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Erotika
Al fiume con Andrea e Petra
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Racconto37 min di lettura

Al fiume con Andrea e Petra

Uscire dalle proprie comodità a volte può rivelare aspetti inattesi

Wilalme
9 ore fa · 35 letture · 1

Rientriamo per esplorare il piano superiore, salendo le scale in legno che scricchiolano dolcemente sotto i nostri passi. Mostro loro la zona notte; mi chiedono come mai ci siano tante camere e spiego che il casale è stato pensato proprio per accogliere gli ospiti.

La vera sorpresa, però, le attende all'ultimo piano. Le conduco su per un'ultima rampa fino all'ampio spazio mansardato. La stanza è un trionfo di travi a vista e calore: una profusione di morbidi divani angolari e tappeti di pregio invita al relax totale. Al centro della sala troneggia un grande biliardo in legno scuro e, sulla parete principale, risalta il maxischermo per le serate cinema.

«Wil, ma questa è una reggia per l'ospitalità!», scherza Andrea, accarezzando il panno verde del biliardo e lanciandomi uno sguardo carico di una nuova, vibrante ammirazione.

«Sì, come vi dicevo, amo circondarmi di amici», rispondo, godendomi la loro vicinanza felina.

Mentre ci muoviamo in quegli spazi ampi, la vicinanza fisica continua ad alimentare la sottile tensione erotica nata lungo il fiume. Slanciate e sinuose, muovono i loro corpi con un'eleganza naturale che riempie quelle stanze di un'energia densa, quasi carnale.

Torniamo al corridoio del piano inferiore. Le ragazze si scambiano uno sguardo rapido e divertito davanti alle porte aperte delle camere, poi Andrea mi si avvicina, annullando la distanza tra noi fino a portarsi a pochissimi centimetri. Avverto di nuovo il calore eccitante del suo corpo e il profumo della sua pelle.

«Penso che per stasera useremo solo una stanza, se per te non è un problema... ci piace stare vicine», dice con un sorriso enigmatico, lasciando la frase sospesa nell'aria.

Quell'affermazione fa scattare un altro immediato cortocircuito nei miei pensieri. “Usano una stanza sola. Quindi sono davvero una coppia? O stanno solo preparando il terreno per includermi?”, mi chiedo, mentre il cuore perde un battito e il sesso preme contro i pantaloni.

«Nessun problema, fate come se foste a casa vostra», rispondo, sforzandomi di mantenere la voce calma e ferma. «Vi lascio il tempo per una doccia. Io scendo in cucina a ordinare le pizze e a preparare qualcosa da bere».

Poco dopo, uscendo dalla mia camera, sento lo scrosciare dell'acqua che proviene dal loro bagno. È un rumore ipnotico, che alimenta fantasie a occhi aperti: loro due insieme sotto il getto caldo, l'acqua che scivola sui loro seni pienii, sulle schiene flessuose e sulle curve che avevo accarezzato con lo sguardo poche ore prima. Immagino i loro corpi bagnati che si sfiorano, insaponati, complici, mentre io sono giù a fare i conti con un'attesa che si preannuncia torbida e indimenticabile.

Cena e dopocena

Per accoglierle degnamente ho stappato una bottiglia di prosecco, fresco al punto giusto. Quando i passi cadenzati sulle scale di legno annunciano il loro ritorno, mi volto. Sono magnifiche. Hanno eliminato ogni traccia di trucco; la pelle del viso è appena arrossata dal sole del fiume e i capelli sono ancora leggermente umidi, profumati di buono. Indossano due abiti estivi lunghi fino alle caviglie, in un tessuto di viscosa leggera, morbidi e dal taglio minimale. Sono capi informali, perfetti per una serata di vacanza, ma dotati di un'eleganza matura e consapevole, che esalta la loro fisicità slanciata.

Il tessuto fluido scivola sui loro corpi senza l'ostacolo della biancheria intima, accarezzando ogni curva a ogni minimo movimento. Le scollature generose disegnano alla perfezione le forme dei loro seni, e i capezzoli, turgidi forse per l'aria della sera o forse per la tensione latente, premono sfacciatamente contro la stoffa leggera. I tagli laterali degli abiti, muovendosi, offrono squarci improvvisi sulle gambe toniche, lasciando indovinare la totale nudità sottostante. È una provocazione sofisticata, l'audacia di due donne sicure di sé che non disdegnano affatto di mostrarsi, gestita con una classe immensa. Il mio sguardo cade inevitabilmente lì, e Petra se ne accorge subito. Fa un passo verso di me, lasciando che lo spacco si apra quel tanto che basta, e allunga la mano per prendere il calice di bollicine che le sto offrendo. Le sue dita sfiorano le mie in un contatto prolungato, del tutto intenzionale.

«A cosa brindiamo, Wil?», chiede Andrea, affiancando la compagna e stringendosi a lei. Lo scollo morbido del suo abito si adegua assecondando il movimento del busto, mentre i suoi occhi chiari rimangono piantati nei miei.

Sento che il tempo di rimanere sulla difensiva è scaduto. Il brindisi è solo il preludio, e l'atmosfera nella mia casa è già troppo calda per essere ignorata. Il campanello suona proprio mentre stiamo finendo i calici, interrompendo quel momento carico di sguardi. Comando l’apertura del cancello dal citofono e vado incontro al ragazzo delle consegne. Torno con i cartoni delle pizze, ma prima di servirle le ripasso qualche istante nel forno a microonde perché siano alla giusta temperatura. Il profumo dell'impasto caldo riempie subito la sala. Nel frattempo, ho tirato fuori dal frigo tre bottiglie di ottima birra artigianale ghiacciata.

Sistemo tutto direttamente sul grande tavolo in legno della sala da pranzo. «Spero vi piaccia la classica pizza italiana», dico, versando la birra nei bicchieri.

«Wil, dopo una giornata così, pizza e birra sono la perfezione», risponde Petra, sistemandosi sulla sedia alla mia destra. Andrea siede di fronte a lei, lasciando me a capotavola, nel mezzo. Con la scusa della fame e della birra che rinfresca i palati, l'atmosfera si fa apparentemente più rilassata. Ma è solo una facciata. Sotto il tavolo, il gioco erotico iniziato sulla ghiaia sta riprendendo forma, ancora più mirato.

Mentre mangiamo e parliamo della cucina italiana e delle differenze con quella bavarese, sento una pressione leggera ma costante sullo stinco destro. È il piede nudo di Petra. Penso inizialmente a un contatto casuale dovuto allo spazio ristretto, ma dopo pochi secondi la pianta del suo piede inizia a risalire lentamente lungo il mio polpaccio, accarezzando la pelle con una delicatezza studiata. Do un colpo d'occhio a Petra: sta tranquillamente portando alla bocca uno spicchio di pizza, continuando a parlare con Andrea come se nulla fosse. Quel contrasto tra la sua flemma esteriore e l'audacia di quel tocco clandestino mi fa andare il sangue alla testa.

Cerco di concentrarmi sul dialogo per non tradire l'eccitazione, ma le cose stanno per complicarsi. Andrea, che fino a quel momento è rimasta a guardare con un sorriso ambiguo stampato sulle labbra, decide di non essere da meno. Si sporge in avanti, appoggiando i gomiti sul tavolo. Il movimento fa scivolare la scollatura dell'abito, offrendo alla mia vista una porzione generosa del suo seno. Ma non si ferma lì. Allunga la gamba sinistra e il suo piede va a cercare il mio polpaccio sinistro. Mi trovo letteralmente stretto tra le loro gambe, accarezzato contemporaneamente da entrambe.

«Il cibo è ottimo, Wil... ma l'ospitalità è ancora migliore», dice Andrea, fissandomi dritto negli occhi con un'intensità che non ammette repliche, mentre fa scorrere le dita del piede lungo la mia caviglia, premendola leggermente.

Il mio cervello è in pieno tilt erotico. “Cosa sta succedendo qui?”, continuo a chiedermi. “Due donne, insegnanti, presumibilmente una coppia, che mi corteggiano apertamente a casa mia in una specie di assalto sincronizzato”. Non c'è più spazio per i dubbi sulle loro preferenze: che siano lesbiche, bisessuali o semplicemente amanti del brivido, in questo momento vogliono me. E mi vogliono insieme. La sensazione dei loro piedi che si muovono sulla mia pelle, combinata con la vista dei loro capezzoli che premono liberi sotto la viscosa leggera a ogni respiro, sta decimando le mie ultime difese. Il mio pene è ormai completamente eretto sotto il tavolo, duro e pulsante; la paura che se ne accorgano è svanita, sostituita dal desiderio primordiale che lo possano apprezzare il prima possibile.

Finisco il mio bicchiere di birra cercando di recuperare un minimo di lucidità per fare la mia mossa. «C'è ancora un'ottima bottiglia da stappare e del dolce in frigo», dico, con la voce leggermente più profonda per l'eccitazione. «Che ne dite se sparecchiamo e ci spostiamo sul divano per l'ultimo bicchiere?»

Si scambiano l'ennesimo cenno d'intesa, quel rapido passaggio di sguardi che ormai ho imparato a riconoscere. Stavolta, però, il sorriso che mi rivolgono è privo di qualunque filtro protettivo.

«Ottima idea, Wil», risponde Petra, ritirando lentamente il piede, ma lasciando che le dita sfiorino l'interno della mia coscia prima di staccarsi del tutto. «La serata è ancora lunga e noi non abbiamo nessuna fretta di andare a dormire».

Prima ancora di muovermi per andare a prendere i dolci, è Petra a rompere improvvisamente il ritmo della serata. Si alza in piedi, stirando le braccia verso l'alto con un movimento che fa sussultare i seni nudi sotto la viscosa. «Fa troppo caldo per restare qui dentro», dice, i suoi occhi verdi che brillano nella semioscurità della sala. «Wil, la tua piscina ha un aspetto troppo invitante per essere ignorata. Ti va di andare a fare un bagno?».

Prima di andare avanti…

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