Ci accomodiamo in salotto, siamo tutti impacciati, non sappiamo cosa dire per rompere il ghiaccio.
- Gradite un amaro, una grappa... ? – chiede Dario, ospitale, mentre sistema le imposte, affinché la luce non sia troppo aggressiva.
- Perché non vi baciate? – dice Francesco e sorride - E’ sempre l’inizio migliore... se volete, sono molto felice anche solo di osservarvi, mentre fate all’amore. –
L’idea di dare un bacio tenero e appassionato mi piace. Lo faccio, mi accosto a Dario e incollo le mie labbra alle sue.
Ci accarezziamo; il bacio diventa sempre più sensuale, senza staccarci, sediamo sul bordo del divano. Scavo con la lingua, rumorosamente, nella bocca di Dario, mentre l’eccitazione fa avvampare il mio corpo in volute di caldo torbido.
Dario mi apre la camicetta; anche lui mulina la sua lingua contro la mia, sembriamo due combattenti che non vogliono arrendersi.
Avere uno spettatore discreto è piacevole: ci gasa, facendoci diventare un po’ esibizionisti.
Adesso è il mio momento di darmi da fare con le mani. Cerco la cintura di Dario, gli sbottono i pantaloni. Lui non chiede di meglio che liberarsene... senza remore, è su di giri; si leva anche le mutande e le scarpe, restando con le calze scure.
Siamo vicini, spesso la mia pelle viene a contatto col suo pene, eretto e libero. Quando mi tocca, lo sento bollente.
Vedo Francesco, si è seduto in poltrona, di fronte a noi, ma non accenna a spogliarsi. Non posso occuparmi di lui, per ora. Riprendo a baciare mio marito; nei movimenti, ad arte, ho fatto sì che la gonna di lanetta salisse, su... sempre più su, fino a mostrare la mia mutandina e le gambe appena depilate.
Con la mano accarezzo il mio maschio, poi gli trovo il membro che si inturgidisce ancora di più, al contatto della mia mano morbida.
Si è creata un'alchimia così erotica che ora desidero ardentemente di vedere il cazzo del nostro ospite. Non sto nella pelle dall’eccitazione.
Proprio io, mentre Dario mi carezza i seni, ancora trattenuti dal reggipetto, chiamo l’altro:
- Vieni da noi, Francesco... – poi rivolta al mio lui – va bene, amore? –
- Certo – risponde lui – adesso gli faccio vedere le tue zinne. - con un rapido movimento, mi fa schizzare fuori dal reggipetto, prima l’una e poi l’altra delle enormi tette; i mie capezzoli, sollecitati dalle sue carezze sono turgidi e grossi, pronti per essere succhiati.
La mia fantasia galoppa da sola.
Sto pregustando quello che i miei sudditi potrebbero fare. Mi mungeranno a dovere; leccheranno e suggeranno le mammelle tutto il pomeriggio, gli uomini, specialmente quelli nuovi del gioco, impazziscono per i seni grandi e burrosi... l’irrigazione nella mia vulva aumenta, spontanea.
Mi piace che tutto avvenga lentamente. Non lo facciamo spesso, a tre, intendo; mi voglio gustare tutte le attenzioni che saranno dedicate al mio piacere.
Francesco prende coraggio, lo vedo. L’eccitazione è troppo potente per resistere. Anche lui si sbottona la camicia, si alza e si avvicina a noi.
S’inginocchia davanti al grosso divano, poggia il viso sulle mie gambe, cerca la pelle morbidissima, oltre le calze; non sono più tese, i movimenti le hanno spostate; adesso sono molli e attorcigliate, la mia incuria mi ha resa discinta. Meglio! Le sue mani si muovono come un soffio, delicate. Assapora ogni centimetro della mia pelle chiara; la sfiora con i polpastrelli, poi con il palmo della mano. Si gode il contatto.
Tiene gli occhi socchiusi, vuole sognare, toccandomi dolcemente, però non vuole perdersi lo spettacolo, più ardito, che avviene al di sopra del suo viso.
Dario, in ginocchio sul divano, mi lavora i seni, con molta più decisione: si porta i capezzoli alla bocca per succhiarli fino all’aureola, ora uno ora l’altro. Francesco ha la testa immediatamente sotto. Quel ben di dio non aspetta altro,
Sì, penso, lo voglio anch’io... ho deciso: concederò alla sua bocca di godere dei miei seni.
Un brivido caldo mi attraversa la nuca mentre mi abbasso e spingo un capezzolo a portata delle sue labbra.
8 – La Regina si diverte.
Però Francesco, ormai al settimo cielo, ci sorprende con un ardito colpo di mano, anzi... di bocca: volta la testa dall’altra parte e, restando con le mani sulle mie cosce, approfitta del cazzo di Dario che, in realtà, si trova vicinissimo alla sua testa.
Il grosso pene di mio marito, spunta tra le gambe, nulla lo trattiene, ballonzola nel vuoto a ogni movimento del corpo, come una canna da pesca...
Francesco lo rintraccia mentre sciabola nel vuoto e lo agguanta con le labbra. Senza vergogna, senza preliminari, come un coccodrillo assalta la preda, aggancia il glande e se lo piazza in bocca. Dario, impreparato si blocca per un attimo; siamo sorpresi ma non lo tira fuori.
Nei contatti Francesco aveva fatto molti apprezzamenti, tali da farci capire che non aveva remore riguardo ad una certa bisessualità, ma vedergli prendere in bocca il “coso”, all’improvviso, sortisce un bell’effetto sorpresa...
Intuisco la perplessità di Dario: teme che la cosa, fuori dagli schemi che avevamo preso in esame, possa crearmi un certo fastidio...
Godendo del mio ruolo di “Regina”, percepisco di nuovo l’importanza del mio ruolo. Devo essere io a decidere!
Quei corpi sudati coi loro cazzi infervorati sono li, al mio completo servizio, felici di servire e di soddisfare i miei desideri di primadonna.
Allungo una mano verso il membro di Dario, lo prendo dalle palle e lo tengo fermo, con l’altra mano concedo una carezza al viso rasato del signor Francesco, poi con delicatezza ma con fermezza, raggiungo con le dita la sua nuca e lo spingo verso il bacino di Dario, Francesco non oppone resistenza e con voluttà inaudita, cede spazio fino alla gola al membro maschile.
Dario apprezza la mia concessione e se la gode, preme in bocca all’estraneo, che non si arrende e non si tira indietro.
E’ molto abile, e nonostante le dimensioni e la durezza, gestisce con maestria la penetrazione, facendosi entrare il pene tutto quanto. Dario esagera, è troppo arrapato, preme senza ritegno... si sente molto maschio, lo immagino. Francesco resiste bene alle spinte senza perdono ma quando Dario si ferma dentro, bloccandogli il respiro, cerca di resistere fino allo spasmo, poi con un sussulto, deve arretrare... rischia di soffocare e tossisce disperato
Ormai non ci sono più regole tra di noi.
Francesco affonda la bocca che gronda liquido, sulle mie mutande che sono altrettanto bagnate, mi morde il monte di venere senza farmi male, Dario gli preme il cazzo sulla nuca, mentre se lo masturba.
- Aspetta, - gli dice – ora ti faccio leccare la figa di mia moglie... – Facendosi spazio con le mani, mi toglie le mutandine, lasciandomi completamente esposta, a pochi centimetri da quell’uomo che quasi non conosco.
Mi piace! Divarico le gambe in maniera oscena, voglia che veda quanto è liquido il mio spacco in questo momento. Francesco comincia a bermi. Prende a succhiare con le labbra, mescolando la sua saliva al mio liquido trasparente e profumato.
Dario, senza ipocrisie, fa un favore a quel porco che pasteggia sulla mia figa e la spadroneggia con la lingua, gli apre la cintura e gli toglie i calzoni. Francesco lascia fare, gli apre lo spacco dei boxer; il pene di Francesco è a tre quarti, gonfio e rosso, non enorme ma gradevole.
Dopo che Francesco gli ha fatto il pompino, mio marito si sente più libero di agire, senza problemi glielo prende in mano, tirando fuori anche la grossa sacca coi coglioni.
Guardo la scena eccitata, ecco... ora i “miei” cazzi sono due...
Vedo che Dario: nel manipolare il maschio, finge un certo distacco, ma io so che anche lui non disdegna il rapporto con un altro uomo. Allungo la mano, voglio conoscere anch’io la “consistenza” di Francesco. Nonostante sia anziano, sentendo tante sollecitazioni, continua ad inturgidire l’erezione finché, in mano, mi ritrovo una verga notevole. Decido: voglio che Dario lo assapori.
- Prendilo in bocca – intimo a mio marito – dai... – lo incito.
Dario ne ha una voglia matta, ora che può fare ciò che desidera, ne approfitta... Siede sul divano, al mio fianco, e fa in modo che Francesco, molli la figa e si metta dritto in piedi.
Rispetto a Dario, sono molto più in basso, sono poggiata sulla schiena col sedere quasi fuori, resto là, languida... mi concedo una pausa contemplativa.
Ora l’uomo è davanti a noi, mio marito gli toglie le mutande.
Il prepuzio, anche se parzialmente, copre ancora il glande; sulla testina una gocciolina trasparente, di piacere. Dario si avvicina delicatamente, lecca, poi succhia...
