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Erotika
La moglie perfetta. Prima parte. Emerge il suo sentirsi troia.
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Racconto11 min di lettura

La moglie perfetta. Prima parte. Emerge il suo sentirsi troia.

Mi chiamo Fabio e sono sposato con Cinzia da dieci anni. Lei è quella che, secondo me, si può definire la moglie perfetta: intelligente, simpatica, è una donna che sa destreggiarsi bene in ogni situazione. Esteticamente è una bella donna, ma, sempre secondo me, è a letto che emergono tutte le sue ve...

pennabianca
3 anni fa · 572 letture · 0

Immediatamente, mi esprime il suo giudizio.

«Sai, ti scopi una vera figa, ma la cosa bella di lei sono il seno e la solarità delle pose: è spontanea, naturale, bella!»

Gli chiedo quanto sia il compenso per il lavoro svolto.

Ci pensa un attimo, poi mi risponde.

«Nulla, no anzi, mi piacerebbe avere tre foto».

Gli faccio scegliere le foto che preferisce. Ne seleziona una del seno, che è veramente bello, tondo: sembra quasi che siano state prese una coppia di sfere e siano state attaccate al petto di Cinzia; come seconda, ne sceglie una decisamente forte: è un primo piano della figa, da cui si vede colare il bianco della sua crema, e, per ultima, una del culo. Prende direttamente i negativi, si mette ad una macchina e ne ricava tre ingrandimenti 30X40. Poi mi sorride e aggiunge un suo pensiero:

«Racconta pure alla tua figa, che con queste mi farò delle seghe bellissime, pensando al suo splendido corpo».

Quando lo racconto a Cinzia, si eccita tantissimo: le piace proprio il pensare che qualcuno si segherà pensando a lei. Passano alcuni mesi e, una sera, che la sto riaccompagnando a casa, dopo una bella scopata, noto che lei è un poco pensierosa. La guardo e le chiedo il motivo del suo malumore.

«Mi sono rotta: vorrei dormire con te; perché non andiamo a convivere?»

Fermo la macchina, la guardo e, di rimando, le faccio una proposta:

«Perché, invece, non ci sposiamo?»

Lei mi risponde che le piacerebbe tanto, ma così, come stiamo ora, è bellissimo. Se poi, in futuro, mi dovessi stancare di lei, soffrirebbe tanto, perché non vuole perdermi. Le prendo il viso fra le mani, la bacio e le spiego le mie condizioni.

«Sta sicura che, primo, non mi perdi, secondo, basterà che quello che abbiamo fatto fino a oggi, lo continuiamo a fare con qualche piccola correzione; se ti sta bene, questo è tutto quello che ho da dire».

Incuriosita, mi chiede con un'aria triste.

«Cosa vorresti cambiare?»

«Nulla o poco. Ci voglio aggiungere che, quando sono via per lavoro, in quelle sere, tu sei libera di andare dove vuoi e con chi vuoi. Se ci scappa una scopata, basta che prendi il telefono e mi informi; io farò la stessa cosa con te. Se sono ad una cena ed ho la possibilità di scopare, te lo comunico; credi sia possibile condurre un'unione di questo tipo? Per quanto mi riguarda, ne sarei davvero felice».

Le dico questo in un tono assolutamente convinto e sereno. Lei mi butta le braccia al collo, e, baciandomi, afferma:

«Sarò la più brava moglie che un uomo possa desiderare».

Detto, fatto, ci organizziamo alla svelta. La casa già la possiedo. Un piccolo appartamentino in centro, disposto su tre livelli. Appena si entra, fatti tre scalini, c’è un ampio salone e un bell’angolo cottura. Saliti altri quattro gradini, a sinistra si entra nel bagno, dove ho fatto installare una piccola vasca Jacuzzi. Diventerà, nel tempo, il nostro angolo di Paradiso, il luogo dove la sera ci distendiamo, parliamo e ovviamente, poi che ci contiene entrambi, ci facciamo sesso. A destra, c’è la camera da letto, con una finestra sul soffitto, dove di notte, quando c’è la luna piena, la si vede stando distesi sul letto, e un finestrone grande, che si apre su un terrazzo posto più in alto rispetto a tutti gli altri, così ci si può prendere il sole nudi, senza rotture di nessun genere.

Per i preparativi facciamo relativamente presto e, quando parliamo del servizio fotografico matrimoniale, le propongo Pippo. Lei ne è subito entusiasta: muore dalla voglia di conoscerlo. Una sera, ci presentiamo, verso le diciannove, al suo negozio. Per l’occasione, lei indossa una gonna nera lunga, con davanti una chiusura lampo, che, ovviamente, offre diversi gradi di osservazione delle sue cosce, ed una camicetta bianca, senza nulla sotto; un micro perizoma e delle autoreggenti nere, con degli stivaletti con tacco alto, completano la mise e, a coprire il tutto, un giacchetto di pelle nero.

Lui la guarda, le fa fare un mezzo giro su sé stessa, e le parla con un sorriso stampato sul viso che, di per sé, dice tutto.

«Cara, le foto che ho visto di te, non ti rendono giustizia, sei, ancor più bella».

Mentre la commessa le mostra il meglio, in fatto di album, che dovrà contenere le nostre foto, parlo con lui e gli faccio una richiesta sottovoce.

«Mi chiedevo se fosse possibile fare alcune foto, il giorno delle nozze, un po’ speciali».

Lui ha come un lampo di genio, mi guarda e dice:

«Certo che si po’, ma servirebbe, prima, fare qualche scatto di prova».

Ci avviciniamo a lei: è tremendamente indecisa fra due album bellissimi, non riesce a decidere quale scegliere. Lui, allora, rivolto alla commessa, le dice che può andare, in quanto sarà lui a provvedere alla chiusura del negozio. Poi prende Cinzia per mano:

«Non è necessario che tu scelga adesso. Quando avrò le foto, deciderò io in quale stanno meglio».

Chiude il negozio, poi le avanza una richiesta.

«Cara, ti andrebbe di fare qualche scatto di prova?»

Lei mi guarda, io annuisco. Ci trasferiamo al piano di sopra. Lui sistema al meglio la sua attrezzatura, poi comincia a scattare. Prima, foto semplici, poi 'togli questo', 'togli quello', così, girati, piegati, alla fine lei è nuda. Io mi ritrovo il cazzo in super tiro e pure lui, visibile da un grosso bozzo sul davanti. Le scatta molte foto e, quando si rende conto che pure lei è su di giri, mi guarda e mi ordina perentorio.

«Che aspetti, spogliarti!»

Così continua a scattare. Prima foto sexy, poi sempre più erotiche, fino a quando lei me lo prende prima in bocca poi in fica, ma il meglio è quando sborro.

Lui mi fa mettere davanti alla sua bocca, con non so quale sistema, riesce non solo ha beccare l’attimo in cui schizzo, ma tutto il filamento di sborra che va a coprire direttamente il suo viso, con un effetto di un erotismo pazzesco. Poi lei si gira, vede il cazzo di Pippo che è durissimo e gli chiede con voce altamente maliziosa.

«È vero che ti sei segato, pensando a me, alle mie intimità?»

Lui fa un cenno d’assenso con il capo. Lei lo esorta con voce molto languida.

«Fammi vedere come fai».

Lui mi guarda, io annuisco. Tira fuori un bel cazzo duro e comincia a segarsi di brutto. Lei allunga una mano, si abbassa e lo porta alle labbra, lo lecca un po’, e lo invita a sborrare sul suo viso.

«…Dai…dai …schizzami in faccia, anche tu!»

Lui mi indica una piccola macchina fotografica; appena gliela porgo, appoggia la punta del cazzo in bocca a Cinzia, se la scopa velocemente avanti e indietro, e gode.

«…Sì… bella porca …sì … succhiami… che sborro!»

Nell’attimo in cui sborra, tira fuori il cazzo, schizza sulle tette la sborrata, immortalando ogni singolo attimo. Il giorno delle nozze, arriva prestissimo a casa mia. Caccia fuori dalla mia camera tutti; mi scatta alcune foto di me nudo, poi mi saluta e corre a casa di Cinzia. Stessa regia e, essendosi eccitato, lei gli succhia velocemente il cazzo, facendolo venire in gola per non lasciate tracce, ma tutto ampiamente documentato da foto stupende. Le foto del matrimonio si riveleranno bellissime, ma quelle speciali restano il più bel regalo che abbiamo ricevuto.

Continua…

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