Mi chiamo Mauro anni, anni, sono di media statura, capelli neri, occhi scuri, mani e braccia forti, fisico modellato da anni di lavoro in edilizia. Da sei anni sono sposato con Anna. È una bella donna di media statura, ha capelli biondi e lunghi, occhi scuri, seno di una terza misura ed un bel culetto, che fa da cornice ad un bel paio di cosce. Siamo una bella coppia e stiamo bene insieme: tra noi il sesso è anche molto soddisfacente, ma quello che è successo di recente ha cambiato molto il nostro rapporto. Tutto era iniziato per gioco, ma devo ammettere che le conseguenze presentate sono state davvero impreviste. Come detto, lavoro nel settore dell'edilizia come muratore e, tra i tanti compagni di lavoro, ce n'è uno con cui sono particolarmente amico, perché lavoriamo insieme da circa una decina di anni. Tommaso è un maschio alto, con un fisico molto prestante, braccia forti, gambe muscolose; sul petto ha dei muscoli molto ben delineati ed ha delle mani grosse, che sembrano tenaglie, con dita proporzionate alla grandezza delle mani: lunghe e grosse. È un uomo molto calmo e pacato e, raramente l'ho visto perder le staffe; devo dire che il solo suo aspetto, incute un certo rispetto. È sposato con Francesca, una bella donna nostra coetanea. Tommaso era venuto a casa mia per veder la finale della Coppa Italia. Di solito vengono sia lui che sua moglie, ma lei era andata ad assistere una sorella ammalata, quindi eravamo solo io, l'amico e Anna, mia moglie. Mentre ero seduto sul divano insieme a lui, ho chiesto a mia moglie:
«Tesoro, mi porteresti una birra?»
Anna mi ha guardato e mi ha risposto con un certo sarcasmo ed alterigia.
«Ehi, dico... per chi mi hai preso? Non sono mica una cameriera? Prenditi la birra da solo!»
Non potevo immaginare che la prendesse a quel modo, intanto mia moglie è uscita dalla stanza, sbuffando. Ci son rimasto davvero male ed ho visto che il mio amico, a sua volta, è rimasto alquanto sorpreso e l'ho sentito borbottare a mezza voce.
«Dovrei solo esser morto per permettere a Francesca di parlarmi in questo modo, soprattutto davanti ai miei amici!»
Non ho detto nulla e son rimasto in silenzio a guardare la partita. Dentro di me, però, ho ripensato alle parole del mio amico e mi son messo a riflettere sul modo in cui Francesca trattava il marito. Aveva un comportamento assolutamente diverso rispetto a quello che avevo ricevuto io, da mia moglie! Mi son ricordato di averla sempre vista trattar lui con molto rispetto, oltre che con affetto ed avevo anche notato che lo guardava con ammirazione. Mi son alzato ed ho chiesto all'amico se volesse una birra.
«Vuoi una birra anche tu?»
Mi ha guardato un attimo e mi ha detto che l'avrebbe gradita, ma ho notato un certo disappunto mentre rispondeva. Quando son entrato in cucina, ho visto mia moglie, ma le son passato accanto, senza dir nulla. Lei mi ha rivolto un'occhiata alquanto ironica e, soprattutto, compiaciuta per aver provveduto personalmente a prendere le birre. Son tornato nel salone ed ho continuato a vedere la partita. Pochi minuti dopo, Anna è entrata nel salotto e si è seduta sul divano, con una gamba piegata sotto il sedere; la sua solita posizione, quando si siede e si rilassa. Si era seduta accanto al mio amico, mentre io ero sulla poltrona accanto. Ho fatto un mezzo sospiro ed ho ammesso con me stesso che mia moglie era dannatamente provocante in quella sua posa. Aveva i capelli raccolti in una coda di cavallo; indossava dei pantaloncini in jeans corti, che mettevano in mostra le sue gambe snelle ed abbronzate; aveva una camicetta annodata sotto il seno, che lasciava scoperta la sua pancia piatta ed il delizioso ombelico. Anna non ha un seno particolarmente grande, ma è ben sodo e superbo. Sotto quella camicetta era un po' troppo evidente e questo mi ha portato a dubitare che indossasse reggiseno. Mentre eravamo lì seduti, in silenzio, riflettei sulle parole di Tommaso. Mi stavo chiedendo se, nel rapporto con mia moglie, avessi sbagliato ad avere una mentalità troppo aperta, troppo tollerante o, addirittura, avessi permesso che mia moglie prendesse il sopravvento su di me. Mi ero reso conto che, col passare di questi sei anni di matrimonio, era diventata sempre più esigente ed arrogante; potrei dire una vera stronza, a voler essere precisi! Questa cosa che mi ribolliva dentro e mi ha reso non poco furioso. Senza rivolgere nessuna attenzione a lei, ho rivolto una domanda al mio amico.
«Tommaso, dimmi una cosa: tu come ti comporti quando Francesca ti risponde nel modo sgarbato come ha fatto Anna poco fa con me?»
Lui mi ha risposto con un tono piuttosto pacato, anzi proprio distaccato, quasi stesse dicendo la cosa più ovvia del mondo.
«La tratto come tratterei una qualsiasi ragazzina viziata e maleducata!»
Ero sicuro che mi avrebbe risposto così, ma volevo ancora maggiori dettagli.
«Cosa significa?»
Lui mi ha risposto in maniera molto precisa.
«Le do una forte sculacciata!»
Anna è scoppiata a ridere.
«Fammi capir bene… in quest'epoca di femminismo, in cui le donne hanno raggiunto la totale parità con gli uomini, si sculaccia ancora la propria moglie?».
Tommaso l'ha guardata con un'aria di disprezzo.
«Esatto! E' quello che faccio quando si comporta da mocciosa viziata. Quanto al femminismo, non mi sembra che le donne, oggi, siano più felici rispetto ad una volta, quando erano i loro mariti a comandare, quando mostravano il dovuto rispetto. In ogni caso non c'entra niente il femminismo. Quando si vive in coppia, ci si rispetta a vicenda!»
Mia moglie si è messa a ridere a crepapelle, mentre io riflettevo sulle sue parole; così ho appurato che questa cosa mi interessava.
«Non mi sembra che Anna ti stia dimostrando molto rispetto, in questo momento. Forse ti andrebbe di dare una dimostrazione della tua tecnica, sia a me che a lei?»
Lui mi ha guardato e mi ha chiesto se era davvero ciò che volevo.
«Davvero vuoi che te lo dimostrò? Ho il tuo permesso?»
Ho annuito. Tre secondi dopo, Tommaso ha afferrato mia moglie in maniera molto decisa, lei ha emesso un piccolo grido di stupore quando lui l'ha messa girata a pancia in giù sulle sue ginocchia e con il suo culetto all'aria.
«Ehi, Tommaso... che diavolo credi di fare?»
La sua risposta è stata semplice e decisa.
«Insegnare un po' di rispetto ad una bambina mocciosa e viziata!»
Lei ha provato a divincolarsi, ma lui la teneva bloccata; poi ho visto che ha sollevato la sua mano grossa e carnosa, che è rimasta per qualche istante in aria, poi mi ha guardato e, visto che annuivo, un attimo dopo si è abbattuta sulle chiappe di mia moglie con un forte schiocco. Lei, prima ha emesso un grido, poi si è girata verso di me.
«Ehi, dico... hai intenzione di lasciarti maltrattare la moglie?»
Già ero molto soddisfatto, così ho risposto a mia volta.
«Mi sembra che ne avessi bisogno da tempo! Continua pure, amico mio!»
La mano del mio amico si è abbassata altre due volte con forza, contro le chiappe di mia moglie, sculacciandola con assoluta veemenza. Ad ogni colpo, Anna emetteva uno strillo, poi lui ha fatto un'affermazione che ha cambiato tutto.
«Questi maledetti pantaloncini mi danno fastidio!»
Giuro che, all'inizio, non l'avevo, ma il commento dell'amico ha improvvisamente introdotto un elemento di erotismo nella situazione. Mi son accorto che mi si stava gonfiando il cazzo in maniera esponenziale.
«Allora, tiraglieli giù; fa come meglio credi!»
Anna mi ha fissato incredula.
«Lo stai esortando a spogliare tua moglie?»
Ormai ero deciso a vedere come fosse andata a finire.
«Sembra proprio di sì, se ritiene sia necessario...»
Tommaso non ha avuto un attimo di esitazione. Con una mano le teneva entrambi i polsi, mentre con l'altra ha slacciato velocemente i pantaloncini e li ha abbassati, insieme alle mutandine, fino alle ginocchia, affermando che, fino a lì, poteva bastare. Ho visto che, per un attimo, ha accarezzato il culetto morbido di mia moglie ed ha commentato.
