“Sto venendo…” disse lei con un filo di voce continuando a gemere.
Ero come paralizzato dalla sua bellezza. Mi stavo segando anche io in modo altrettanto frenetico, non avevo mai provato un piacere così intenso e non volevo finisse. In quel momento desideravo davvero che qualcuno entrasse in casa per sbatterla, speravo davvero che la porta dell’appartamento si aprisse ed entrasse Riccardo (o chiunque altro): non volevo smetterla di guardarla ma lei non ce la faceva più a reggere al piacere da sola. Dal suo sguardo trasfigurato dalla lussuria capii era giunta al limite, fece dei versi incomprensibili e venne.
Io anche ero venuto, sporcando a terra, ma continuavo ad avercelo duro.
Lei aprii gli occhi dopo qualche tempo indecifrabile di silenzio.
Mi guardò. Notò la mia erezione e si morse nuovamente in labbro.
“Io ho ancora voglia..” mi sussurrò con mia enorme sorpresa.
La condussi nella camera da letto e in quel momento mi resi conto che questa piccola occasione in cui mi ero potuto godere la mia fantasia mi aveva fatto impazzire. Volevo continuare a goderne.
Non sapevo come glielo avrei detto, se glielo avrei detto, se mi sarebbe bastato limitarmi a guardarla masturbarsi o avrei voluto vederla fare altro, non sapevo nulla, ma dovevo e volevo continuare a vederla godere in un modo o nell’altro.


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