«Lei è fatta così. Quando decide di far una cosa, non è facile farle cambiare idea. Hai già visto la sua figa? Sicuramente anche quella è un bello spettacolo.»
Senza aggiungere altro, ho visto Manuela che ha iniziato a muoversi con grazia, lentamente, in maniera sinuosa ed ha iniziato ad ondeggiare davanti a Carlo, poi si è avvicinata a lui e gli ha sbattuto i seni in faccia. Lui appariva molto compiaciuto, ha sollevato entrambe le mani e, afferrati i seni, ha stretto i capezzoli tra le dita. Lei ha iniziato a gemere di piacere. Mentre la guardavo, il mio cuore batteva velocemente, anticipando con la mente quello che fra poco sarebbe successo; il mio cazzo si stava gonfiando nei pantaloni e tutto sembrava mi appariva come in un sogno. Ero nella casa del mio capo, un uomo molto rigido e scrupoloso sul lavoro, eppure ora era qui, davanti a me, e stava torturando i capezzoli di mia moglie: dentro di me mi domandavo come sarebbe andata a finire. Non ho dovuto aspettare molto. Si è sollevato in piedi e, dopo aver abbracciato Manuela, l’ha baciata, stringendola forte a sé. Nel breve attimo in cui si è sollevato, ho visto il suo pacco voluminoso gonfiare il tessuto dei suoi pantaloni e, sicuramente, ora che stringeva mia moglie fra le braccia, lei aveva l'esatta percezione di quanto fosse grosso e voluminoso. Senza neanche preoccuparsi per me, appena si sono staccati, restando comunque abbracciati, si son avviati oltre la porta del salone e, dopo aver percorso un corridoio, lui l’ha fatta entrare in una camera. Io li seguivo come un automa. Dentro di me, si alternavano sensazioni contrastanti. Un misto di gelosia e, nello stesso tempo, l’immenso piacere nel vedere che quest’uomo, così potente, ora era completamente preso dalle grazie di mia moglie. Era una questione di profondo orgoglio e, nello stesso tempo, ero sconvolto da quanto immaginavo potesse seguire. Appena entrata nella camera, Manuela era già nuda e, seduta sul letto, con lui che si era sfilato pantaloni e boxer e stava ancora provvedendo a togliersi la camicia, aveva già iniziato a dare una buona succhiata al suo cazzo. Manuela era seduta sul bordo del letto con le tette esposte e a figa nuda e bagnata. Quando mi son avvicinato di lato, ho potuto notare la splendida verga che mia moglie, con estrema perizia, si infilava in gola. Si trattava di un bell'arnese, lungo e grosso, sormontato da una cappella che lei non lesinava a leccare, strappando al proprietario gemiti di piacere.
«Brava! Sei un’ottima pompinara! Così, ingoialo tutto!»
Sbalordito ed eccitato, mi son avvicinato lentamente per dare un'occhiata più da vicino, mentre la testa di mia moglie oscillava su e giù lungo l'asta. Che spettacolo vedere la sua lingua che, di tanto in tanto, si muoveva intorno alla punta, quando veniva su per prender aria. Ho iniziato a spogliarmi, ma Carlo si è chinato e le ha sussurrato qualcosa all'orecchio; lei mi ha guardato per un istante ed ha sorriso con il suo cazzo in bocca. Ha succhiato per un altro paio di minuti, poi, con tono determinato, ha dato un ordine preciso.
«Non ti spogliare! Questa sera non ti faccio scopare! Questa sera sarò solo sua! Al massimo puoi sederti su quella poltrona e masturbarti lentamente, aspettando i nostri ordini!»
L’ho guardata e, stranamente, non ero arrabbiato, anzi ho avuto emozioni contrastanti nel sentirmi dire tutto questo, dal momento che guardare era ciò che mi piaceva fare. Ubbidiente mi son seduto ed ho tirato fuori il cazzo, che era durissimo. Mi segavo lentamente, mentre lui continuava a gustarsi la bocca di mia moglie che ora lambiva, con la lingua, anche le palle e scendeva giù, fino al culo. Per agevolare questo movimento, lui aveva sollevato la gamba destra e l’aveva appoggiata sul bordo del letto. Ero un po’ dispiaciuto, perché a me questo trattamento mia moglie non l’aveva mai fatto. Soddisfatto dalle cure ricevute, Carlo l'ha spinta sul letto a cosce aperte e si è inginocchiato davanti alla sua fica.
«Brava, puttanella! Hai dimostrato di esser una splendida succhiacazzi ed ora ti faccio sentire come piace a me far godere una donna che soddisfa le mie aspettative.»
Ha incollato la bocca alle labbra della fica di Manuela ed ha cominciato a leccarla facendola ben presto godere.
«Sei meraviglioso! Bravissimo, continua! Mi fai impazzire! Se mi stringi il clitoride fra i denti, mi fai morire! Dai, che vengo! Ancora, vengo! Vengo!»
Il suo corpo ha preso a sobbalzare, scosso da un’ondata di piacere. Teneva entrambe le mani appoggiate sul capo di Carlo, quasi ad impedirgli di staccare la bocca dalla sua ostrica profumata, da cui sgorgava nettare a profusione, che lui aspirava e raccoglieva senza perder una sola goccia. Dopo essersi goduto a lungo gli umori di mia moglie, lui ha preso a risalire il suo corpo, insistendo a baciarle prima l'ombelico, poi su, fino ai seni. Le sue labbra hanno afferrato i capezzoli e lei ha continuato a gemere. Anche in questo caso lei gli teneva le mani strette intorno alla testa e, quando lui le ha morso i capezzoli, lei lo ha stretto forte a sé e poi, con entrambe le mani, ha trascinato il suo volto, fino alla bocca, baciandolo e stringendolo forte a sé. In quello stesso istante, lui, con un movimento del bacino, sicuramente le entrato dentro, perché lei ha inarcato il corpo e sollevato ancora più le gambe, fino ad appoggiar i piedi sui glutei di lui, che si stava spingendo dentro di lei, fino in fondo.
«Fantastico! Ti sento tutto dentro! Mi sfondi! Sei enorme! Dai, scopami! Fammi impazzire!»
Ho dovuto smettere di segarmi, perché rischiavo di sborrare. Veder lei sparire sotto la possente mole di lui che, ora, con movimenti lenti ma poderosi, la pompava con estremo vigore. Ha iniziato a godere di un orgasmo dopo l’altro e lui, ogni volta, le lasciava il tempo di gustare appieno il piacere provato. Hanno cambiato posizione diverse volte. L'ha scopata da dietro, tenendola per i fianchi e costringendola ad inarcare il corpo per ogni affondo che le dava, mentre lei urlava nel sentirsi letteralmente sventrata. Poi l'ha scopata ancora con lei sdraiata di lato ed ho potuto ammirare quella grossa verga entrare ed uscire dalla fica di mia moglie. Lui le teneva la gamba sollevata, proprio per farmi vedere con quanto vigore la stava scopando. Ha urlato di piacere ogni volta che ha cambiato posizione ed io prendevo atto che lui la stava chiavando ormai da un tempo infinito. Lei, stremata, ad un certo punto l’ha implorato di sborrare.
«Dai, vieni! Fammi sentire il tuo seme che mi riempie il ventre. Dai, ti voglio! Sborrami dentro!»
Lui è rimasto un attimo a guardarla, poi si è girato verso di me e, con un cenno del capo, mi ha invitato ad avvicinarmi. Mi son inginocchiato sul letto vicino a lei e lui, dopo averle dato un ennesimo bacio in bocca, si è girato verso di me e mi ha impartito un ordine preciso.
«Inculala! Voglio che le apra il culo e vi sborri dentro il più in fretta possibile? È una troia insaziabile, una vera amante del cazzo e me la voglio godere anche in quel buco!»
Io ho avuto un attimo di esitazione, perché conosco Manuela e so che lo prende nel culo, ma, a farlo, vuole che la si prepari con cura, perché ha qualche difficoltà ad accogliere il mio cazzo, quindi come immaginare di permettere a lui di sfondarle il culo con l'enorme verga che si ritrova? Mentre ero preso da questa riflessione, Manuela mi ha dato uno schiaffo in faccia riportandomi alla realtà.
«Cornuto di merda! Hai sentito cosa ti ha detto? Mi devi fare il culo con il tuo cazzo e sborrare in fretta per lubrificarlo a dovere! Cosa stai aspettando? Muoviti! Cornuto!»
Si è messa prona, inginocchiata davanti a me, con le mani sulle chiappe per aprirle e permettermi di penetrarle nel culo. Mi son abbassato, le ho fatto colare un po’ di saliva sul foro, poi, lentamente, ho spinto il mio cazzo dentro di lei. L’ho sentita gemere e subito, afferrati fianchi, ho preso a scoparla a ritmo accelerato. Nel frattempo lei continuava a succhiare e leccare il cazzo di Carlo, che a me sembrava ancor più grosso.
