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L'estate in cui ho colmato le mie lacune parte 6
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Racconto2 min di lettura

L'estate in cui ho colmato le mie lacune parte 6

Parte 6

Marco
4 mesi fa · 1.2k letture · 0

Arrivò la sera mi vestii bene non elegante mentre mia madre era bellissima un vestito lungo con una scollatura a v e uno spacco all'altezza della coscia. Arrivati al ristorante ordinammo del vino e la cena ando liscia e arrivati al dessert lei disse una frase che mi fece impazzire, ovvero che se avevo ancora voglia una volta arrivati a casa potevo avere il bis. Non potevo crederci finalmente stavo per realizzare il mio sogno ovvero perdere la verginità con mia madre, così chiesi subito il conto e scappammo a casa. una volta entrati le saltai addosso le sfilai il vestito e la spinsi sul letto. Al che lei mi fermò dicendo che dato che questa era la mia prima volta doveva essere speciale. Cosi mi fece sdraiare sul letto e una volta liberati dei vestiti iniziò a leccarmi il cazzo e dopo circa due/tre minuti disse che ormai ero pronto. Si mise sopra di me e pian piano si fece entrare tutto il mio cazzo dentro e iniziò a saltare. Non so se fosse per la prima volta, o le sue tette che saltavano al ritmo dei colpi ma venni subito dentro mia madre. Le chiesi scusa per il fatto che potevo farla rimare incinta e causarle guai ma lei mi baciò e mi disse che qualora fosse successo avrebbe scopato mio padre per non farmi avere ripercussioni. Fui totalmente colpito da questa frase che rimasi colpito fino a quanto mia madre si sarebbe spinta per me. Non ci vidi più la feci sdraiare e questa volta fui io sopra e iniziai a scoparla con forza e passione volevo che sentisse quanto tenessi a lei. Aumentando il ritmo lei iniziò a gemere e si tappò la bocca, io le tolsi la mano e comincia a chiamarla puttana e troia dicendo che tutti dovevano sentirla urlare. Cosi fu entrambi gemevamo come mai fatto e venimmo contemporaneamente. In quel momento mi accasciai su di lei con il cazzo che si stava rilassando dentro di lei e proprio lì le dissi che qualora sia rimasta incinta non doveva proteggermi... Continua

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Marco

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