»
Mia moglie ha abbassato lo sguardo e gli ha risposto.
«Non puoi immaginare quanto mi piacerebbe che mi scopassi!»
Subito dopo lui l'ha praticamente liberata e lei ha preso a massaggiare il suo culetto arrossato, ma lui l'ha bloccata all'istante.
«No, non far niente, lascialo stare, che ti serva di lezione per il tuo comportamento da ragazzina viziata!»
Subito lei ha risposto in maniera alquanto docile.
«Sì, signore.»

Prima di andare avanti…

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