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Lo zio del mio amico mi sfonda e mi presta al suo amico
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Racconto10 min di lettura

Lo zio del mio amico mi sfonda e mi presta al suo amico

Ero cotto di uno zio di un mio amico di classe e spesso ero a casa sua perche' lui era sempre li' a visitare la sorella, mamma di Giacomo, amica di mia madre. Ogni volta che lo vedevo, subito dopo correvo in bagno e mi facevo delle belle seghe pensando a lui. E poi avevo la sensazione che anche a lu...

Alex
3 anni fa · 1.4k letture · 1

Dopo una bella doccia pranziamo e subito dopo aver finito mi fa piegare a 90 sul tavolo e mi penetra di nuovo. Questa volta pero' vuole sborrarmi in bocca, e come al solito lo accontento, e poi la sua sborra mi piace, ha un buon sapore. Andiamo a letto, ho il culo in fiamme. Mi ha scopato per tutto il giorno in tutte le posizioni e dappertutto anche in doccia.

Stento a prendere sonno perché la mia rosellina è rossa ed infiammata, mi fa un po' male la pancia. Il fatto è che Alessandro ha proprio esagerato. Al mattino vado in cucina dove sta preparando la colazione ed il caffe', mi guarda sottecchi.

Lo so che cosa vuole. Mi sono infilato uno dei perizomi di sua moglie, così, per sfizio.

Vado verso l tavolo che è in mezzo alla cucina.

Mi appoggio al tavolo col petto, piegato, perfettamente a novanta gradi, sulla punta dei piedi. Sento i suoi passi, ora è dietro di me, ridacchia.

Adora quando sono ad offrirmi, quando gli porgo il culo.

Si ferma, non fa nulla, lo devo chiamare: "Dai, ti prego, prendimi".

Mi abbassa le mutandine, le lascia a metà coscia. Mi penetra, me lo sbatte nel culo tutto quanto, con un colpo solo, sono umido, entra facile. Mugolo di piacere.

Mi scopa lentamente ma con potenza, colpi forti e cadenzati. Il mio cazzo gocciola di piacere, vengo gemendo. Va avanti per molto tempo, è già venuto altre volte, all'estremo delle forze, io vorrei che non finisse mai. Invece gli esplode l'orgasmo, avverto gli schizzi che, però ormai sono deboli. Si accascia su di me, sfinito.

Poi si sposta, trascinandosi verso il bagno, rimango lì, immobile, sento il rumore della doccia. Ora mi muovo, faccio un po' fatica, le gambe sono addormentate.

Mi butto sul divano, ho ancora dentro il suo seme, Lui ritorna dal bagno e si siede.

Io, nel frattempo, rimango in mutande e gli sculetto davanti, mi avvicino, mi appresto ad aprirgli la patta dei boxer, lo voglio succhiare.

Tiro fuori il cazzone, è barzotto, lo accarezzo, lo bacio e lo lecco in punta, sa si sudore e di piscio, dopo la pisciata, eccitante. Mi ferma: “Aspetta… la sorpresa…”.

Mi blocco, non so bene cosa fare, un istante dopo qualcuno bussa alla porta.

Accidenti sono in mutande! Però mi manda ad aprire lo stesso. Apro, è Alfredo, un suo caro amico. E' lui la sorpresa! Mi osserva sorridendo leccandosi le labbra.

Penso che ci sarà da divertirsi oggi. Alfredo è un tipo veramente figo, sulla quarantina, brizzolato, barbetta d'ordinanza, alto, muscoloso e perennemente abbronzato.

E' famoso in tutto il quartiere, conosciuto come un grande scopatore di donne.

Oggi scopro che oltre alle belle donne gli piacciono anche le checchine, glabre e giovani.

Mi osserva compiaciuto mentre mi dice che era da un po’ che mi aveva adocchiato, che si vede lontano un miglio che sono una fighetta vogliosa. Io arrossisco, i suoi commenti mi lusingano. Dice anche che scoperà a lungo il mio magnifico culetto.

Alessandro ridacchia e mi domanda se mi è piaciuta la sorpresa. "Beh, si, mi piace", rispondo, poi, se lui è contento, sono contento anch’io.

Mangiamo tutti assieme, poi Alessandro ci informa che ci lascerà soli, deve andare per una commissione, per qualche ora. Mentre esce mi raccomanda di obbedire al suo amico.

Non vedo l’ora. Ora Alfredo va a farsi una doccia, sento l’acqua scorrere.

Mi chiama: “Piccolo, vieni ad insaponarmi!”. Sfilo le mutandine ed entro nella doccia assieme a lui. Ce l’ha grosso, veramente grosso, penzola giù come una proboscide.

Mentre glielo insapono cresce, cresce, cresce. Arcuato svetta verso l’altro, la cappella grande come un pugno. Oddio, come farò a farlo entrare! Abbracciati ci baciamo.

E’ alto, devo stare sulle punte dei piedi per fare combaciare i nostri cazzi. Il mio fringuello sottomisura sparisce nelle sue manone, mentre il suo, nelle mie, non ci sta.

Chiude l’acqua, usciamo fuori, mi prende in braccio e mi porta sul letto.

Il suo cazzo non mi entra in bocca, allora lui mi prende per i capelli e lo spinge dentro, quasi mi si sloga la mascella. Fa un po’ avanti e indietro, poi decide che è ora di scoparmi.

Sono alla pecorina sulle ginocchia e aspetto, respirando forte.

"Rilassati che te lo metto dentro!". In realtà non è che sono proprio rilassato, eccitato e un po' spaventato si. Alfredo fa colare della saliva fra le mie chiappe, che va a depositarsi nel buco, come vuole lui. Penetra. Si fa strada, dilatando le pareti, giù, fino in fondo.

Gemo, di dolore e di piacere. Solamente quando il suo ventre tocca il mio culo inizia a muoversi, avanti e indietro, per tutta l'incredibile lunghezza del suo membro.

Dice che vuole fare con calma, mi farà impazzire. E' vero, non capisco più niente. Anche Alessandro mi scopa bene, ma con Alfredo è diverso, è come se mi sverginasse un'altra volta. Mi gocciola il cazzo, godo. Lo tira fuori, ci sputa sopra, spalma la saliva con le dita che poi mi fa succhiare, lo rimette dentro. Ancora e ancora, a lungo.

Mi stringe forte, viene, ulula, anch'io vengo, grido e piango di gioia.

La porta si apre, è Alessandro. Sorride, osserva compiaciuto, è tornato prima quindi adesso può divertirsi anche lui. Mi alzo e lo abbraccio, gli dico che la sua sorpresa mi è piaciuta tanto. Sono nudo, la sborra di Alfred esce dal buco spanato e mi cola lungo le cosce. Mi inginocchio, gli slaccio i pantaloni e glielo tiro fuori, prendendoglielo immediatamente in bocca. Ha ancora il giubbino addosso, lo toglie e lo getta sul tavolo.

Alfredo sta dicendo che sono proprio un bravo frocetto, obbediente ed educato, che farò strada, mentre lo fa si riveste, poi saluta e se ne va.

Nel frattempo Alessandro si è seduto ed io vado avanti con il mio pompino.

Gli chiedo se gli sta piacendo. "Moltissimo" risponde lui. Vado avanti per un po', quando viene, ovviamente mando giù tutte lo ripulisco ben benino, è così buona. Fattosi le sei mi riaccompagna a casa facendomi promettere di ritornare da lui la settimana dopo. Lo promisi, ma nei giorni seguenti mi misi in contatto con Alfredo, volevo di nuovo provare il suo bel cazzone nel profondo del mio sfintere.

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Alex

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