Sul motorino, mentre percorrevo la distanza che mi separava dal vecchio, il mio pensiero fisso andava al suo cazzo, avevo una grande voglia di vederlo, toccarlo, di prenderlo finalmente in bocca, di succhiarlo fino allo sfinimento fino a farmi sborrare in bocca, non avevo esitazioni, e se avessi scoperto che aveva un uccello grosso, ero intenzionata a dargli anche il culo. Non vedevo l’ora di arrivare da lui.
Raggiunta l'officina, il vecchio mi fece entrare e salimmo nella sua casa. Praticamente l'officina era il garage della sua abitazione. Ci accomodammo su un divano, chiese se potesse offrirmi qualcosa e risposi che stavo a posto così, che avevo appena pranzato.
Mi guardava fisso in volto, mi squadrava le tette che avevo avuto cura di mettere bene in vista, fino a che cominciò ad accarezzarmi la testa, lisciandomi i lunghi capelli neri in maniera affettuosa, come un ragno che pregusta la sua preda. Sentire quella grossa mano che, da dietro la nuca scendeva fino al collo, mi provocava brividi e lui se ne accorse, chiedendomi cosa avessi. Risposi che se faceva così, mi eccitavo e lui rispose che era proprio quella la sua intenzione. Mi chiese se volessi dei soldi per fare sesso con lui, ma risposi prontamente che non ero una puttana, ma che volevo farlo semplicemente perchè ero troia e viziosa e mi eccitava la situazione e fare maialate con un uomo anziano. Senza più traccia di soggezione, aggiunsi che mi piaceva tanto il cazzo.
Visibilmente eccitato, mi chiese di spogliarmi, di regalargli una sorta di spogliarello personale. Senza una parola, mi alzai in piedi e, guardandolo negli occhi, con movimenti lenti, mi sfilai la shirt mostrandogli le mie tette che presi a palparmi, poi, pian piano, con le mani ed un movimento di bacino, abbassai la minigonna e la mutandina e le lanciai da una parte, rimanendo con le sole scarpe completamente nuda di fronte al vecchio puttaniere. A questo punto gli chiesi apertamente cosa volesse da me. Mi rispose che voleva godere del mio corpo, voleva fare sesso con me ed infine, mi chiese se anche io avessi tale desiderio. Gli feci notare, maliziosamente, che già l'essermi spogliata completamente, doveva essere una risposta più che chiara e comunque, lo rassicurai circa il fatto che anche io volevo fare sesso con lui. Infoiata, senza più alcuna vergogna né soggezione, aggiunsi che volevo il suo cazzo.
Mi fece avvicinare e cominciò a toccarmi tutto il corpo, ad accarezzare i seni, i glutei che mi pizzicava fino a sfiorare con un dito la mia fica che subito iniziò a bagnarsi. Si chinò di poco e prese a leccarla con colpi che da sotto salivano sopra a lapparmi le labbra ed il clitoride duro e vibrante, che prese a ciucciare e mordicchiare. Con gli occhi chiusi, mi godevo quelle leccate profonde ed intense lamentandomi in piena estasi sessuale.
Infoiata, con aria da troia incallita, mi sedetti accanto a lui, gli tolsi la camicia, gli slacciai la cintura e calai i suoi calzoni insieme alle mutande alle sue caviglie. Lui tolse le scarpe, sfilò gli indumenti rimanendo ambedue nudi. Il cazzo era già dritto e duro, appoggiato alla sua pancia prominente, già scappellato ed invitante.
Timidamente gli allargai oscenamente le cosce, glielo presi in mano ed iniziai ad andare su e giù in una sega lenta, maliziosa. Lui mi lasciava fare e mi guardava con un sorriso beffardo mentre mi accarezzava le tette fino a che mi prese la testa e se la portò sulla bocca iniziando a baciarmi volgarmente. Io contraccambiavo ciucciandogli la lingua, giocherellando con le sue labbra che mordicchiavo. Lo sentivo mugolare, mentre il cazzo che tenevo in pugno, si faceva via via più duro e pulsante. Nonostante i suoi 74 anni era ben dotato, il suo cazzo era scuro, lo scroto sembrava una sacca di cuoio, la cappella invitante e turgida, violacea e piena di desiderio, sbordante dall'asta, dal diametro più largo, come piace a me, cappellone che richiamava alla mente la testa di un grosso fungo. Andavo su e giù con la mano sull'asta calda avvertendo i noduli del cazzo duro.
Sempre con la mano sul mio collo, mi costrinse a scendere fino a che mi ritrovai con la faccia a pochi centimetri dal cazzo. Pungente, mi arrivò il forte odore della grossa cappella e anche un pò odore di urina. Persa completamente la testa, mi posizionai a pecorina di lato e, accarezzando i coglioni, cominciai a leccare la cappella come fosse un cono gelato, da birichina viziosa, con una incredibile voglia di cazzo, la lappavo, la circondavo con le labbra strette sul bordo mentre la lingua la titillava donandogli un piacere intenso. Poi scesi giù fino ad ingoiare praticamente tutto il cazzo del vecchio e presi ad andare su e giù sull'asta che entrava ed usciva dalla mia bocca ritmicamente, mentre il vecchio porco mi teneva fermi i capelli.
Lo mandavo giù in gola al punto che il naso lambiva la sua coscia. Ogni tanto mi fermavo, alzavo lo sguardo e gli sorridevo con la bocca lorda di saliva e di suo liquido seminale, poi lui allargava l’uretra con le dita invitandomi a ficcarci la lingua cosa che io facevo con delicatezza mandandolo in paradiso; ripetemmo questo giochetto varie volte fino a che mi spinse con forza la testa sul suo cazzo ed io ripresi a pompare alacremente. Mentre lo spompinavo, avvertivo il forte odore della cappella misto ad un retrogusto di urina, intanto lui mi accarezzava la schiena fino a scendere al culo che mi palpava facendomi godere, quando poi mi ficcò un dito in culo ed uno in fica masturbandomi, cominciai a mugolare sommessamente mentre godevo come una matta. Lo misi al corrente che ero vergine e di andare piano col dito in fica.
Godendo tantissimo, col suo cazzo ben piantato in bocca, aumentavo il ritmo della pompa, andando velocemente su e giù sulla grossa mazza, poi mi fermavo e leccavo i coglioni fino a salire pian piano e ritornare alla cappella che sbocconcellavo, leccavo e succhiavo. Me la coccolavo facendo in modo che lambisse tutta la mia bocca, palato, gote, lingua e gola. Me la strofinavo sul viso, sulle labbra, sulla fronte, viziosa ed eccitatissima. Ad un certo punto, mi fece fermare, si distese e mi invitò a salire su di lui in un 69. Lo feci immediatamente e, sentendo il suo corpo caldo sotto di me, glielo scappellai con le labbra facendolo scivolare in bocca, mentre lui era indaffarato a palparmi le chiappe ed a leccare con voluttà e passione culo e fica.
Mentre mi leccava, andavo su e giù sul suo cazzo ingoiando la cappella e tenendo con ambedue le mani i coglioni, ero così assatanata nel fargli quel pompino che mi doleva il collo.
Eccitata all'inverosimile, ora volevo che mi facesse il culo e così, con un filo di voce, gli chiesi di incularmi. Rimase interdetto, all'epoca, negli anni 80, non era certo frequente trovare una ragazza così giovane che lo prendesse già in culo, addirittura chiedendolo chiaramente.
Senza più esitazioni, mi fece mettere a pecora sul divano, si sistemò dietro di me e allargandomi le chiappe, appoggiò la cappella sulla rosellina ed entrò nel mio intestino. Mi disse che ce lo avevo già bello largo, aveva capito che non ero affatto vergine di culo e scoppiò in una risata di compiacimento dicendo che ero una giovane porca. Mi inculava con esperienza e bestialità. Appoggiata sui gomiti, con la testa tra le braccia, stravolta dal godimento sentivo il cazzo di D che mi stantuffava da dietro, avvertivo i noduli del cazzo che mi frantumavano il culo, ad ogni affondo mi faceva sbattere sul bracciolo del divano, poi mi afferrò una scapola tirandomi indietro e facendomi entrare l'intera mazza in corpo.
