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Gli albergatori - quarto episodio
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Racconto10 min di lettura

Gli albergatori - quarto episodio

Mario e Carla arrivano in Calabria dai loro amici e sono coinvolti in orge e altre avventure.

Felipe Gonzales
16 min fa · 2 letture · 0

Una volta entrati, ultimammo le presentazioni, “Questa è la mia micina” disse Carla sollevando il suo miniabito “E questo è l’uccello di Mario” stringendo il cazzo che io avevo tirato fuori.

Carla continuò il giochetto, si infilò quattro dita nella passera per raccogliere i suoi umori, poi si strusciò su Antonio, gli accarezzò le labbra facendogli assaggiare e annusare le sue secrezioni, gli strinse con forza il cazzo e gli sussurrò: “E tu, non ci presenti il tuo amico tanto decantato e ammirato?”

Antonio: “Scusami, questo è il mio amico.”

Si abbassò i pantaloncini e il suo cazzo fece il suo ingresso in scena, dritto e duro come quello di un adolescente in preda a una tempesta ormonale.

“Piacere” disse Carla, quindi, si abbassò per baciarlo e assaporarlo per bene e poi aggiunse: “Scusateci, adesso io e quel frocio di mio marito abbiamo bisogno di rinfrescarci per riprenderci dal viaggio e da questa calorosa accoglienza.”

Sofia ci accompagnò nella nostra stanza e finalmente ci siamo potuti rilassare un poco.

La villa dei nostri amici era enorme e arredata con gusto, si entrava direttamente in un enorme sala e da questa si poteva accedere direttamente alla cucina e a tre camere da letto.

La camera padronale era incredibile, c’era un letto king size, un angolo adibito a palestra con cyclette e tapis roulant, un’ampia cabina armadio e un bagno dotato di una doccia molto spaziosa e di una vasca con idromassaggio.

Le altre due camere erano più piccole ma avevano entrambe un letto matrimoniale e uno spazioso armadio a sei ante, il bagno era condiviso, non l’idromassaggio ma nella cabina doccia c’era spazio per più persone.

Dopo una doccia ristoratrice e mezzora di riposo, raggiungemmo Sofia e Antonio in cucina e chiedemmo quando avremmo incontrato Roberto e sua moglie, “Presto” rispose Antonio, “Li attendiamo per pranzare insieme.”

Dopo qualche minuto, suonarono alla porta, Sofia andò ad aprire e tornò in compagnia di Roberto e Marisa, era una coppia che destava subito l’attenzione, lui alto e muscoloso, lei piccolina con due mele come tette e un culetto da bambina, solo qualche capello grigio tradiva la sua vera età.

Quando ci presentammo Marisa arrossì leggermente e rispose timidamente, questo mi fece sorgere qualche dubbio e per evitare situazioni spiacevoli tirai in disparte Roberto e gli chiesi: “Scusa Roberto, Antonio mi ha fatto capire che anche tua moglie fosse una donna disinibita, non vorrei metterla a disagio.”

Lui mi rispose: “Non ti preoccupare Mario, lei è un po' timida, ma quando si scalda è una forza della natura, quando le ho raccontato della nostra rimpatriata lei si è eccitata da matti e mi ha confidato che non vedeva l’ora di vivere un’esperienza simile, certo lei non è molto aperta nel posteriore, ma confido nel vostro aiuto.”

Ci riunimmo ai nostri amici e ci sedemmo a tavola per pranzare, le bollicine non mancavano e a fine pasto eravamo tutti un po' allegri e le battute a doppio senso non mancavano, Roberto ringraziò per quello che ci avevano offerto: “Avete preparato un pranzo incredibile, tutto squisito e il pesce era eccezionale.”

Antonio per tuta risposta, mise il suo cazzo su un piatto di portata e disse: “L’unico pesce offerto dalla casa è questo, il resto è tutto di un ottimo catering che ci servirà tutti i pasti durante le nostre vacanze.”

Carla si avvicinò ad Antonio, annusò il suo pene, lo scappellò, lo leccò per bene come se stesse facendo una degustazione e rivolgendosi a Marisa la tranquillizzò: “Si, anche questo pesce è fresco, lo puoi assaggiare tranquillamente.” La baciò infilandole la lingua in bocca come per farle sentire il sapore di Antonio; quindi, spinse la sua testa verso quel cazzo offerto su un piatto di portata.

Marisa non si oppose e si lasciò guidare, socchiuse le labbra e iniziò a leccare, Carla spinse con delicatezza la sua testa facendole fare su e giù, il cazzo di Antonio entrava in quella boccuccia e ne usciva sempre più bagnato,

Il ritmo del pompino aumentava e il membro di Antonio entrava sempre di più, a un certo punto Carla strinse le narici di Marisa che aprì la bocca per prendere fiato e si trovò tutto il cazzo in gola, Carla le aveva spinto la testa con forza per farglielo ingoiare e poi le aveva liberato le narici per farla respirare.

Marisa ebbe un conato di vomito che riuscì a trattenere a stento, si staccò dal cazzo di Antonio e ridendo diede della puttana a Carla, ma poi riprese a pompare Antonio che si godette la prima gola profonda della vacanza.

Il ghiaccio era rotto, Carla si impossessò di Roberto e Sofia iniziò a praticarmi un pompino dimostrando tutta la sua bravura, quando le donne ebbero assaporato la nostra sborra toccò a noi maschietti soddisfare le loro passere, iniziammo a leccarle gustando il loro nettare, poi quasi simultaneamente iniziammo a stimolarle con le dita.

Ormai nell’aria c’era solo odore di sesso, le vagine delle nostre compagne sembravano dei laghi e i loro umori colavano sul pavimento, il loro profumo e il loro sapore ci facevano impazzire, io, Antonio e Roberto iniziammo a scoparle con le mani, Sofia, Marisa e Carla si trovarono la fica riempita dai nostri pugni, quando le penetravamo loro gemevano per il piacere e bastarono poche leccate sui loro clitoridi per farle arrivare quasi simultaneamente.

Era la nostra prima orgia, ma l’intesa fu incredibile e gli orgasmi talmente intensi da svuotarci completamente, ci accomodammo in sala per riposarci e iniziammo a chiacchierare.

“Antonio” chiese Roberto “Come hai fatto a realizzare tutto questo? Abitiamo nella stessa città ma io non sono a conoscenza di qualche tua attività.”

“Vedete” rispose Antonio “Quando mi congedai dall’aviazione militare, non sapevo come passare le giornate, io e Sofia trascorrevamo le giornate a scopare, ma ben presto sentimmo la necessità di nuovi stimoli. Io ho sempre avuto molte amicizie, iniziai a coinvolgere nei nostri giochi le fiche e i culi che avevo scopato e scoprimmo nuovi piaceri. Visto che le nuove esperienze ci piacevano, pensammo di trarne un guadagno. Abbiamo creato un sito internet spacciandolo per un luogo di incontri, i soldi iniziarono ad arrivare fino a poterci permettere tutto questo.”

“Bravi” disse Roberto “Avete una villa veramente bella.”

Sofia: “Questa non è solo una villa, è una fonte di piacere e di ricchezza, seguitemi.”

Si alzò e fece strada verso il giardino, il giardino circondava l’intera villa e nel retro c’era un secondo ingresso. Un lungo vialetto, illuminato da faretti interrati, partiva da un cancello nella recinzione esterna e terminava davanti a un secondo ingresso.

Sopra la porta c’era un’insegna luminosa con le scritte “Night club – Lap dance”.

Due energumeni sorvegliano l’ingresso e quando Antonio e Sofia si avvicinarono aprirono subito la porta per farci entrare.

Dopo una breve rampa di scale ci trovammo in uno splendido locale, vicino alle scale c’era una reception in cui i clienti ricevevano un braccialetto, che, secondo il colore, dava diritto ad accedere a diversi servizi, il braccialetto bianco dava diritto a una consumazione al bar e ad assistere agli spettacoli in sala, con quello azzurro i clienti ricevevano una consumazione al tavolo mentre assistevano agli spettacoli e quello rosso consentiva l’ingresso alle stanze glory hole e gli ospiti potevano scegliere se partecipare attivamente o passivamente.

Prima di andare avanti…

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