Sono passate due settimane dal mio viaggio in Calabria, l’attività in albergo è andata avanti a ritmo sostenuto, Carla è felice e non vorrebbe mai staccare, ma io vedo che ha bisogno di riposarsi, di uscire fuori da quelle mura e rilassarsi, magari su una spiaggia che non sia quella romagnola.
Quando le proposi di non accettare più prenotazioni almeno per due settimane, lei si oppose perché non intendeva rinunciare alla sua dose giornaliera di manici e passere, in fondo per lei non era un lavoro, era una festa continua.
Le feci notare che durante l’anno avevamo l’obbligo di garantire un periodo di almeno quindici giorni continuativi di ferie ai nostri dipendenti, perché non approfittarne per farci un viaggetto anche noi?
“Quale meta proponi?” mi chiese, senza dimostrare particolare entusiasmo.
“Calabria” le risposi “Siamo a settembre, non avremo difficoltà a trovare un appartamento libero.”
Carla non era ancora convinta e mi chiese: “Va bene, ma cosa faremo per due settimane?”
“Non ti preoccupare, il mio amico Antonio ci farà da cicerone, sono sicuro che visiteremo posti bellissimi e frequenteremo locali stupendi”
“Chi Antonio, quello con il cazzo che ti piace tanto? Devo essere gelosa?”
“Amore, non hai motivo di essere gelosa, il mio cuore è solo per te, durante le ferie posso presentarti anche il manico di Antonio, vedrai che ti piacerà. Io mi consolerò con sua moglie Sofia, sembra che sia sempre aperta a nuove esperienze.”
Il pensiero di nuove avventure la convinse e mi sollecitò a telefonare al mio amico per organizzare il nostro viaggio.
Le stanze erano prenotate fino a fine settimana, bloccai le prenotazioni e misi un annuncio sul nostro sito: “Cari amici, ci prendiamo quindici giorni di riposo a partire da lunedì 7 settembre, torneremo il 21 e saremo felici di ospitarvi per nuove avventure.”
Telefonai ad Antonio, lo informai del nostro desiderio e gli chiesi se conoscesse qualcuno per poter prendere in affitto un appartamento vicino al mare.
“Ma quale appartamento, ho una villetta a Riace Marina che dà sulla spiaggia, c’è posto per tutti e se tu non hai problemi potrei invitare anche Roberto con sua moglie Marisa.”
“Non sapevo che Roberto fosse sposato.”
“Devi sapere che il cambiamento di Roberto è merito soprattutto di sua moglie, che lo ha distolto dalle sue vecchie abitudini e gli ha fatto abbandonare le cattive compagnie.”
“Antonio, devo confessarti che a mia moglie ho raccontato tutto dei nostri incontri ed è stato questo che l’ha convinta a venire in Calabria. Speravamo di trascorrere momenti particolari in compagnia tua e di tua moglie, non conoscendo la moglie di Roberto, non vorremmo turbarla e rovinare le ferie a tutti.”
“Non ti preoccupare Mario, Marisa è una porcellina come tutti noi. Come pensi che abbia calmato quel bullo di Roberto? Non ti preoccupare, fate le valige e venite. Ah, dimenticavo, non avrete bisogno di molti costumi di ricambio per il mare, mi piacerebbe farvi frequentare la vicina spiaggia Naturista di STIGNANO. Buon viaggio!!!”
Non sapevo se essere felice o preoccuparmi per quanto mi aveva prospettato Antonio, rischiavamo di scopare più di quanto non facessimo per omaggiare i nostri clienti.
Finito di parlare con Antonio andai alla reception convinto di trovare Carla, trovai invece Marzia e le chiesi dove fosse mia moglie.
“La signora è nella camera degli americani e ha dato disposizioni affinché gli ospiti di questa settimana fossero serviti solo da voi.”
“Bene” le risposi, “vuol dire che tu e Khadim questa settimana vi riposerete e dopo vi farete due settimane di ferie.”
“Veramente, signore, io e Khadim pensavamo che lei potesse far cambiare idea a sua moglie. Anche per noi questo non è solo un lavoro e poi la settimana prossima dovete partire, non dovete stancarvi troppo.”
Marzia mi parlava con voce calda e sensuale facendomi sentire il suo fiato sul collo, la sua mano mi accarezzava il petto e cominciava a scendere verso l’inguine.
Non potevo rimanere insensibile a quelle premure, la baciai cercando di ficcarle la lingua in gola, poi lei accovacciò sotto il bancone della reception, liberò il mio uccello, iniziò un pompino favoloso e si fermò solo per ingoiare tutto il mio seme.
“Non ti preoccupare Marzia, di a Khadim che potrete ancora divertirvi prima di andare in ferie.”
La baciai e tornai in ufficio ad attendere Carla, quando arrivò le raccontai della telefonata avuta con Antonio e le chiesi perché avesse deciso di scopare fino all’ultimo giorno, in questo modo non avrebbe avuto il tempo di prepararsi e sarebbe partita in pessime condizioni, le ricordai che avevamo deciso di viaggiare in auto e che il viaggio sarebbe durato almeno 13 ore, pertanto, era meglio riposare prima della partenza.
Per essere a destinazione il lunedì mattina, partimmo domenica pomeriggio, avremmo fatto con calma e ci saremmo goduti il viaggio.
Finalmente abbiamo chiuso tutto e siamo partiti, erano anni che non viaggiavamo di notte verso la Calabria, iniziammo a ricordare i viaggi fatti da giovani per andare a trovare i nostri genitori.
Inconsapevolmente sostammo nelle stesse aree di servizio di un tempo e come allora curiosammo nei negozi e ne approfittammo per comprare dei pensierini per i nostri amici.
In un autogrill ENI trovammo un’area riservata in cui erano esposti DVD porno e ne acquistammo diversi per vivacizzare le nostre serate.
Guidavo da diverse ore e sentivo il bisogno di riposare, entrai in un’area di sosta e scendemmo per sgranchirci le gambe, ci appoggiammo alla macchina e ci rilassammo godendoci il panorama notturno e la piacevole brezza marina.
Carla poggiò la testa sulla mia spalla, io la cinsi con un braccio ed emozioni ormai lontane riaffiorarono come per miracolo.
Iniziammo a baciarci e ad accarezzarci con passione, incuranti del luogo in cui ci trovavamo.
In quel momento c’eravamo solo noi e il nostro amore, i nostri corpi si cercavano, io feci scivolare le spalline del suo vestito, misi a nudo il suo seno e iniziai a baciarlo, a succhiare i suoi capezzoli, volevo divorare quelle tette meravigliose.
Carla gemeva per il piacere, prese una mia mano e la posò sul suo clitoride e mi invitò ad accarezzarla, dopo pochi minuti urlò il suo orgasmo.
Carla mi fece sdraiare sul cofano della nostra auto, mi sfilò i pantaloni e tirò fuori il mio cazzo ingoiandolo subito, fu in quel momento, mentre lei mi pompava come un’assatanata, che io mi eri resi conto che non eravamo più soli.
Due giovani camionisti attirati dai nostri gemiti si erano avvicinati e stavano ammirando le meraviglie che mia moglie stava involontariamente esibendo, io sollevai la testa di Carla e la girai verso i nuovi arrivati.
I due guardoni si resero conto di essere stati scoperti e ci tranquillizzarono subito alzando le mani e dicendo: “Scusate signori, non volevamo disturbare, ma le vostre urla e i vostri gemiti ci hanno incuriositi e siamo venuti a controllare, continuate pure, noi andiamo via.”
“Scusatemi voi” rispose Carla “a volte quando arrivo all’orgasmo sono un po' rumorosa.”
Mentre lo diceva iniziò a segarmi e con l’altra mano fece cenno ai due uomini di avvicinarsi, quando furono a pochi passi da noi ci presentò: “Piacere, io sono Carla e questo maiale è mio marito Mario.”
