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Erotika
Gang marina.
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Gang marina.

Quando un'imprudenza ti regala emozioni!

pennabianca
3 mesi fa · 3.393 parole · 15 min
790 letture

  Mi chiamo Claudia, ho 45 anni, sono di media statura, bionda con occhi azzurri, un bel seno di una quarta misura ancora ben tonica; il ventre è un po' arrotondato, per avere fatto fronte a due gravidanze, ma il mio culetto è bello tondo e sormonta delle splendide cosce. Da 25 anni sono sposata con Roberto, un bel maschio alto, dai capelli grigi, occhi scuri ed un bel fisico prestante, ma, cosa che non guasta, possiede un gran bell'uccello lungo ed abbastanza grosso. Abbiamo due figli, un maschio ed una femmina, che ormai, diventati grandi, vivono, studiano e lavorano in altre città. Io e mio marito siamo una coppia benestante per degli ottimi lavori di tipo dirigenziale, che ci consente di avere un tenore di vita molto alto. Inoltre siamo figli di persone benestanti ed abitiamo a poca distanza dal mare, dove, in un piccolo porticciolo. teniamo riparato uno yacht di medie dimensioni, con cui, spesso e volentieri, ci doniamo dei weekend di puro relax. Siamo una coppia allegra e solare; tra noi c'è molta complicità, oltre a profonda stima, e questo ci permette di condurre una vita abbastanza libertina, cogliendo tutte le occasioni che ci offre, soprattutto in tema di sesso. Ci consideriamo due complici, che amano godere e sfruttare ogni occasione quando si tratta di divertirsi. Sia io, che mio marito, non disdegniamo una scopata fatta bene, anche in compagnia di altre persone, per poi poter raccontarne i dettagli, cosa che ci eccita non poco, realizzando un ulteriore piacere reciproco. Personalmente mi ritengo una femmina calda ed esuberante, che gradisce bei cazzi per poterli succhiare e non disdegno di esser scopata, sia davanti che dietro e, a volte, anche in doppia. Anche a Roberto piace molto vedermi in azione, soprattutto se trovo dei maschi molto validi, che mi scopano in ogni buco; alla fine degli amplessi, lui ama molto immergere il suo membro nei miei fori ricolmi, perché lo manda ai pazzi avvertire di affondare nella sborra di un altro maschio.
Qualche tempo fa, si è verificato un fatto che ha arricchito ancora più il nostro bagaglio di esperienze, soprattutto in tema di sesso. Era già arrivato il caldo ed un venerdì, nel primo pomeriggio, abbiamo salpato l'ancora, abbiamo attraversato l'Adriatico ed abbiamo raggiunto, a sera, davanti alle coste della Dalmazia, dove abbiamo gettato l’ancora per trascorrervi la notte. All'alba ci siamo spostati un po' più a sud, alla ricerca di un posto un po' più discreto, meno affollato, ed abbiamo gettato l'ancora davanti a una delle tante piccole isole, che si trovano in quell'arcipelago; dopo aver fatto un bel bagno, completamente nudi, una pratica che amiamo molto, ci siamo regalati una splendida carbonara, piatto che mio marito cucina in maniera assolutamente superlativa.

Faceva caldo e così, dopo aver mangiato, ci siamo distesi all’ombra, sopra i materassini a poppa e, immancabilmente, ci siamo assopiti. Non so dire quanto tempo possa aver dormito, ma d'un tratto mi sono svegliata e mi son resa conto che la barca si era un po' girata, per effetto del vento ed il mio corpo era completamente esposto ai raggi diretti del sole del pomeriggio; ho avvertito del bruciore sulla pelle, in quanto era la prima volta che mi esponevo al sole. Senza riflettere, mi son alzata in piedi e mi son immediatamente tuffata in acqua, sempre completamente nuda. Sarà stato il fatto che ero in piena digestione o lo sbalzo termico tra il mio corpo bollente e l'acqua di certo molto più fresca o entrambe le cose, sta di fatto che di colpo mi son sentita come se le mie articolazioni fossero completamente bloccate. Non riuscivo a muover né mani né braccia. Sono rimasta immobile per qualche secondo in immersione e, per effetto del fatto che il corpo umano galleggia naturalmente, alla fine son riuscita a riemergere e subito mi son messa a chiamare mio marito.
«Roberto! Roberto! Roberto! ROBERTO AIUTO! AIUTO! ROBERTO AIU…»
Lui non mi sentiva ed io son di nuovo affondata sotto il pelo dell'acqua; non riuscivo in nessun modo a muovermi; per un attimo mi son sentita presa dal panico e, in qualche modo, son riuscita a muovere i piedi, quel tanto che basta per fare di nuovo emergere la mia testa ed urlare ancora.
«Roberto! ROBERTO, AIUTO!»
Non mi ha sentito e mi son resa conto che una leggera corrente mi stava anche allontanando dalla barca. Son rimasta fuori solo qualche secondo e poi di nuovo ho iniziato ad affondare, ormai in preda al panico. Mi son resa conto della grandissima sciocchezza che avevo fatto, ma non riuscivo in nessun modo a venirne fuori e, quando ho cominciato veramente ad aver paura, improvvisamente ho sentito un braccio che è passato sotto la mia ascella destra e subito qualcuno mi ha tirato in superficie. Appena con la testa fuori dall’acqua, un altro braccio si è infilato sotto la mia ascella sinistra ed hanno preso a trascinarmi. Poche bracciate e subito due mani forti mi hanno sollevato e mi son ritrovata sul fondo di un gommone, mentre tremavo in preda ad uno shock termico, battendo i denti a mitraglia. Subito qualcuno mi ha coperto con un telo caldo addosso ed un altro ha preso a massaggiare il mio corpo, mentre quello che mi aveva sollevato, mi ha offerto un bicchiere con del liquore.
«È grappa al mirtillo, che andrebbe bevuta gelata, ma in questo caso per te è una fortuna che sia calda!»

Ho ingoiato un paio di sorsi di quel liquore ed ho sentito come se mi stesse dilatando di nuovo le vie respiratorie; il mio corpo si è subito riscaldato. Mi son sollevata, mi son guardata intorno e mi son resa conto che ero in compagnia di quattro maschi giovani e completamente nudi. Un lungo brivido ha percorso la mia schiena ed ho sentito che la mia lumachina aveva preso a schiumare, perché ero letteralmente circondata da quattro belle mazze che, anche se in posizione di riposo, sembravano esser veramente di tutto rispetto. Una in particolare era veramente notevole. Apparteneva al maschio che sembrava esser il più grande per età ed era quello che mi aveva strappato dall'acqua, per adagiarmi dentro il gommone. Mi ha sorriso e si è abbassato accanto a me.
«Non so cosa ti sia successo, ma ti abbiamo sentito urlare e così…»
Ho sorriso, mi son sollevata un attimo ed ho visto che eravamo a poca distanza dalla mia barca, così ho chiesto loro se gentilmente mi riportavano a bordo. Subito dopo uno di loro ha tirato su l'ancora e ci siamo avvicinati al mio yacht; proprio in quel momento, ho visto la testa di Roberto sollevarsi oltre il bordo. Si son ormeggiati accanto a noi e mi hanno aiutato a salire a bordo, tra lo stupore di mio marito. Quello più grande ha subito informato mio marito della disavventura occorsami.
«Era in difficoltà e così l'abbiamo tirata su, le abbiamo offerto un po' di grappa al mirtillo. Andrebbe bevuta gelata, ma il nostro mini frigo ormai è privo di ghiaccio da un pezzo.»
Mentre parlava ha mostrato la bottiglia a mio marito ed io, che stavo già molto meglio, l'ho pregato di metterla in ghiacciaia.
«Amore, per favore metti questa bottiglia in frigo, in modo che si raffreddi per poterla gustare come merita, nel frattempo io voglio ringraziare questi quattro ragazzi, che mi hanno salvato la vita.»
Ho guardato mio marito e gli ho sorriso; lui mi ha sorriso a sua volta ed è entrato all'interno della barca, mentre io mi son inginocchiata in mezzo a loro quattro.
«Ragazzi, spero che apprezzerete il mio modo di ringraziarvi, per avermi salvato la vita; vedete io non amo aver debiti con nessuno, soprattutto con chi ha fatto un gesto così nobile!»
Mi sentivo la fighetta in fiamme; avevo una gran voglia di succhiare quei quattro cazzi, così ho afferrato quello del maschio più grande e mentre gli davo un colpo di lingua, gli ho chiesto che come si chiamasse.
«Io sono Claudia e vorrei sapere come si chiama il maschio munito del bel cazzo che ho davanti e che mi ha salvato! Spero che il mio modo di dirti grazie, ti sia veramente gradito.»

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