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Ricordi perversi
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Ricordi perversi

Sposata, ho gestito un negozio di abbigliamento in centro a Perugia per una decina di anni, poi iniziai a dover FARE di più

Marcello Veroni
1 anno fa · 2.340 parole · 11 min
923 letture

Vittorio si spostò e si avvicinò alla mia bocca prendendo il posto di uno dei due ragazzi che sostituì vittorio nella scopata. Entrò anche lui con qualche fatica, ma l'altro aveva ormai aperto la strada. Fu stupendo. Il cazzo di vittorio era ...non so come descriverlo, mai visto qualcosa del genere e ancora adesso mi sto bagnando nel raccontarlo. Si lo desideravo, li desideravo li volevo tutti ...credo di averlo detto a voce alta e poi di averli visti sorridere. 

Avevo le mani sui cazzi e qualcuno mi stava spingendo le palle in bocca. Un cazzo enorme che mi sfondava la fica bagnata e che mi stava portando al piacere...sentii la vampata di piacere partire dall'addome ed arrivare al cervello come un fulmine. Urlai sicuramente urlai e non era per dolore, ma per l'enorme piacere provato. 

Non mi fu lasciato il tempo di godere del mio piacere che i due ragazzi si scambiarono di posto. 

Un altro cazzo, altro piacere in arrivo. Questo pensai, ero in uno stato di eccitazione estremo!! 

Cos'è che stai facendo gli dissi!! e lui sorrise soltanto. Mi stava mettendo un dito nel culo!!! 

Per un attimo fui presa dallo sconforto, mi faceva male e lo sapevo perché Marco ci aveva provato più e più volte, ma non seppi dire di no, non avevo le forze, non volevo, ero infoiata come una ninfomane. Presi atto della situazione e godei del dito che poco alla volta entrava dentro di me. Era stato bagnato a dovere e non faceva tanto male. Poi le dita diventarono due, ma mentre mi scopava come uno stantuffo, non mi dispiacevano quelle dita, anzi. Si dammene ancora dissi...e mi accontentò. Tolse il cazzo dalla fica e lo appoggio cosi bagnato dei miei umori allo sfintere! 

Questi cedette subito e lasciò entrare quell'enorme cazzo con una velocità che mi stupii. Lo senti penetrarmi le viscere mentre il bruciore mi toglieva parte del piacere, quindi, poco alla volta, quel disturbo sparì, mentre il piacere aumentava. Mi stava inculando!! Questo pensiero mi piacque mi gongolai un attimo in questa perversione, ma le mani forti di quegli uomini mi riportarono al presente. Mi sollevarono di peso e mi misero seduta su quel cazzo che non aveva lasciato per un solo istante il mio foro anale. Abbracciai quel ragazzo con entrambe le gambe e con le braccia mentre mi sollevava e mi lasciava cadere inculandomi di peso sul suo membro. Qualche colpo ben assestato e le cose cambiarono ancora. Mi sentii sospesa in aria, mentre abbracciavo ancora quell'uomo con braccia e gambe, lo spostamento era dovuto al passaggio del suo grosso cazzo dal mio ano alla mia vagina...gli amici lo aiutarono e quando mi depositarono ero penetrata davanti…pochi istanti e qualcosa si appoggiò al mio sfintere, sapevo cos'era…era il bellissimo cazzo duro di quell'altro ragazzo. Wow pensai...e ora? Entrò senza problemi e subii la mia prima doppia penetrazione. I due ragazzi mi sollevavano e mi lasciavano andare in modo da svuotarmi e da riempirmi in un colpo solo, la sensazione era ...non so descriverla era ...entusiasmante! Il piacere non era localizzato, godevo godevo e godevo. Credo di essere venuta almeno 5 o sei volte di un piacere diverso di un piacere animale di un piacere anale e vaginale. 

Stanchi e sudati i ragazzi mi depositarono con i piedi per terra e io corsi da Vittorio, mi inginocchiai davanti a lui e lo succhiai. Una volta portato alla massima erezione, mi prese per i capelli della nuca e mi mosse la testa a suo piacimento su quel pene enorme. Vidi i due ragazzi che si stavano masturbando e feci per andare da loro ad aiutarli, li volevo tutti, ma Vittorio mi butto per terra e con un piede mi schiaccio il collo e la testa sul pavimento costringendomi a mettermi carponi, quando mi lasciò restai lì ferma ad aspettare e in breve fui accontentata. 

Vittorio si mise dietro di me penetrandomi la fica con quell'enorme arnese di cui madre natura lo aveva dotato e i ragazzi si inginocchiarono davanti a me, mettendomi i loro cazzi a portata di bocca. Con un piccolo spostamento potevo passare a succhiare l'uno e l'altro, mentre le mie mani non abbandonavano mai quello che era senza bocca. Che meraviglia quelle grosse turgide cappelle! Erano sul punto di venire, e rallentai le mie attenzioni, per dedicarmi di più a Vittorio. Con il bacino lo assecondavo nei movimenti e gli andavo incontro quando spingeva, questo deve averlo eccitato particolarmente perché mi disse: "Non pensavo che tu fossi così troia". Mi eccitai e venni ancora urlando e contorcendomi e inarcando ancora di più la schiena. 

Quando mi ripresi avevo il cazzo di Vittorio in culo, non mi resi conto di nulla, ormai era li e si stava già muovendo liberamente nel mio intestino, riempiendolo. 

Godevo ancora. Ripresi i cazzi dei ragazzi mentre Vittorio in piedi su di me mi stava sfondando letteralmente il culo. Sentivo le sue palle sbattere sulla fica fradicia. Sentivo le sue mani sui miei fianchi. Sentivo le cappelle enormi contro le mie guance. Sentivo lo sperma caldo inondarmi la bocca...lo succhiai tutto, lo spremetti, gli strizzai le palle come se ne volessi ancora e una volta leccata l'ultima goccia, alzai la testa e lo guardai negli occhi lasciando a lui la vista del contenuto della mia bocca. Deglutii. 

Passai all'altro e in un attimo, eccitato dalla visione precedente mi sborrò in faccia. Aprii la bocca cercando di intercettare più sperma possibile e quindi lo segai per fare uscire tutto il succo. Lo asciugai con la lingua e in quel momento sentii Vittorio che mi inondava la schiena con il suo sperma. Riuscii a girarmi e a prendere i rimanenti schizzi in faccia, qualcosa anche in bocca e quindi anche a lui riservai le attenzioni degne di una vera ninfomane. Leccai la sua cappella e in ginocchio lo ringraziai. 

Si, così piena di sperma, di uno sperma non cercato ma subito, io li ringraziai del piacere che mi avevano fatto provare. Li stavo ancora ringraziando mentre si stavano rivestendo e stavano uscendo dalla porta…poi il nulla. 

Mi risvegliai a notte fonda su quel pavimento freddo. Avevo male alla testa in un punto ben localizzato. 

Iniziavo a ricordare, ma non capivo ancora se avessi sognato, poi …l'odore inconfondibile del sesso di cui ero intrisa; quindi, mi resi conto di essere nuda e infine realizzai che era stato tutto reale. Dov'è Marco? 

MARCELLOVE HOTMAIL.IT 

Kik marcellovero 

Fine
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Scritto da
Marcello Veroni
5 racconti, 0 libri.
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