Vai al contenuto
Erotika
Al fiume con Andrea e Petra
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto37 min di lettura

Al fiume con Andrea e Petra

Uscire dalle proprie comodità a volte può rivelare aspetti inattesi

Wilalme
11 ore fa · 40 letture · 0

Mi posiziono dietro di lei e, con una spinta decisa e fluida, la penetro da dietro. L'accoglienza è immediata e caldissima; la carne di Andrea si stringe attorno al mio membro in una morsa turgida che mi fa accelerare il ritmo delle spinte. Petra non resta affatto a guardare: si inginocchia immersa nell'acqua proprio di fronte alla compagna e si sporge verso di lei, prendendo a baciarla voluttuosamente sulla bocca. I gemiti di Andrea si confondono con quelli di Petra in un bacio umido e profondo, mentre il mio sesso continua a battere contro le natiche sode di Andrea, scandendo il tempo di un piacere che ci sta travolgendo.

Oramai vicini all'apice del godimento, i corpi caldi e scivolosi, decidiamo di rientrare in casa per stare più comodi. Usciamo dalla piscina avvolti dalla brezza notturna e, senza nemmeno asciugarci, attraversiamo le grandi vetrate per trasferirci in salotto.

Il tutto riprende immediatamente sul grande tappeto di pregio, dove adesso mi stendo a pancia in su, completamente offerto al loro desiderio. Petra si porta subito sopra di me: si posiziona sul mio membro con le gambe piegate ai lati del mio busto, rivolta verso la mia faccia. Scende lentamente, accogliendomi di nuovo dentro di sé, e inizia a muoversi con un ritmo ondulatorio che mi fa stringere i pugni sul tessuto del tappeto.

Allo stesso tempo, Andrea si muove sopra il mio viso. Si posiziona a carponi su di me, offrendomi la sua vagina aperta, turgida e grondante di umori proprio sopra le mie labbra. Non perdo un istante e prendo a leccarla magistralmente, affondando la lingua tra le sue pieghe carnose e stimolando il suo clitoride teso. Sopra di me, le due donne si cercano con le bocche, scambiandosi baci infuocati e accarezzandosi i seni a vicenda, mentre io mi trovo al centro di questo incastro perfetto, travolto dal sapore di Andrea e dalla stretta profonda di Petra.

Petra perde completamente il controllo. Il piacere accumulato esplode in un orgasmo travolgente che le strappa un grido acuto, mentre le sue pareti vaginali si contraggono ripetutamente attorno al mio sesso in una serie di spasmi elettrici. Esausta e tremante, si lascia scivolare di lato sul tappeto, momentaneamente fuori gioco, con il respiro corto e gli occhi sbarrati per l'intensità del culmine appena raggiunto.

Questo momento lascia ad Andrea il campo completamente libero. Senza perdere un secondo, si sdraia sulla schiena e spalanca le gambe, invitandomi a prenderla. Mi porto sopra di lei, puntando i gomiti sul pavimento, e mi guido dentro con una spinta decisa. Sento le sue carni calde avvolgere completamente il mio membro; la sua conformazione è sensibilmente più stretta rispetto a quella di Petra, e questa morsa turgida e aderente mi regala una sensazione così acuta da obbligarmi, di tanto in tanto, a rallentare il ritmo per non rischiare di venire in anticipo.

Andrea allaccia le sue lunghe gambe toniche attorno ai miei fianchi per ancorarmi a sé, mentre io ricomincio a pomparla ritmicamente. Proseguiamo così ancora per qualche minuto, in un crescendo di calore e respiri affannosi che riempiono il silenzio del salotto. La pelle di Andrea è imperlata di sudore, i suoi seni sussultano a ogni mio affondo, fino a quando la sento sussurrare parole interrotte, pregandomi di non fermarmi perché è ormai al limite.

I miei affondi si fanno allora calcolati, alternandosi ora più profondi, per cercare il contatto totale, ora più superficiali e rapidi, per incendiare le sue terminazioni nervose. All'improvviso la sento contrarsi violentemente sotto di me; i muscoli della sua intimità iniziano a stringermi in una morsa ritmica e, proprio mentre lei cede al suo orgasmo, perdo ogni freno residuo. Vengo anche io con una scarica potente, riempiendola profondamente del mio seme caldissimo a ogni pulsazione.

Rimaniamo immobili per qualche istante, i petti che si sollevano all'unisono mentre il battito cardiaco rallenta. Quando finalmente ci stacchiamo con un suono umido, restiamo distesi sul pavimento, svuotati e appagati.

È a questo punto che Petra, che ha recuperato le forze, striscia lentamente verso di noi. Si inginocchia tra le gambe ancora aperte della compagna e, abbassando il viso, prende a leccare con venerazione il misto di umori e seme che sta lentamente colando dalle pieghe delle labbra vaginali socchiuse e arrossate di Andrea. La sua lingua calda raccoglie ogni goccia con lentezza liquida, mentre Andrea inarca leggermente il bacino, godendosi quella coda di piacere inattesa sotto lo sguardo soddisfatto del mio riposo.

Ci alziamo dal tappeto ancora completamente nudi, i corpi segnati dal piacere e dai fluidi che abbiamo condiviso. Saliamo le scale in legno per dirigerci verso la mia stanza, dove ci infiliamo tutti e tre sotto il getto caldo della doccia. L'acqua lava via la fatica lasciando solo la freschezza sulla pelle, e prima di uscire iniziamo ad asciugarci a vicenda con i teli. I gesti sono fluidi, naturali: non c'è più alcuna traccia di timore o di imbarazzo nel toccarci, solo la confidenza profonda di chi ha appena abbattuto ogni barriera.

Propongo loro di fermarsi a dormire nella mia camera, dove il grande letto matrimoniale è più che sufficiente ad accoglierci tutti. Prima di coricarci, però, offro un ultimo calice di vino per prolungare la magia della serata. Prendo dall'armadio due accappatoi e glieli porgo; le due donne li indossano lasciandoli morbidamente aperti sul davanti, senza allacciarli del tutto. Ci spostiamo sul divano della stanza per goderci il vino. Gli occhi di Andrea e Petra luccicano nella penombra: le vedo rilassate, appagate e profondamente soddisfatte, anche se la vista dei loro seni che fanno continuamente capolino dal tessuto spugnoso continua a mantenere alta la mia eccitazione.

Rimaniamo lì ancora per una mezz'ora, parlando dei progetti per l'indomani. Sono loro a prendere l'iniziativa, proponendomi di rimanere al casale anche per il giorno successivo, dato che tra la piscina a sfioro e l'idromassaggio non mancano di certo né il sole né l'acqua. La prospettiva di un'altra giornata insieme non fa che alimentare il mio desiderio.

Poco più tardi, ci trasferiamo finalmente sotto le lenzuola. Mi ritrovo al centro, stretto tra quelle due dee, e mi sento letteralmente al settimo cielo. Nonostante la stanchezza, il mio pene non vuole saperne di stare tranquillo e ricomincia a premere con vigore. Petra, che è girata di spalle appoggiata proprio contro di me, avverte subito quella pressione dura contro i suoi glutei sodi. Allunga una mano all'indietro sotto le coperte, afferra il mio membro per un istante con una stretta calda e, senza nemmeno voltarsi, mi sussurra con una voce carica di promesse di stare tranquillo, perché la nostra vacanza è appena iniziata.

Il risveglio

La mattina, come al solito, mi sveglio presto. Nei primi secondi non metto ancora a fuoco la situazione, ma avverto subito il mio pene in tiro, rigido come ogni mattina, a stretto contatto con il fondoschiena sodo di Petra. Il lenzuolo è scivolato in fondo al letto e le mie due compagne sembrano ancora immerse in un sonno profondo.

Faccio un leggero movimento per alzarmi, ma Petra, senza nemmeno voltarsi, sposta la mano all'indietro, afferra il mio membro e inizia a strusciarselo contro, facendolo scorrere lungo la fessura della sua intimità. Capite al volo le sue intenzioni, mi abbandono completamente al suo gioco sensuale. Aspetto che il contatto prolungato la renda umida e ricettiva; poi, quando la sento scivolosa e pronta, prendo l'iniziativa e mi spingo dentro di lei con un affondo lento e profondo, restando entrambi sul fianco.

La mia mano libera risale sul suo petto, posizionandosi sul seno morbido e pesante. Sotto le mie dita avverto il capezzolo che inizia a indurirsi; con la punta del polpastrello eseguo dei piccoli movimenti circolari sull'areola, sentendo la pelle contrarsi e farsi sempre più turgida. Il respiro di Petra si fa subito corto e veloce, la sua eccitazione cresce, tradita solo da silenziosi e trattenuti lamenti di piacere.

A pochi centimetri da noi, Andrea continua a dormire, ignara di ciò che sta consumando il nostro risveglio. Tutto avviene con una calma studiata, senza alcuna frenesia: c'è solo il desiderio puro di assaporare ogni singola vibrazione dei nostri corpi.

Il movimento altalenante e cadenzato, favorito dalla nostra posizione di fianco, ci porta in breve tempo dritti verso l'apice. Sento le pareti interne di Petra contrarsi violentemente in uno spasmo accalorato; morde il cuscino per trattenersi dall'urlare e non svegliare la compagna, ma l'intensità del suo godimento è totale. Vengo insieme a lei, liberando il mio seme in un flusso caldo. Restiamo così ancora per qualche minuto, immobili, dolcemente incastrati in quell'abbraccio intimo di umori e calore.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 6 senza votare
Pagina 5 di 6 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista