Dall'amico Gio_Co, scrittore che si diletta anche ne genere che ci appassiona, l'erotico, un racconto eccellente, che mescola la precisione didascalica alle più arrapanti perversioni di coppia. Chi non ha sognato di scopare con la prof.? Bene, questa è la volta buona per sognare con noi.
Buona lettura.
====================
Nota introduttiva
La fantasia è il miglior afrodisiaco, attiva quei meccanismi che ci portano nel territorio per il quale non esiste migliore descrizione di quella lasciata da Saffo: "Scuote l’anima mia Eros, come vento sul monte che irrompe entro le querce...".
E in parte alla fantasia affido la narrazione dei fatti che, lontani nel tempo e smussati dal ricordo, continuano talvolta a scuotermi...non solo l'anima.
--------
La Professoressa
Facoltà di Scienze Geologiche, università del centro Italia, fine anni '70.
Seduto su un prato insieme ad altri compagni e compagne di corso, nell'ora di intervallo tra due lezioni parliamo di tutto e oggi in particolare "valutiamo" i professori.
Tra i prof spicca la Tettona, chiamata così per una sua caratteristica fisica evidente e in linea con il cognome inconsueto e singolare: Tettoni Katzholle. Proprio così!
Uno dice: "con quel nome poteva stare solo a geologia..."tettonica a zolle" ....grandi risate, l' osservazione è interessante, una delle ragazze dice: "a spiegare è bravissima, non mi annoio a lezione, ma mi sembra un po' stronza... speriamo bene all'esame ".
Un ragazzo risponde: "Spero di fare l'esame con l'assistente perché stare seduto davanti a quelle bocce mi farà perdere la memoria", e un altro: "ma va.... con quei capelli così corti e vestita sempre come se dovesse scalare una montagna, quella è un pezzo di ghiaccio", e una ragazza: "non ne sarei così sicura, tu Arturo che ne pensi?".
Arturo è uno studente più anziano che si unisce spesso al nostro gruppo. Lo conosco bene perché ho partecipato con lui ad alcune feste organizzate da altri studenti, ed è l'unico che durante le feste è riuscito sempre ad assicurarsi un buon dopo-festa con qualche ragazza.
Sembra sempre molto sicuro di sé, ma allo stesso tempo riservato e di poche parole, lo ammiro e il mio essere un ragazzone abbastanza timido e impacciato mi rende Arturo quasi un modello da seguire.
Rimane qualche secondo in silenzio. Poi dice: "lasciate stare la Tettoni, è la migliore prof della facoltà".
Questa sentenza e l'avvicinarsi dell'inizio della lezione successiva sciolgono la piccola assemblea di pettegolezzi, il gruppetto si separa.
Arturo ed io andiamo insieme verso l'Istituto. Gli dico: "Sai, sono un po' preoccupato per l'esame di Sismologia e Vulcanologia con la Tettoni, non riesco a memorizzare certi concetti, per esempio le diverse scale per misurare i terremoti...". E lui: "Ho avuto gli stessi problemi ma proprio la prof mi ha aiutato a superarli. Sembra fredda e distaccata ma sa essere anche molto... disponibile".
La lunga pausa prima della parola "disponibile" mi incuriosisce, così insisto: "Non lo so, è così assertiva e autoritaria, non me la sento di chiederle nulla".
Arturo: "Una professoressa deve essere così. Ma non solo così. La conosco bene, se vuoi posso presentarti.". La mia curiosità aumenta, ma siamo arrivati in istituto e prima di separarci per andare in aule diverse gli dico con poca convinzione: "...no, lascia stare".
Dopo la lezione e una breve pausa al bar incontro di nuovo Arturo che mi fa: "ho parlato di te con la prof poco fa, ha qualche minuto libero, vai subito a parlarle, primo piano, ultima stanza del corridoio a sinistra delle scale; ora scusami ma ho un appuntamento" e scappa via.
Rimango di sasso. Che faccio ora? Se non vado creo un problema ad Arturo e a me stesso.
Vado, rimuginando su cosa dire per non sembrare un cretino. Non sono mai stato al primo piano, le aule sono tutte al piano rialzato e i laboratori nel seminterrato.
Arrivo davanti alla porta dell'ultima stanza, leggo con attenzione la targhetta col nome "P.Ornella Tettoni Katzholle"...cosa è quella "P"? Paola? Patrizia? Il punto è sbiadito, leggo "POrnella" e immagino la prof come insegnante di posizioni da kamasutra ma la parte responsabile di me mi dice "svegliati, ti stai rimbambendo per la lunga astinenza, smetti di sognare e bussa a questa porta". "Avanti!".
Entro, la prof è seduta dietro una massiccia scrivania di legno intagliato con zampe di leone, roba del secolo scorso, come tutto il mobilio dove non c'è uno spazio che non sia occupato da libri o da pietre e minerali tra i quali alcuni bellissimi cristalli.
Alle pareti mappe e foto di paesaggi. Unico elemento non in linea col resto: dietro la prof c'è una riproduzione del famoso bacio di Klimt.
"Buongiorno Professoressa, sono Giovanni C."
"Buongiorno C., ho visto che segue assiduamente le mie lezioni, si sieda e dica quali sono i suoi dubbi, ora abbiamo a disposizione qualche minuto, vediamo se posso aiutarla.".
Mi siedo...vista così da vicino la prof ha davvero un bel viso, senza trucco e senza rughe, e con occhi così espressivi... Vado rapidamente all'argomento che ora mi sembra futile e inconsistente.
"Non riesco a capire le scale per misurare i terremoti, la Mercalli e la Richter; perché ce ne sono due? Quale si usa di più e quale dovrò usare nel mio lavoro?".
Mi fissa per qualche secondo poi inizia a spiegare, lentamente e come se stesse osservando con attenzione la mia espressione in reazione a ciascuna delle sue parole.
"Le scale sono entrambe importanti. La Mercalli ha un valore storico ed empirico e usa come strumenti di misura i nostri sensi. Ci permette di valutare la intensità di terremoti che si sono verificati in passato, e i cui effetti sono stati visti o uditi da testimoni che ne hanno lasciato traccia. I sensi erano e sono gli unici potenti strumenti che abbiamo sempre a disposizione per valutare l'ambiente e le persone. Possiamo ascoltare e guardare, che è quello che sta facendo lei ora...i dati che arrivano da questi due sensi sono quelli che occupano la maggior parte della sua attenzione in questo momento. Ma possiamo anche toccare, annusare, gustare....".
La prof fa una lunga pausa e mi osserva.
Abbasso lo sguardo.
La prof riprende: "Lei che rapporto ha con i suoi sensi?".
La domanda mi spiazza completamente.
Sento caldo, ho i pensieri confusi, mi torna in mente la parola "pornella" e le strane idee che ha generato. Così, senza pesare le conseguenze, rispondo: "Io sono nato in questo mese" (NdA: gli eventi si sono svolti a maggio) "E' il mese dei sensi, i colori della natura, i canti d'amore degli animali, il profumo dei pollini nell'aria, è come un grande orgasmo per tutti gli esseri viventi...".
Non so che mi è preso, la prof è immobile come se stia attendendo un seguito, io taccio e penso "ora mi butta fuori...".
Passano lunghissimi secondi.
Poi esclama: "Quale libro di testo sta usando per il mio corso?".
Rispondo immediatamente, e inspiro a fondo come se fossi stato troppo tempo sott'acqua.
Mi dice: "A pagina 65 c'è una tabella con le descrizioni di ciascuno dei dodici gradi della scala Mercalli: la impari a memoria, potrà sembrarle un sistema antiquato ma vedrà che le servirà.".
Alza il telefono, compone un numero di due cifre e dopo una breve attesa: "Antonio (NdA: è l'anziano custode dell'istituto) sono Ornella. Per favore, controlli che il laboratorio due sia in ordine, mi servirà più tardi. Grazie.".
Poi, rivolta a me mentre sta posando il telefono: "Per ora il tempo a disposizione è finito, torni qui stasera alle 19:45.".
La saluto ed esco dalla stanza, sono in uno stato di totale confusione.
Decido di andare a mangiare qualcosa e poi passare il pomeriggio in biblioteca a imparare a memoria quella tabella.... chissà a cosa servirà il laboratorio... e poi l'istituto chiude alle 20...è inutile che cerco ipotesi razionali, vedrò che succede più tardi.
