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Mi faccio sbattere del prete
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Racconto10 min di lettura

Mi faccio sbattere del prete

la troia perde il pelo...ma non il vizio!

pennabianca
20 giorni fa · 1.4k letture · 2

«Anche il culo è bello stretto! Don Pietro, questa troia è tutta da aprire!»
Lui ha sorriso e si è avvicinato; mentre quest'altro torello mi pompava di gusto, lui ha preso a strizzare i miei seni ed a torturare i miei capezzoli, mentre io non smettevo ad alternare i due cazzi degli altri, in bocca.
«Vedi, Fabiola, come ci stiamo dando da fare per aiutarti? A partire da oggi, due volte a settimana, verrai la sera qui, a casa mia, e io ti farò montare come una vera vacca. Sarai scopata da alcuni maschi selezionati accuratamente, ma, per mantenere il segreto, sia tu che essi, sarete mascherati! Sta tranquilla che ti riempiremo così bene, che, al confronto, assistere tuo marito diventerà qualcosa di molto piacevole!»
Subito dopo aver pronunciato queste parole, quello che mi stava scopando il culo si è tirato fuori, poi si è sdraiato sopra una panca e subito dopo mi son ritrovata a cavalcarlo con il suo membro piantato davanti; solo un attimo, ed ho sentito un altro entrare come un ariete impazzito nel mio culo. Ero piena e stavo godendo come una maiala; finalmente stavo raggiungendo quel grado di benessere che mi mancava da tempo. Mi son girata ed ho sorriso a Don Pietro.
«Grazie! Grazie per l'aiuto che mi state dando! Adesso però, fatemi godere!»
Ho visto che ha sorriso contento, poi ha aperto i pantaloni e mi ha messo in bocca un cilindro di carne così grosso, che dubitavo che le mie labbra potessero accoglierlo; temevo potessi lacerarmi, per quanto la mia bocca ha dovuto aprirsi! Non potendo ingoiarlo, mi son messa a succhiarlo con forza; mentre me lo stavo gustando in bocca, quello che mi pompava il culo, ha sborrato urlando.
«Che bello riempire questo culo stretto! Adesso te lo troverai ben lubrificato, così, quando si farà avanti Pietro, potrai sentirlo scivolar dentro come si deve!»
Nel sentir le sue parole, ho avuto un attimo di autentico terrore, ma il calore che sentivo riempir il mio intestino, è stato come un toccasana. Si è svuotato dentro di me, poi è uscito e, prima di Pietro, è entrato l'altro, che mi ha inculato a sua volta con forza, ma è durato poco: mi ha sborrato anche lui nel culo. Poi, è stata la volta di quello che mi stava chiavando in figa: ha preso a sbattermi dal basso e anche lui, dopo un po', mentre ero scossa dai fremiti di un orgasmo, mi ha riempito con la sua sborra. Dopo avermi farcito meglio di un bignè, mi hanno sollevato e mi hanno di nuovo messa distesa sul tavolo, a cosce svettanti in alto ed è stato allora che si è avvicinato Don Pietro; ho visto quel grosso cilindro puntare contro la mia fighetta e, quando ha cominciato a penetrare, ho sentito la vagina dilatarsi più o meno come quando avevo partorito! Mi ha letteralmente aperto in due! Ho spalancato la bocca, ma non son riuscita ad emettere un suono e, quando lui è stato quasi tutto dentro di me, ha dato ancora una spinta più forte; i miei seni hanno sobbalzato verso l'alto, mentre la punta del suo membro è venuta a sbattere contro la bocca del mio utero; ho avvertito una forte scarica elettrica, attraversare il mio corpo, giungere al cervello e folgorarmi all'istante. Un attimo dopo, il mio corpo è stato scosso da un orgasmo talmente forte che son svenuta. Quando ho riaperto gli occhi, lui era ancora piantato dentro di me e mi sorrideva.
«Sei così carica, che l'orgasmo che provi ti sconvolge al punto da farti perdere i sensi! Sta tranquilla; provvederemo a farti godere più volte ed a lungo!»
Mi ha pompato per non so quanto tempo ed ho goduto in continuazione, come se quello che c'era stato prima, non fosse neanche esistito! Pensavo che mi avrebbe sborrato dentro, invece, quando si è sentito soddisfatto per come mi aveva fatto godere, è uscito, mi ha fatto poggiare i piedi per terra, piegata in avanti, distesa sul tavolo ed ho sentito quel grosso randello puntare il mio buco del culo. Mi son girata fortemente preoccupata.
«Don Pietro, mi piace nel culo, ma... ti prego: sta attento, non vorrei far ricorso ad un intervento chirurgico, fa piano!»
Lui non ha risposto, ha solo sorriso ed ha iniziato a spingere. Ho sentito il mio buchetto resistere alla sua intromissione, ma poi ha ceduto di colpo e lui è scivolato dentro di me dritto come un siluro! Stranamente non ho provato nessun dolore, ma uno strano senso di pienezza nel sentir quella notevole verga dentro il mio intestino. È rimasto immobile, lasciando che i muscoli interni si adeguassero alle sue dimensioni e poi ha iniziato a pompare anche quel buco, avanti/indietro in maniera sempre più forte e, soprattutto, profonda. Ho avuto anche in questo caso un magnifico orgasmo, forte ed intenso; mentre il mio corpo fremeva ancora per il piacere, lui è rimasto immobile e subito dopo ho sentito un'ondata di calore riempire le mie budella; poi lui si è tirato fuori, mi ha preso per i capelli e mi ha fatto inginocchiare davanti a sé: ho ricevuto in faccia altri cinque schizzi di crema, che ho cercato di intercettare con la bocca, mentre lui rideva soddisfatto.

«Molto bene, puttana! Adesso ti ho davvero battezzato! Ora sarai la mia troia, la puttana del prete, che sarà usata a mio piacimento!»
Stranamente mi sentivo bene! Mi sembrava di esser tornata ai vecchi tempi, a quando scopavo con quattro/cinque maschi insieme e mi facevo riempire la faccia di sborra. Da quella sera, sono trascorsi diversi anni. Mio marito è morto e mia figlia è andata all'università; ora convive con un bravo ragazzo, mentre io, lungo tutto questo tempo, ho continuato a recarmi due volte a settimana da lui e, ogni volta, ho trovato sempre quattro/cinque maschi, che mi hanno montato e riempito in ogni buco; posso affermare che, esser la puttana del prete, è ancora oggi qualcosa di veramente entusiasmante

 

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pennabianca

Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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