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Erotika
La fidanzata black di papa.
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Racconto18 min di lettura

La fidanzata black di papa.

Accidenti... voglio dire: sei proprio il figlio di tuo padre!

pennabianca
3 mesi fa · 1.2k letture · 0

Mi chiamo Lorenzo, ho 22 anni, sono alto, moro, occhi scuri, fisico prestante; tra le gambe son m unito di un bel membro lungo, quasi una ventina di centimetri e di notevole spessore. Circa quattro anni fa, mia madre passò a miglior vita in un incidente stradale e questa cosa ebbe a sconvolgermi molto, perché ero molto legato a lei. Son rimasto a vivere con mio padre, che si chiama Dario, ha 45 anni ed è un bell'uomo alto, dai capelli brizzolati, fisico prestante e di professione fa l'avvocato. Anch'io sto studiando giurisprudenza e mi mancano ancora molti esami per laurearmi. Da circa sei mesi, mio padre ha una nuova compagna. Quando me lo ha detto, all'inizio, non volevo accettare, ma poi ho capito che era giusto che stesse con una nuova compagna. Poi, una sera, me l'ha presentata. Mi son trovato davanti, Selena, una ragazza di 25 anni, con un bel fisico snello, un bel seno alto, di una terza piena, un meraviglioso culetto posto al culmine di un paio di cosce da sballo. Lavorava come sua segretaria, ma aveva una particolarità: era una ragazza di colore, ma davvero molto carina. L'ho sempre ammirata quando andavo a trovare papà in studio. Non sono razzista e non ho mai avuto problemi di questo genere, son solo rimasto sorpreso, perché mai avrei immaginato che mio padre potesse legarsi ad una ragazza così giovane. A pensarci bene, la cosa non è troppo insolita e, dopo che l'ho visto insieme a lei, mi sono tornate in mente alcune cose di quando era viva mia madre e anche a lei piacevano gli uomini neri. Mio padre e mia madre erano una coppia molto unita, complice e, spesso e volentieri, si regalavano dei piccoli weekend; son sicuro che in quelle occasioni la trasgressione era il filo conduttore delle loro serate e delle loro avventure. Più di una volta, avevo sentito i loro ragionamenti, quando la sera, a letto, pensavano che stessi dormendo e, essendo la mia camera accanto alla loro, divisa solo da una sottile intercapedine, se restavo in silenzio, potevo sentirli parlare, anche a bassa voce. Più di una volta avevo sentito mia madre commentare quanto fosse stato piacevole godere con altri maschi e, qualche volta, mi era sembrato anche di sentir lei che aveva osannato qualche cazzo black, da cui era stata posseduta. Sapere che i miei erano libertini e scambisti, non mi ha mai dato nessun fastidio ed è per questo che, dentro di me, ho sempre pensato di trovarmi, a mia volta, una donna di larghe vedute.

Siamo una famiglia benestante, ma, soprattutto per il fatto che, sia mio padre che mia madre, avevano da tempo sottoscritto una polizza assicurativa sulla vita, mio padre si è trovato una cospicua cifra, come indennizzo, oltre a quello che ha pagato l'assicurazione dell'investitore, in quanto l'incidente era stato causato da un'altra vettura e mia madre ne era stata vittima. L'arrivo di Selena nella nostra vita non è stata poi una gran novità. Dopo qualche tempo, sono stato avvertito che sarebbe venuta a vivere con noi.
«Lorenzo, Selena verrà a stare con noi. Voglio che tu sia molto gentile con lei.»
Due sere dopo, lei è venuta in casa nostra ed ha messo le sue cose nella camera da letto dei miei genitori, che, come ho detto è posizionata accanto alla mia. A partire da quella sera stessa, li ho sentiti scopare ed ho sentito che Selena era molto libidinosa, oltre alquanto rumorosa, e godeva, spesso, incitando mio padre a scoparla con più vigore.
«Dario, spingi il tuo bel cazzo tutto dentro di me! Fottimi forte! Scopami così! Così, bravo: mi fai godere! Dario, vengo! Dai, sbattimi forte che vengo!»
Sentivo la testiera del letto sbatteva anche contro il muro divisorio delle nostre camere da letto. Quando aveva un orgasmo e, di solito ne aveva diversi durante ogni scopata, urlava di piacere.
«Sì, dai…Cazzo, sì. Ecco così… proprio così. Oh cazzo, riempimi del tuo sperma. Versalo nella mia figa! Ora ti sento! Cazzo, sei fantastico!»
A volte, sentivo papà che le chiedeva di succhiargli il cazzo più forte e più a fondo.
«Così, troia, succhiamelo bene! Succhiamelo bene che ti sborro in bocca!»
A volte si fermava e poi riprendeva a scoparla. Altre volte, potevo capire dai suoi gemiti, che aveva completato l'amplesso riempiendole la bocca. Lei ed io andavamo d'accordo, senza parlare molto, ma ci rispettavamo a vicenda.
A volte sorridevo e le chiedevo se si trovasse bene a dormire da noi. Penso che sapesse a cosa potessi alludere. Circa tre settimane dopo che era venuta a vivere con noi, una sera avevo caldo e così sono uscito sul terrazzo, che collega le nostre due stanze, mi son avvicinato alla loro finestra, che era solo socchiusa. C'era l'abat-jour accesa e così ho avuto una buona visuale del loro letto; ho guardato mio padre mentre scopava Serena. Ho notato che lui era molto dotato, sia in lunghezza che circonferenza, ma ciò che mi ha fin troppo eccitato, era la particolarità di vedere il suo grosso cazzo bianco, ingoiato dalle labbra marroni di lei. Era un contrasto infinitamente eccitante. Ho visto che Selena si è fatta scopare bene, sia davanti che dietro, e vedere il corpo di mio padre pompare quel culetto, mi ha fatto diventare il cazzo duro, inducendomi a segarmi in silenzio.

Incredibilmente ero molto eccitato; per il passato avevo sentito tante volte i miei genitori scopare, ma non mi ero mai eccitato a quel modo, né ero mai stato curioso di vederli, eppure questa volta ero rimasto lì con l'occhio fisso nello stipite della finestra a guardare lui, uno stallone bianco, che montava questa giovane puledra nera. La cosa mi ha eccitato molto ed ho notato che il mio membro era leggermente più piccolo di quello di mio padre e, dentro di me, ho desiderato di esser al suo posto e di scopare quella donna con la pelle color ebano. Poi, un pomeriggio che avrei dovuto esser all'università, per un problema non meglio precisato, era saltata la lezione; pertanto mi son recato in un centro commerciale, dove volevo fare degli acquisti; mentre stavo parcheggiando l'auto negli spazi sotterranei, ho visto passare la vettura di Selena che è andata a parcheggiare accosto ad un grosso SUV, nella parte più lontana del parcheggio. Incuriosito, mi son avvicinato silenziosamente. C'era una scala antincendio all'angolo del parcheggio e, così, mi è bastato salire i primi tre scalini per poter avere una visione completa e perfetta di quello che succedeva dentro il grosso SUV. Ho visto che al suo interno c'era un uomo e Selena, dopo avergli aperto i pantaloni, gli stava succhiando il cazzo. Ho preso il cellulare ed ho scattato diverse foto; ho fatto anche un video, dove si vede il tizio metter una mano sopra la testa di Selena ed imporre il ritmo della pompa. Le deve esser venuto in bocca, perché lei si è tirata su ed ho visto che i due hanno dialogato un po' tra loro, mentre io mi son allontanato in silenzio. Quando son tornato nei pressi della mia auto, ho visto Serena tornare indietro con la sua e, nel far la curva per passare davanti a me, per un lungo istante ci siamo incrociati e lei mi ha riconosciuto. Ci siamo guardati un lungo istante negli occhi, poi lei se n'è andata. Son risalito in auto e mi son recato a casa; ho scaricato le immagini sul mio computer e, poco dopo, ho sentito aprire la porta di casa; quando lei si è resa conto che ero in casa, è venuta a cercarmi.
«Lorenzo, io... credo di averti visto al centro commerciale...»
Ho sorriso e le ho detto che anch'io l'avevo vista lì, allora ho potuto notare che lei è diventata subito molto nervosa.
«Come... voglio dire: cosa hai visto? Ero solo passata per far delle compere e.…»
Ho sorriso, l'ho guardata e le ho detto qualcosa che l'ha subito messa in apprensione.
«Veramente, più che fare degli acquisti, potrei dire che ti sei gustata un bel gelato!»

Subito dopo, mi sono allontanato e son tornato in camera mia, lasciandola sbigottita davanti a me. Mi son cambiato e sono uscito a mangiare una pizza con gli amici. Son tornato a casa molto tardi e lei e mio padre erano già andati a dormire. Ero indeciso se informare mio padre di ciò che avevo visto, ma, nello stesso tempo, ero anche curioso di capire perché lo aveva tradito con tanta disinvoltura. Il giorno dopo, quando son tornato dall'università, lei mi ha aspettato. Appena son entrato, mi ha guardato e mi ha detto che dovevamo parlare.
«Vedi, Lorenzo, non è proprio come sembra: io...voglio dire, amo tuo padre e con lui sto bene, però… prima di mettermi con lui, ti prego, Lorenzo, non dir niente a tuo padre. Ti darò qualunque cifra vorrai, per pagare il tuo silenzio.»
Ho sorriso e le ho detto cosa pensavo.
«Se vuoi esser la puttana di mio padre e condividere la nostra casa e farti comprare un sacco di belle cose, per me va bene, ma, da oggi in poi, scoperai solo lui... e me! Prendere o lasciare: il tutto non è negoziabile!»
Per un attimo mi ha guardato con uno sguardo che avrebbe potuto tagliare l'acciaio. Si è girata e se n'è andata in camera sua. Dentro di me mi sentivo un po' bastardo, ma avevo voglia di scoparla ed ero proteso ad insistere su questa posizione. Son entrato in camera mia, mi sono spogliato e sono entrato nel mio bagno privato; mi son fatto una doccia e, quando son tornato in camera, con un semplice asciugamani avvolto ai fianchi, lei era lì in piedi che mi guardava e mi si è avvicinata.
«Sei porco e bastardo: ero andata lì per chiudere la storia con quel maiale e mi rendo conto che, dopo aver liquidato lui, ora mi trovo avvinghiata al tuo volere. Voglio bene a tuo padre ed ho detto a quel porco che non doveva più cercarmi; lui mi ha chiesto di succhiargli il cazzo per l'ultima volta, l'ho fatto ed ora propongo a te la stessa cosa; vuoi che te lo succhi una volta sola e poi, ti prego, lasciami vivere la mia vita con tuo padre, senza avanzare pretese inutili. Ti prego, accetta la mia offerta!»
Mi è diventato duro all'istante. Mi son avvicinato ed ho sciolto l'asciugamani, che è caduto ai miei piedi e lei si è trovata davanti il mio cazzo completamente duro. Ho visto lo stupore nei suoi occhi nel constatare che il mio membro era più o meno delle stesse dimensioni di quello di mio padre.
«Accidenti... voglio dire: sei proprio il figlio di tuo padre!»

Prima di andare avanti…

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