Ha allungato la sua mano scura ed è arrivata ad accarezzare la base del mio membro; poi si è inginocchiata davanti a me e lo ha fatto scivolare tra le sue labbra. Mi piaceva ancor più il contrasto di colore ora che era il mio cazzo bianco a scivolare nella sua bocca nera. È stato un vero e proprio capolavoro la sua suzione! Ha leccato bene il mio membro dalle palle fino alla punta e poi, di nuovo giù, fino alle palle, che ha accarezzato, leccato e succhiato con una libidine unica. Poi, dopo averlo coperto bene di saliva, lentamente lo ha fatto penetrare tutto in gola, fino in fondo, arrivando a far sbattere il suo viso contro il mio corpo. In quell'istante ho dovuto faticare molto per non sborrare subito, perché volevo gustarmi quel pompino ai massimi livelli; lo ha tenuto qualche secondo tutto piantato in gola, poi lo ha tirato fuori ed ha avuto dei colpi di tosse; subito dopo ha ripreso a pompare, spingendone in gola più della metà. Ho cercato in tutti i modi di resistere, ma è stato veramente impossibile e così, alla fine, le ho sparato in gola un bel carico di sperma.
«Sei davvero fantastica! Altre donne mi hanno succhiato il cazzo, ma nessuna... Selena, togliti che sborro!»
Lo ha estratto solo un po' fuori dalla bocca, stringendo bene le sue labbra nere e morbide intorno alla mia punta; con la lingua ha continuato ad accarezzarmi il prepuzio, fin quando ho preso ad eruttare copiosi fiotti di sperma nella sua bocca calda. Ha ingoiato tutto, fino all'ultima goccia. Mi ha pulito e leccato bene, lasciando il mio membro ancora duro, ma perfettamente lucido e pulito. Si è alzata in piedi e mi ha guardato dritto negli occhi.
«Spero che questo ponga fine a tutta questa vicenda. Come ti ho detto, amo tuo padre, quindi, ti prego…»
Ho fatto un profondo respiro, mentre il mio corpo continuava a fremere per il piacere provato; lei si è girata e se n'è andata. Son crollato disteso sul letto a cazzo duro come il marmo e mi son tirato una sega, pensando al piacere di quella bocca calda, che me lo aveva appena succhiato. In un certo senso, ho avuto qualche rimorso e, dentro di me, ho detto che fosse giusto che la vicenda si chiudesse così. Per più di tre mesi ho continuato a far la solita vita di sempre, evitando qualsiasi allusione a ciò che era successo ed ho visto che anche Selena, all'inizio, si mostrava un po' tesa, quando le ero vicino; poi, con il tempo, ha iniziato a rilassarsi. Per me la questione era chiusa, ma, evidentemente, non lo era per lei. Poco prima delle feste di Natale, mi ha chiesto se potevo farle una cortesia.
«Vorrei fare un bel regalo a tuo padre, ma vorrei il tuo parere: perciò, se mi dici quando hai un pomeriggio libero, mi piacerebbe far un po' di shopping con te.»
Mi son reso subito disponibile e il pomeriggio del giorno dopo, quando son tornato dall'università, lei mi stava già aspettando. Ho notato che il suo outfit era veramente molto curato e sexy. Indossava un bel vestito color salmone, che le arrivava a metà coscia ed ho visto che le sue splendide gambe erano fasciate da calze autoreggenti; ai piedi aveva scarpe con tacco 12 a spillo, una cosa che a mio padre è sempre piaciuta tanto. Quando l'ho vista, ho sorriso ed ho fatto un lieve inchino di approvazione.
«Certe volte invidio mio padre quando può permettersi di avere una bellezza come te al suo fianco; oggi però credo che sarò io ad esser invidiato!»
Ha sorriso e mi ha ringraziato per il complimento; così ce ne siamo andati a fare shopping insieme. Ha comprato per mio padre uno splendido giaccone e poi mi ha trascinato in un negozio di intimo e mi ha chiesto di scegliere per lei qualcosa che voleva indossare nella sera della vigilia di Natale. Mi son reso conto che stava cercando la mia complicità. Il suo atteggiamento nei miei confronti era cambiato. Fra alcuni completi di intimo, mi ha chiesto espressamente quale potesse piacermi di più.
«Quale pensi che mi starebbe davvero bene addosso?»
Le ho indicato quello color perla e lei ha sorriso maliziosa.
«Bene, piace molto anche a me!»
Siamo usciti e mi ha detto se poteva offrirmi un caffe; mentre eravamo nel bar seduti ad un tavolino, è passato il tizio con cui l’avevo vista nel parcheggio e lui è venuto subito verso di lei, tenendo un atteggiamento piuttosto aggressivo.
«Dunque, è lui che ti scopa adesso? Sei e resterai la mia puttana e tu, ragazzo, non credere di poter mai soddisfare una troia come lei. Lascia questo moccioso e vieni via con me!»
Gli ha afferrato un braccio, ma io sono scattata in piedi e l’ho invitato ad allontanarsi con tono deciso.
«Se ne vada e si vergoni! Ha la fede al dito, quindi chissà cosa potrebbe pensarne sua moglie di quanto sta dicendo; se non se ne va, le metto le mani addosso.»
Ha visto la mia risolutezza e così se n’è andato. Lei mi ha guardato con ammirazione.
«Accidenti, come mi hai difeso; voglio dire…potevi benissimo infischiartene… io, in fondo, ti ho trattato male… e… grazie Lorenzo!»
Siamo tornati a casa. La sera dopo, eravamo soli, io e lei, papà era impegnato ad un convegno di lavoro e sarebbe tornato due sere dopo. Ero seduto in sala sul divano e guardavo al tv. Lei si è messa accanto a me, mi ha sorriso e poi ha appoggiato la sua testa sulla mia spalla.
«Lorenzo, io… amo tuo padre e lui mi ama, ma tu mi sei… ecco, non te lo so spiegare, ma… Lorenzo: io… tu mi hai difeso, mi hai protetto e non hai detto nulla a tuo padre… io… ti voglio dire grazie.»
Mi sono girato di lato e i nostri occhi si sono incrociati per un attimo; subito dopo, ho sentito le sue morbide labbra incollarsi alle mie e la sua lingua è venuta a cercar la mia; insieme hanno danzato nelle bocche in maniera molto passionale. Abbiamo limonato un po' e la mia mano è finita sotto la sua gonna, tra le sue cosce: l'ho trovata già priva di mutandine. Quando ci siamo staccati, mi ha sorriso, poi si è abbassata ed ha aperto i miei pantaloni; la sua bocca è venuta di nuovo a succhiare il mio cazzo, mentre io, con due dita piantate nella sua splendida fighetta; la stavo masturbando, sempre più velocemente. Ad un tratto, ha raggiunto un orgasmo che ha mugolato a bocca piena, avendo il mio membro infilato tutto in gola.
«…uuuhhmmm…. siuuummm …umhmm…»
Si è staccata dal mio membro, mi è salita sopra e se lo è infilato tutto dentro, cavalcando il mio corpo. Ho sollevato il maglione che indossava ed ho visto i suoi seni liberi; così ho preso a succhiare i suoi capezzoli, mentre lei ondeggiava avanti/indietro, mantenendo il mio membro tutto piantato dentro di sé. Mi ha abbracciato, stringendomi la testa tra le sue braccia.
«Lorenzo... Lorenzo, mi sei piaciuto quel giorno... il piacere di sentire il tuo cazzo tutto in gola, non mi ha dato pace in tutti questi giorni. Ho ripetutamente prosciugato le palle di tuo padre, succhiandolo all'infinito e, ogni volta che lui mi riempiva la bocca, nella mia mente tornava forte il ricordo di quando me l'avevi riempita tu. Quando torna tuo padre, me ne vado! Non posso restare in questa casa dove… cazzo, non credo sia possibile amare due persone nello stesso tempo. Tuo padre è un uomo meraviglioso ed un amante fantastico, e tu sei...oh no, vengo di già? Scopami, Lorenzo! Fottimi forte, fammelo sentire tutto dentro! È sconvolgente come vi somigliate tu e lui, nel farmi godere!»
È venuta ancora una volta, poi l'ho abbracciata e l'ho distesa sul divano a cosce alzate ed i piedi svettanti in alto; ho preso a pomparla con più vigore e, ad ogni colpo, sentivo le palle sbattere contro il suo culetto; lei ha avuto un altro orgasmo. Poi mi ha fermato e si è girata: mi ha offerto il suo meraviglioso culetto.
«A tuo padre piace molto farmi il culo… voglio che mi scopi il culo anche tu!»
Ero convinto di trovarlo aperto e ben dilatato, invece lei mi ha detto di far piano.
«Entra piano, perché il mio culetto, ogni volta che viene usato, si apre, ma poi...... poi si richiude, ritornando stretto come se non fosse mai stato usato.»
Lentamente son scivolato dentro di lei, poi ho preso a pomparla con un buon ritmo. Si è dilatata lentamente e, in ogni caso, ho sentito il mio membro avvolto dai suoi muscoli, che me lo stringevano come un guanto. Le ho dato il tempo di godere ancora e poi le ho scaricato dentro un'ingente dose di sborra.
«Selena, vengo! Il tuo culo è davvero fantastico!»
Gliene ho spruzzata dentro tantissima! Siamo rimasti un po' abbracciati e poi lei si è alzata in piedi, mi ha preso per mano e siamo finiti nella mia camera da letto, dove abbiamo continuato a scopare per tutta la notte. È stato qualcosa di sconvolgente! Una femmina calda, bollente, insaziabile ed affamata di cazzo in una maniera pazzesca. Quando mi sono svegliato, ho aperto gli occhi, ho visto che lei teneva il mio membro in bocca e gli è bastato poco per farlo tornare subito duro.
«Buongiorno, Lorenzo! Voglio assaporare ancora un po' questo meraviglioso membro; poi andrò a raccogliere le mie cose e me ne andrò.»
Subito dopo è salita su di me ed ha preso a cavalcarmi; ho sentito la sua splendida vagina bollente e calda, che stringeva le sue pareti intorno al mio pene, sembrava voler mungere il mio membro sempre di più. Le ho sollevato le gambe ed ho preso a sbatterla dal basso, quando, improvvisamente, la porta della mia camera si è aperta e sulla soglia c'era mio padre, che ci guardava. Per un attimo, siamo rimasti tutti e due immobili; mi aspettavo una furiosa scenata da parte sua, poi però ho visto che ha fatto alcuni passi verso di noi, sorridendo.
«Mi chiedevo se avresti trovato un modo per infilarle il cazzo dentro. Dovrai dirmi come hai fatto a convincerla a farsi scopare da te.»
