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Gli ha dato il culo!
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Racconto14 min di lettura

Gli ha dato il culo!

Quando l'apparenza inganna e spuntano le corna!

pennabianca
2 mesi fa · 2.2k letture · 0

Mi chiamo Mauro, ho 24 anni, sono alto, moro, occhi scuri, fisico normale. Da tre anni sono fidanzato con Cinzia, mia coetanea. È una bella ragazza alta quanto me, bionda dai capelli a caschetto, un bel fisico snello, il seno di una quarta misura piena ed il culetto è qualcosa che te lo fa drizzare solo a guardarlo per quanto è alto, sodo, tondo ed eccitante. Anche le sue cosce sono belle, molto lunghe e ben tornite. Sessualmente parlando, è una ragazza abbastanza calda. In passato ha avuto delle esperienze con altri ragazzi, che l'hanno iniziata ai piaceri del sesso e, devo dire, tutto sommato scopare con lei è sempre qualcosa di fantastico. È abbastanza brava con la bocca, le piace molto tenere il mio membro in bocca e le piace esser ricambiata con leccate infinite e masturbata a lungo prima di esser scopata, in maniera intensa e profonda. Non mi ha mai dato il culetto, anche se l’ho desiderato fin dal primo istante che l'ho visto, ma lei, con me, è sempre stata molto restia ad usare il secondo canale. Le cose, però, son cambiate allorché, un pomeriggio, si è verificato un fatto che mi ha portato a guardar la mia fidanzata con occhi diversi. Eravamo al centro commerciale e mi aveva chiesto di accompagnarla in una di quelle boutique eleganti per donna, dove doveva lasciare un vestito da aggiustare, avendolo comprato lì poco prima. Mi ha chiesto di aspettare alla cassa, mentre si inoltrava nel retro per consegnare il vestito. Quando siamo entrati nel negozio era di buon umore, allegra, vivace e spensierata, ma, al suo ritorno, sembrava distratta e nervosa.
«Il proprietario del negozio è il Signor Alberto, un amico dei miei genitori, e mi ha detto che se vado un attimo con lui di sopra, nell'atelier, mi prende le misure in modo da poter modificare l'abito in base alla mia conformazione fisica!»
 Mi ha detto che sarebbe tornata poco dopo, per cui dovevo attenderla; subito dopo è sparita di nuovo verso il retro del negozio. L’ho guardata e son giunto alla conclusione che era davvero una gran bella ragazza. Una di quelle che si possono definire “una ragazza per bene", dolce e modesta, non incline a comportamenti strani o sfacciati. Non indossava quasi mai abiti scollati, orecchini vistosi o trucco marcato. In più c'era che le esperienze fatte prima di incontrare me, non la facevano certo considerare una poco di buono, ma una ragazza con una vita assolutamente normale. Non indossava bikini minuscoli in spiaggia, né le piaceva mettersi in mostra; insomma non l'avevo mai vista fare nulla di sconveniente in pubblico, prima d'ora. Eppure sotto questa sua apparente normalità, covava ben altro che aveva a che fare con il suo bel corpo. Il seno era qualcosa che mi sorprendeva sempre quando lo toccavo: capezzoli grossi e ritti, una bocca ampia e carnosa. Il sedere era perfettamente proporzionato al resto, con una fessura liscia e ben marcata a dividere le sue natiche rotonde; tutto ciò mi avevano portato a riflettere che ero fortunato ad avere una così bella ragazza tra le mie braccia, quindi, adesso, cercavo di capire il suo repentino cambio d'umore. Così, tanto per passare il tempo, ho deciso di raggiungerla e mi sono diretto verso il retro del negozio; ho visto una scala e son salito al piano superiore, dove su un piccolo corridoio si affacciavano due porte: una era chiusa e l’altra accostata. Sono entrato in quella semiaperta un po' nervoso ed in punta di piedi, sperando di non imbattermi in qualche donna seminuda e di non beccarmi un solenne rimprovero.  Non ho sentito la voce di Cinzia; ho visto che il locale si allungava sulla sinistra e poi girava a destra: ho immaginato che la sartoria fosse in fondo. Cinzia era lì? Ho girato l'angolo. C'era un laboratorio con dei tavoli e brandelli di vestiti sparsi un po' ovunque. Il posto era in disordine e non avvertivo la presenza di nessuno. Ho preso a farmi strada tra il disordine. Poi mi è sembrato di sentire un rumore, tipo respiro affannoso di qualcuno e ho udito un mormorio sommesso, come se qualcuno parlasse a bassa voce. Era la voce di un uomo, che chiedeva qualcosa o sollecitava qualcosa. Improvvisamente, e in modo perfettamente chiaro, sentito la voce di Cinzia.
«Va bene, ma facciamo in fretta!»
Lo ha detto con un tono normale, non sotto voce o qualcos'altro.  La sua voce proveniva dalla mia destra, da dietro un enorme scaffale colmo di abiti, oltre il quale mi era inibita la vista. Mi son spostato in silenzio ed ho avuto subito un’ottima visuale. Per un attimo, non mi è stato chiaro cosa stessi vedendo. Ciò che vidi era un uomo, di mezza età, con i capelli scuri ed un'elegante camicia bianca; dev'esser il sarto, ho pensato; era privo di pantaloni. Le sue gambe erano leggermente divaricate e, inginocchiata davanti a lui, c’era Cinzia. I suoi capelli biondi si muovevano ritmicamente, mentre succhiava il cazzo duro, lucido ed umido dell'uomo.  Dopo un po', lui si è detto soddisfatto.
«Va bene così! Dai, preparati!»
Cinzia si è alzata e, girata verso di me, che per non farmi vedere mi son abbassato un po', potendola scorgere tra alcuni vestiti; in quella posizione ho avuto una maggior visuale, ma, soprattutto lei, difficilmente avrebbe potuto vedermi. Si è portata una mano alla bocca e si è asciugata una traccia di saliva dal mento. Aveva messo un po' di rossetto prima, ma ora era tutto sbavato. Cinzia si è voltata dandomi le spalle, si è sollevata la gonna corta e si è abbassata le mutandine fino alle caviglie, poi si è chinata e se le è tolte. Le ha poggiate con cura accanto a sé, sul lungo bancone di legno. Si è sollevata meglio la gonna, scoprendo il suo splendido culetto nudo e si è chinata sul bancone. Allungando la sua mano destra, sulla quale brillava il nostro anello di fidanzamento, lei ha allargato delicatamente le natiche. Potevo vedere le pieghe sottili e delicate della sua vagina, circondate dai peli pubici corti e ben curati.  Mi son girato un attimo a guardare lui ed ho visto che si stava menando il cazzo, spalmandovi sopra una sostanza oleosa. Ho notato che aveva un cazzo davvero grosso, spesso e turgido, mentre lubrificava il glande con la punta delle dita. Il sarto, in piedi dietro Cinzia, le ha messo una mano sulla schiena. Da dove mi trovavo, potevo vederlo perfettamente. Ha guidato quel grosso membro verso il sedere di Cinzia, posizionando il glande tra le sue natiche e facendo pressione sulla rosetta dell'ano. Poi, lentamente e senza alcuna esitazione, quest'uomo lo ha spinto fin in fondo, nell'ano della mia ragazza. Cinzia non ha emesso alcun suono. Lui invece mostrava di esser molto soddisfatto di quanto stava facendo ed esser riuscito a penetrare quel culetto meraviglioso.
«Ah, che meraviglia, farti il culo! È sempre stato un piacere immenso poter avere questo tuo meraviglioso culetto da sfondare per bene!»
Quando tutto il cazzo è entrato completamente dentro di lei, con i suoi fianchi pelosi appoggiati saldamente contro le natiche bianche di Cinzia, ha iniziato a muovere lentamente il cazzo dentro/fuori, avanti/indietro nel sedere della mia fidanzata. Le ha messo le mani sui fianchi per tenerla ferma ed ha iniziato ad accelerare, spingendo sempre più in profondità dentro il suo ano. Non ho potuto far a meno di immaginare il suo cazzo gonfiarsi, mentre la penetrava ripetutamente, diventando ancor più duro e lungo, man mano che procedeva nell'amplesso; di sicuro, ad ogni spinta, quel cazzo la dilatava e sfondava sempre più. Incredibilmente, mi son ritrovato a cazzo duro come il marmo e, senza neanche rendermene conto, me lo son trovato in mano e mi segavo, mentre ora vedevo Cinzia che iniziava a gemere di piacere.
«Oh sì! Muoviti più in fretta! Mi piace! Mi piace, dai che vengo!»
Godeva quella troia della mia fidanzata nel farsi pompare il culo da questo maschio più dotato di me e la sentivo realmente gemere ad ogni spinta, proprio quando il cazzo dell'uomo la riempiva in tutta la sua consistenza. Improvvisamente il sarto ha portato le mani fino alle spalle di Cinzia ed ha iniziato a dare colpi sempre più forti. La pompava con vigore e lo tirava fuori quasi del tutto, per poi infilarlo dentro di colpo con forza, quasi a volerla davvero sfondare tutta. Ho capito che stava per venire, infatti glielo ha detto.

Prima di andare avanti…

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